Attraverso la formula chiavi in mano, la Provincia di Padova metterà a disposizione dei cittadini ben 500 tetti fotovoltaici; a darne notizia è stato Roberto Marcato, presidente dell’Agenzia per l’Energia e vice presidente della Provincia di Padova, sottolineando altresì come verranno installati sul territorio anche dieci impianti fotovoltaici presso altrettante scuole della Provincia. A tal fine, entro l’anno, l’Amministrazione provinciale provvederà ad emanare i relativi bandi rivolti sia alle scuole, sia ai residenti sul territorio della Provincia di Padova con la conseguenza che ci saranno, anche con il coinvolgimento degli istituti di credito, i quali svolgeranno un ruolo determinante, ottime ed interessanti opportunità per l’attività delle imprese che producono impianti fotovoltaici.
Eruzione vulcano Islanda, gli effetti sul clima
L’eruzione del vulcano Eyjafjallajkull in Islanda, che ha sollevato un’immensa nube di cenere (più precisamente una massa calda di polveri e gas proiettata nell’atmosfera a una quota di 4/5 Km ), ha messo in ginocchio il traffico aereo europeo interessando dapprima la Gran Bretagna, e paralizzando poi anche Belgio, Olanda e Danimarca, Germania, Norvegia e ora avvicinandosi anche all’Italia. Oggi si apprende che sono stati annullati ben 60 voli in Toscana, molti dei quali sono tappe di scalo di compagnie low cost come Ryanair, Easyjet, Norvegian. No e Transavia che hanno parecchi voli destinati a Regno Unito, Irlanda, Francia, Danimarca, Olanda, Germania e Norvegia.Il disagio immediatamente visibile è stato per l’appunto il blocco dello spazio aereo nord-europeo, ora la nube si sta spostando verso sud-est, provocando problemi con i voli addirittura in Medio Oriente. Ma quali saranno gli effetti della nube di cenere sul clima, se dovesse spingersi fin nella stratosfera?
Relazione Ispra: Italia sempre più calda, perde ghiacciai e biodiversità

Nonostante la politica continui ad affermare che il riscaldamento globale non esiste, ecco arrivare, come un fulmine a ciel sereno, la pubblicazione della relazione dell’Ispra, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. I dati raccolti nell’anno 2009, elaborati e resi noti nei giorni scorsi fanno rabbrividire, e dimostrano non solo che il riscaldamento globale esiste eccome, ma anche che l’Italia è tra i Paesi industrializzati che ne sta pagando le maggiori conseguenze.
Il dato più preoccupante riguarda le Alpi, la zona che più di altre sta risentendo dell’aumento delle temperature in quanto ha più difficoltà ad adattarsi. Tutta la catena montuosa che delimita i confini del nostro Paese ha mostrato una diminuzione della quantità di ghiacciai di due terzi rispetto a 150 anni fa, mentre la parte solo italiana è del 40% inferiore rispetto al diciannovesimo secolo, cioè si è quasi dimezzata. Questo è facilmente visibile con una semplice osservazione, dato che i ghiacciai minori sono scomparsi e quelli maggiori si sono lentamente frammentati.
Ciò significa che c’è meno acqua, minor risorse da sfruttare per i cittadini che abitano in quelle zone, e si sa che se si perdono le risorse idriche montuose, tutto l’ambiente è destinato a collassare. Se si considera infatti che non sono solo le Alpi a perdere i ghiacciai, ma tutte le catene montuose del mondo, si capisce come, di questo passo, tra qualche decennio non potremo più recuperare acqua dolce dalle montagne, le maggiori riserve idriche del mondo.
Il nucleare? Non serve più, il sole basta per tutti dicono in Canada

L’energia solare nel Sud-Est dell’Ontario ha il potenziale per produrre quasi la stessa quantità di energia prodotta da tutti i reattori nucleari negli Stati Uniti, secondo due studi condotti dalla Queen’s University di Applied Sustainability Research Group situata a Kingston, in Canada. Questi studi, guidati dal docente di Ingegneria Meccanica professor Joshua Pearce, sono i primi ad esplorare il potenziale di energia solare della regione. Il professor Pearce è rimasto sorpreso da quanti gigawatt potrebbero essere prodotti.
Sono venuti fuori numeri enormi e noi eravamo scettici. Esistono circa 95 gigawatt di energia potenziale solo nel Sud-Est dell’Ontario, i quali mostrano che vi è un enorme potenziale
afferma il professor Pearce, specializzato in energia solare fotovoltaica e materiali applicati alla sostenibilità. Uno studio, pubblicato sulla rivista Computers, Environment and Urban Systems, ha scoperto che se i tetti costruiti nella regione presa in esame dell’Ontario fossero coperti con pannelli solari, potrebbero produrre cinque gigawatt ognuno, ovvero circa il 5% di tutta l’energia dell’Ontario. Lo studio ha preso in considerazione l’orientamento del tetto e l’ombreggiatura.
Previsto aumento del prezzo di petrolio e crollo della produzione nel 2015

Mentre il mondo recupera dalla recessione, l’unica industria che non ha risentito della crisi è quella del petrolio. Il motivo è semplice: le rinnovabili sono state rallentate per troppo tempo e oggi che ce ne sarebbe il bisogno, siamo ancora troppo dipendenti dall’oro nero. Siamo arrivati al punto che oggi c’è più bisogno di petrolio che in ogni altro anno precedente nella storia.
L’International Energy Agency ha rilasciato le sue previsioni per quest’anno, e ha notato che la domanda di petrolio ha raggiunto l’enorme cifra di 86,6 milioni di barili al giorno, che fanno +2% rispetto allo scorso anno, e 100.000 barili in più al giorno rispetto al precedente record stabilito nel 2007.
Prestigiacomo: “Problema rifiuti è colpa delle Regioni”

Lo sport nazionale dell’Italia, non è più il calcio, ma lo scarica barile. Quando bisogna trovare il responsabile di qualche danno, si susseguono dita puntate e accuse che non stanno in piedi; quando invece un problema si risolve, c’è la corsa a salire sul carro dei vincitori.
E così capita che se per Napoli, ad emergenza finita (così dicono) l’attuale Governo di centrodestra decanta i propri meriti, quando invece le cose non funzionano, vedi il resto della Campania, la Sicilia e altre Regioni alle prese con i rifiuti, improvvisamente la colpa non è del Governo, ma della politica regionale. Capita così che il Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, riferisca alla commissione parlamentare d’inchiesta sul problema rifiuti, ed esponga problematiche e soluzioni. Dopo il salto i casi analizzati regione per regione.
“Ecocidio”: la Gran Bretagna chiede di trattare la distruzione dell’ambiente come un crimine contro l’umanità

Una campagna per dichiarare la distruzione di massa degli ecosistemi un crimine internazionale contro la pace, al fianco del genocidio e dei crimini contro l’umanità, è stata lanciata nel Regno Unito. La proposta per le Nazioni Unite è di accettare l'”ecocidio” come un “crimine contro la pace”, che potrebbe essere giudicato alla Corte Penale Internazionale.
L’idea radicale avrebbe un profondo effetto sulle industrie incolpate di danni ingenti per l’ambiente, come quelle che operano con i combustibili fossili, l’estrazione mineraria, l’agricoltura, prodotti chimici e la silvicoltura.
I sostenitori della legge sull’ecocidio sono convinti che potrebbe essere utilizzato per perseguire anche i “negazionisti del clima” che distorcono la scienza e i fatti per scoraggiare gli elettori e i politici ad adottare misure per affrontare il riscaldamento globale e i cambiamenti climatici.
Perù: enorme parete di ghiaccio si stacca e crea uno tsunami

Un enorme pezzo di ghiaccio si è staccato da un ghiacciaio delle Ande, che misura 500 metri per 200, ed è finito in un lago. E’ successo ieri in Perù, dove si è verificato uno tsunami di cui in Italia non si è nemmeno parlato, ma che ha spazzato via tutti i villaggi lungo la riva, ferendo centinaia di persone ed uccidendone almeno tre.
Gli oltre 20 metri dell”onda generata dalla parete ghiacciata hanno superato gli argini, distruggendo le case e un importante impianto di trattamento delle acque. Il Perù ospita il 70% dei ghiacci tropicali del mondo, che si sono attenuati negli ultimi anni a causa dell’aumento delle temperature globali.
Fotovoltaico e agricoltura insieme per contrastare i cambiamenti climatici
Con il fotovoltaico l’energia elettrica prodotta viene consumata sul posto e garantisce, di conseguenza, la minimizzazione delle perdite dovute al trasporto su rete ed alle ampie variazioni di tensione. Questo è quanto, tra l’altro, ha messo in evidenza il Direttore Generale della Confederazione Italiana Agricoltori (Cia) Umbria, Catia Mariani, che ha in più posto l’accento sul fatto che nel settore agricolto il ruolo dell’energia fotovoltaica è e sarà molto importante anche per il contrasto e la lotta ai cambiamenti climatici.
Anche in zone temperate come le nostre, infatti, si assiste oramai sempre più spesso, secondo il Direttore della Confederazione Italiana Agricoltori Umbria, a fenomeni di natura tipicamente tropicali come le repentine variazioni di temperatura accompagnate da piogge eccessive. Con il fotovoltaico si possono invece contrastare questi cambiamenti climatici a fronte di una tecnica di produzione dell’energia che non produce scorie, non emette cattivi odori e non fa rumore; il tutto a fronte di impianti fotovoltaici che possono durare fino a ben 30 anni e che garantiscono a regime, e dopo il rientro dall’investimento iniziale, anche risparmi economici oltre che, sin dall’inizio, ambientali.
Disastro nella Grande Barriera Corallina: ci vorranno 20 anni per riparare i danni della nave incagliata

Poco più di una settimana fa, una nave che trasportava carbone, la cinese Shen Neng 1, si è incagliata nella Shoals Douglas, un’area della Grande Barriera Corallina, al largo dell’Australia. La nave era all’interno di una area marina protetta, e come spesso accade, ha provocato un disastro di immani dimensioni. Scontratasi contro la barriera, ha lasciato fuoriuscire circa 4 tonnellate di carburante causando una chiazza di petrolio di circa 3 km.
Nonostante il tentativo del capitano della nave di sminuire la preoccupazione per il danno arrecato alla barriera corallina, le squadre accorse subito sul posto hanno liberato la nave dalla scogliera soltanto dopo una settimana di duro lavoro. Le prime stime dei danni fatti ai coralli parlano di circa 20 anni per permettere il pieno recupero dell’area distrutta.
Il Pdl presenta una legge per abolire l’obiettivo del 20-20-20 e la green economy

Che il centrodestra italiano, finanziato dalle grandi lobby del petrolio, carbone e del nucleare, fosse poco attento all’ambiente, questo era risaputo. Ma una nuova proposta di legge presentata da un gruppo di negazionisti del Pdl va oltre ogni limite di decenza.
I senatori D’Alì, Possa, Fluttero, Viceconte, Izzo, Sibilia, Nespoli, Vetrella e Carrara non si sono affatto vergognati questa mattina quando hanno presentato nell’aula del Senato della Repubblica una mozione che prevede essenzialmente due cose: abbandonare l’obiettivo del 20-20-20 (taglio delle emissioni del 20%, fabbisogno energetico soddisfatto per il 20% dalle rinnovabili e 20% di efficienza energetica, tutto entro il 2020), non solo per l’Italia, ma per tutta l’Unione Europea, e abbandonare ogni progetto di green economy, cioè gli investimenti sulle rinnovabili, le auto elettriche e gli elettrodomestici ad alta efficienza energetica perché “il riscaldamento globale non esiste“.
Lg annuncia una linea di prodotti eco-friendly per tagliare le emissioni del 40%

L’LG Group in Corea del Sud ha annunciato un piano per investire 20 mila miliardi di won (circa 13 miliardi di euro) per lo sviluppo di prodotti più rispettosi dell’ambiente. Questo progetto fa parte del piano della società di tagliare le emissioni di carbonio del 40% rispetto ai livelli del 2009 entro il 2020. Tuttavia, la LG non ha una buona fama sugli effetti dei suoi prodotti sull’ambiente.
Molti dei modelli LG di frigoriferi, ad esempio, sono stati privati del loro status di Energy Star a causa dei metodi di consumo di energia dei modelli prodotti in Australia non corrispondenti a quanto dichiarato. Anche se la relazione dei produttori prevede di creare un’elettronica più eco-compatibile, può essere attendibile?
Settore fotovoltaico: sviluppo a rischio in Puglia e Calabria
In materia di produzione di energia da fonti rinnovabili, la Corte Costituzionale ha emesso delle sentenze con le quali è stata dichiarata l’incostituzionalità di alcune Leggi regionali in Calabria e nella Regione Puglia. Tali sentenze, in accordo con quanto ha reso noto ed ha altresì messo in risalto con preoccupazione ANIE – Gifi – Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane, hanno già innescato i primi effetti negativi dal fronte dell’accesso al credito con le banche che hanno bloccato subito l’iter per i finanziamenti di quei progetti di realizzazione di impianti fotovoltaici per i quali è prevista ai fini dei lavori la sola presentazione della “DIA”, ovverosia la sola denuncia di inizio attività.
Considerando che, assieme alla Lombardia, la Puglia è una Regione strategica per lo sviluppo del fotovoltaico, i rischi di un rallentamento dell’espansione del settore sono elevati. Basti pensare che proprio ANIE – Gifi stima che si mettono in questo modo a rischio i 17 mila posti di lavoro che sono stati fin qui creati con la crescita del mercato dell’energia rinnovabile.
L’Italia avrà una nuova area protetta: le Bocche di Bonifacio
L’incontro tra la ministra dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo ed il suo corrispettivo francese Jean Luis Borloo non è stato del tutto disastroso. A parte il passo in avanti fatto sul nucleare,