
L’era di Woodstock, oltre a contribuire enormemente alla cultura musicale, ha fatto anche nascere il movimento ambientalista, facendolo diventare una vera e propria lotta-verde fino ai giorni nostri. In questo periodo sono nati (scientificamente parlando) dei visionari-verdi che con il loro ingegno già 40 anni fa avevano cominciato a mettere in guardia il mondo dal riscaldamento globale, dalla crescita della popolazione, sulle energie rinnovabili e sulla conservazione della natura. Il nostro intento di oggi è di far conoscere tali geni alle nuove generazioni e di capire le loro teorie spiegate in poche parole, e renderci conto di quanto vicini fossero andati alla problematica attuale, nonché le loro posizioni odierne. Lo faremo in due puntate. Oggi conosceremo i primi 5 “eroi”, domani altri 5.
1. James Lovelock: inventore della teoria su “Gaia”. La sua teoria che ha affascinato diverse generazioni è che esiste una “Gaia”, cioè un sistema più grande che comprende tutti i sistemi complessi della Terra, i quali interagiscono per creare le condizioni per la vita sul nostro pianeta. Lovelock ha lavorato sui clorofluorocarburi atmosferici ed è un sostenitore del nucleare. Oggi vive in Cornovaglia, Inghilterra, in un fienile trasformato in laboratorio, fa esperimenti sull’energia nucleare perché crede che sia il solo modo per fermare il riscaldamento globale. Egli ritiene che la situazione è disperata, e che il 90% della popolazione umana sarà uccisa entro il 2100 dall’effetto serra.