Fotovoltaico: Gifi-Anie traccia la road map

E’ abbondante, ma anche inesauribile e, soprattutto, gratis; stiamo parlando della risorsa solare che, tra l’altro, su tutto il nostro Pianeta risulta essere anche ben distribuita. A mettere in risalto queste caratteristiche è stata Gifi-Anie che per il fotovoltaico, e per il suo sviluppo e diffusione in Italia, ha tracciato una vera e propria road map.

Questo perché, sebbene non si possa far leva solo su una risorsa, e solo su una tecnologia, il fotovoltaico in ogni caso ha svolto ed è ancora destinato a svolgere per gli anni a venire un ruolo fondamentale per quel che riguarda la produzione e la disponibilità di energia che, a fronte di prezzi adeguati, offra anche per l’ambiente un impatto sostenibile con conseguenti ricadute positive a livello di sviluppo economico e sociale.

Elettrosmog, Radio Vaticana: “Accusa ingiusta”

Elettromog Radio Vaticana: ieri la sentenza, oggi le polemiche. La Corte di Cassazione, ne avevamo dato notizia già questa mattina, ha rigettato il ricorso dell’emittente radiofonica, presentato nell’ambito della causa che la vedeva imputata per le emissioni elettromagnetiche provocate dai ripetitori di Santa Maria di Galeria. La difesa aveva presentato ricorso contro la sentenza del 14.10.2009 pronunciata dalla Corte di Appello di Roma.

Un’accusa pesante, quella dell’aumentato rischio di leucemie nella popolazione di Cesano, comune vicino Roma che più è esposto ai danni delle antenne, cui non fa seguito a dire il vero una condanna altrettanto importante. La IV sezione penale della Cassazione condanna il cardinale Roberto Tucci a pagare le spese processuali e i danni ai cittadini, pur dovendo confermare la caduta in prescrizione dei dieci giorni di carcere.

Scarpe biodegradabili, prego piantare dopo l’uso

Il cammino fatto con le vostre scarpe torna alla terra e si trasforma in pianta elevando i vostri passi verso il cielo. Forse un concetto un po’ troppo poetico per delle semplici, o almeno all’apparenza, scarpe da tennis ma l’idea di un’azienda olandese nasce proprio dal trasformare persino un oggetto logoro, di uso comune, cui solitamente ci si affeziona e di cui non ci si vuole disfare, in qualcosa di nuovo e vivo, altrettanto visibile e concreto, sempreverde: una pianta.

E se siete degli habitué delle sneakers in pochi anni, c’è da giurarci, il vostro giardino sarà pieno di piante, a costo zero, un modo per compensare le emissioni di CO2 del processo produttivo delle scarpe e rendere il vostro camminare ad impatto zero.

Acqua, deve rimanere bene comune

Dopo il convegno Dammi da bere-giornata sull’acqua, organizzato da Greenaccord al centro Euro Mediterraneo di Roma, sono seguiti interventi e commenti sul bene più prezioso che abbiamo, l’acqua.

Il tema dell’acqua come bene comune non privatizzabile è quanto mai attuale visto che trra il 15 aprile e il 15 giugno 2011 saremmo chiamati a votare nel referendum sulla privatizzazione del servizio idrico.

Smog città italiane, per l’OMS toglie 9 mesi di vita

L’inquinamento italiano è tra i primi al mondo, tanto da riuscire a toglierci giorni di vita. Ne è convinta l’Organizzazione Mondiale della Sanità che, oltre ad inserire l’Italia al primo posto tra i Paesi più inquinanti d’Europa grazie alle 13 città con più emissioni tra le prime 30 d’Europa, ha calcolato che l’inquinamento nel nostro Paese è talmente elevato da togliere ben 9 mesi di vita ai cittadini.

Morti premature e malattie croniche sono causate dall’aria irrespirabile, che Angelo Bonelli dei Verdi paragona all’immondizia di Napoli tradotta nell’aria anziché per le strade. Torino, Brescia e Milano sono le tre città che destano maggiore preoccupazione, dato che sono le prime di 7 città che sono riuscite già a superare il limite di 35 giorni di sforamento nella misurazione delle polveri sottili ammessi dall’Europa, e sono sicuramente tra quelle per cui non si vede una soluzione al problema. Esse sono rispettivamente al secondo, terzo e quarto posto nella classifica europea delle città più inquinate, “battute” solo dalla bulgara Plovdiv.

Clima e Mediterraneo, piogge in calo del 20%

Gli  scenari climatici del Mediterraneo indicano una graduale riduzione delle piogge che va dal 10 al 20% nei prossimi 50 anni. Questo in sintesi quanto emerso dal convegno Dammi da bere-giornata sull’acqua, tenutosi al centro Euro Mediterraneo di Roma per conto dell’associazione Greenaccord. Antonio Navarra, direttore del centro di ricerca, ha affermato che la regione del Mediterraneo è una delle più critiche per la massiccia presenza dell’uomo

con decine di milioni di presenze turistiche lungo le sue coste, e di infrastrutture come ad esempio industrie, porti e oltre che essere attraversata da numerosi traffici marittimi umana.

Marea nera, 10 mesi dopo la situazione non è cambiata molto

Stiamo quasi per “festeggiare” (si fa per dire) il primo anniversario della tragica esplosione dell’impianto petrolifero di BP Deepwater Horizon, uno dei più grandi disastri ambientali della storia del mondo. Ad oggi la tragedia è ancora una realtà in quell’area, anche se non se ne parla più. Proprio ieri mattina sono arrivati dei resoconti per fare il punto della situazione a distanza di ben 10 mesi da quando la crisi è iniziata, e l’aspetto più inquietante è che nuovo petrolio continua ad arrivare sulle rive di tutto il Golfo.

E’ una prova ulteriore che, anche se la maggior parte delle telecamere hanno lasciato l’area, la tragedia continua ad essere presente per la popolazione. L’ecosistema della regione e la salute di coloro che vivono lì vicino sono ancora in pericolo.

Fotovoltaico Liguria: Eternit Free, Regione aderisce alla campagna Legambiente

A fine di promuovere sia lo sviluppo sul territorio delle fonti rinnovabili, sia per incentivare la bonifica dall’amianto, la Regione Liguria, ed in particolare l’Assessorato all’Ambiente ed allo Sviluppo Sostenibile, ha annunciato in data odierna l’adesione a “Eternit Free“, la campagna per l’installazione di impianti di produzione di energia pulita con il fotovoltaico, con contestuale rimozione dell’eternit, promossa da AzzeroCO2 e da Legambiente.

A darne notizia oggi, giovedì 24 febbraio 2011, è stata proprio l’Amministrazione regionale nel sottolineare come in questo modo, sui capannoni industriali, ma anche su quelli agricoli ed artigianali potranno essere eliminate le coperture in eternit e potranno essere sostituite con impianti fotovoltaici con forti ricadute positive a livello ambientale ma anche economico attraverso l’accesso agli incentivi statali offerti a valere sull’anno in corso con il terzo Conto Energia.

Vini, anche le cantine si tingono di verde

La Green economy tocca davvero tutti i settori dell’economia: anche le cantine e le imprese vinicole si tingono di verde.
L’ecologia e l’ambiente applicato alla produzione e all’imbottigliamento del vino sono i temi del convegno Eco-sostenibilità e vantaggio competitivo nelle imprese vinicole, promosso da E. ON, fornitore mondiale di soluzioni energetiche specifiche.

Anche la Comunità europea è intervenuta nel convegno sulla svolta verde del settore vinicolo italiano perché anche il risparmio energetico e il basso impatto ambientale sono oggi strumenti di business ed il made in Italy si deve adeguare alle performance aziendali europee se vuole rendere il mercato più competitivo.

Pellicce, un impatto ambientale insostenibile

Le pellicce oggi sono completamente nonsense. Se un tempo, tanti e tanti anni fa, nelle tribù ataviche erano in qualche modo giustificate dal doversi coprire in climi gelidi, in mancanza d’altro, le signore coperte di volpi, visoni ed ermellini che girano in centro sentendosi chic certo non stanno vestendo il loro istinto di sopravvivenza, quanto piuttosto saziando una vanità macchiata di sangue.

Dire no alle pellicce, preferendo il sintetico, non equivale soltanto a difendere il diritto alla vita degli animali barbaramente uccisi per soddisfare il capriccio delle donne bene, disposte a pagare migliaia di euro e ad alimentare un mercato crudele, oggi sappiamo che vale molto di più ed è un gesto ecofriendly in senso lato.
Eh già perché un recente studio realizzato da Ce Delft ha calcolato l’impatto ambientale della produzione di pellicce e i dati non sono affatto confortanti.

Inquinamento atmosferico provoca infarto quanto alcol e caffè

L’abuso di alcol, caffè ed il troppo sport sono fattori di rischio noti per l’infarto, cause scatenanti problemi cardiovascolari che creano le condizioni per l’insorgenza di attacchi di cuore. Dei primi due, in particolare, si parla molto spesso nelle campagne di prevenzione e sensibilizzazione della popolazione sulla salute pubblica. Si parla poco, invece, di un fattore di rischio ambientale presente nelle nostre città che ultimamente, grazie alle polemiche sul superamento dei limiti di polveri sottili nelle metropoli italiane, sta emergendo con prepotenza e finalmente sta avendo l’attenzione che merita: l’inquinamento atmosferico.

Che provocasse un aggravarsi dei sintomi di asma, allergie, con rischi enormi per lo sviluppo dei polmoni dei bambini, aumento di eczema e rinite allergica, incremento delle patologie respiratorie se ne era già discusso e accertato in precedenti studi. La ricerca aveva inoltre da tempo appurato che vivere vicino ad arterie stradali esponesse ad un rischio maggiore di subire un ictus o un infarto. Oggi scopriamo, e non ne siamo affatto sorpresi a dire il vero, che l’inquinamento atmosferico provocherebbe lo stesso numero di infarti dell’alcol, del caffè e del troppo sport.

Nucleare, dopo la bocciatura dello spot allo studio nuovi metodi di distrazione di massa

Nonostante la chiusura definitiva del famoso spot degli scacchi in cui si pubblicizzava il Forum sul nucleare, il partito pro-atomo non si dà per vinto, e già si parla di un nuovo spot. Ma su una cosa sia i favorevoli che i contrari sono d’accordo, bisogna parlarne perché tra pochi mesi (29 maggio) c’è un referendum, ed è giusto che i cittadini siano informati.

Per questo sono intervenuti anche Greenpeace e Legambiente che, appellandosi alla par condicio, hanno chiesto che anche i loro spot, già pubblicati anche in passato su Ecologiae, potessero andare in onda sulle reti nazionali. In queste pubblicità, della durata di circa un minuto, si prendono in giro sia il ritorno al nucleare che lo spot del Forum, rendendo ridicole le istanze dei nuclearisti.