
Eruzione vulcano Islanda: in principio fu Eyjafjallajkull, e che lo pronunciamo a fare, ora è la volta di Grimsvotn di eruttare con conseguenze che travalicano i confini nazionali. Sull’isola ieri sera i collegamenti aerei internazionali sono stati ripristinati con la riapertura del principale aereoporto Keflavik, ma la nube di cenere sollevatasi dal cratere del vulcano, una massa calda di polveri e gas, come ben sappiamo dai disagi procurati l’anno scorso, si sposta e sorvola i cieli arrivando a compromettere i voli di numerosi Paesi e bloccando di fatto i canali aerei tra vaste aree del mondo.
Oggi sono stati segnalati disagi nei collegamenti tra la Scozia e Londra e fra Stavanger e Haugesund, nella Norvegia occidentale, con la soppressione in totale di ben 252 voli, almeno stando ai dati forniti dalla Eurocontrol di Bruxelles, l’associazione dei controllori di volo europei.
Giornata delle oasi WWF