Ilva, discariche interne approvate, scoppia una nuova bufera

di Redazione 1

Vicenda Ilva, il 26 agosto sono state approvate con decreto legge dal Consiglio dei ministri due nuove discariche interne all’impianto siderurgico di Taranto, due discariche per rifiuti speciali. Forti le proteste non solo degli ambientalisti, ma anche del sindaco di Taranto e dell’assessore all’ambiente della Regione Puglia, Lorenzo Nicastro.

Come alcuni sapranno, le due nuove discariche per rifiuti speciali all’interno dell’Ilva di Taranto sono state approvate. Alla base delle proteste, in primo luogo, vi è la scelta di autorizzare le discariche d’urgenza con un decreto legge, senza le tanto invocate, ogni volta, riflessioni e analisi del caso. L’Ilva e il ministero dell’Ambiente sono concordi nel rispondere (ormai non stupisce più che Ilva e Ministero siano sempre d’accordo su tutto), che per il risanamento ambientale dell’area le nuove discariche servono subito, in fretta.

Le nuove discariche dell’Ilva sorgeranno nella località Mater Gratiae, a pochi km da Taranto, una località già tristemente famosa per l‘arresto dell’ex presidente di Provincia Florido e di altre tre persone per concussioni e pressioni varie sull’assessorato all’ambiente provinciale.

E non finisce qui, naturalmente. Sulle ombre che popolano la vicenda Ilva si potrebbe scrivere tantissimo, ma i più si limitano a ricordare, per il momento, che l’Aia sui rifiuti per l’Ilva, attesa a gennaio, non è mai stata fatta, mentre per il decreto sblocca discariche la velocità decisionale è stata immensamente superiore.

Adesso il sindaco di Taranto, Ezio Stefàno, richiede all’Arpa Puglia una valutazione ambientale, idem per il sindaco di Statte, vicino la località Mater Gratiae, mentre per l’assessore all’ambiente della Regione Puglia, Lorenzo Nicastro, oggi dovrebbe arrivare l’incontro con il ministro Orlando per alcuni chiarimenti. Grandi proteste giungono poi dagli ambientalisti di Peacelink, dai Verdi di Taranto e dai Parlamentari del Movimento 5 Stelle. Delle discariche, poco ma sicuro, si continuerà a parlare ancora, in attesa delle valutazioni ambientali dell’Arpa.

Photo credits | Getty Images

Commenti (1)

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