Varata a La Spezia Rossita, la prima nave portascorie nucleari d’Europa

di Serena Savelli 1

E’ stata varata nei giorni scorsi nei cantieri di La Spezia, allargando il bacino di carenaggio nel quale era stata trasferita dall’hangar in cui era stata costruita, la nave “Rossita”.

La grande nave di 1.700 tonnellate di stazza lorda proviene dallo smantellamento e dal recupero dei materiali derivati dai sommergibili nucleari russi. Il suo nome deriva dalla somma di Ross, che sta per Russia, ed Ita, che sta per Italia e sta a sottolineare la cooperazione realizzata in questo senso tra i due stati.

Trattasi dello smantellamento dei sommergibili nucleari russi che rientrava nel programma di cooperazione italo-russa stipulato per il Global Partnership del 5 novembre 2003, sottoscritto il 30 gennaio 2005 e ratificato dal Parlamento italiano il 31 luglio 2005. Il contratto per la costruzione della nave era stato siglato a Mosca il 28 luglio 2008 ed ammontava alla cifra di oltre 70 milioni di euro. L’accordo prevedeva anche che l’Italia si impegnasse a pagare 360 milioni di euro nel corso di 10 anni per finanziare progetti di cooperazione anche in altri settori.

La cerimonia di varo della nave, realizzata da Fincantieri nello stabilimento di Muggiano, si è infatti svolta alla presenza congiunta del ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani e del ministro russo all’Industria Viktor Khristenko. Inoltre sono intervenuti l’amministratore delegato di Fincantieri Giuseppe Bono e l’amministratore delegato di Sogin (la società di gestione impianti nucleari in Italia), Giuseppe Nucci. La nave è stata battezzata da una madrina d’eccezione, non un amministratore, non un politico ma una dipendente del cantiere Cristina Brivonese, forse per sottolineare il significato che l’importante commessa ha sull’occupazione in Italia.

La nave ha un valore di circa 70 milioni di euro e verrà utilizzata dalla società russa Atomflot, che fa capo all’Ente per l’energia atomica della Federazione Russa Rosatom: trasporterà al porto di Murmansk il combustibile prodotto da diversi siti del Nord-Ovest della Russia,  in particolare nella Penisola di Kola e nel Mar Bianco. Oltre al combustibile la nave porterà anche i rifiuti radioattivi delle centrali nucleari, già trattati opportunamente con i vari procedimenti utili ad aumentare la sicurezza in fase di trasporto,  sino al sito finale di stoccaggio di Sayda Bay dove verranno depositati.

[Fonti: IlsecoloXIX.it; Ansa.it]

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