Consumi energetici: un taglio con le case ecosostenibili

Attuando una gestione climatica del patrimonio edilizio si può conseguire un risparmio energetico rilevante se si considera che oltre un terzo dei consumi energetici complessivi riguarda proprio gli edifici. Ad affermarlo è stato Salvatore Allocca, Assessore al welfare ed alle politiche abitative della Regione Toscana, sottolineando in merito come sia necessario, al fine di costruire nuove case, nuove case eco-sostenibili, andare ad offrire rispetto ai modelli tradizionali delle alternative in materia di costruzione e realizzazione di alloggi.

Basti pensare che ogni anno i tetti degli edifici in Italia, assieme alle pareti, disperdono energia per un controvalore pari alla bellezza di 270 miliardi di euro, ragion per cui c’è molto da fare se si considera che il nostro Paese ha il peggior patrimonio edilizio del Vecchio Continente.

Pale eoliche dai ripetitori dei cellulari, perché no?

Più parchi eolici costruiamo, più la rete elettrica sarà alimentata da energia pulita. Un principio che non fa una piega, se non fosse per il particolare problema dell’energia eolica: c’è bisogno di tanto spazio per installare pale e turbine.

Una soluzione però potrebbe arrivare da Oltreoceano: e se sfruttassimo le strutture che già esistono? I ripetitori dei telefoni cellulari, ormai presenti dappertutto, sembrano delle torri eoliche senza pale. Esse permettono una trasmissione a lunga distanza e l’interconnessione tra reti regionali, abbattendo i costi di costruzione. Inoltre sono già esposte al vento, dato che di solito si trovano in posti in cui non ci sono abitazioni.

Desertificazione

Desertificazione

La desertificazione è un processo di degradazione del suolo nelle zone aride, semiaride e subumide, che può essere causato da diversi fattori, tra cui le attività umane e i cambiamenti climatici. Il terreno sfruttato intensamente per attività agricole, pastorizia o per necessità industriali, perde progressivamente la capacità di sostenere la vita animale e vegetale, non è dunque più in grado di alimentare gli ecosistemi. La desertificazione non riguarda solo la perdita della capacità di risorse di un terreno, ma anche la perdita di offrire servizi per l’uomo.

L’effetto della desertificazione, uno dei primi fenomeni di dissesto ambientale, è stato analizzato per la prima volta a Nairobi nel 1977, nella Conferenza delle Nazioni Unite sulla Desertificazione (UNCOD, United Nations Conference on Desertification). Si decise di intervenire con l’adozione del Piano d’Azione per Combattere la Desertificazione (PACD, Plan of Action to Combat Desertification). Dal 1984 si è attivato anche il Programma Ambientale delle Nazioni Unite (UNEP) affinché la desertificazione venisse prevenuta o almeno controllata. Da quella data ad oggi, tuttavia oltre 3590 milioni di ettari di territorio sono stati colpiti dalla desertificazione che ogni anno causa la perdita di oltre 24 miliardi di tonnellate di terra coltivabile.

Decorazioni di Natale, idee creative e riciclone

Per decorare casa a Natale risparmiando sui costi di palline, ghirlande e centrotavola, ed evitando di accumulare oggetti nuovi che l’anno dopo ci avranno già stancato, senza necessariamente dover rinunciare a quel tocco in più che rende l’ambiente accogliente e caldo, possiamo usare quello che abbiamo a disposizione, riciclare vecchi oggetti e mettere in moto la fantasia e la creatività, indispensabili per un’atmosfera natalizia a impatto ridotto.

Ad esempio, potete utilizzare frutta di stagione come decorazione per il centrotavola natalizio: dopo potrete mangiarla o almeno è biodegradabile. Melograni e zucche sono buone scelte. Per decorare via libera anche alle pigne. Piantine o piante sempreverdi in vaso sono un’altra opzione.
Costruite delle ghirlande con avanzi di stoffa, decorazioni per l’albero o conchiglie. Oppure optate per ghirlande che possono essere riutilizzate anno dopo anno.

Festa dell’Albero 2010, il programma di Legambiente

Torna anche quest’anno l’appuntamento con la Festa dell’Albero, un’iniziativa di Legambiente per sensibilizzare adulti e bambini ai temi ecologici. Gli appuntamenti sono per domani 19 novembre, Giornata Nazionale degli Alberi, sabato 20 e domenica 21.

Con lo slogan Coltiviamo la biodiversità e con la piantumazione di alberi, ma anche convegni, giochi ed eventi culturali, Legambiente informa e educa al rispetto per la natura e all’equilibrio degli ecosistemi, all’abbattimento delle emissioni di CO2 e alla salvaguardia dell’ambiente. Sapevate ad esempio che per ogni 3 alberi piantati si compensano le emissioni annue di anidride carbonica prodotte per la produzione di elettricità per 3 persone? E che per ogni 20 alberi piantati si compensa la CO2 prodotta da un ufficio con 10 dipendenti? Gli esempi sono molti, ma il risultato è il medesimo: piantare un albero aiuta il Pianeta.

La piantumazione di alberi è necessaria per il Pianeta e per le nostre città congestionate dal traffico e sempre più inquinate. Piantare un albero significa assorbire anidride carbonica e liberare nell’aria ossigeno. Quest’anno l’iniziativa assume ancor più significato, in occasione dell’Anno Internazionale della Biodiversità, e in attesa del 2011, dichiarato dalle Nazioni Unite Anno Internazionale delle Foreste.

Vendola e Schwarzenegger, la futura coppia della green economy

Ieri c’è stato un incontro tutt’altro che usuale tra l’attuale governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola, ed il governatore della California Arnold Schwarzenegger. La cornice del dibattito è stata l’R20 (Regions of Climate Action – Regioni Mondiali per l’azione climatica) di Davis, l’ultimo dei meeting tra i politici pro-rinnovabili prima del congresso di Cancun che si aprirà a fine mese.

Qui il leader di Sinistra Ecologia e Libertà e l’ex Terminator hanno discusso delle politiche da intraprendere nella lotta ai cambiamenti climatici e di investimenti sulle energie rinnovabili, fino a comporre, insieme ad altri loro omologhi, un documento da presentare al COP16 per instradare la discussione verso una scelta più verde.

Fonti rinnovabili: Workshop Aper sui certificati verdi

Come sta cambiando la legislazione sui certificati verdi? Come funzionano e, soprattutto, in che modo andare a proteggersi dal rischio volatilità? A queste ed altre domande è possibile trovare risposta il mese prossimo, e per la precisione mercoledì 1 dicembre 2010, quando l’Aper, Associazione Produttori Energia da Fonti Rinnovabili, terrà un Workshop, sponsorizzato dall’azienda Repower Italia, che sarà tra l’altro l’occasione anche per distribuire il nuovo numero sui certificati verdi a cura proprio dell’Osservatorio dell’Associazione Produttori Energia da Fonti Rinnovabili (Aper).

La giornata di approfondimento dell’Aper sui certificati verdi verte sul trading, sull’hedging, sulle prospettive di mercato e sugli scenari di prezzo, ma anche, come sopra accennato in materia di certificati verdi, sull’utilizzo di strumenti della gestione del rischio e sui riflessi legati ai finanziamenti.

Protocollo di Kyoto

Protocollo di Kyoto

Il Protocollo di Kyoto è un accordo internazionale legato alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. La caratteristica principale del protocollo di Kyoto è che fissa obiettivi vincolanti per i 37 Paesi industrializzati più la comunità europea per la riduzione dei gas serra. Tale riduzione ammonta ad una media del 5% (che varia come vedremo più avanti) rispetto ai livelli del 1990 da raggiungere nel periodo di cinque anni 2008-2012.

La distinzione principale tra il protocollo e la convenzione è che, mentre la seconda incoraggiava i Paesi industrializzati a stabilizzare le proprie emissioni di gas serra, il protocollo impegna, chi lo ratifica, a farlo. Riconoscendo che i Paesi industrializzati sono i principali responsabili degli attuali livelli di emissioni di gas serra nell’atmosfera a seguito di più di 150 anni di attività industriale, il protocollo pone un onere maggiore per le nazioni sviluppate in base al principio delle “responsabilità comuni ma differenziate”.

Biodegradabile


Biodegradabile

Con il termine biodegradabile si indica la proprietà delle sostanze organiche di decomporsi naturalmente, ovvero di venire scomposti da sostanze complesse ad elementi più semplici. Sono i batteri saprofiti ad attaccare la sostanza decomponibile, estraendone gli enzimi necessari alla trasformazione. A quel punto il processo di biodegradabilità, definibile come la capacità di un materiale di decomporsi nel tempo a seguito di attività biologica, si conclude con l’assorbimento nel terreno, a differenza di quanto avviene con i prodotti non biodegradabili che inquinano l’ambiente.

La qualifica di biodegradabile oggi è spesso associata a prodotti rispettosi dell’ambiente. La maggior parte delle sostanze chimiche sono biodegradabili, a variare e a fare la differenza è piuttosto la quantità di tempo necessaria all’operazione, le sostanze finali prodotte dal processo, più o meno inquinanti, e la presenza in natura di batteri capaci di decomporre il materiale. Un pezzo di pane si decompone piuttosto rapidamente, mentre la plastica resterà inalterata per decenni.

Ambiente e turismo responsabile, i vincitori del premio TRI

Le sigla TRI sta per Turismo Responsabile Italiano, un riconoscimento molto ambito per le imprese locali del Bel Paese che si sono distinte per un’ospitalità sostenibile e attenta alla natura e all’ambiente. Il premio, che quest’anno sarà assegnato a 14 aziende tra Tour Operator, Agenzie di Viaggi, Alberghi e strutture ricettive; Enti turistici pubblici e privati; e Fondazioni, è dato da L’Agenzia di Viaggi.

Come ci spiega Cristina Ambrosini, direttore della testata giornalistica

Le agenzie e le imprese del turismo organizzato svolgono un ruolo essenziale per l’affermazione del turismo responsabile e sostenibile. I nostri riconoscimenti intendono diffondere l’informazione su questi temi, per valorizzare il prodotto concepito con questi criteri e strutturato per la distribuzione in agenzia. Perché è chiaro che sostenibilità e responsabilità non sono più facoltativi. Il turismo può distruggere la propria materia prima, ma etica e buon senso possono farne il più efficiente guardiano.

L’albero di Natale IKEA salva l’orso bruno marsicano

Il Natale si avvicina, o almeno così pare dalle vetrine in festa. In realtà manca ancora oltre un mese alle festività natalizie, ma non è mai troppo presto per pensare ai regali, alle decorazioni, al menu, ai viaggi.
Proveremo, insieme, a rendere più sostenibili le nostre scelte per un Natale un po’ più verde. Iniziamo dal protagonista della casa durante il mese di dicembre: l’albero, verde per natura, ma meglio comprarne uno vero o uno artificiale? Di questo eco-amletico dilemma abbiamo già discusso, valutando i pro e i contro di quello vivo e di quello finto.

Oggi vogliamo presentarvi un acquisto che va nella direzione dell’albero vero. Nel caso, valutando bene entrambe le opzioni, la vostra decisione si sia orientata su una pianta viva e vegeta, vi informiamo che a partire dal 19 novembre prossimo nei centri commerciali IKEA si potrà acquistare l’albero di Natale Picea Abies, alto circa 170 centimetri al prezzo di 12 euro e 99 centesimi, vaso escluso.

Albero di Natale, vero o sintetico?

Manca più di un mese al Natale, ma forse un’idea su come prepararsi a questa festa è il caso di farsela con un certo anticipo. Dopotutto tra poche settimane si comincerà ad addobbare casa per questa ricorrenza, e da bravi ecologisti dobbiamo tener conto di alcuni principi verdi. Uno degli aspetti irrinunciabili del Natale è l’albero, e come ogni anno ritorna il dibattito: meglio l’albero vero o quello sintetico? Ma soprattutto la domanda più importante è: quale dei due è più ecologico?

Cerchiamo di capirlo insieme. Entrambe le tipologie hanno pro e contro. L’albero vero, ad esempio, ha come aspetto positivo il fatto di essere biodegradabile. Una volta passate le feste, può essere trasformato in concime organico, compost, o trucioli di legno, può essere riutilizzato per fare recinzioni o destinato ad altri usi nell’edilizia.