Quello corrente è il mese delle grandi manovre per la società TerniEnergia, quotata in Borsa ed attiva nel settore delle energie rinnovabili. Proprio in data odierna, lunedì 24 maggio 2010, infatti, TerniEnergia ha annunciato d’aver acquisito in un sol colpo cinque società che possiedono impianti per un potenza complessiva pari a ben 55 MW, ed un iter diversificato per quel che riguarda gli stadi di autorizzazione per la messa in esercizio. Nel dettaglio, TerniEnergia ha perfezionato l’acquisizione di Energia Basilicata srl, Verde Energia srl, Energia Lucana srl, Rinnova srl ed Energia Nuova srl.
Marea nera: anche il siringone è un flop

Nel giorno in cui Barack Obama annuncia che le nuove trivellazioni petrolifere verranno permesse solo con la piena certezza che non ci saranno nuovi disastri (e a questo punto non dovrebbe permetterle mai), la BP annuncia di ridimensionare le stime sul recupero delle perdite del petrolio, aggravando ancor di più la situazione.
La società inglese ha drasticamente ridotto le sue stime di quanto petrolio è stato recuperato ogni giorno dalla piattaforma nel Golfo del Messico attraverso il tubo a sifone di oltre 1.500 metri di lunghezza, il quale sembrava potesse risolvere il problema. Il petrolio recuperato è stato 2.010 barili (319.500 litri) al giorno durante i sei giorni precedenti al 23 maggio, meno della metà rispetto ai 5.000 barili (795.000 litri) al giorno che la società stimava di poter recuperare. A volte il recupero è stato ancora minore, intorno ai 1.360 barili al giorno (216.200 litri).
Classe energetica elettrodomestici: parte oggi la nuova etichettatura europea
Da oggi se vorrete acquistare una lavatrice, frigorifero o qualsiasi elettrodomestico che consuma anche un solo kw di elettricità troverete sull’etichetta una nuova dicitura. A seconda che questo oggetto consumi meno o più rispetto al suo predecessore sul mercato, le nuove etichette presenteranno la lettera A+, dove “A” sta per risparmio energetico e i “+” sono la quantità di energia risparmiata.
Ad esempio se oggi acquisto una lavatrice della marca X, e questa consuma leggermente meno della lavatrice della stessa marca ma del modello vecchio, troverò la scritta A+; se acquisto però una lavatrice sempre della marca X, ma che rispetto a quella vecchia ha un risparmio energetico molto più alto, la scritta che troverò sull’etichetta sarà A+++. Se invece il risparmio energetico sarà nullo o inferiore troveremo le scritte B, C, ecc., a seconda del grado di consumo.
Questa decisione è stata voluta dall’Ue per uniformare la tipologia di etichettatura in tutta la zona euro in quanto, sebbene prima esistesse già una legislazione simile, questa era piuttosto limitata. Se volessimo essere pignoli, ci accorgeremmo che forse l’etichettatura precedente era un po’ più semplice, dato che considerava con la lettera A quelli con il massimo risparmio energetico, con la B quelli un risparmio inferiore, C ancora inferiore e via dicendo, fino alla lettera G che erano gli spreconi.
Inventata la piezodoccia, la prima doccia che dà acqua calda senza elettricità

Le docce sono un problema ecologico sia per l’uso (e a volte abuso) dell’acqua che per l’energia utilizzata per il suo riscaldamento. Ma la “piezodoccia” mira a ridurre almeno il problema energetico. È stata progettata per catturare l’energia dell’acqua che la attraversa per riscaldare l’acqua stessa, spiegano dall’azienda produttrice. Il prototipo esposto in una recente mostra è stato già premiato, e così la piezodoccia ci mostra ciò che potrebbe aspettarci nel futuro dei nostri bagni.
L’invenzione è opera dei progettisti Natalie Weinman, Victor Stelmasuk, Sebastian Jansson e Fernanda Piza. Secondo Mocoloco
L’auto-riscaldamento della piezodoccia usa piezoelettricità, le fibre generano elettricità attraverso il movimento e l’attrito per scaldare l’acqua che scorre attraverso i suoi molti tubi. Le piezofibre sono inserite nei tubi che compongono la doccia, dandogli una forma scultorea. La massimizzazione della superficie attraverso un delicato traforo di tubi destinati a convogliare l’acqua e il calore nel processo, ha prodotto un design molto originale con una forte torsione metaforica.
La salute è verde, ecoesercizio per sentirsi meglio
Salute ed ecologia: un connubio perfetto, o quasi. Sappiamo da tempo che la cattiva qualità dell’aria e i cambiamenti climatici influiscono notevolmente sull’incremento delle patologie respiratorie, dei tumori e sulla proliferazione di alcuni batteri ed insetti portatori di numerose malattie. Preservare l’ambiente e tutelare la biodiversità, oggi più che mai, corrisponde ad un istinto di conservazione della nostra stessa specie.
Sulla scia degli studi che indagano sul rapporto tra ambiente e salute, si colloca una recente ricerca svolta dall’American Chemical Society e pubblicata sulla rivista Environmental Science & Technology. A quanto pare, sarebbero sufficienti cinque minuti al giorno di esercizio nel verde di un parco, in giardino, in cortile, su di un sentiero, insomma in qualsiasi spazio alberato, per trarre un beneficio per la salute mentale.
Intel abbatte del 24% le sue emissioni in un solo anno

Ormai la reazione a catena è avviata e difficilmente si riuscirà a fermare. Ma per una volta si tratta di una conseguenza positiva. Anche Intel, come molte altre concorrenti del settore IT di cui ci siamo già occupati in passato, si è data un sacco da fare per ridurre la sua impronta ecologica. L’obiettivo che l’azienda americana è riuscita a raggiungere è stato il taglio complessivo del proprio impatto ambientale del 24% nel 2009, riducendo il proprio consumo di energia del 9% durante lo stesso anno, che sono valsi un risparmio di circa 4 milioni di dollari sui costi per l’energia elettrica. I progressi di Intel per lo più si sono concentrati su un settore in particolare.
La maggior parte della riduzione di Intel è stata fatta con l’azzeramento degli sprechi dei data center, le più grandi sezioni succhia energia per l’industria IT, visto che richiedono molta elettricità per raffreddare i server. La maggior parte dell’energia nei data center viene utilizzata semplicemente per il raffreddamento.
Tuttavia, Intel ha già ridotto le emissioni di anidride carbonica delle sue fabbriche e centri di elaborazione dati del 16% ma con la creazione di data center più efficienti, la società spera di risparmiare 650 milioni dollari attraverso l’ottimizzazione delle procedure entro il 2012. Potrebbe sembrare un compito arduo, ma sono certi di poterci riuscire.
UNEP: entro il 2050 gli oceani non avranno più pesci

L’AFP ha appena pubblicato una nuova relazione dell’UNEP (Programma Ambientale delle Nazioni Unite), il quale mostra che mantenendo i tassi correnti di pesca, e se non facciamo nulla per fermarli, in 40 anni non ci saranno più abbastanza pesci da essere commercializzati negli oceani. Questa stima è simile ad altre recenti stime sull’impatto della pesca eccessiva, ma in realtà guadagnano nuova risonanza alla luce della recente riunione della CITES (Convenzione sul commercio internazionale delle specie a rischio) che, a causa delle pressioni politiche provenienti dal Giappone e altre nazioni la cui priorità a breve termine è il guadagno economico, non è riuscito a vietare la commercializzazione del tonno rosso in pericolo di estinzione. Con i tassi di pesca correnti (quattro volte la quota ufficiale consentiti a causa degli illeciti) il tonno rosso atlantico sarà estinto in meno di tre anni.
Nel complesso, il rapporto dice che il 30% degli stock ittici mondiali è già crollato, che vuol dire cedere meno del 10% del loro potenziale storico, con solo il 25% di pesci in buona salute, e queste sono solo le specie meno “attraenti”, quelle cioè che non mangiamo.
Energia spiegata, “Nucleare: vincere la paura con la ragione”
Nell’ambito del Festival dell’energia di Lecce (20-23 maggio) si è dibattuto sul tema del nucleare, all’interno del talk-show “Nucleare, vincere la paura con la ragione“. Tra gli argomenti trattati, spicca in primis la sfiducia degli italiani verso l’atomo, legata in parte alla disinformazione, in parte al giustificato terrore permeato dall’incidente di Chernobyl. Da un’indagine condotta dall’istituto di ricerca GPF su un campione di 2500 italiani (campione un po’ ristretto, a mio avviso) é emerso che la maggior parte dei cittadini è ancora incerta sul prendere posizione e disponibile al dialogo. Come ha spiegato in un’intervista la stessa presidente di GPF, Monica Fabris:
Nella nostra indagine, abbiamo registrato un 15% di supporter, cioè di persone esplicitamente e nettamente a favore del nucleare, e un 31% di assolutamente contrari. Tra questi due estremi abbiamo distinto un 32% di possibilisti e un 22% di scettici. Complessivamente, quindi, esiste un 47% di disponibili (supporter e possibilisti). C’è un margine di manovra molto ampio, tra gli incerti le posizioni sono molto varie, ce ne sono di tendenzialmente più favorevoli e altri tendenzialmente meno favorevoli, ma comunque si tratta di persone che esprimono posizioni aperte, con cui il dialogo è dunque possibile.
L’energia spiegata, a Lecce si é parlato di disparità dei consumi
Al Festival dell’Energia di Lecce (20-23 maggio 2010) si è affrontato, tra i tanti, il tema della disparità dei consumi, nell’ambito del più ampio dibattito su energia e responsabilità. Si è parlato, nello specifico, di uno dei più grandi nodi ancora irrisolti legati al mondo dell’energia:
un americano consuma come 70 kenioti, ha spiegato il noto conduttore televisivo Patrizio Roversi, chiamato a moderare il dibattito.
L’energia è un diritto di tutti, come l’acqua? E se sì, come fare a garantirlo? E poiché garantirlo implica necessariamente un aumento dei consumi di energia, come garantirlo continuando a salvaguardare l’ambiente?
Sono intervenuti Rosa Filippini, Presidente dell’associazione amici della terra, Pippo Ranci, dell’Istituto Universitario Europeo, Ken Zweibel, dell’Institut for Analysis of Solar Energy, Paolo Saraceno, dell’INAF e Alberto Morselli, Filctem CGIL.
Vita artificiale, Venter crea prima cellula sintetica
Craig Venter, il genetista dei primati, ha annunciato ieri su Science di aver creato in laboratorio la prima cellula sintetica. Si va verso la vita artificiale. La notizia ha fatto il giro del mondo in pochi minuti ed è di quelle destinate a riaprire il dibattito in fondo mai completamente chiuso del confine tra scienza e natura. La cellula vive. Generata da un computer. Ed é in grado di autoreplicarsi. A detta dello stesso Venter:
cambia la definizione di ciò che si intende per vita.
Craig Venter non è nuovo a scoperte sensazionali. Tempo fa gli chiesero se stesse giocando a fare Dio e lui rispose: “Ma io non sto affatto giocando“. I suoi successivi primati confermarono che non si sbagliava. Venter è il creatore della vita artificiale.
Marea nera: disastro peggiore di Cernobyl

Secondo le stime effettuate da Greenpeace, il bilancio dell’ormai famosa “marea nera” potrebbe essere ben peggiore rispetto alle stime ufficiali. L’associazione ambientalista infatti parla di una fuoriuscita di petrolio dalla piattaforma Deepwater Horizon di circa 10 volte maggiore rispetto a quanto dichiarato. Non che quello che la BP dichiari sia poco.
Già infatti se si rimanesse con le cifre diffuse dalla società britannica, il disastro sarebbe veramente terrificante. A dimostrare la gravità della situazione c’è l’intervento di Nicholas A. Robinson, co-direttore del Centro per gli studi giuridici ambientali Pace Law School di New York, il quale è intervenuto alla Conferenza internazionale Icef sulla governance globale per l’ambiente, ed ha definito questa catastrofe
un disastro ambientale peggiore di quello causato dall’esplosione di un reattore nucleare a Chernobyl nel 1986.
Palermo: è emergenza rifiuti, ma nessuno ne parla

La situazione della città di Palermo, ma in generale quella di tutta la Sicilia, è molto preoccupante, e forse anche più grave di quella di Napoli di qualche anno fa. Ma la differenza con la situazione campana è che la Sicilia è governata da 7 anni dalla destra, e per questo i giornali, e soprattutto le telecamere delle televisioni, fanno finta che tutto va bene.
E’ questo, in sintesi, il grido d’allarme di Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente, il quale a sua volta riprende l’allarme lanciato dall’Amia, l’azienda che si occupa della gestione dei rifiuti a Palermo, e che ormai è vicina al collasso. La situazione più critica è quella della discarica di Bellolampo, dove sono stoccate ad oggi circa 100 mila tonnellate di percolato, una sostanza altamente nociva, nota per la sua forte capacità di inquinare le falde acquifere.
Dalla Spagna arriva il giardino verticale che assorbe l’inquinamento

Per chi vuole trasformare il muro del suo palazzo in un giardino verticale, la società spagnola Ceracasa, che si occupa di piastrelle di ceramica, ha messo a punto un sistema modulare super-duo che ha una doppia funzione: si chiama Lifewall (nessuna relazione con il maxi-schermo di Panasonic), ed è una piastrella progettata per supportare una varietà di piante irrigate a goccia, la quale lavora in collaborazione con Bionictile, un’altra piastrella che assorbe l’inquinamento dell’aria e lo converte in concime per le piante del Lifewall.
Creato dall’architetto Emilio Llobat, in collaborazione con gli architetti Maqla, Azahar Energia e Ceracasa, le piastrelle della grandezza di un metro quadrato sono destinate ad essere organizzate in vari modelli dai progettisti per creare un muro vegetale che funziona in simbiosi. Disponibile nei colori bianco, avorio, tabacco, e grigio, il gres porcellanato Bionictile lavora per assorbire gli inquinanti di ossido di azoto presenti nell’aria. Usando i raggi UV del sole e l’umidità, questo materiale speciale brevettato Bionictile, insieme con la componente di polvere di vetro, trasforma le particelle nocive di NOx in concimi azotati, i quali possono essere utilizzati dalle piante che mantengono insieme le “tessere” del Lifewall. Inoltre, le piastrelle Lifewall possono agire anche come assorbitore di carbonio.
Biodiversità in mostra a Roma
Ci siamo spesso occupati di biodiversità in senso animale e vegetale, ma questa è solo la prima parte della parola più ampia “biodiversità”. Infatti in questo termine rientra anche l’uomo, che con le sue azioni a volte illogiche e a volte spietate, rischia di fare male anche a sé stesso.
A Roma, da oggi fino a domenica 23 maggio, presso l’Auditorium Parco della Musica si tiene la conferenza internazionale sulla biodiversità, con un festival internazionale che avrà al centro del proprio dibattito l’alimentazione, la natura e proprio l’uomo.
Sì perché la natura non è soltanto un qualcosa che ci appartiene come un dono di cui possiamo disporre a nostro piacimento, ma è principalmente un diritto di tutti. Un diritto spesso negato a quelle popolazioni povere che vedono il proprio territorio subire le ingiustizie di altre persone senza scrupoli che glielo distruggono sotto gli occhi.