Fotovoltaico: Provincia Rimini, discussione su nuovo piano energetico

fotovoltaico-uso-domesticoNell’anno che sta per entrare in Provincia di Rimini si aprirà in sede di Amministrazione provinciale una discussione sull’adozione e sulla pianificazione sull’utilizzo, sulla produzione e sul consumo di energia da fonti rinnovabili, a partire dal fotovoltaico. Questa è, in estrema sintesi, la posizione di Stefano Vitali, Presidente della Provincia di Rimini con delega all’Ambiente, il quale ha sottolineato come nel mandato dell’Amministrazione l’assunzione del nuovo piano energetico rappresenti per la Provincia una priorità assoluta. In particolare, una questione da trattare sarà quella assunta nell’ambito del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP), che fissa a 100 kW di potenza nella Provincia il limite massimo per l’installazione di impianti di produzione di energia da fotovoltaico.

Francia: bocciata la carbon-tax

NicolasSarkozy

I sogni di Nicolas Sarkozy di mettere la Francia in prima linea nella lotta contro il riscaldamento globale oggi potrebbero essere spazzati via, dopo che la sua tassa sul carbonio, la cosiddetta “carbon-tax“, che avrebbe dovuto abbattere l’inquinamento, è stata dichiarata incostituzionale due giorni prima dalla sua entrata in vigore.

In un colpo inaspettato e imbarazzante, il giudice incaricato di assicurare la validità della legislazione francese ha respinto la riforma come inefficace e ingiusta. Piuttosto che una misura rivoluzionaria, come Sarkozy aveva promesso, il giudice ha dichiarato che la tassa avrebbe lasciato fuori molti inquinatori industriali, pur ponendo un onere eccessivamente pesante per le famiglie.

Il gran numero di esenzioni dall’imposta del carbonio è in contrasto con l’obiettivo di combattere i cambiamenti climatici, e viola l’uguaglianza di cui godono tutti in termini di spese pubbliche

ha giustificato la sua decisione il Consiglio costituzionale nella sentenza. La tassa avrebbe riguardato due terzi dei cittadini francesi.

Il tabacco potrebbe essere il biocarburante del futuro

pianta di tabacco

I ricercatori dei laboratori biotecnologici della Thomas Jefferson University hanno individuato un modo per aumentare l’olio nelle foglie di tabacco, il quale può essere il passo successivo nell’utilizzo degli impianti per i biocarburanti. Il loro lavoro è stato pubblicato sulla rivista Plant Biotechnology Journal.

Secondo Vyacheslav Andrianov, professore assistente del Cancer Biology al Jefferson Medical College della Thomas Jefferson University, il tabacco è in grado di generare biocarburante più efficiente di altre colture agricole. Tuttavia, la maggior parte dell’olio si trova in genere nei semi, in quanto essi sono composti di olio per circa il 40% del peso a secco.

Londra: 100 mila veicoli elettrici entro il 2015

veicoli elettrici londra

La City di Londra vuol diventare la città con più auto elettriche al mondo. La capitale britannica continua a vedere un progresso veloce e impetuoso verso un vero e proprio sistema di trasporto elettrificato. Nella città c’è la possibilità già oggi di ricaricare i veicoli elettrici presso i supermercati Sainsbury’s, la quale ha dato l’avvio alla lunga serie di infrastrutture di auto elettriche che, a Londra, è in costante sviluppo. Ora il sindaco della Capitale ha definito una strategia per mettere 100.000 veicoli elettrici per le strade cittadine, il più presto possibile. Ed è davvero ambizioso.

Il suo nuovo progetto è denominato Electric Vehicle Delivery Plan for London, lanciato dal sindaco Boris Johnson, il quale ha affermato di voler avere un ruolo decisivo nel trasmettere il pensiero dell’azione al Governo, per rilanciare l’auto elettrica sul mercato-

Una nuova era dell’oro della motorizzazione elettrica, verde e pulita, sarà pronta a Londra ben prima che nelle altre città del mondo. Dobbiamo preparare le condizioni giuste per questo. C’è un urgente necessità di affrontare il rischio di gravi e irreversibili danni climatici. Voglio perseguire radicali misure concrete per ridurre gli sprechi energetici. I veicoli elettrici sono un chiaro esempio di come la tecnologia può fornire la soluzione per la più grande sfida della nostra generazione.

Fotovoltaico per quattro miliardi di persone entro il 2030

fotovoltaico-rapporto-greenpeaceLa produzione di energia pulita con il fotovoltaico sta facendo registrare in molte aree del mondo, Italia compresa, un grande sviluppo ed una forte espansione grazie anche allo sviluppo tecnologico che permette di ottenere dagli impianti rendimenti più elevati a fronte, inoltre, di una maggiore durata dell’impianto stesso; questo si traduce in maggiori utili dopo il rientro dall’investimento che, se prima era calcolato in dieci anni ed oltre, adesso con gli impianti sempre più innovativi e con gli incentivi in “Conto Energia“, che tra l’altro in Italia sono tra  i più vantaggiosi d’Europa, siamo scesi sotto tale soglia. Guardando poi ad un Rapporto a cura di Epia, l’European photovoltaic industry association, e di Greenpeace, presentato nello scorso mese di settembre, è lecito pensare che il fotovoltaico rappresenti in tutto e per tutto un investimento ed una scommessa vincente.

I Paesi del Nord Africa e Medioriente potrebbero fornire energia solare a tutto il mondo

energia solare

Il Medio Oriente e l’Africa del Nord, di cui fanno parte quei Paesi che rientrano sotto il termine generico di Paesi MENA, hanno il potenziale per creare più di 3 volte il fabbisogno mondiale di energia soltanto grazie al sole, secondo un nuovo studio riportato sul Khaleej Times.

I Paesi che si muovono velocemente, spiega lo studio, potrebbero avere un vantaggio competitivo. In questo modo essi potrebbero assumere la leadership: i Paesi MENA, in particolare quelli situati sulla penisola araba, così come alcuni altri, come la Giordania, Libano e Israele, potrebbe essere i capofila. Questi Paesi non sono estranei alla nozione di energia solare, come fanno notare innumerevoli articoli sull’energia solare redatti sui blog e i giornali in Medio Oriente.

Artico più caldo e senza ghiaccio d’estate? Per i climatologi è possibile

scioglimento ghiacchi artico

Vi sono sempre più prove che l’Artico potrebbe affrontare condizioni stagionali senza ghiaccio e con le temperature molto più calde in futuro. Gli scienziati hanno portato prove documentate che l’Oceano Artico e i mari nordici erano troppo caldi per sostenere il ghiaccio marino estivo durante la metà del periodo del Pliocene caldo (da 3,3 a 3 milioni anni fa). Questo periodo è caratterizzato da temperature calde analoghe a quelle previste per la fine di questo secolo, ed è usato come un paragone per capire le condizioni future.

L’US Geological Survey ha rilevato che le temperature della superficie del mare d’estate nella regione artica erano tra i 10 e i 18 ° C durante la metà del Pliocene, mentre le temperature attuali sono pari o inferiori a 0 ° C. L’esame delle condizioni climatiche passate permette una reale comprensione di come il sistema climatico terrestre davvero funzioni. La ricerca dell’USGS sulla metà del Pliocene è la ricostruzione più completa a livello mondiale di un periodo di caldo che contribuirà a perfezionare i modelli climatici, che attualmente sottovalutano il tasso di perdita di ghiaccio marino nell’Artico.

100 Babbi Natale di sabbia per protestare contro il riscaldamento globale (gallery)

100 babbi natale

L’artista di fama mondiale Sudarshan Patnaik, indiano famoso per le sue sculture di sabbia, è già ben noto per il suo lavoro con Babbo Natale. Lo scorso anno infatti è entrato nel Guinness dei Primati per la creazione della più grande statua mai realizzata con la sabbia che raffigurava Santa Claus. Quest’anno si è voluto superare, e ha deciso di usare il suo talento per rafforzare la usa fama, puntando stavolta sul tema del momento, il cambiamento climatico, e per evidenziare le crescenti sfide che esso sta portando già oggi in India.

Per farlo, ha costruito oltre 100 Babbi Natale di 1.000 tonnellate di sabbia nella località turistica di Puri. Ma non solo. Patnaik ha disintegrato anche un altro record del mondo nel processo di formazione della scultura: ha infatti ora il record del maggior numero di Babbi Natale di sabbia mai realizzati su un’unica spiaggia.

Impianti fotovoltaici: Sardegna, contributi ai privati

fotovoltaico-casaNella Regione Sardegna l’Assessorato dell’Industria ha provveduto a pubblicare un Bando, finalizzato all’incentivazione della diffusione degli impianti di produzione di energia da fonte fotovoltaica, a favore delle persone fisiche e di tutti quei soggetti giuridici che, sempre privati, sono però diversi dalle imprese. Il Bando, con la formula dei contributi in conto capitale, in ragione del 20% delle spese ammissibili, prevede complessivamente uno stanziamento pari a ben cinque milioni di euro per installare impianti fotovoltaici di piccola potenza, da 1 e fino a non oltre 20 kilowatt, rigorosamente integrati o semintegrati nelle strutture edilizie. Tutti coloro che sul territorio regionale sono interessati ad installare un impianto fotovoltaico hanno la possibilità di inoltrare la domanda direttamente online, avvalendosi di un form telematico presente sul sito della Regione Sardegna, alla sezione “fotovoltaico“, a partire dal 18 gennaio e fino e non oltre il 24 gennaio 2010.

Cambiamenti climatici: ecco come risponde l’evoluzione

orso polare

Le temperature globali continueranno ad aumentare, così gli scienziati hanno cercato di affrontare la complessa sfida di capire come le specie possono rispondere e adattarsi a tali cambiamenti. In un articolo pubblicato su Insect Conservation and Diversity, il dottor Francisco Rodriguez-Trelles e il dottor Miguel Rodriguez valutano questa sfida.

Il riscaldamento globale del ventesimo secolo è di circa 0,6˚ C, ed ha già colpito il biota della Terra (l’insieme della vita vegetale e animale), e ora la grande sfida per ecologi e biologi evoluzionisti è quello di prevedere come gli impatti biologici dei cambiamenti climatici accadranno in risposta ad ulteriori aumenti di temperatura previsti fino ad un massimo di 6˚ C entro il 2100.

Usa: auto elettriche cittadine a 600 euro

KandiCoco

Quando un Governo decide di dare incentivi all’economia, ed in particolare al settore automobilistico, può farlo in due modi. Uno è quello italiano (ma non solo), cioè dire a parole di voler dare incentivi, ma questi si basano soltanto sulla rottamazione o sugli sconti fiscali. Risultato: un risparmio di poche migliaia di euro per l’acquisto di un’auto nuova. Oppure si può fare come in America, dove un’auto che costa circa 10 mila euro si riesce a comprare con meno di 600.

E’ esattamente quello che sta avvenendo per la nuova auto elettrica cittadina, la Kandi-Coco, un’auto di origine cinese ma sviluppata negli Stati Uniti, il cui prezzo di listino è 10.599 dollari, già di per sé basso, visto che normalmente le auto simili, almeno in Italia, vanno dai 12-15 mila euro per le Reva agli oltre 20 mila euro per tutte le altre. Ma l’amministrazione Obama, la quale ha stanziato fondi in due direzioni, per il rilancio dell’economia e per l’acquisto di prodotti ecologici, permette di tagliare 4.435 dollari con il primo incentivo e 5.299 con l’altro. Risultato: 865 dollari rimanenti, che al cambio in euro sono 599,44 euro.

La deforestazione in Amazzonia continua a ritmi elevatissimi

deforestazione-in-amazzonia

Durante il COP15 di Copenaghen, all’inizio di questo mese, il Brasile si è distinto tra le nazioni in via di sviluppo per il suo coraggioso impegno nel ridurre le emissioni di carbonio e ridurre la deforestazione della foresta Amazzonica, ed è stato forse il più deluso dai risultati. L’anno scorso, il Brasile si era impegnato a ridurre la deforestazione dell’80% entro il 2020, e sembrava che fosse sulla buona strada per realizzare tale obiettivo: il tasso di deforestazione era sceso al 64% rispetto al 2005.

Lo scorso novembre, tuttavia, mentre il mondo si preparava alla conferenza di Copenaghen, e mentre il Brasile si preparava a fare la sua parte per trovare una soluzione ai cambiamenti climatici, 75 chilometri quadrati di foresta amazzonica sono stati distrutti.

Fotovoltaico: TerniEnergia cresce con le acquisizioni

campo_impianto_fotovoltaicoNuova acquisizione in casa TerniEnergia S.p.A.; la società, quotata a Piazza Affari sul Mercato Telematico Azionario gestito da Borsa Italiana S.p.A., ha infatti annunciato nei giorni scorsi, prima di Natale, il perfezionamento dell’acquisizione dell’azienda MeetSolar, società a responsabilità limitata, con l’obiettivo di sviluppare ben otto nuovi impianti di produzione di energia da fonte fotovoltaica; gli impianti, aventi una taglia industriale, sono siti nella Regione Puglia, presentano una potenza installata pari a ben 8 MW, e sono arrivati a diversi stadi per quanto riguarda il livello corrente di autorizzazioni. TerniEnergia non è tra l’altro nuova a queste operazioni societarie, visto che già da parecchi mesi sta adottando questo modello di espansione per acquisizioni che, tra l’altro, risulta essere ben collaudato.

Risparmio carburante sugli aerei? Basta volare come gli uccelli

aerei in formazione

Gli scienziati hanno proposto un metodo insolito per il taglio del consumo di carburante degli aeromobili: gli jumbo jet devono volare in formazione, come le oche. La prospettiva di flotte di aerei che solcano attraverso il cielo in stormi a forma di V, come gli uccelli migratori, è sorprendente. Tuttavia, la ricerca da parte degli esperti dell’aviazione ha dimostrato che questo metodo potrebbe portare a notevoli riduzioni nel consumo di carburante degli aerei.

Il lavoro segue una ricerca svolta quasi 100 anni fa da un ricercatore tedesco, Carl Wieselsberger. Nel 1914, ha pubblicato un documento in cui si calcola che gli uccelli che volano in formazioni a V utilizzano meno energia per sbattere le ali di quella dei voli singoli. Per questo gli stormi possono volare per periodi più lunghi di quelli che viaggiano per conto proprio.

Wieselsberger ha dimostrato che la corrente in questo modo non crea attrito con le loro ali, ma anzi, le favorisce dandogli un’ulteriore spinta aerodinamica. Questa idea è supportata da osservazioni di scienziati francesi che hanno studiato i grandi pellicani bianchi addestrati a volare alle spalle di un aereo. La squadra – dal Centre National de la Recherche Scientifique, Villiers-en-Bois – ha rivelato che i tassi di fatica degli uccelli scendevano quando volavano insieme.