Gli scienziati propongono dei nuovi obiettivi sul clima

emissioni

Un tasso di riscaldamento di oltre 0,2° C per decennio è intollerabile se gli ecosistemi della Terra sono costretti ad adeguarsi, secondo il tedesco Advisory Council on Global Change. Gli scienziati CICERO hanno adottato questa percentuale e calcolato che, per non superare tale soglia, le emissioni cumulative nel periodo 2010-2030 non devono essere superiori a circa 190 miliardi di tonnellate di carbonio (CG).

Le implicazioni sono che le emissioni globali devono raggiungere il picco intorno al 2015 e ridurlo di circa la metà tra il picco e l’anno 2030

ha affermato Steffen Kallbekken, scienziato CICERO. In un nuovo documento pubblicato su Nature Reports Climate Change, Steffen Kallbekken, Nathan Rive, Glen P. Peters e Jan S. Fuglestvedt del CICERO Center for International Climate and Environmental Research di Oslo, sono favorevoli ad un nuovo tipo di obiettivo per il clima da considerare:

La politica del clima di messa a fuoco su un obiettivo a lungo termine, come quello dell’Unione europea, con il bersaglio dei 2 gradi di aumento, fornisce una guida per la mitigazione dei prossimi decenni, e dà l’impressione che ci sia il tempo di ritardarle

continua Kallbekken.

Come investire il Fondo per i Paesi poveri: recupero energetico dai rifiuti

energia dai rifiuti

Ecco l’opportunità di spendere un po’ dei 100 miliardi di dollari che il Segretario di Stato Hillary Clinton ha promesso a Copenaghen per ridurre i gas ad effetto serra nelle nazioni in via di sviluppo, favorendo lo sviluppo delle infrastrutture energetiche rinnovabili e risolvere la dipendenza dai combustibili fossili.

A quanto pare una città cinese su quattro e sette contee su 10 sono prive di impianti di trattamento delle acque reflue, secondo il People’s Daily. Mentre ci sono molti modi per trattare i liquami o i rifiuti urbani, uno dei più recenti è l’uso dei rifiuti solidi urbani per produrre l’energia rinnovabile.

ErgyCapital: grandi manovre per sviluppo fotovoltaico

fotovoltaico a terraI mesi conclusivi del 2009 sono stati molto importanti per il Gruppo ErgyCapital, che proprio a ridosso del Natale, e per la precisione mercoledì scorso, ha annunciato d’essere salita a quota 11,1 MW di potenza, in quanto a impianti di produzione di energia fotovoltaica, attraverso la messa in funzione di un impianto da 1 MW di potenza a Galatina; la struttura, completata e pienamente operativa, è costituita da un impianto a terra per la cui realizzazione e progettazione la società si è avvalsa di Energetica Solare S.p.A., società del Gruppo ErgyCapital che si occupa degli aspetti legati all’impiantistica. Il portafoglio di strutture che producono e produrranno energia da fonte fotovoltaica sale così in termini di potenza a 24,2 MW; il Gruppo ErgyCapital, infatti, oltre agli 11,1 MW di potenza già operativi ha 3,7 MW di potenza di impianti in fase avanzata di completamento, ed altri 9,4 MWp di strutture per le quali è già stata avviata la loro realizzazione.

Le tecnologie rinnovabili del futuro testate in Antartide

ebase

L’isola King George, uno dei punti più settentrionali del continente Antartico, era una volta una base di caccia e pesca popolare, ma ora è sede di piccoli avamposti di scienziati provenienti da dodici Paesi. Le stazioni russe e cilene, Eduardo Frei e Bellingshausen, sono separate solo di pochi metri, e formano una piccola comunità. Sul versante cileno, c’è una scuola per i bambini delle famiglie che vi abitano, mentre, sul versante russo, una piccola chiesa ortodossa che si trova in cima ad una collina.

Una breve passeggiata al di là della chiesa e si trova l’E-base, una capanna di ricerca come tutte le altre, tranne che per i tubi solari termici, celle fotovoltaiche, turbine eoliche e altro. Il rifugio è diventato famoso nel 2008 per l’aver saputo dimostrare che la tecnologia delle energie rinnovabili è pronta già ora, non lo sarà “un giorno”. In Antartide, le condizioni, si sa, sono estreme, e ottenere anche le energie rinnovabili è più complicato che altrove. Eppure questi scienziati ci riescono.

Il riscaldamento globale è più alto del previsto e le specie emigrano o si estinguono

tartaruga rischio estinzione

Diversi ecosistemi della Terra, con tutte le loro piante e gli animali, dovranno spostarsi di circa 400 metri all’anno in media per tenere il passo con il cambiamento climatico globale, spiegano gli scienziati in uno studio pubblicato su Nature.

Per sopravvivere all’innalzamento delle temperature in tutto il mondo, le specie sono obbligate a migrare o adattarsi al posto. Le specie più individuali, dagli arbusti agli alberi, dagli insetti ad alcuni mammiferi, necessitano di rimanere nel loro clima preferito, aumentando così la probabilità di estinzione.

Lo studio suggerisce che gli scienziati e i governi dovrebbero aggiornare le strategie di conservazione degli habitat che hanno da tempo sottolineato, tracciando confini intorno alle aree ecologicamente sensibili e limitando lo sviluppo all’interno di tali frontiere.

Un viaggio attraverso l’Europa ecologica

porto di stoccolma

La prossima primavera barche e veicoli terrestri ad energia solare passeranno attraverso le aree navigabili e le autostrade europee, viaggiando da Nord a Sud in tutto il continente, da Stoccolma, in Svezia, a Barcellona, in Spagna, in un viaggio che gli organizzatori si aspettano fisserà parametri di riferimento per i viaggi istruttivi sull’energia solare europea.

Oltre all’equipaggio tipico di piloti e tecnici della manutenzione, lo staff includerà un musicista, un cantante, un attore e una ballerina che forniranno intrattenimento ed eventi organizzati lungo la strada per dimostrare la tecnologia come in una crociera. Il percorso è stato scelto, dicono gli organizzatori, perché fornisce “una serie di condizioni fisiche e climatiche delle latitudini Nord più alte”, a cui i veicoli e le imbarcazioni sono in grado di arrivare.

Stop ai motorini euro zero a Roma

motorini euro zeroDal primo gennaio 2010 i motorini euro zero non potranno più circolare a Roma. Per sapere a quale classe di omologazione ambientale appartiene il vostro mezzo, dovrete consultare il carta di circolazione o il certificato di omologazione tecnica che accompagna il vostro veicolo. La circolazione dei veicoli a due, tre o quattro ruote marchiati da questa sigla sarà infatti bandita nella capitale per arginare lo smog e ridurre le emissioni. A renderlo noto è stato un comunicato diffuso dal Comune:

Dal primo gennaio 2010  ai ciclomotori e ai motoveicoli a due, tre e quattro ruote, con motore a quattro tempi ‘euro 0’, non conformi alla direttiva 97/24/ce, sarà vietato l’ingresso e la circolazione all’interno della ztl dell’anello ferroviario.

Fotovoltaico: Fiera Bolzano raddoppia gli impianti

impianto-fotovoltaicoFiera Bolzano ha reso noto che è in procinto di essere messo in funzione un nuovo impianto fotovoltaico, il secondo dopo che il primo, realizzato nella seconda metà del 2007, ha permesso in due anni di immettere in rete energia pulita che ha permesso la mancata emissione in atmosfera di ben 400 tonnellate di anidride carbonica. Il nuovo impianto, avente una potenza di poco superiore ai 0,3 MW, comporterà sia l’ulteriore produzione di energia pulita, sia ombra per le vetture parcheggiate in Fiera. L’impianto, infatti, è stato realizzato sulla copertura dei posti auto, ragion per cui in estate il nuovo impianto produrrà energia e permetterà ai visitatori di parcheggiare le auto all’ombra.

Eco-turisti o super-inquinatori?

polo Sud

I circa 40.000 “eco-turisti” che visitano il Polo Sud ogni anno causano enormi emissioni di gas ad effetto serra. I visitatori del massiccio coperto di neve non mettono in pericolo solo la regione antartica con le loro azioni, ma anche il resto del mondo.

Il ricercatore olandese Machiel Lamers ha esaminato l’aumento dell’impatto del turismo in Antartide e in che modo tale impatto potrebbe essere frenato. Il turismo è una delle industrie principali in Antartide. Qui in soli 20 anni si è passati da poche centinaia di turisti a più di 40.000 curiosi all’anno.

Abbelliamo gli impianti eolici e solari con le palme

palma solare-eolica

Le torri-cellulare travestite da alberi di rado riescono ad ingannare qualcuno. Ma per quanto riguarda le torri solari travestite da palme, il trucco sembra aver funzionato meglio. Si tratta di alberi a forma di palma, all’esterno, i quali in realtà generano energia pulita e hanno delle vere e proprie turbine, che possono essere installate anche nel vostro giardino.

Questo disegno di Matthew Seibert potrebbe far ricredere anche i più scettici quelli che considerano i nuovi metodi per accumulare l’energia solare per i singoli quartieri o casa per casa, oggetti costosi, ingombranti, brutti e poco affidabili.

Nucleare, una maxi stangata per le tasche degli italiani

nucleareNucleare italiano. Tema scottante degli ultimi mesi. Dopo le prime polemiche che hanno diviso il Paese è seguito un periodo di disinteresse e relativo silenzio sulla riconversione all’atomo in Italia. Nelle ultime settimane si è tornato a parlarne perchè sono trapelate indiscrezioni sulle regioni che dovrebbero ospitare o che comunque sono ritenute più idonee per la costruzione delle centrali. Si parlava di una lista di siti papabili inviata dall’Enel al governo. Ma la notizia è stata smentita. Nel frattempo, il decreto legislativo sul nucleare previsto dalle Legge Sviluppo è stato approvato qualche giorno fa dal Consiglio dei ministri.

Le regioni che ospiteranno le centrali avranno milioni e milioni di euro come risarcimento e per i comuni saranno previsti sgravi fiscali. Si parla anche di ulteriori compensazioni economiche e di un alleggerimento sulla bolletta per gli italiani, ma c’è chi non è affatto convinto che le cose andranno così.

Fotovoltaico: riconversione industriale per scommettere sulle rinnovabili

pannelli_fotovoltaici_Grazie allo sviluppo ed al progresso tecnologico, il fotovoltaico, rispetto a solo qualche anno fa, appare destinato a sconvolgere in positivo usi e consumi in materia di energia, risparmio ed abbattimento delle emissioni, con la conseguenza che in ambito imprenditoriale non solo c’è un gran fermento, ma in molti casi è in atto anche una vera e propria trasformazione sia a livello giuridico, attraverso modifiche della ragione sociale, statuto ed oggetto dell’impresa, sia attraverso veri e propri processi di riconversione industriale. E’ il caso della El.Ital. Avellino S.r.l., azienda giovane, nata nel 2006 a seguito dello scorporo di un ramo d’azienda della Flextronics Italy S.p.A. La società, il cui amministratore è Massimo Pugliese, ha infatti provveduto, dopo la relativa assemblea straordinaria, a trasformarsi da El.Ital. Avellino S.r.l. a El.Ital. S.p.A. proprio con l’obiettivo di puntare sul fotovoltaico.

Il carbon trading può essere uno strumento efficace, ma dannoso nelle mani sbagliate

inquinamento

Il carbon-trading (la commercializzazione dei diritti alle emissioni di carbonio) con il suo mix di principi di libero mercato e di auto-regolamentazione, sostiene l’appello di livello mondiale per ridurre le emissioni delle imprese. Ma la mancanza di un mercato mondiale per il commercio del carbonio e le problematiche sulla sorveglianza e contabilità per gli offset di inquinamento solleva interrogativi sulla sua redditività.

I fattori che complicano la situazione iniziano con la negoziazione del “prodotto”, in questo caso la mancanza di un gas invisibile. A questo si aggiunge l’intangibilità dell’accredito delle imprese per la riduzione prevista delle emissioni di gas a effetto serra.

Sono una bestia difficile; un bene ambientale non è un bene privato naturale, come un tubetto di dentifricio o un taglio di capelli. Si può guardare lo specchio per capire se un taglio di capelli è un buon prodotto […] nel commercio di carbonio è solo un pezzo di carta, un record in un database, ed è la fiducia che in realtà non rappresenta una contabilità veritiera delle emissioni

ha spiegato Michael Gillenwater, decano della Greenhouse Gas Management Institute, in un’intervista alla Cnn. La commercializzazione del carbonio utilizza il bastone e la carota per ridurre i gas che causano il riscaldamento globale. Il bastone: tetto di emissioni totali ai Governi che richiedono permessi costosi e pesanti multe per le emissioni. La carota: l’industria trova il modo di ridurre le emissioni per diminuire i costi e con questi avanzi acquista assegnazioni inquinanti da vendere al miglior offerente sul mercato aperto.

Luci di Natale, uno spreco solo in alcuni casi

luci di natale

Il tuo io-ecologico interiore protesta ogni volta che il tuo dito accende quella serie di lampadine sull’albero di Natale? La vostra preoccupazione può essere infondata, a seconda di dove si usano queste luci.

Sappiamo tutti che le lampadine ad incandescenza sono molto inefficienti. Una lampadina ad incandescenza standard produce 60 watt di luce ed ha un rendimento del 2,1% di luminosità (cioè di tutta l’energia che riceve, solo il 2,1% si trasforma in luce, mentre il resto diventa calore e viene disperso); e i bulbi più piccoli sono anche meno efficienti, probabilmente intorno all’1,5% come quelli classici delle serie natalizie.