Deforestazione, multa record in Brasile

Il Comune di Sao Félix do Xingu, nello Stato del Parà in Brasile, è stato ritenuto responsabile della distruzione di oltre 19.000 km quadrati di foresta dell’Amazzonia, un’area vasta quanto la regione Puglia, e multato per 12,3 milioni di real, che corrispondono circa a 5,2 milioni di euro. Una cifra record per l’ambiente nello Stato del Brasile.

E’ la prima volta che un ente territoriale viene riconosciuto responsabile con l’accusa di deforestazione, ma gli avvenimenti degli ultimi mesi che si sono verificati nel Comune di Sao Félix hanno suscitato l’interesse, e hanno dato via all’indagine dell’Ibama, l’Ente ambientale del Brasile, e dello Stato del Parà.

Disastri ambientali, Napolitano: colpa non solo dei cambiamenti climatici ma anche dell’uomo

Ieri, nell’ambito della cerimonia di consegna dei premi del concorso di educazione ambientale Immagini per la Terra, Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha parlato di disastri ambientali, in riferimento al ruolo dei cambiamenti climatici, a suo dire innegabile, e alle responsabilità dell’uomo che non sarebbero certo da meno:

E’ vero che c’è in atto un cambiamento climatico, che i fenomeni sono più violenti di una volta e che quelli estremi sono più frequenti ma il fatto che se piove un po’ di più crolli parte del grande patrimonio di Pompei, ricevuto dalla nostra Storia e che dovremmo essere capaci di tutelare; o che il centro di Vicenza veda invase botteghe e negozi e si perdano vite umane, ci dice che dobbiamo preoccuparci per quella incuria umana, terribile, che porta al dissesto idrogeologico dei nostri territori.

Gli uomini, prosegue Napolitano, dovrebbero preoccuparsi dell’oggi e del domani, rispettando e facendo rispettare le regole e non pensando solo a quel che fa più comodo fare al momento bensì anche alle conseguenze delle nostre azioni o inazioni sul futuro.

Eco-videogiochi, i migliori 5 sugli scaffali

I videogiochi hanno fatto molta strada dai giorni di Pac-man, ed hanno man mano tentato di simulare sempre più la realtà. In quest’ultimo periodo si stanno diffondendo sempre più quei videogames che consentono ai giocatori di costruire economie e città, e gestire le simulazioni dei modelli scientifici dalla preistoria al futuro. Questo genere di giochi non è solo il solito passatempo, ma è anche un interessante e potente strumento per l’insegnamento, l’istruzione e la comunicazione.

Per questo, con il crescere della mentalità ecologica nella coscienza mondiale, anche i videogiochi si sono evoluti ed hanno cominciato a prendere in considerazione, dopo le battaglie contro i draghi e mostri di ogni genere, anche l’opportunità di salvare la Terra dalle minacce del mondo reale. Di seguito troviamo i 5 migliori eco-videogiochi selezionati dal sito americano Treehugger, ma che sono disponibili anche sugli scaffali dei negozi italiani o in versione on-line.

Piogge acide


Piogge acide

Con piogge acide si indicano le precipitazioni, a deposizione secca o umida, che contengono una quantità più alta rispetto ai valori norma di acido nitrico e solforico. La formazione delle piogge acide è attribuibile sia a fattori naturali, vulcani e vegetazione in decomposizione, sia all’uomo, responsabile delle emissioni in atmosfera di biossido di zolfo (SO2) e ossidi di azoto (NOx) derivanti dalla combustione di combustibili fossili.
Negli Stati Uniti, circa 2/3 di tutti i SO2 e 1/4 di tutti i NOx provengono dalla produzione di energia elettrica basata sui combustibili fossili, come il carbone. Le piogge acide si verificano quando questi gas nell’atmosfera reagiscono con l’acqua, con l’ossigeno e con altre sostanze chimiche per formare vari composti acidi. Il risultato è una soluzione di acido solforico e acido nitrico. Quando l’anidride solforosa e gli ossidi di azoto vengono liberati dalle centrali elettriche e da altre fonti, i venti soffiano questi composti attraverso i confini statali e nazionali, a volte a centinaia di chilometri di distanza.

La deposizione umida si riferisce alla pioggia, alle nebbie a alla neve acida. Se le sostanze chimiche acide vengono emesse in aree a clima umido, ricadono sotto forma di pioggia, nebbia o foschia. Dal momento che l’acqua contaminata scorre sopra e attraverso il suolo, il fenomeno delle piogge acide colpisce pesantemente una varietà di piante e animali. La forza degli effetti dipende da diversi fattori, tra i quali l’acidità dell’acqua, la composizione chimica delle precipitazioni, la capacità di tamponamento dei terreni coinvolti, le specie di pesci, alberi ed altri viventi coinvolte.
Nelle zone in cui clima è secco, le sostanze chimiche acide si incorporano in polvere o fumo e ricadono al suolo attraverso deposizione secca, aderendo al terreno, agli edifici, alle auto ed agli alberi.

Immobili e fotovoltaico: bolletta più leggera per le nuove costruzioni

Per gli immobili di nuova costruzione, la presenza di un impianto fotovoltaico integrato a livello architettonico, a fronte del costo relativo alla progettazione ed all’installazione degli impianti, può permettere a regime sia di poter rientrare dall’investimento, in tempi relativamente brevi, sia di tagliare anno dopo anno la bolletta energetica unitamente alla possibilità di incamerare per un periodo pari a ben 20 anni gli incentivi statali in Conto Energia. Nel nostro Paese la maggiore concentrazione di nuovi immobili dove sono presenti impianti fotovoltaici integrati è il Trentino Alto Adige nel rapporto di uno su dieci, mentre nella Regione Friuli Venezia Giulia tale percentuale è pari all’8%.

Questo è quanto, nello specifico, ha rilevato il Gruppo Immobiliare.it in base ad un’elaborazione effettuata sui dati presenti nel database del sito Internet NuoveCostruzioni.it. Complessivamente sono oltre 100 mila le case che nel nostro Paese hanno un impianto fotovoltaico, ed una buona parte di queste sono proprio immobili di nuova costruzione.

Gas serra

Gas serra

Sono detti gas serra quei gas dell’atmosfera terrestre, di origine naturale o antropica, che sono trasparenti alle radiazioni solari in entrata ma sono in grado di trattenere, in modo consistente, le radiazioni infrarosse emesse dalla superficie terrestre, dall’atmosfera e dalle nuvole. Questa loro proprietà è nota come effetto serra.
I principali gas serra presenti nell’atmosfera sono il vapore acqueo (H2O), l’anidride carbonica (CO2), l’ossido di di azoto (N2O), e il metano (CH4). Le emissioni di questi ultimi tre gas serra sono regolamentate dal protocollo di Kyoto. Spesso l’ozono (O3) è confuso tra i gas serra, ma in realtà esso non trattiene le radiazioni infrarosse, ma filtra invece i raggi solari UVB e UVC.

Vi sono poi molti gas rilasciati nell’atmosfera terrestre dall’attività umana come gli alocarburi, tra cui i più comuni sono i clorofluorocarburi (CFC) utilizzati fino alla metà degli anni ’80 come propellenti per bombolette spray, e tante altre molecole contenenti cloro e fluoro. Le emissioni dei gas alogenati, regolamentate da un trattato internazionale firmato nel settembre 1987, il protocollo di Montreal, sono molto inferiori rispetto agli altri gas serra e la loro concentrazione nell’atmosfera è molto bassa, ma questi gas possono avere un tempo di vita molto lungo, anche fino a 400 anni, e un grande effetto come forzanti radioattivi, da 3.000 a 13.000 volte superiore dell’anidride carbonica. Il forzante radioattivo è la misura d’influenza di un fattore nell’equilibrio tra energia entrante ed energia in uscita nel sistema terra-atmosfera. Il calcolo della misura in cui un gas serra contribuisce all’effetto serra, il Global Warming Potential (GWP, potenziale di riscaldamento globale) è effettuato dall’Intergovernmental Panel on Climate Change (Gruppo Consulente Intergovernativo sul Mutamento Climatico) per convertire le emissioni di gas serra in emissioni di CO2 equivalenti.

Greenwashing

Greenwashing

Il neologismo è una sincrasi delle parole green (verde colore dell’ambientalismo) e washing (lavare) e potrebbe essere tradotto con “lavare col verde” o con “lavaggio verde”. Esso indica il fenomeno di marketing per il quale: industrie, entità politiche ed aziende millantano attenzione per la natura, garanzie per l’ambiente e politiche economiche sostenibili inventando o, più spesso ingigantendo, le proprie inconsistenti credenziali verdi al fine di creare una mistificatoria immagine positiva delle proprie attività (o prodotti)  distogliendo l’attenzione del pubblico dalle proprie responsabilità nei confronti di comportamenti ed impatti ambientali negativi.

Il termine fu coniato dall’ambientalista newyorkese Jay Westerveld nel 1986 per definire la pratica diffusa in alcune catene di Hotel di incentivare, al motto di “save the environment” il riuso degli asciugamani, pratica che sì faceva indubbiamente risparmiare detersivi ed elettricità al pianeta ma soprattutto faceva incrementare il profitto degli hotel diminuendo considerevolmente una voce di spesa.

“2050, il pianeta ha bisogno di te”, a Milano una mostra interattiva per disegnare un futuro verde

Si apre oggi a Milano la mostra interattiva 2050, il Pianeta ha bisogno di te, realizzata dallo Science Museum di Londra e organizzata dal Comune alla Rotonda della Besana.  Un viaggio che vede il visitatore protagonista di un futuro green, tutto da disegnare, lasciandosi guidare da quattro personaggi virtuali dai nomi che sono tutto un programma e rappresentano altrettante, diverse, talora contrapposte, visioni del futuro: Buz, Eco, Tek e Dug.

Ogni cicerone ha la sua idea del domani: Tek si farà avvocato di un nuovo modello di sviluppo urbano che unisca la tecnologia verde ai moderni grattacieli, ai centri commerciali alimentati da pannelli solari; Eco si ergerà invece a baluardo del verde ed elencherà i contro di una simile opzione, ad esempio il ricorso necessario alle energie fossili in caso di mancanza di sole. Il pluralismo di voci del percorso testimonia l’assenza di un’unica soluzione valida e stimola ad un dialogo costruttivo che, a detta degli organizzatori del progetto, punta a

non escludere nessuna possibilità dal biologico al transgenico alle nanotecnologie.

Fiat 500 elettrica annunciata per il 2012

Anche la Fiat entra nel mercato delle auto elettriche come gli altri colossi automobilistici mondiali, anche se di italiano la nuova 500 EV avrà ben poco. La progettazione infatti la si deve alla collaborazione della Chrysler, dato che la tecnologia e gli stabilimenti si troveranno negli Usa, almeno secondo quanto annunciato nei giorni scorsi.

La Fiat 500 EV sarà un miscuglio internazionale. Le batterie SB LiMotive sono di produzione coreana, gli stabilimenti in cui sarà prodotta saranno quelli di Auburn Hills e Orion, nel Michigan ed il pacco batteria sarà assemblato a Springboro (Ohio). Insomma, nonostante l’auto abbia un marchio italiano, pare proprio che l’italianità finisca qui.

La marea nera sta distruggendo i coralli giganti nel Golfo del Messico

Era il 20 aprile 2010 quando la piattaforma petrolifera Deepwater Horizon ha cominciato a sversare nelle acque del Golfo del Messico il petrolio dal pozzo Macondo, situato a oltre 1.500 metri di profondità.
La marea nera a distanza di mesi dal disastro, e dopo la chiusura della falla, torna a far parlare di sé. Dopo l’annuncio dei progetti per ristabilire la vita marina nelle acque del Golfo, come il 100-1000 partnership, la BP potrebbe essere responsabile della morìa dei coralli giganti che vivevano vicino al pozzo della piattaforma petrolifera.

Lo ha rilevato la spedizione scientifica a bordo della nave oceanografica Ronald H. Brown che ha analizzato i fondali vicino al pozzo Macondo. Come ha dichiarato Timothy Shank, uno dei ricercatori della Woods Hole Oceanographic Institution

I coralli giganti nelle vicinanze del pozzo sono coperti da una sostanza nera e o sono morti o stanno morendo. In qualche caso sono rimasti soltanto scheletri.

Giardini verticali, la Francia li installa sugli edifici pubblici

Un esempio di cosa un Paese può fare per inculcare la mentalità verde ai suoi cittadini ci arriva dalla Francia, dove il ponte che attraversa il viale Max Juvénal ad Aix-en-Provence, nel Sud del Paese, è stato trasformato in giardino verticale. Come un vero e proprio Dr. Jekyll e Mr. Hyde, se si guarda il ponte dal lato Sud-Ovest, la sua facciata di cemento grigio, decorato solo da alcuni graffiti, assomiglia a tanti altri che si vedono un po’ ovunque.

Ma attraversando il ponte, ed osservando il suo lato Nord-Est, tutto potrete vedere tranne che una lastra di calcestruzzo. Questo perché nel 2008, Patrick Blanc, il padrino francese dei giardini verticali, ha aggiunto il ponte alla sua lista di conquiste.

Eolico e fotovoltaico: Workshop Aper sul nuovo TICA

Si terrà mercoledì prossimo, 10 novembre 2010, a Milano, presso la Sala Paganini dell’Andreola Central Hotel, un interessante workshop organizzato dall’Aper, Associazione Produttori Energia da Fonti Rinnovabili, sul tema inerente le connessioni ed il nuovo Testo Integrato sulle Connessioni Attive (TICA). Trattasi, nello specifico, di un workshop di approfondimento che, tra l’altro, prevede un confronto con l’AEEG, l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, nonché l’analisi e l’approfondimento delle novità in materia di connessione degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili a cura del direttore scientifico del Centro Studi dell’APER, Marco Pezzaglia.

Per quel che riguarda gli aspetti pratici, i partecipanti potranno altresì assistere a degli specifici focus sull’applicazione delle nuove norme, anche attraverso la presentazione di case history, sugli impianti fotovoltaici ad alta e ad altissima tensione, nonché sugli impianti fotovoltaici a bassa ed a media tensione.