Milano si muove cinque volte più in auto che a piedi

Si è parlato di mobilità sostenibile nell’ambito del convegno svoltosi oggi, dal titolo La qualità della vita a Milano, organizzato da Milanosimuove, comitato organizzatore del referendum per l’ambiente, promosso da Marco Cappato, Edoardo Croci ed Enrico Fedrighini.
Dai dati presentati emerge che il capoluogo lombardo si muove molto più in auto piuttosto che a piedi, in bici o con i mezzi pubblici. Segno che il cammino della città verso un minor impatto degli spostamenti è ancora lungo. Ogni anno un milanese compie in media 637,8 spostamenti in auto contro 131 a piedi.

Cifre di gran lunga superiori alle altre metropoli europee, se si pensa che Madrid e Londra ne registrano appena la metà. Nel tragitto casa-lavoro, meno della metà degli spostamenti viene fatto a piedi, in bici o servendosi del trasporto pubblico. Lo stesso avviene a Roma e Napoli. Le tre città italiane si posizionano dietro le più sostenibili Monaco, Vienna, Barcellona, Berlino, Praga, Madrid, tutte sopra il 50%.

Green Economy Initiative, l’edizione 2010 del Seed award

Sono stati nominati i vincitori del Seed award 2010, il programma Onu per l’Ambiente (Unep, United Nations Environment Programme) che premia le iniziative della Green economy proposte dai piccoli imprenditori nei Paesi in via di sviluppo per rilanciare il mercato e l’economia locale con progetti innovativi ecologici e a tutela dell’ambiente e delle risorse.

Quest’anno sono stati 30 i vincitori, e la maggior parte di essi è di origine africana. I vincitori nel corso dell’anno otterranno, oltre al riconoscimento per la migliore idea all’interno del progetto Green economy initiative, in parte finanziato dall’Unione europea, degli incentivi per mettere in pratica la loro idea di eco-business e assistenza tecnica per la realizzazione del prodotto finito. I vincitori del Seed award 2010, come ha dichiarato Achim Steiner, direttore generale dell’Unep e sottosegretario delle Nazioni Unite

Rappresentano il forte spirito di impresa nei paesi in via di sviluppo e il suo valore nella creazione di un’economia verde. Mentre il premio riconosce magnifici progetti di singole persone, i governi devono mostrare la loro leadership nel sostenere questi sforzi attraverso standard diversi, politiche avanzate e incentivi, per catalizzare il cambiamento guidato dalle imprese e dalle comunità.

Unesco, al via la settimana per lo sviluppo sostenibile

Da oggi, lunedì 8 novembre, fino a domenica 14, l’Unesco ha indetto la settimana per lo sviluppo sostenibile. Si tratta di una serie di programmi e iniziative che si terranno in tutto il mondo (500 solo in Italia) in cui il tema della mobilità e della sostenibilità verranno presentati attraverso mostre, workshop, convegni, stand e laboratori.

Le tematiche trattate sono le più “hot” in questo periodo nell’ambito ambientale, e vanno dai menu a chilometri zero alla biodiversità, dal corretto sfruttamento delle risorse marine ad un sistema di trasporto sostenibile che al contempo riduca il traffico e l’inquinamento, senza però portare disservizi agli utenti, con l’intenzione di immaginare e cominciare a costruire uno “sviluppo di ecosistemi urbani sostenibili”.

Terzigno, rientra l’allarme limoni mutanti

I comitati contro l’apertura della nuova discarica di Terzigno dovranno trovare un altro logo. L’inquietante limone Frankenstein, dai deformi tentacoli ritorti su se stessi,  che ben fungeva da icona ed emblema della “natura morta” o peggio arrabbiata e del rischio ecologico rappresentato dalla discarica, è stato scagionato.
Si ricorda che il limone in questione è stato raccolto da Maria Rosaria Esposito, attivista contro la discarica, da una pianta che da venti anni produceva nel suo giardino e a detta di lei “ limoni gustosi e normali”.

Successivamente il limone-quasimodo è stato ritratto, come monito di congedo, nell’ultima slide  proiettata durante il convegno sulle malattie da inquinamento dell’Associazione Medici per l’ambiente tenutosi nella nella sala Consiliare di Terzigno. Il limone è stato poi portato all’attenzione della comuntà scientifica locale che lo ha “tenuto in osservazione” nell’ansia degli abitanti.
Finalmente è provato che quello stesso limone, assurto a prova inconfutabile e terribile della natura che si ribella con raccapriccio, non è il prodotto di una mutazione indotta dall’inquinamento bensì di una normale reazione alle punture di un acaro (come i più informati avevano già tentato di rassicurare).

Risparmio energetico: niente di meglio di una gara tra scuole

Come fare per insegnare ai bambini e agli adolescenti il risparmio energetico? Per non farglielo sembrare un compito pesante, il modo migliore è tramite il gioco. E non c’è nulla meglio di un concorso tra scuole per attirare l’interesse di migliaia di ragazzi. Come stanno mostrando i risultati provenienti dagli Stati Uniti, l’iniziativa sembra avere successo.

Circa 40 colleges tra States e Canada sono in competizione per lo status di “più grande perdente”, cioè di scuola che ha ridotto più di tutti il consumo di energia e acqua. I concorrenti utilizzano un’applicazione online chiamata Dashboard Building, che monitora in tempo reale l’energia e l’utilizzo di acqua di ogni istituto, consultabile sul web.

Frutta e verdura di stagione, cosa comprare a novembre e dicembre

Cari amici di Ecologiae, ben trovati al nostro consueto appuntamento del fine settimana con l’alimentazione sostenibile, indubbia protagonista di questa prima decade di novembre nell’ambito della tre giorni Buono per te, sostenibile per l’ambiente, svoltasi a Roma e dedicata alla biodiversità alimentare, alla doppia piramide, all’impronta dei cibi e alla salubrità, per uomo e ambiente, della nostra dieta mediterranea.

Alla base della piramide proposta dal Barilla Center for Food and Nutrition incontriamo frutta ed ortaggi, classificati tra i cibi in, da consumare con maggiore frequenza, senza timori di impatto sulla salute piuttosto che sul pianeta, e dai benefici innumerevoli per il benessere dell’organismo e nella prevenzione di numerose malattie.

Nucleare, D’Alema: un affarone… per la Francia

Interviene sul ritorno al nucleare italiano, Massimo D’Alema. Nell’ambito della tre giorni conclusasi oggi a Perugia e dedicata alle Energie positive, promossa dalla Fondazioneitaliaieuropei di cui il politico è presidente, tanti i dubbi sollevati sulla rivoluzione energetica in chiave atomica avviata dal Governo: D’Alema preferisce le rinnovabili, intese come un’occasione che il Paese deve perseguire, rifuggendo da quello che altro non è se non un affarone per la Francia, che riceverà ricche commesse mentre l’Italia non trarrà granché vantaggio dalla costruzione di centrali nucleari sul suo territorio.

E a dirlo, badate bene, è uno che votò pro atomo nel tanto famoso referendum, lo rivela lui stesso, ma che oggi non esita a manifestare le sue perplessità sullo buttarsi a capofitto in tecnologie da cui saremo dipendenti.

Il nucleare è un grande affare per i francesi e non per gli italiani ed è difficilmente gestibile. Porterà grandi commesse alla Francia, e forse anche agli Stati Uniti, ma é più un’idea propagandistica che di politica industriale. E’ difficile recuperare 25 anni di ritardo se non con costi altissimi.

Diossina

Diossina

La diossina è una delle sostanze chimiche più tossiche conosciute al giorno d’oggi. Una ricerca pubblicata nel 1994 dalla US Environmental Protection Agency descrive chiaramente la diossina come una minaccia grave per la salute umana. Secondo il rapporto EPA non sembra esserci nessun livello “sicuro” di esposizione alla diossina, dunque non ha senso porre un limite di legge sotto il quale la presenza di diossina possa essere accettabile.

La diossina è un termine generico che descrive un gruppo di centinaia di sostanze chimiche (419 calcolate fino ad oggi) che sono altamente persistenti nell’ambiente. Il composto più tossico è la 2,3,7,8-tetraclorodibenzo-p-diossina o TCDD. La tossicità delle diossine e altre sostanze chimiche simili che agiscono come diossina sono misurate in relazione alla TCDD. La diossina si forma come un involontario sottoprodotto di numerosi processi industriali che coinvolgono il cloro, come l’incenerimento dei rifiuti, produzione di agenti chimici e pesticidi, nella fabbricazione della pasta di legno e nello sbiancamento della carta.

Il dissesto idrogeologico si previene on line con Empower

Il rischio idrogeologico è elevato per il 70% dei comuni italiani ma il Governo, spiega Legambiente, continua fare tagli alla prevenzione, togliendo fondi sia per la programmazione degli insediamenti umani secondo le buone pratiche pianificatorie urbanistico-paesaggistiche che per la messa in sicurezza ed il restauro ambientale degli insediamenti a rischio, come per gli interventi di delocalizzazione di abitanti e fabbricati dalle aree a rischio e per quelli utili ad una corretta manutenzione delle sponde ed alla redazione di piani di emergenza.

Più si piangono i disastri annunciati, maggiore è la consapevolezza della loro evitabilità e meno si fa per cambiare le cose. Angelo Gentili (segretario nazionale Legambiente) 
afferma che

Prevenire e monitorare la nostra rete idrogeologica è una condizione fondamentale per ridurre i danni e limitare i disastri che stanno distruggendo l’Italia. Solo monitoraggio e manutenzione, in una parola prevenzione, garantiscono la sicurezza dai pericoli del dissesto idrogeologico.

Car sharing Milano: spazio all’ecosostenibilità

A partire dal prossimo mese di dicembre a Milano le auto che sono adibite al servizio di car sharing, nell’ambito di una maggiore eco-sostenibilità, accompagnata da una conseguente riduzione del traffico di auto private, potranno circolare anche nelle corsie che sono riservate ai taxi ed al trasporto pubblico, ma anche nelle Zone a Traffico Limitato (ZTL).

A darne notizia è stato l’assessore alla Mobilità e ed ai Trasporti, nonché Vicesindaco del Comune di Milano, Riccardo De Corato, ponendo l’accento sul fatto che in questo modo si contribuirà sia ad un’incentivazione all’utilizzo del servizio, sia alla riduzione dell’inquinamento per effetto di minori auto private circolanti in città.

Orti sui tetti, accade a Torino

La voglia di mangiare bio, genuino e sano ha spinto un gruppo di torinesi a coltivare sul tetto della propria abitazione pomodori, insalata, zucchine, ravanelli…e ancora fagiolini, melanzane…per tutti i gusti e i palati. L’esperimento, fatto in via Goito 14 a Torino ha poi dato un’altra idea ai fondatori di Studio 999: insegnare a coltivare verdure e ortaggi sui tetti.

In occasione di Paratissima 2010, la mostra-happening di arte contemporanea, dal 3 al 7 novembre nel quartiere di San Salvario a Torino, il laboratorio Oursecretgarden sarà aperto a tutti coloro vogliono provare a realizzare un orto sul tetto della propria casa, nel cuore di una grande città come Torino. Studio 999 offre consulenza tecnica e botanica: i benefici per l’ambiente e per la salute si scopriranno passo passo, quando con soddisfazione i contadini della città potranno assaporare le verdure e gli ortaggi di loro produzione.

Inquinamento e tumori: l’Aiom annuncia documento che ne attesta il legame

Non c’è bisogno di fare allarmismi, ma nemmeno di sottovalutare il problema. E’ questo il succo delle anticipazioni che l’Aiom (Associazione Italiana di Oncologia Medica) ha annunciato prima della pubblicazione del suo ultimo documento che certamente diventerà un punto di riferimento nel dibattito sul legame tra tumori e inquinamento.

I dati sono a volte contrastanti (dipende molto da chi finanzia la ricerca), e la querelle tra chi dice che l’inquinamento, specie quello dei rifiuti, provochi tumori, e chi invece lo nega, continua ormai da anni. Ciò che per certo si può dire in questo momento è che litigare sulla questione dei rifiuti è, almeno adesso, inutile. Non ci sono dati sufficienti per supportare l’una o l’altra tesi, e quindi è controproducente affermare che provochino il cancro oppure no.

Levi’s lancia il primo jeans a risparmio idrico

In media, i jeans vengono lavati 3-10 volte – usando 42 litri di acqua per ogni paio – nel loro processo di finitura, prima ancora di giungere nelle mani del consumatore. Al Workshop Levi’s di New York City, il famoso brand dei jeans ha annunciato l’ultima delle sue iniziative di sostenibilità: la

collezione jeans a risparmio idrico, che riduce il consumo di acqua di una media del 28% per ogni paio di jeans e fino al 96% per alcuni modelli.

Ma come hanno fatto? Non con una nuova sostanza chimica che, finendo in lavatrice, potrebbe comportare conseguenze peggiori, o con una nuova macchina succhia energia, ma semplicemente alleggerendo il loro processo di finitura.