
Dopo il divieto votato dalla Commissione europea all’Ambiente per l’uso di pesticidi e insetticidi a base di neonicotinoidi insorgono i produttori di pesticidi perché, secondo loro, non tutti i prodotti chimici utilizzati in agricoltura sono tossici o letali per le api e per gli insetti impollinatori. Le ricerche scientifiche tuttavia dicono il contrario…
La scorsa settimana vi riportavamo della
La produzione agricola mondiale è aumentata. Sarebbe una buona notizia se non ne arrivasse una che la stronca: il fabbisogno di cibo della popolazione del pianeta è aumentato ancora di più. A questa conclusione giunge il rapporto Prospettive agricole 2013-2022 redatto da Ocse e FAO, il quale disegna uno scenario poco rassicurante per il futuro. Partiamo dai numeri. La capacità di crescita agricola mondiale è dell’1,5%, quella del fabbisogno è del 2,1%. Significa che ogni anno consumiamo lo 0,6% in più di risorse di quelle che produciamo.
Gli appelli contro lo spreco di cibo si susseguono senza fine negli ultimi tempi, ma purtroppo assistiamo solo a lievi cambiamenti, quando ci sono. Ora contro questa piaga della società moderna prova a dare la scossa addirittura il Papa. Di fronte a migliaia di persone riunite in piazza San Pietro mercoledì scorso Papa Francesco ha definito quella attuale una “cultura dei rifiuti” che in un mondo sempre più consumistico equivale a rubare alla gente povera.
La nuova SARS è arrivata anche in Italia, come è noto 3 persone sono state contagiate dal coronavirus e ricoverate al policlinico di Careggi, a Firenze, e posti in isolamento, mentre altre 50 persone sono sotto sorveglianza. Facciamo allora un passo indietro e cerchiamo di capire cos’è la nuova SARS e dove nasce.
Dopo il terribile tornado che il 20 maggio scorso aveva causato 24 morti in Oklahoma, nella stessa area è tornato ad abbattersi un nuovo distruttivo tornado che ha causato altri 14 morti. Piena emergenza negli Stati Uniti, la stagione degli uragani è ancora all’inizio.
Tartarughe in via d’estinzione, foto e immagini dedicate a 9 esemplari considerati dall’IUCN come a rischio critico di estinzione, dall’Astrochelys radiata alla Lepidochelys Kempii.
Vittoria! Possiamo dirlo a voce alta, almeno per ora: gli OGM non entrano in Europa. Dopo le migliaia di proteste, anni di battaglie e le rivolte persino degli agricoltori stessi, a cui sono seguite diverse legislazioni nazionali che limitavano o impedivano l’utilizzo degli OGM, la principale casa produttrice mondiale, la Monstanto, ieri ha annunciato che non esporterà i suoi semi geneticamente modificati in Europa.