
Ora è ufficiale, il referendum anti-nucleare non conta più nulla, la forma energetica più pericolosa in assoluto torna in Italia dalla “porta di servizio”, in silenzio, come un ladro che si intrufola in un appartamento. Appare così l’azione del Governo che con un decreto del 24 giugno, denominato “sblocca-reti”, e convertito in legge solo pochi giorni fa mentre gli italiani erano in vacanza, rende possibile il ritorno del nucleare in Italia.
La battaglia politica viene vinta a colpi di maggioranza, e così senza gli squilli di tromba dei giornali e dei tg, il nucleare torna una scelta energetica possibile, senza aver prima consultato i cittadini. Ma cosa prevede questa nuova legge? Il ritorno al nucleare sarà gestito direttamente dal GSE tramite l’Acquirente Unico S.p.A., una società nata apposta per questa funzione, in collaborazione con l’Agenzia nazionale per il nucleare, che collaborerà con il Ministero dello Sviluppo Economico, al cui vertice ci potrà essere una personalità “staccata” dalla politica. Cade così l’opportunità per il senatore Umberto Veronesi di guidare l’agenzia, anche se lui stesso ha ammesso di essere disponibile a lasciare la sua carica pubblica per occuparsi del nucleare.