Finalmente la macchina volante esce dal cinema e diventa realtà

Di modalità di automobili poco o non inquinanti ne parliamo da sempre. Ora però finalmente è arriva l’auto che tutto il mondo aspettava, e che finora aveva potuto osservare soltanto nei film di fantascienza: l’auto volante. E il bello di quest’auto (oltre a risolvere il problema del traffico) è che è al 100% ecologica.

Ad inventarla è stata la Moller int., una piccola azienda californiana composta da grandi cervelli. Gli ingegneri di questa azienda hanno voluto far diventare la fantasia realtà, e per farlo hanno costruito M400 Skycar, il primo modello reale di macchina volante.

Una petizione contro la deforestazione nella penisola di Sumatra

Delle conseguenze della deforestazione nella Penisola di Sumatra, che mette a rischio l’habitat di molti animali, tra cui le tigri, avevano già parlato tempo fa. Ma finalmente il governo indonesiano ha deciso di fare qualcosa di concreto per mettere un freno al disastro, arginando le perdite.

Ogni anno, infatti, si perdono milioni di dollari di capitale naturale proprio a causa del taglio delle risorse boschive.
Qualcosa, come dicevamo, sembra smuoversi: ieri i politici indonesiani, nel corso dell’IUCN World Conservation Congress a Barcellona,  hanno firmato un piano  che mira a proteggere le foreste rimanenti, salvando gli ecosistemi in pericolo sull’isola di Sumatra.

Scarlett Johansson e Ryan Reynolds uniti dall’eco-matrimonio

Non sappiamo se lo fanno per vero amore per la natura o solo per farsi pubblicità, ma le celebrità di tutto il mondo, soprattutto quelle di Hollywood, non perdono mai l’occasione di distinguersi dal punto di vista dell’ambientalismo. A noi piace comunque pensare che l’opzione giusta sia la prima.

E così ecco che due star come Scarlett Johansson e Ryan Reynolds hanno deciso di dedicare il giorno più bello della loro vita all’ambientalismo, come esempio per tutti gli altri futuri sposi che pare facciano a gara su chi festeggia il matrimonio più sfarzoso, con un conseguente spreco immenso di denaro, e di inquinamento.

I ghiacciai dell’Alaska si stanno ritirando

Parliamo spesso di scioglimento dei ghiacciai, un fenomeno dovuto al surriscaldamento globale, che mette in pericolo l’equilibrio degli ecosistemi e dell’intera terra, perchè è un processo che coinvolge da vicino oceani, formazione di uragani, surriscaldamento delle acque e lo stesso habitat di molte specie viventi.
Una recente relazione pubblicata in un libro dell’US Geological Survey, ha messo in evidenza come i ghiacciai dell’Alaska si stiano letteralmente diradando, in alcune aree addirittura sarebbero già scomparsi, come ben documentano le immagini raccolte dagli esperti.

Circa il 5 per cento dell’area dell’Alaska è coperta da ghiacciai, che sono più di 100.000, per un totale complessivo di 75.000 chilometri quadrati, una superficie superiore all’intero stato del West Virginia.
Soltanto alcune di queste immense riserve di ghiaccio stanno avanzando, ma la percentuale di quelli in ritirata è sorprendente ed allarmante e corrisponde al 99% dei ghiacciai totali. Questi dati sono stati pubblicati in un libro dal titolo Glaciers in Alaska (Ghiacciai in Alaska), scritto dal geologo Bruce Molina che fa parte del gruppo di ricerca dell’USGS.

ThermaProof: le finestre super-isolanti che fanno risparmiare e riducono le emissioni di CO2

Risparmiare sulla bolletta energetica e ridurre le emissioni di anidride carbonica grazie ad una delle finestre più efficienti al mondo. Si chiama ThermaProof ed è stata ideata dalla Serious Materials, azienda californiana leader nel settore dei materiali da costruzione. ThermaProof è una eco-finestra super isolante in grado di migliorare notevolmente l’isolamento termico e di ridurre le perdite di energia fino al 40%. Le finestre ThermaProof, secondo la Serious Materials, sarebbero, in base al  modello scelto, dal 200 al 400% più efficienti, dal punto di vista energetico, di qualsiasi altra finestra in circolazione e per garantire al massimo il prodotto, l’azienda offre una garanzia a vita. L’elevato isolamento delle nuove finestre ThermaProof è ottenuto grazie all’impiego di una o due sottili e sospese pellicole di vetro in grado di sigillare efficacemente l’apertura della finestra.

Costo delle rinnovabili: geotermico

Ultimo appuntamento con i costi delle rinnovabili. In questi giorni abbiamo imparato tanto sulle nuove fonti di energia, e soprattutto ci siamo resi conto che investire in esse non è poi impossibile. Per chi si fosse perso le “puntate” precedenti, può rivisitarle cliccando qui.

Oggi analizziamo una nuova fonte rinnovabile, conosciuta solo da pochi anni, e che in Italia è quasi totalmente inutilizzata: il geotermico. A dir la verità questa fonte va ancora poco di moda perchè il processo per ottenerla non è semplice come per le altre fonti, ma una cosa è sicura: essa è presente ovunque ed utilizzabile da chiunque. Motivo per cui probabilmente è su questa che bisognerà puntare nel prossimo futuro.

Il nucleare per porre fine al riscaldamento globale, la favoletta di McCain

E’ opinione diffusa, da quest’anno ahimè anche in Italia, che l’energia nucleare rappresenti la panacea di tutti i mali. Forse che tutti coloro che si oppongono alla costruzione di impianti anche in Italia siano in realtà dei semplici nemici dell’ecologia, oppositori fini a sè stessi che non desiderano il bene del pianeta.

In realtà, l’energia nucleare ha dei costi di realizzazione e di gestione ingenti, di molto superiori a quelli del solare, dell’eolico e delle altre rinnovabili, nonchè un grosso peso nella gestione delle ingenti misure di sicurezza necessarie per evitare tragici incidenti e nello smaltimento delle scorie radioattive.  E non lo dico io, ma personalità di un certo calibro scientifico come il premio Nobel per la fisica Carlo Rubbia. Inoltre, bisogna operare una necessaria distinzione tra il nucleare di ultima generazione e gli impianti dell’era della pietra che si trovano in molti Paesi e che sono a dir poco obsoleti e fonti di frequenti perdite radioattive.

Costo delle rinnovabili: idroelettrico

Terzo appuntamento con la verifica sul portafoglio delle energie rinnovabili, dedicato ad una delle fonti più snobbate in assoluto, ma molto spesso una delle più efficienti: l’idroelettrico. Come per le precedenti tecnologie, anche su questa rinnovabile il nostro blog vi ha già informato sulle tante alternative disponibili. Per chi non le avesse ancora dato un’occhiata, c’è la possibilità di consultarle cliccando su questo link.

Come già accennato in un altro articolo, questa fonte è una delle meno utilizzate solo per scopi logistici. Infatti per essere efficiente ha bisogno di molta acqua, e per questo alcune nazioni sono giustificate. Molte ma non l’Italia, circondata per 3/4 dal mare, che ancora non ha saputo sfruttare.

L’esercito statunitense fa la guerra rinnovabile

Aveva fatto un po’ discutere qualche tempo fa su Ecologiae la notizia di alcune rivoluzionarie divise mimetiche dei soldati australiani, funzionanti grazie alla luce solare.
Ora anche l’esercito americano ha una svolta ambientalista, anche se è un po’ un controsenso fare la guerra in maniera ecologica. Credo sia un paradosso irrisolvibile.

In effetti, le divise solari non ci rendono certo più digeribile il fatto che si combatta, nè che si definisca una guerra “giusta”.
Tuttavia vogliamo pensare, ottimisticamente, che il fatto di ridurre l’impatto ambientale non sia una mossa populista studiata dall’esercito americano per raccogliere consensi e che la svolta verso le energie rinnovabili dei soldati trovi applicazioni concrete solo in operazioni di pace.
E’ di questi giorni la notizia di un ulteriore potenziamento nell’utilizzo di energia pulita voluto dall’US Army, che ha diffuso in un comunicato stampa diverse nuove iniziative che l’esercito si appresta a realizzare per diventare un “modello per i militari e la nazione” in termini di efficienza energetica.

Costo delle rinnovabili: eolico

Visto il grande successo dell’articolo di ieri sul costo del solare, continuiamo la nostra indagine nel mondo delle rinnovabili, andando ad analizzare quanto verrebbe a costare al singolo cittadino un impianto privato ad energia eolica.

Premettiamo che di soluzioni ce ne sono veramente tante. Cliccando su questo link potreste trovare solo alcune delle tante possibilità che il vento, ma soprattutto la tecnologia odierna, vi offrono, e che Ecologiae ha raccolto per i suoi lettori, spiegandovele nel dettaglio. Ma andiamo a parlare di costi.

Un mammifero su quattro rischia l’estinzione, new entry nella lista rossa

Attività umane, sfruttamento sconsiderato delle risorse negli habitat naturali, surriscaldamento globale, aumento della temperatura degli oceani, inquinamento, bracconaggio, stupide usanze. Sono solo alcune delle cause che stanno portando alla scomparsa di molte specie animali. A guardarli uno per uno, risulta subito evidente che dietro ognuno dei fattori sopracitati c’è sempre e comunque l’uomo, con la sua forza distruttiva.

Ad essere particolarmente a rischio di estinzione sono i mammiferi, con molte nuove entrate nella lista rossa degli animali in pericolo, stilata dall’IUCN (Unione mondiale per la conservazione della natura) e resa nota a Barcellona in occasione del IV Congresso mondiale dell’organizzazione che tutela, tra gli altri obiettivi a favore dell’ambiente, la preservazione delle specie animali.

Costo delle rinnovabili: Solare

Con l’aumento del costo dell’energia, i cittadini di tutto il mondo hanno a disposizione adesso numerose alternative al pagamento della classica bolletta inquinante derivata dal lavoro delle centrali a petrolio, carbone o gas. Le tecnologie odierne permettono a tutti di installare autonomamente all’esterno della propria casa delle piccole centrali solari, eoliche, geotermiche e idroelettriche, investendo all’inizio e recuperando il costo con il risparmio sulla bolletta (e sull’inquinamento).

Ma quanto ci costa tutto questo? Ovviamente il costo varia a seconda dell’uso e della disponibilità di risorse nella vostra zona, ma in questo modo c’è da apprezzare prima di tutto la possibilità di scelta, e poi la possibilità di guadagno ulteriore, in caso di produzione eccessiva, in quanto l’eccedenza può essere rivenduta. Abbiamo provato a tirare delle somme sul costo di ogni singola fonte, ed ecco che cosa ne abbiamo ricavato. Da oggi proveremo ad analizzarne uno al giorno, per poterci soffermare meglio sui dettagli.

L’impatto ambientale della Honda Corporation, molti i progressi

Continuiamo il nostro viaggio virtuale all’interno del filone ecoautomobilismo. Oggi ci occupiamo del quarto rapporto annuale sull’impatto ambientale rilasciato dalla Honda Corporation, per esaminare quanto è stato fatto dalla rinomata casa automobilistica per migliorare le prestazioni in maniera eco-friendly, senza lasciare troppe tracce nell’ambiente circostante.

Molti ed incoraggianti sono gli sforzi operati dalla Honda per evolversi seguendo un filone maggiormente ecologico e meno inquinante. Tuttavia, viste le attuali situazioni di emergenza ambientale in cui versa il Pianeta, nessuna azione, per quanto meritevole sia, può bastare da sola a ripristinare gli equilibri sconvolti dall’uomo. Ma provarci è pur sempre un piccolo successo contro l’indifferenza ai problemi ambientali, perchè significa ammettere le proprie responsabilità e correre, per quanto possibile, ai ripari.