UE contro Berlusconi, atto secondo: scende in campo Napolitano

“Le esigenze di sostenere l’economia non devono sopravanzare il rispetto e la tutela dell’ambiente”

Così il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha fatto sentire la sua voce sulla questione che sta mettendo in ridicolo l’Italia di fronte all’Unione Europea. La questione ambientale, che vi avevamo riportato ieri, ha visto venerdì un nuovo round, con la risposta del Commissario europeo all’ambiente Stavros Dimas, che ha parlato di “numeri sbagliati” dati dall’Italia per far fronte ai provvedimenti imposti dall’Unione sull’ormai famoso pacchetto del 20-20-20.

Secondo Dimas infatti l’Italia sarebbe il Paese che all’interno dell’Unione Europea ci guadagnerebbe di più se si dovessero adottare le politiche previste, e il costo da sostenere sarebbe di gran lunga inferiore di quello raccontato da Berlusconi (circa la metà).

Anche i forni crematori inquinano, blitz del Noe contro impianti non a norma

Continua la tolleranza zero, espressione che ormai sembra identificare l’attuale governo della destra, contro chi non rispetta la legge.
Dopo i controlli a tappeto sulle importazioni illecite provenienti dalla Cina, tra cui i 10 quintali di latte contaminato da melamina sequestrate ieri a Napoli dagli uomini del Corpo Forestale dello Stato, dopo l’intransigenza Brunetta scova fannulloni nell’amministrazione pubblica, finalmente un’operazione a favore dell’ecologia che ha incastrato decine di forni crematori non rispettosi delle norme ambientali previste per lo smaltimento dei rifiuti.

A colpire gli irregolari è stata un’operazione del Noe, i carabinieri dei Nuclei operativi ecologici, che hanno compiuto un vero e proprio blitz incrociato in tutta Italia, sequestrando gli impianti di cremazione non a norma di legge.
I forni crematori, infatti, dovrebbero attenersi a speciali disposizioni per lo smaltimento dei rifiuti provenienti dalle bare, dai vestiti e dalle spoglie umane. Servono particolari autorizzazioni e bisogna rispettare norme precise riguardo alle emissioni in atmosfera.

Scoperto un batterio che vive senza luce solare. Sarà l’abitante ideale di Marte?

Una nuova specie batterica a tre chilometri di profondità nella superficie terrestre. E’ quanto ha scoperto un gruppo di ricercatori del Pacific Northwest National Laboratory. Si tratta di un batterio denominato Desulforudis audaxviator, scoperto a circa 2,8 chilometri di prodonfità nella miniera di Mponeng in Sud Africa. Il batterio è in grado di sopravvivere nella totale assenza di luce e di ossigeno ad una temperatura di quasi 60 gradi C, sfruttando l’energia sprigionata dall’idrogeno e dai solfati presenti nelle rocce a causa del decadimento radioattivo dell’uranio. Il Desulforudis audaxviator è, quindi, un organismo autotrofo capace, cioè, di sintetizzare le proprie molecole organiche a partire da sostanze inorganiche come il carbonio, l’acqua e l’azoto.

Berlusconi contro l’ecologia e alleato dei comunisti

Il nostro Premier Silvio Berlusconi ha perso un’altra occasione per dimostrare un pò di attenzione all’ecologia da parte del suo Governo. Al summit sul clima tenutosi a Bruxelles nei giorni scorsi il Presidente del Consiglio italiano era in prima fila tra quei leader che si sono opposti all’obiettivo del 20-20-20 imposto dall’Unione Europea già dall’anno scorso.

L’obiettivo del 20-20-20 significa ridurre del 20% le emissioni di CO2 entro il 2020 e contemporaneamente potenziare l’utilizzo delle energie rinnovabili fino al 20% del fabbisogno nazionale (più un 10% della quota del biocarburante).

Previsto un programma comune contro le malattie da riscaldamento

Gli effetti dei cambiamenti climatici si fanno sentire, anche se in maniera diversa, in tutte le aree del Pianeta.
La scomparsa di molti habitat naturali e di conseguenza di innumeroli specie animali e vegetali, l’inquinamento, l’innalzamento delle temperature dovuto all’effetto serra, hanno completamente stravolto gli equilibri degli ecosistemi terrestri e perciò di tutti i suoi abitanti.

Le conseguenze per la salute degli esseri umani provocate dall’inquinamento e dal riscaldamento globale  non sono affatto un fenomeno trascurabile.
Qualche giorno fa, ad esempio, parlavamo dei tumori causati tra le popolazioni costiere dalle emissioni della navi da carico. Ma è solo uno dei molteplici danni arrecati all’uomo dalle eccessive emissioni. Inquinamento, riscaldamento globale, effetto serra, scioglimento dei ghiacciai e salute dell’uomo sono fattori strettamente legati e dipendenti l’uno dall’altro. La salute dell’ambiente è la salute dell’uomo.
Per far fronte, tra l’altro, proprio all’emergenza delle malattie da riscaldamento qualche giorno fa a Roma si è svolta la Giornata mondiale dell’alimentazione che ha visto insieme l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (Fao), l’ Organizzazione Mondiale della Sanita’ (Oms) e l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa).

7 regole per rendere ecologico il vostro ufficio

Abbiamo parlato di come rendere ecologica la vostra casa, la vostra vita e addirittura le vostre vacanze. Ora che tutti abbiamo ricominciato a lavorare, cerchiamo di capire in che modo è possibile rendere ecologico anche il nostro ufficio. Naturalmente queste sono regole che vanno bene per chi ha un ufficio personale. Ma adattate in maniera corretta potrebbero andar bene (non tutte ovviamente) anche per chi lavora in grossi spazi aperti o condivide la stanza con altre persone.

1) Acquistare (o chiedere di acquistare) un distributore automatico. Le ragioni per farlo sono tante, a partire dal risparmio in termini di denaro, a quello in termini di tempo e di inquinamento, dato che si evita di andare fino al bar vicino all’ufficio, o nella peggiore delle ipotesi prendere la macchina per raggiungere un punto di ristoro.

Green Porno, Isabella Rossellini atto secondo

Qualche giorno fa vi abbiamo parlato dell’ecocalendario sexy realizzato dalle Habana Girls, un’iniziativa promossa da Sean Meenan per raccogliere fondi a favore dell’ambiente.
Rimaniamo in ambiente ecoerotico, ma per presentare stavolta il nuovo film di Isabella Rossellini che ha per oggetto la vita sessuale degli animali.

Si fece un gran parlare ed ebbero un gran successo i primi cortometraggi della ormai regista italiana incentrati sull’accoppiamento degli insetti. Ora la Rossellini si ripresenta con il genere Green Porno, con un nuovo film che stavolta ha come tema principale la vita sessuale degli animali marini.
La regista ha deciso di cimentarsi nuovamente con questo tipo di film che a quanto pare trovano un‘audience, più di quanto forse lei stessa avesse immaginato alla prima realizzazione. Stavolta si tratterà di otto episodi incentrati sul sesso tra gli abitanti delle acque.

La situazione del riscaldamento globale e l’aiuto di Greenpeace

Le emissioni dei gas serra causate dalle attività dell’uomo hanno incrementato la temperatura media globale di 0,8 gradi centigradi dalla rivoluzione industriale ad oggi. Ulteriori incrementi di queste emissioni potrebbero portare ad un aumento delle temperature esponenzialmente in maniera più elevata di quella causata finora.

Le previsioni infatti parlando di un possibile aumento delle temperature globali di circa 2 gradi centigradi, il che potrebbe portare a conseguenze catastrofiche non solo nel clima, ma nella vita di tutti i giorni di miliardi di abitanti su tutto il pianeta. Per questo i leaders europei hanno spesso intrapreso politiche mirate a contenere l’innalzamento della temperatura globale, ma non sempre queste vengono prese in considerazione. Per questo motivo Greenpeace, WWF e altri partners mondiali stanno cominciando a fare pressioni sui Governi di tutto il mondo per fare in modo che questi tengano sempre conto di questi obiettivi in qualsiasi scelta essi facciano.

Emissioni da traffico marittimo, raggiunto un accordo internazionale

L’International Maritime Organization è riuscita nell’intento di trovare un accordo, ben accetto da tutti i Paesi aderenti, sul regolamento delle immissioni nell’atmosfera di agenti inquinanti provenienti dalle navi da carico addette allo spostamento a fini commerciali delle merci, da un continente all’altro.
Giovedì scorso è stato infatti approvato un provvedimento che prevede più rigidi controlli sull’inquinamento atmosferico derivante dalle circa 300.000 grandi navi che solcano costantemente gli oceani.

Le emissioni prodotte dalle navi a vapore nei porti, dallo scalo di Rotterdam a Shanghai fino a Long Beach, sono infatti  responsabili, ogni anno,  di circa 60.000 morti premature in tutto il mondo.
Le nuove norme, che differiscono di poco dalle proposte che l’associazione internazionale aveva approvato nel mese di aprile, dovrebbero contribuire a ridurre le emissioni di zolfo derivanti dall’uso di combustibili sulle navi del 63%  a partire da luglio del 2010, e di oltre il 95% dal gennaio 2015.
Ovviamente la riduzione è prevista in aree i cui confini saranno stabiliti dai singoli Paesi, in prevalenza lungo le coste, dove causano i maggiori danni.

E’ Belluno la città più vivibile d’Italia

E’ Belluno, secondo Legambiente, la città italiana dove si vive meglio. Lo svela il rapporto sull’Ecosistema Urbano che l’associazione ambientalista, insieme a il Sole 24 Ore, stila ogni anno per capire quali sono i posti in cui si vive meglio (e di conseguenza anche quelli dove si vive peggio), secondo oltre 125 parametri ambientali e 27 indicatori diversi di qualità (dalla pressione ambientale delle attività dell’uomo, all’inquinamento, fino alle attività politiche per migliorare la situazione).

Da quest’anno, con grande gioia da parte nostra, tra gli indici di Legambiente sono stati inseriti anche quelli sull’utilizzo delle energie rinnovabili, non soltanto sul piano politico e quindi sulla grande massa, ma anche su quello personale, e cioè sulle iniziative che ogni singolo cittadino ha preso per sè stesso, e di conseguenza anche per il resto del mondo.

Le pellicce delle grandi firme, un bagno di sangue per abbellire la stupidità

Riprendo la mia morale preferita oggi, l’ecologia degli Indiani d’America: cosa è giusto prendere dalla Natura perchè necessario alla sopravvivenza della nostra specie e cosa invece è un inutile sfregio, un bagno di sangue ingiustificato che rende l’uomo la più crudele tra le creature viventi.
Vi abbiamo mostrato molti crimini perpetrati ai danni degli animali dagli esseri umani: cuccioli di foca uccisi con uncini aguzzi, tigri scuoiate a testa in giù come maiali, a far da pasto a ricchi cinesi, elefanti martoriati per ottenere avorio, balene dissanguate per una sciocca tradizione, orsi torturati a vita per estrarne bile.

Ebbene, non so decidere quali di questi massacri sia il più efferato, credo siano tutti di una disumanità insopportabile, ma certamente posso dirvi che le immagini che sto per mostrarvi sono tra le più terribili che io abbia mai visto, mi hanno scosso profondamente e spero riescano a smuovere le coscienze di chiunque acquisti una pelliccia e pensi di essersi accaparrato un bene di lusso.

La Volvo tra biocarburanti e motori elettrici

L’auto ecologica continua ad essere al centro dell’attenzione dei grandi dell’automobile che lavorano da anni allo sviluppo di auto elettriche o ibride ad emissioni zero. Tutte le case automobilistiche hanno lanciato programmi ecologici per la realizzazione di auto a bassissime emissioni nocive. In quest’ottica la Volvo ha avviato un programma che prevede nell’immediato l’utilizzo dei biocarburanti e in un futuro più lontano lo sviluppo del “plug in“, l’auto elettrica senza l’impiego del motore a combustione. La Volvo, dunque, sceglie di puntare inizialmente sui biocarburanti ed in particolare sul bioetanolo. Già oggi sono disponibili alcuni modelli, come la V70 e la S80, che montano motori Flexifuel turbo-compresso da 2,5 litri e con 5 cilindri il cui consumo di carburante si attesta attorno ai 9,2 l/100 km con cambio manuale e ai 10,2 l/100 km in caso di cambio automatico.

Girls go green, l’ecocalendario più sexy è firmato Habana Works

Mancano pochi mesi all’inizio del nuovo anno. Già decine di letterine, passaparoline, ereditiere, isoline (?) stanno posando per scatti sexy che gli frutteranno migliaia di euro. Niente in contrario. Avere sul muro per dodici mesi queste bellezze ritoccate (a questo punto è meglio un poster di Lara Croft!) può avere i suoi lati piacevoli, non c’è dubbio.

Quest’anno, però, potremmo avere appese al muro delle belle foto di altrettanto belle donne che stavolta non ci guadagnano nulla e daranno tutto il ricavato delle vendite alla causa ambientale.
Sto parlando dell’ecocalendario finanziato e realizzato grazie all’impegno di Habana Works, un’associazione no profit che si dedica da anni alla raccolta fondi per sostenere svariate iniziative a favore della natura.

Non solo i mammiferi, in pericolo anche centinaia di anfibi, piante e pesci

All’inizio di questa settimana, l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) ha riferito che il 25% delle specie appartenenti ai mammiferi di tutto il mondo è a rischio estinzione a causa della distruzione degli habitat e della caccia.
La relazione dell’IUCN è certamente lodevole per il suo intento di divulgare una così amara realtà, per spingere istituzioni e governi a prendere seri provvedimenti per tutelare gli ecosistemi in pericolo di questi animali.

Tuttavia, bisogna aggiungere dell’altro. Innanzitutto che a rischiare l’estinzione non sono solo i mammiferi, ma anche centinaia di altre specie di altre categorie animali e vegetali. E, inoltre, va necessariamente sottolineato che, anche se si dovessero ridurre le emissioni, molte specie animali e vegetali sono ormai completamente andate, non esistono più e non c’è modo di salvarle.