Fonti rinnovabili: GSE ricorda gli obblighi sugli impianti

Escludendo le variazioni gestibili e comunicabili attraverso le applicazioni informatiche attualmente esistenti, tutte le altre, sugli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, devono essere comunicate attraverso una lettera raccomandata che riporta in oggetto e sul plico il riferimento del numero di impianto, unitamente alla documentazione a corredo.

A ricordarlo con un comunicato ufficiale è stato nei giorni scorsi il GSE, Gestore dei Servizi Energetici, riguardo proprio alle eventuali modifiche inerenti gli impianti di produzione di energia che sono alimentati con le fonti rinnovabili. Nel caso in cui queste comunicazioni non vengano acquisite, il Gestore dei Servizi Energetici può riservarsi non solo di andare a sospendere o a risolvere i rapporti in essere, ma anche a adottare ogni provvedimento opportuno, anche in sede penale, fino ad arrivare alla decadenza al diritto alle incentivazioni previste.

Biogas

Biogas

Con il termine biogas si intende una miscela di vari gas  (a netta prevalenza di metano con percentuali dal 50 all’80%) prodotto dalla fermentazione batterica anaerobica (operata da batteri che vivono in condizioni di assenza di ossigeno) di residui organici provenienti da rifiuti, vegetali, carcasse,  reflui zootecnici, fanghi di depurazione, scarti dell’agro-industria in via di decomposizione.

Consta di un processo di decomposizione della sostanza organica da parte dei batteri anaerobici,  che scinde la materia organica in anidride carbonica, idrogeno e metano (gas la quale struttura molecolare è espressa dalla formula CH4).

Smog Milano, verso nuova domenica senza auto: test gratuiti per valutare funzionalità polmonare

Milano ha quasi esaurito il bonus di 35 giorni di sforamento del livello di PM10 concesso dall’Unione. Le domeniche a piedi, seppur tra mille polemiche, più o meno deroghe e restrizioni, proseguono imperterrite verso l’obiettivo, finora a dire il vero non raggiunto, di dare respiro alla città.

Per dare una scossa alle istituzioni, i cittadini riuniti in un grande flash mob creeranno l’albero umano più grande del mondo su iniziativa del digital artist Giuseppe La Spada. I milanesi vogliono tornare a respirare, questo è certo, mentre l’aria si fa sempre più irrespirabile perché l’imputato principale indiziato, il traffico, evidentemente non incide più di tanto, e bisogna pensare a nuove strategie per abbassare il livello di polveri sottili.

Ostriche a rischio estinzione

Le ostriche rischiano l’estinzione, come i coralli stanno scomparendo a causa dello sfruttamento intensivo e della degradazione delle coste. A lanciare l’allarme è la rivista Bioscence in cui è stato pubblicato il risultato di una recente ricerca compiuta dall’American Institute of Biological Science dell’Università della California.

Gli studi hanno preso in esame lo stato di salute di 144 baie e 44 ecoregioni in tutto il mondo note per la produzione di ostriche. E’ emerso che negli ultimi dieci anni il 90% delle barriere di ostriche sono andate perse, e in gioco non sono i  piatti prelibati a base del mollusco, ma l’intero ecosistema marino.

L’efficienza energetica può tagliare il fabbisogno mondiale di elettricità del 73%

Semplici modifiche come l’isolamento termico degli edifici potrebbero ridurre la domanda di energia del mondo di tre quarti, secondo un nuovo studio britannico. Le discussioni sulla riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra si concentrano soprattutto sulle vie più pulite per produrre energia in quanto promettono di ridurre le emissioni senza dover cambiare le nostre abitudini energivore. Ma mentre per le tecniche di nuova generazione ci vorranno anni, l’efficienza può essere migliorata già oggi, con le tecnologie e il know-how presenti.

Per calcolare quanta energia si potrebbe risparmiare attraverso tali miglioramenti, Julian Allwood e i colleghi dell’Università di Cambridge hanno analizzato l’effetto di alcune piccole modifiche per migliorare l’efficienza di veicoli, edifici e industria.

Amazzonia, record di siccità nel 2010

Lo avevamo accennato qualche mese fa: la siccità in Amazzonia stava mettendo in ginocchio milioni di abitanti, dipendenti dai fiumi e dalle foreste dell’area. Si trattava, dicevano allora, di una forte ondata di siccità, la più forte almeno degli ultimi 5 anni. Ma i dati completi, arrivati solo oggi e calcolati dall’Amazon environmental research institute (Ipam) dicono che non solo la siccità del 2010 è stata più potente di quella terribile del 2005, ma è addirittura la più pesante degli ultimi 100 anni.

Le conseguenze sono tristemente note: agricoltura in ginocchio, aumento degli incendi, persone già povere ridotte sul lastrico, e soprattutto il polmone della Terra che continua a “perdere pezzi”. Secondo lo studio, pubblicato su Science, la capacità di trattenere la CO2 da parte degli alberi viene ridotta drasticamente perché questo fenomeno indebolisce gli alberi in modo naturale. Se poi a questo aggiungiamo la deforestazione causata dall’uomo, diventa evidente l’emergenza che la più grande distesa verde del pianeta (5,3 milioni di chilometri quadrati) ha registrato.

Squali: le misure di prevenzione non funzionano, il rischio estinzione resta alto

Gli squali sono senza dubbio tra le vittime principali delle pratiche di pesca insostenibile a livello mondiale. Per rallentare il sovrasfruttamento della specie, oltre 100 Governi hanno adottato un piano 10 anni fa, presso la Food and Agriculture Organization (FAO) delle Nazioni Unite, per realizzare un piano d’azione nazionale per la pesca sostenibile degli squali.

Tuttavia, secondo il Pew Environment Group, solo 13 dei 20 Paesi che catturano gli squali hanno sviluppato un piano nazionale, e sembra che non siano nemmeno tanto disposti a seguirlo. Senza l’appoggio delle nazioni che più cacciano questi animali, gli squali pare non abbiano grosse possibilità di sopravvivere.

Ecosistema

Ecosistema

Il termine ecosistema (sistema ambiente), è stato proposto per la prima volta dall’ecologo inglese George Tansley nel 1935, ma il concetto di ecosistema come idea di un insieme sinergico di organismi ed ambiente risale a tempi molto antichi, anche se è entrato nel gergo scientifico ufficiale solo nel XX secolo.

Un ecosistema è costituito dall’insieme di tutti gli esseri viventi  che si trovano in un determinato ambiente fisico-chimico, e dalle relazioni reciproche che intercorrono sia tra di essi che tra essi e l’ambiente circostante, e che mantengono un equilibrio e una omeostasi nel tempo attraverso il continuo scambio di materia e di energia.

Fotovoltaico: GIFI-ANIE propone rivalutazione sistema incentivante

Tenendo conto dei recenti dati forniti dal GSE, il Gestore dei Servizi Energetici, il Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane (GIFI), aderente a Confindustria ANIE, ha da un lato chiesto al Gestore una verifica sugli impianti realmente installati, e dall’altro sta lavorando ad una rivalutazione del sistema degli incentivi. In particolare, il Presidente di GIFI-ANIE, Valerio Natalizia, auspica che il GSE, così come avvenuto in passato, verifichi che la mole di richieste corredate da asseverazione tecnica riguardi, come sopra detto, impianti realmente installati.

Questo perché, in generale, e così come dimostrano tra l’altro esperienze analoghe verificatesi in altri Paesi europei, l’impulso di crescita improvviso non risulta essere secondo GIFI-ANIE sano per il fotovoltaico. Il Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane, riguardo alla propria proposta di rivalutazione del sistema incentivante, prevede per il breve periodo un adeguamento delle tariffe al fine di tenere conto dei costi di sistema che sono previsti per gli anni a venire.

Boati a Fadalto, attività sismica al momento esclusa dagli esperti (video)

L’area dell’Alpago è una tra le più sismiche del Veneto e così, quando hanno avuto inizio quegli strani boati che tuttora tengono col fiato sospeso gli abitanti della zona, si è subito pensato al rischio di terremoto imminente. Un mistero che viene da sottoterra e che vede al lavoro per svelarne l’origine geologi, esperti e tecnici della Regione ma anche amministratori locali e regionali sollecitati dalle preoccupazioni crescenti dei cittadini che vogliono saperne, e come dargli torto, di più sui forti boati sotterranei che rompono il silenzio di Passo di Fadalto e Val Lapisina, tra le province di Treviso e Belluno.

A lavoro da giorni ci sono, tra gli altri, l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica sperimentale di Udine e l’Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica del CNR.
Per l’ingegner Roberto Baglioni della Regione il fenomeno sarebbe da far risalire alla

frizione delle rocce superficiali legate a spostamenti tettonici. Poco a che vedere, dunque, con l’attività sismica. Abbiamo comunque la certezza che si tratti di un fenomeno localizzato e superficiale.

Lunar Cubit vince Land Art Generator Initiative

Il primo posto del concorso Land Art Generator Initiative è stato assegnato a Lunar Cubit, il progetto del team del newyorkese Robert Flottemesch, con Adrian P. DeLuca, Johanna Ballhaus e Jen DeNike. Il premio come miglior progettazione di opere d’arte pubbliche generanti energia rinnovabile è stato annunciato in occasione del vertice mondiale sulle risorse energetiche del futuro, il World Future Energy Summit, che si è tenuto ad Abu Dhabi.

Il concorso, alla sua prima edizione, ha reso possibile la trasformazione dell’arte in energia pulita, e viceversa perché l’opera architettonica è in grado di trasformare la luce solare in energia che fornirà elettricità a 250 famiglie della cittadina di Masdar, nel deserto.

Be Active be a Tree, l’albero umano più grande del mondo a Milano

L’aria di Milano è sempre più irrespirabile? Riprendiamoci l’ossigeno! E’ da qui che parte l’idea di Giuseppe La Spada, digital artist che ha indetto per domani, sabato 5 febbraio alle ore 16:00, un flash mob in Piazza Duomo, denominato Be Active be a Tree, in cui verrà simulato il più grande albero umano al mondo.

La città di Milano è risultata, in questo 2011, la più inquinata d’Italia, con livelli di PM10 e di altri componenti che minano la salute umana oltre la soglia considerata sicura per quasi tutto gennaio, e con una situazione che a febbraio finora non sembra dover cambiare. Le due giornate a piedi o quasi non hanno ottenuto gli effetti sperati, e allora meglio tornare al cuore della questione: l’aria è inquinata perché nella città mancano spazi verdi.

Rinnovabili, Prestigiacomo: “L’energia che muoverà il mondo di domani”

Hanno un costo maggiore, è vero. Spesso vengono associate al mascalzone che pianta le pale deturpando il paesaggio e non le collega alla rete cercando di lucrare sull’incentivo, ma le rinnovabili muoveranno il mondo di domani. Questa in sintesi la presa di posizione netta, finalmente, dell’onorevole Stefania Prestigiacomo, sullo sviluppo delle fonti di energia pulita come motore del nostro Paese.

Il Ministro dell’Ambiente ne parla apertamente in una lettera indirizzata al Corriere della Sera, spezzando una lancia a favore di solare, fotovoltaico, eolico, geotermico, fermo restando il pilastro rappresentato dai combustibili fossili che, a conti fatti, comunque, sta diventando oneroso. E il Ministro ne fa, per l’appunto, una questione soprattutto economica. In questo starebbe, per la Prestigiacomo, il valore strategico delle rinnovabili,

legato alla sicurezza energetica e alla diversificazione delle fonti per non essere totalmente dipendenti dalle importazioni di carbone, petrolio e gas.

Emissioni, quali sono i Paesi più inquinanti? A sorpresa le Isole Vergini e Gibilterra

Qualche giorno fa ci siamo occupati di osservare la produzione di energia pulita da un altro punto di vista, non da quello quantitativo, ma dalla disponibilità di rinnovabili pro-capite per ogni nazione. Oggi osserviamo l’altro lato della medaglia, quello dell’inquinamento. Di solito quando si parla dei maggiori emettitori mondiali di gas ad effetto serra, la Cina e gli Stati Uniti sono inevitabilmente al primo posto della lista, ma proprio come per le rinnovabili, queste misurazioni rappresentano quelle dei due Paesi più grandi e popolosi al mondo.

Certo, ridurre la produzione di carbonio tra queste nazioni renderebbe un grandissimo favore all’ambiente, tagliando di parecchio le emissioni nel loro complesso, ma se si vanno a cercare i Paesi che, nel rapporto popolazione/emissioni fanno peggio, il quadro risulta completamente diverso. Il grafico di cui sopra (da questo link sarà possibile vederlo per esteso), mette a confronto le emissioni per nazione e quelle pro capite, a forma di piede per notare l’impronta che ogni Paese lascia sull’ambiente. Andiamo ad analizzare i dati.