Be Active be a Tree, l’albero umano più grande del mondo a Milano

L’aria di Milano è sempre più irrespirabile? Riprendiamoci l’ossigeno! E’ da qui che parte l’idea di Giuseppe La Spada, digital artist che ha indetto per domani, sabato 5 febbraio alle ore 16:00, un flash mob in Piazza Duomo, denominato Be Active be a Tree, in cui verrà simulato il più grande albero umano al mondo.

La città di Milano è risultata, in questo 2011, la più inquinata d’Italia, con livelli di PM10 e di altri componenti che minano la salute umana oltre la soglia considerata sicura per quasi tutto gennaio, e con una situazione che a febbraio finora non sembra dover cambiare. Le due giornate a piedi o quasi non hanno ottenuto gli effetti sperati, e allora meglio tornare al cuore della questione: l’aria è inquinata perché nella città mancano spazi verdi.

Rinnovabili, Prestigiacomo: “L’energia che muoverà il mondo di domani”

Hanno un costo maggiore, è vero. Spesso vengono associate al mascalzone che pianta le pale deturpando il paesaggio e non le collega alla rete cercando di lucrare sull’incentivo, ma le rinnovabili muoveranno il mondo di domani. Questa in sintesi la presa di posizione netta, finalmente, dell’onorevole Stefania Prestigiacomo, sullo sviluppo delle fonti di energia pulita come motore del nostro Paese.

Il Ministro dell’Ambiente ne parla apertamente in una lettera indirizzata al Corriere della Sera, spezzando una lancia a favore di solare, fotovoltaico, eolico, geotermico, fermo restando il pilastro rappresentato dai combustibili fossili che, a conti fatti, comunque, sta diventando oneroso. E il Ministro ne fa, per l’appunto, una questione soprattutto economica. In questo starebbe, per la Prestigiacomo, il valore strategico delle rinnovabili,

legato alla sicurezza energetica e alla diversificazione delle fonti per non essere totalmente dipendenti dalle importazioni di carbone, petrolio e gas.

Emissioni, quali sono i Paesi più inquinanti? A sorpresa le Isole Vergini e Gibilterra

Qualche giorno fa ci siamo occupati di osservare la produzione di energia pulita da un altro punto di vista, non da quello quantitativo, ma dalla disponibilità di rinnovabili pro-capite per ogni nazione. Oggi osserviamo l’altro lato della medaglia, quello dell’inquinamento. Di solito quando si parla dei maggiori emettitori mondiali di gas ad effetto serra, la Cina e gli Stati Uniti sono inevitabilmente al primo posto della lista, ma proprio come per le rinnovabili, queste misurazioni rappresentano quelle dei due Paesi più grandi e popolosi al mondo.

Certo, ridurre la produzione di carbonio tra queste nazioni renderebbe un grandissimo favore all’ambiente, tagliando di parecchio le emissioni nel loro complesso, ma se si vanno a cercare i Paesi che, nel rapporto popolazione/emissioni fanno peggio, il quadro risulta completamente diverso. Il grafico di cui sopra (da questo link sarà possibile vederlo per esteso), mette a confronto le emissioni per nazione e quelle pro capite, a forma di piede per notare l’impronta che ogni Paese lascia sull’ambiente. Andiamo ad analizzare i dati.

Fotovoltaico Puglia: nuovi impianti in Provincia di Lecce

Tre impianti fotovoltaici, da realizzare sul territorio della Provincia di Lecce, di cui uno nei pressi del Comune di Martano, e due sul territorio nei pressi del Comune di Soleto. Questi tre impianti, aventi complessivamente una potenza cumulata pari a 16,2 MW, saranno realizzati da Solenergy e da Soleto Città del Sole, due società di progetto che sono controllate da HFV, Holding Fotovoltaica, una società che a sua volta è controllata da Novenergia e da F2i che sono due fondi di investimento.

Dal punto di vista finanziario i tre impianti fotovoltaici potranno essere realizzati grazie a due finanziamenti, aventi un controvalore pari a complessivi 57 milioni di euro, la cui erogazione è a cura della Banca Infrastrutture Innovazione e Sviluppo; i prestiti, a fronte di un impegno pari a 17 milioni di euro a livello assicurativo, risultano essere per una quota garantiti da SACE, società leader proprio nel comparto dell’assicurazione sul credito.

Bioma

Bioma

Per definizione un bioma è un’estesa porzione di biosfera, individuata ed identificata in base al tipo di vegetazione dominante presente. Consta di un’area che presenta caratteristiche ambientali omogenee su una grande estensione di territorio, in cui vive un complesso di specie vegetali ed animali adattate alle caratteristiche ambientali peculiari.

La vegetazione influenza la presenza degli animali, perché la vita degli animali è legata alle piante (che convertono l’energia solare in sostanza organica) per mezzo delle catene alimentari (dette anche livelli trofici). In un bioma quindi si trovano un insieme di comunità animali (zoocenosi) e vegetali (fitocenosi) comprendendo organismi pluricellulari e unicellulari,  anche microscopici, che interagiscono fra loro. L’approccio allo studio su un bioma è l’osservazione della struttura delle piante (alberi, arbusti e erbe), dei tipi di foglie (latifoglie e aghifoglie), della distanza tra le piante (foresta, bosco misto, savana) e l’analisi del clima.

Giornata mondiale delle zone umide, gli appuntamenti di Legambiente

La Giornata mondiale delle zone umide, in difesa dei “serbatoi” di biodiversità, si festeggia con visite guidate interessanti, trekking in luoghi incontaminati e suggestivi avvistamenti di specie migratorie, negli appuntamenti di Legambiente. L’anno 2011 celebra le zone umide di tutto il mondo dopo 40 anni dalla firma a Ramsar, in Iran, della Convenzione Internazionale sulle Zone Umide nel 1971. Come spiega il responsabile nazionale delle aree protette e della biodiversità di Legambiente, Antonio Nicoletti

Le zone umide sono tra gli ecosistemi più a rischio del Pianeta e per questo è necessario un maggiore sforzo da parte di tutti gli Stati per preservare lo straordinario patrimonio di biodiversità che in queste è racchiuso. Le oasi, gli stagni e le torbiere sono infatti eccellenti depositi di stoccaggio per l’anidride carbonica  dove vivono esemplari unici e preziosi per l’intero ecosistema. Senza considerare che sono anche territori dal consistente valore economico che, se valorizzati adeguatamente, sono in grado di riattivare o sostenere anche le economie locali.

Smog, Milano tocca quota 30 sui 35 giorni di sforamento PM10 all’anno consentiti dall’UE

Smog a Milano: le domeniche a piedi, cosiddette ecologiche, sono utili o meno per porre un freno ai livelli di PM10 vertiginosamente oltre la soglia da giorni e giorni ormai? L’opinione pubblica si divide tra pro, contro e sufficienti a patto che… in questi giorni abbiamo raccolto le testimonianze e i pareri, preziosi, dei nostri lettori.

Tutti piuttosto concordi, non c’è che dire, sul fatto che il blocco del traffico domenicale sia una misura insufficiente se non accompagnata da altri provvedimenti, dai divieti infrasettimanali al potenziamento dei mezzi pubblici, ancora troppo costosi e inefficienti, dal ripristino delle targhe alterne ad una normativa ancor più restrittiva sul fronte riscaldamento domestico.
E i dati raccolti dalle centraline dell’ARPA, vuoi per il clima sfavorevole come si difende la Moratti, vuoi perché il blocco è effettivamente inutile allo scopo, sembrano dar ragione ai nostri lettori: le domeniche a piedi sono insufficienti ad operare un miglioramento della qualità dell’aria che sia significativo.

Decreto legislativo rinnovabili, Assoelettrica: “Evitare assalto alla diligenza incentivi”

Sugli incentivi alle rinnovabili e sul percorso di riforma avviato dal nuovo decreto legge è intervenuto nei giorni scorsi il presidente di Assoelettrica Giuliano Zuccoli, in vista di un’audizione sul provvedimento alla Camera dei Deputati.
Zuccoli si è detto convinto del raggiungimento degli obiettivi previsti al 2020 proprio in virtù del rischio scongiurato dal DL, ovvero evitare quello che definisce un assalto alla diligenza degli incentivi.

I conti tra richieste di realizzazione di impianti rinnovabili (per un ammontare di 150 MW) ed il picco di domanda totale in Italia (54 MW) sono attualmente eccessivamente sbilanciati per non intervenire creando un sistema razionale di incentivi, come ci spiega lo stesso Zuccoli:

Non è pensabile che siano incentivati investimenti che alla fine fanno ulteriormente aumentare i costi dell’energia che da noi sono già alti.
In un mondo ideale preferiremmo un sistema che non ha bisogno di incentivi ma nel mondo reale non è così e quindi serve un meccanismo di incentivi mirato al rispetto dei vincoli europei (una quota del 17% di fonte primarie rinnovabili al 2020) altrimenti gli investitori privati non si muoverebbero a causa del rischio regolatorio e non avendo certezza del ritorno degli investimenti.

Nucleare: bocciato il decreto per il suo ritorno in Italia, la palla passa alle Regioni

Se parlassimo di calcio, diremmo che la partita è sull’1-1. Dopo la bocciatura della Corte Costituzionale che aveva respinto i ricorsi di Puglia, Campania e Basilicata che non volevano le centrali nucleari sul proprio territorio, il “pareggio” è stato ottenuto ieri quando, sempre la Corte Costituzionale, ha dichiarato illegittimo l’articolo 4 del decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31 denominato “Disciplina della localizzazione, della realizzazione e dell’esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi”.

Il ricorso, presentato sempre dalla Puglia, insieme a Toscana ed Emilia Romagna, è stato stavolta accolto in quanto si afferma che le Regioni devono obbligatoriamente esprimere il proprio parere sulla costruzione delle centrali nucleari, in pratica bocciando l’iniziativa del Governo che si era detto disponibile persino a mettere in campo l’esercito pur di garantire la loro costruzione anche di fronte alle proteste dei cittadini.

Eco-computer: arrivano gli hard disk “green”

In realtà sono in vendita già da un po’, ma in Italia sono ancora poco conosciuti. Si tratta di eco hard drive, che in quanto ad estetica e prestazioni sono molto simili ai loro omologhi classici, ma a conti fatti consumano di meno. Osservando il consumo di energia dei modelli “verdi” rispetto a quelli regolari, la prima cosa che gli esperti di Ars Technica hanno notato è che quelli verdi sono in genere più lenti rispetto ai modelli normali.

Ma il motivo è che proprio per questo risparmiano energia: fanno girare i piatti ad una velocità di 5400 RPM (rotazioni per minuto) invece del più comune 7200 RPM, e vanno in modalità sleep più spesso (anche dopo appena 10 minuti di inattività). Quindi, se quello che serve all’utente è il massimo delle prestazioni, magari è più adatto un disco classico, ma se quello che serve è la prestazione, ma non tantissimo spazio, un disco rigido a stato solido (SSD) potrebbe essere la migliore soluzione (l’SSD può utilizzare solo un paio di watt di potenza, è considerato il disco del futuro, ma oggi è ancora costoso).

Rinnovabili: Enel Green Power, 6.102 MW di capacità installata

Alla fine del 2010 per Enel Green Power, in tutto il mondo, la capacità installata netta di impianti da rinnovabili si è attestata complessivamente a 6.102 MW. A darne notizia è stata in data odierna proprio la controllata verde di Enel in concomitanza con il rilascio dei dati preliminari dell’esercizio di bilancio annuale. Nel dettaglio, i 6.102 MW di capacità installata netta di impianti da rinnovabili risulta essere così distribuita: 2.654 MW da eolico, 2.539 MW da idroelettrico, 775 MW da fonte geotermica ed i restanti 134 MW, pari al 2% di capacità installata netta sul totale, da impianti da rinnovabili con altre tecnologie quali il solare, la cogenerazione e le biomasse.

Rispetto alla capacità installata netta di impianti da rinnovabili al 31 dicembre del 2009, alla fine dello scorso anno l’incremento si è attestato a +27% con un aumento di 1.294 MW per effetto del contributo di Enel Green Power España, già ECyR, per 904 MW, ed i restanti 392 MW di capacità installata netta di impianti da rinnovabili frutto di una crescita organica.

Inquinamento architettonico

Inquinamento architettonico

Con inquinamento architettonico si intendono più fenomeni che alterano e disturbano l’estetica e la funzionalità degli ecosistemi naturali, urbani, dei paesaggi e dei singoli manufatti architettonici.

Un esempio diffuso di inquinamento architettonico è l’abusivismo edilizio ovvero la perpetrazione del reato di abuso edilizio cioè la realizzazione di opere prive di concessione, o in totale o parziale difformità dalla stessa, o con variazioni essenziali rispetto ai progetti approvati, ovvero senza autorizzazione od in difformità. Devono considerarsi altresì abusive le opere realizzate sul presupposto di una concessione poi annullata o dopo l’intervenuta decadenza della stessa.

Smog Milano, domeniche a piedi: la parola ai lettori

Il clima non aiuta. Così il sindaco di Milano, Letizia Moratti, a proposito delle polemiche sulla domenica ecologica, piovosa e grigia, che ha vissuto il capoluogo lombardo lo scorso 30 gennaio. I livelli di polveri sottili non accennano a diminuire e la soglia dei 35 giorni di sforamento PM10 consentita dalla legislazione UE recepita a livello nazionale si fa pericolosamente vicina ad appena un mese dall’inizio del 2011.

Il riscaldamento domestico è un imputato per l’inquinamento atmosferico che non si presenta mai in aula, ma i cittadini non ci stanno e respingono il legittimo impedimento, rifiutandosi di tollerare i disagi provocati dal blocco del traffico, soprattutto quando piove, se poi si rivelano anche inutili visto che le auto non sembrano le principali responsabili. I nostri lettori, che prendono attivamente parte al dibattito sulla Fan Page, appaiono divisi.