L’albero di Natale più ecologico al mondo? L’albero solare

L’acquisto di un albero di Natale non è esattamente la cosa più verde che si possa fare per le vacanze, ma se sei intenzionato a seguire la tradizione, rimanendo sempre fedele ai “dettami verdi”, allora potresti essere interessato ad una nuova tendenza sugli alberi ecologici. Stellar Solar ha fornito la sua stazione solare mobile per alimentare due lotti di alberi di Natale presso la San Diego Purdy Farms, contribuendo a lanciare un’idea molto interessante sulle energie rinnovabili: l’albero solare.

Questa forma pulita di energia potrebbe servire per molteplici scopi, che vanno dall’alimentazione delle luci fino alle motoseghe elettriche usate per tagliare i tronchi. E’ facile dimenticare che insieme all’impronta ecologica degli stessi alberi tagliati, si aggiunge anche quella dovuta alle emissioni per produrre energia per questi apparecchi. Usando queste stazioni solari, si aiuta a minimizzare l’impatto di questi alberi, magari facendo progredire il mercato delle energie rinnovabili.

Fotovoltaico e Report: GIFI scrive alla Gabanelli

Nella puntata dello scorso 28 novembre 2010, “Report“, il noto programma di approfondimento di Raitre condotto dalla Gabanelli, ha trattato il tema delle energie rinnovabili, a partire dall’eolico e passando per il fotovoltaico. In merito ai contenuti della puntata il GIFI, Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane, che fa parte della Confindustria ANIE, ha reso noto d’aver scritto ed inviato una lettera alla Gabanelli al fine di chiedere i necessari chiarimenti.

Il Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane, nello specifico, ha fornito sui contenuti della trasmissione delle doverose precisazioni che ora il GIFI si augura che nel corso delle prossime puntate possano essere veicolate ai telespettatori. In particolare, il GIFI si riferisce alla definizione data agli incentivi alle rinnovabili, nel corso di Report, come di un “meccanismo perverso succhia soldi”.

Sviluppo sostenibile

Sviluppo sostenibile

Il concetto, dall’anno della sua prima formulazione, nel 1987, ha acceso un vivace dibattito che ha portato e revisionarlo, ampliarlo ed estenderlo.
Secondo la prima definizione elaborata nel rapporto Brundtland (dal nome della presidente della Word Commission on Environment and Development WCED, la norvegese Gro Harlem Brundtland del 1987), poi ripresa nella Conferenza mondiale sull’ambiente e lo sviluppo ONU lo sviluppo sostenibile è:

uno sviluppo che risponde alle esigenze del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare le proprie.

Una successiva definizione di sviluppo sostenibile, che estende il concetto ad una visione globale, venne fornita, nel 1991 dalla World Conservation Union, nell’ambito dell’Environment Programme and World Wide Fund for Nature, che lo identificò come:

un miglioramento della qualità della vita, senza eccedere la capacità di carico degli ecosistemi di supporto, dai quali essa dipende.

Ecoscooter e auto elettriche, la sostenibilità si fa strada

Allontanarsi dai concept, futuristici quanto utopistici, che vanno in scena ai Saloni dell’Auto sparsi per il mondo, per avvicinarsi ad un concetto concreto di mobilità sostenibile, alla portata di molte tasche, immediatamente fruibile dal pubblico, subito in strada, su quattro piuttosto che su due ruote.

Per quanto sia innegabile l’importanza di continuare ad investire nella ricerca per veicoli di nuova generazione, sempre meno inquinanti, dall’inizio al fine vita, la ricerca poi non deve essere finalizzata all’esposizione di auto in materiali riciclati o con tetto solare che non vedremo mai in strada, belle quanto costose e anche inaccessibili per il grande mercato.

Congresso di Cancun: il Giappone rifiuta l’estensione del Protocollo di Kyoto

I colloqui sul delicato equilibrio climatico globale di Cancun hanno subìto una grave battuta d’arresto la scorsa notte quando il Giappone ha categoricamente espresso la sua contrarietà alla proroga del protocollo di Kyoto, il trattato internazionale vincolante che impegna la maggior parte dei Paesi più ricchi del mondo a tagliare le emissioni.

In base agli accordi, il Giappone doveva tagliare le emissioni di una media del 5%, rispetto al 1990 entro il 2012. Jun Arima, rappresentante del governo nipponico per l’economia e l’industria, ha ammesso che il suo Paese è tra i maggiori emettitori di gas serra, ma nonostante questo non può ulteriormente tagliare le proprie emissioni.

Inquinamento da arsenico, scoperto gene assorbi-metallo nelle piante

Alcuni ricercatori  hanno identificato due geni essenziali che controllano l’accumulazione e la detossificazione dell’arsenico nelle cellule delle piante. Il loro isolamento aiuterà gli scienziati a ridurre l’accumulo del metallo tossico nelle colture.

I risultati arrivano dopo l’allarme lanciato alcuni giorni fa sulla tossicità dell’acqua in cinque regioni italiane, inquinata da arsenico, e anche durante le votazioni e le manifestazioni sulla riforma Gelmini che va a tagliare i fondi alla ricerca. La ricerca, in questo caso, è frutto della collaborazione di studiosi provenienti dall’Europa, dall’Asia e dagli USA che hanno partecipato al programma PHIME (Public Health Impact of long-term, low-level Mixed Elements exposure in susceptible population strata), sovvenzionato dall’Unione europea con 13,43 milioni di euro.

Cambiamenti climatici: i decessi legati al clima nel 2010 sono raddoppiati

Nei primi nove mesi di quest’anno oltre 21.000 persone sono morte in tutto il mondo a causa di eventi legati al clima, secondo un nuovo rapporto di Oxfam. Si tratta di più del doppio dei morti di tutto il 2009. Questa notizia purtroppo non ci sorprende nemmeno più di tanto, dopo aver assistito alle inondazioni in Pakistan, alle ondate di calore in Russia, e all’innalzamento del livello del mare nelle nazioni insulari come Tuvalu. Ed anche i casi italiani di esondazione dei fiumi non sono da meno.

Oxfam ha rilasciato il suo rapporto in tempo per l’inizio dei colloqui sul clima di Cancun, in Messico. Nonostante le aspettative non ottimistiche per un progresso delle trattative, l’organizzazione spera di sottolineare che, mentre il congresso di Copenaghen potrebbe non essere riuscito bene, e la politica climatica degli Stati Uniti possa sembrare irrimediabilmente apatica, il riscaldamento globale è ancora un problema.

Grandi impianti fotovoltaici: Coldiretti apprezza le ultime novità

I terreni rappresentano per le imprese agricole un fattore di produzione molto importante. A ricordarlo, in accordo con un comunicato emesso in data odierna dalla Coldiretti, è stato il Presidente dell’Associazione degli Agricoltori Sergio Marini, il quale ha accolto con un plauso la decisione di Giancarlo Galan, Ministro delle Politiche Agricole, di apportare delle modiche allo schema di decreto legislativo sulle fonti di energia rinnovabili che è stato approvato nel corso dell’ultimo Consiglio dei Ministri.

La Coldiretti al riguardo pone l’accento sul fatto che i grandi impianti fotovoltaici e le relative speculazioni fanno impennare i prezzi dei terreni e spesso sottraggono anche campi fertili all’agricoltura.

Polveri sottili

Polveri sottili

Le “particelle”, note come polveri sottili, particolato o PM, sono una miscela complessa di particelle estremamente piccole e goccioline liquide. L’inquinamento da particolato è costituito da un numero di componenti, tra cui gli acidi (come i nitrati e solfati), prodotti chimici organici, metalli, e particelle di suolo o di polvere.

La dimensione delle particelle è direttamente legata alla loro capacità di causare problemi di salute. L’EPA (l’Agenzia per l’ambiente americana), e l’Agenzia europea si sono dette preoccupate per le particelle che hanno 10 micrometri di diametro (PM10) o sono ancora più piccole. Il motivo della preoccupazione è dovuto al fatto che queste sono talmente piccole da essere in grado di passare attraverso il naso e la gola e penetrare nei polmoni. Una volta inalate, queste particelle possono influenzare il cuore e i polmoni e causare seri effetti sulla salute.

Ambiente Europa, rapporto SOER 2010: crescita economica e sostenibilità per il futuro dell’Unione

L’ambiente in Europa – Stato e prospettive” (SOER 2010), la relazione pubblicata a fine novembre dall’Agenzia europea dell’ambiente (AEA), dipinge un quadro di sviluppo sostenibile per il futuro del Vecchio Continente, basato sulla green economy ed il rispetto del territorio integrato alla crescita sociale e finanziaria.

Un’economia in ascesa coniugata ad una realtà ambientale sana non è utopia, quanto piuttosto il frutto di una collaborazione tra cittadini, imprese e governi, che incentivi allo sfruttamento sostenibile delle risorse disponibili. Ne è convinta la professoressa Jacqueline McGlade, direttore esecutivo dell’AEA, che sottolinea in un comunicato stampa che a minare l’equilibrio ambientale non concorrano solo i cambiamenti climatici quanto anche una cattiva gestione delle risorse:

Sia in Europa, sia sull’intero pianeta, consumiamo più risorse naturali di quanto sia ecologicamente sostenibile. Il cambiamento climatico è finora il segno più evidente di instabilità, ma una serie di tendenze a livello mondiale fanno presagire rischi sistemici maggiori per gli ecosistemi in futuro. La natura della crisi finanziaria in corso dovrebbe fornirci un elemento di riflessione.

Congresso di Cancun, si entra nel vivo

Dopo due giorni in sordina, dove le uniche dichiarazioni che si ascoltavano erano pessimistiche, al congresso di Cancun comincia a salire la temperatura. Mentre il presidente del Brasile Lula ha lanciato un segnale negativo, decidendo di non recarsi al meeting, cominciano a fioccare le prime richieste. Da una parte troviamo i Paesi ricchi che chiedono a quelli in via di sviluppo di fare la loro parte, mentre questi ultimi rivendicano la loro fetta di “diritto di inquinare”.

In particolare la prima richiesta arriva da alcuni rappresentanti delle superpotenze Occidentali che chiedono ai grandi Paesi in via di sviluppo come Cina e India di ridurre le proprie emissioni di gas serra.

Ecologia domestica, nuove regole Ue per eco-cucine in vista del 2020

La Commissione europea in questi giorni si è espressa sull’efficienza energetica domestica e ha deliberato una serie di provvedimenti per migliorare la qualità degli elettrodomestici, ridurre le emissioni inquinanti e abbattere i costi di vendita.
La progettazione delle cosiddette eco-cucine, con lavastoviglie a basso impatto ambientale sia per uso domestico sia da incasso, con lavatrici alimentate dalla rete elettrica o da batteria che ridurranno il consumo energetico e l’uso di acqua potabile; sono solo alcuni esempi dei nuovi parametri fissati dalla Commissione europea per migliorare l’efficienza energetica delle nostre case.

Le regole sulle eco-cucine sono state pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale ed entreranno in vigore tra 20 giorni, per dare il tempo ai produttori di elettrodomestici di adeguarsi alle nuove normative; sempre che l’Italia le metterà davvero in atto.