Pile a virus, energia contagiosa per le batterie del futuro

Virus, quasi sempre nemici dell’uomo, ma in alcuni casi amici sia del progresso tecnologico che dell’ambiente. In futuro potremo infatti utilizzare batterie a virus, pile costituite da minuscoli virus disseminati sul dispositivo da alimentare. Se ne è parlato nel corso del meeting dell’American Chemical Society, in corso in questi giorni a Boston, i cui risvolti Ecologiae sta osservando con vivo interesse. Vi abbiamo già parlato del pannello fotovoltaico che si pulisce da solo e delle case come centrali elettriche, completamente autosufficienti dal punto di vista energetico.

Oggi ci occupiamo di due ricerche, una del MIT (Massachusetts Institute of  Technology) e una dell’università del Maryland, entrambe incentrate su microorganismi incorporati in una pila.

Riscaldamento globale, auto più dannose di aerei?

Riscaldamento globale: le auto sono più dannose degli aerei. A dirlo è un recente studio coordinato da Jens Borken-Kleefeld e pubblicato sulla rivista di divulgazione scientifica Environmental Science & Technology. Studio che non mancherà di far discutere e che solleva, a mio avviso, più di una perplessità.
La prima è che mentre l’era delle auto ecologiche è già arrivata con motori sempre meno inquinanti, la rivoluzione delle elettriche, l‘ibrido, nonché le misure restrittive, vedi ecopass, zone a traffico limitato, di aerei ecologici ne volano ben pochi, se si esclude quelli che utilizzano biocarburante, e anche lì ce ne sarebbe da dire, dal momento che il biocarburante rappresenta il paradosso dell’ecologia, o almeno quello di prima generazione. E se si escludono prototipi di aerei solari come lo Zephyr o il Solar Impulse di Piccard, non ancora pronti per il traffico su larga scala.

La seconda è quella che riguarda un altro dato diffuso dallo stesso studio, riferito ad un presunto effetto benefico delle navi nel rallentamento del riscaldamento globale.
I ricercatori affermano infatti che la navi sarebbero addirittura le migliori amiche dell’ambiente, anche se non credo si tratti di una definizione corretta, magari potevano definirle il male minore, dal momento che si tratta di una classifica sul minor impatto che vede primeggiare le navi, a discapito di aerei ed automobili.

Milano, reintrodotto l’ecopass

Ritorna l’ecopass a Milano, dopo la temporanea sospensione voluta dalla giunta cittadina per il mese di agosto. In particolare, dato che nel periodo che va dal 2 al 20 agosto i milanesi “fuggono” dalla città per spostarsi verso il mare, non aveva più senso continuare a mantenere le limitazioni alla circolazione delle automobili quando di auto non ce n’è nemmeno l’ombra.

E l’estate è stata il miglior ecopass possibile, dato che in questi 20 giorni pur senza limitazioni le auto entrate nella Ztl (Zona a Traffico Limitato) si sono dimezzate, registrando un -48%, con riduzioni giornaliere variabili tra il 35 e il 64% rispetto alla media di un giorno feriale del resto dell’anno.

Fotovoltaico: Tetti in Comune nella provincia di Viterbo

Scadono il prossimo 26 novembre 2010, in Provincia di Viterbo, e per la precisione nel Comune di Vignanello, i termini per la partecipazione ad un importante Bando finalizzato alla concessione di finanziamenti a copertura del 100% dei costi per la progettazione, la realizzazione e la connessione alla rete elettrica nazionale di impianti fotovoltaici di piccola taglia.

Trattasi, nello specifico, di “Tetti in Comune“, un interessante progetto con il quale SEA Tuscia S.r.l., lo spin off accademico dell’Università degli Studi della Tuscia, può permettere ai privati ed alle persone giuridiche di poter realizzare, installare e connettere in rete impianti fotovoltaici di potenza fino a 3 Kw di potenza su unità abitative che sono già esistenti.

Deforestazione, 40 ettari di alberi tagliati ogni giorno per produrre le bacchette cinesi

Tra le tante attività anti-ecologiche che si praticano in Cina, c’è quella forse più nota al mondo: l’utilizzo delle bacchette per mangiare. Ci eravamo già occupati delle bacchette in avorio prodotte dalle zanne degli elefanti, ma il problema è che sono molto più comuni quelle in legno usa e getta.

Pare che addirittura il Ministero del Commercio cinese si sia reso conto che la situazione stava diventando insostenibile, ed ha per questo inviato un avviso ai produttori delle bacchette per avvertirli che la

Produzione, la circolazione ed il riciclaggio delle bacchette usa e getta dovrebbero essere più strettamente controllati.

Il motivo? Con circa 45 miliardi di paia di bacchette monouso ogni anno nel Paese, ovvero circa 130 milioni al giorno, un’enorme quantità di legno viene sprecato. In un Paese che sta cercando di aumentare la copertura forestale (da circa l’8% nel 1949 al 12-13% di oggi), non ci si può permettere il lusso di abbattere alberi con così tanta leggerezza.

Il crollo dell’ippocastano di Anna Frank, quando un albero non è solo un albero

Scovare un briciolo di felicità nel cielo, in qualcosa di più solido del deserto in cui si sta tramutando il mondo. Conservare la fiducia nella vita e nel genere umano, malgrado tutto. Questo e molto altro simboleggiava per Anna Frank l’ippocastano crollato al suolo lunedì scorso, dopo oltre 150 anni di vita, per molti dei quali è stato per tutti il simbolo di qualcosa di più alto, l’amico di quei giorni di clausura che tutti conosciamo perché raccontati in un diario (scritto dal luglio del 1942 all’agosto del 1944) dalla penna della sua giovane protagonista, la ragazza tedesca di tredici anni rifugiatasi ad Amsterdam nel 1933, e costretta a nascondersi durante l’occupazione nazista in un rifugio segreto, protetta da una libreria girevole che nasconde la sua famiglia nel sottotetto alle perquisizioni delle SS.

Durante i 25 mesi di clandestinità, prima della deportazione che le fu fatale nel lager di Bergen-Belsen, dove morirà di tifo, quell’albero fu per Anna fonte di emozioni e deposito di speranze, perché avere la possibilità di ammirare la bellezza della natura le restituiva, per alcuni attimi, la libertà di immaginare un destino diverso e di recuperare fiducia nell’umanità.

Nucleare, a gennaio conosceremo i siti delle prime due centrali

Ormai ci siamo, il Governo è partito ed ora non lo ferma più nessuno. Secondo quanto dichiarato dal sottosegretario allo Sviluppo, Stefano Saglia, entro gennaio 2011 sapremo dove verranno costruite le prime due centrali nucleari italiane. Per ora nessun rappresentante di Governo ha il coraggio di rivelare il nome dei siti per non incorrere in proteste. Sarebbero di certo un gran numero di voti persi nel caso in cui si andasse alle elezioni prima di allora.

Sono in molti ad essere convinti che si tratterà dei siti dove erano presenti le vecchie centrali ormai dismesse, ma Saglia ha annunciato che le bocche rimarranno cucite fino al nuovo anno. Ad ottobre poi il Consiglio dei Ministri redigerà un “decreto per la strategia nucleare“, le cui anticipazioni fanno già venire i brividi.

Foche salve, arriva l’embargo dell’Unione europea

Il 20 agosto 2010 l’Unione europea ha dato il via all’embargo dei prodotti derivati dalle foche. Si tratta di carni, pelli per pellicce, ma anche di olio e organi, senza dimenticare le molto ricercate capsule di omega 3.

Il bando all’import di prodotti derivati dalla caccia dei pennipedi arriva dopo l’embargo deciso nel 2009 dalla Commissione europea ed entrato in vigore solo da alcuni giorni, ma con delle eccezioni.

Europa: nel 2009 rinnovabili + 8,3%, crollo del carbone

Ottime notizie arrivano dall’ultimo rapporto Eurostat sulla produzione di energia ed il suo utilizzo in Europa. Nell’ultimo anno di riferimento, il 2009, pare ci sia stato un importante incremento della produzione delle energie rinnovabili, e questo lo si sapeva già. Quello che però in pochi si aspettavano è un crollo verticale dell’utilizzo del carbone.

Sebbene nel complesso la produzione di energia rinnovabile sia aumentata dell’8,3% tra il 2008 e il 2009, per una quota complessiva del 18,4% della produzione energetica nella UE, il consumo di carbone, la seconda fonte finora più utilizzata dopo il nucleare, è diminuito di ben il 16,3%, circa il doppio rispetto all’aumento dell’energia pulita, venendo superato così dal petrolio, gas naturale e persino dalle rinnovabili stesse.

Veicoli elettrici: Pisa, Enel e Poste Italiane insieme per i servizi di recapito

Il mese scorso il colosso elettrico Enel da un lato, ed il Gruppo Poste Italiane dall’altro, hanno annunciato, a seguito della stipula di un apposito protocollo di intesa, un’alleanza a “zero emissioni” nell’ambito dei servizi di recapito con consegna attraverso l’utilizzo di veicoli elettrici. La città italiana a fare da apripista a questo progetto pilota è quella di Pisa, dove saranno sperimentati servizi innovativi, e dove al pubblico, inoltre, saranno offerti servizi di mobilità alternativa a zero emissioni.

Nel dettaglio, presso la sede centrale di Poste Italiane, a Pisa, sarà installata un’infrastruttura di ricarica per i cittadini, mentre ben nove veicoli elettrici, tre della Piaggio, e sei della Ducati, saranno ospitati a Pisa presso il “CDP”, il Centro di Distribuzione Primaria, dove potranno essere ricaricati e pronti a partire per la distribuzione della posta nel Centro Storico.

Il pannello solare che si pulisce da solo

Uno dei problemi più annosi per le società di distribuzione di grandi impianti ad energia solare è rappresentato dalla pulizia, con la necessità costante di ripulire superfici piuttosto estese dal deposito di polvere e sporcizia che comprometterebbe il corretto funzionamento del sistema.
Una soluzione valida potrebbe essere rappresentata dai nuovi pannelli solari che si auto-spolverano, basati su una tecnologia innovativa messa a punto per le missioni spaziali su Marte, pianeta secco e polveroso.

A presentarla in questi giorni a Boston, nel corso del 240° Congresso Nazionale della American Chemical Society, l’équipe di ricerca della University of Boston, coordinata da Malay K. Mazumder, che ha lavorato al sistema in collaborazione con la Nasa.
Il rivestimento autopulente sulla superficie delle celle solari potrebbe aumentare l’efficienza della produzione di energia elettrica dalla luce solare e ridurre nello stesso tempo i costi di manutenzione per gli impianti solari su larga scala.

Auto elettriche, Squiky Butterfly: pubblicità ecologica su quattro ruote

Dimenticatevi di quegli enormi catafalchi motorizzati che vanno in giro per le strade italiane con dei manifesti pubblicitari stampati sui fianchi. D’ora in avanti la pubblicità sarà pulita, e avverrà in sella a dei mezzi elettrici. Nasce così l’idea dello Squiky Butterfly, un miniveicolo ad emissioni zero, la cui forma ricorda quella di una farfalla.

Lo Squiky non potrà fare pubblicità a qualsiasi cosa, ma soltanto ad eventi o prodotti dalle chiare finalità ecologiche. L’annuncio arriva dalla padovana Squiky Image & Communication, azienda che si occupa di comunicazione che presenterà questo nuovo veicolo il 4 settembre prossimo alle 10:00 sulla scalinata della piazza centrale della città veneta dove l’auto-farfalla è nata.