Green Public Procurement, come le Pubbliche Amministrazioni investono nel Verde

Dopo il monito della Comunità Europea anche le Pubbliche Amministrazioni italiane si tingono di Verde, con il programma Green Public Procurement (GPP), e mettono in atto sistemi e modelli ecologici.

Gare d’appalto telematiche (abbattimento dell’uso di fogli di carta, da 700 a 177), fotocopie su fronte e retro pagina, pratiche d’acquisto centralizzate, ma anche materiale privo di sostanze chimiche o solventi per arredare uffici e stanze comunali. Così le PA investono dell’ecologia e nell’ambiente, e nelle tasche dei contribuenti, visto che gli acquisti verdi coprono da soli il 16,3% del Pil nazionale.

Fotovoltaico: GASolare a Palermo

Mercoledì prossimo, 25 agosto 2010, a tutti coloro che nel Comune di Palermo hanno aderito al Progetto del Gruppo di Acquisto per il fotovoltaico, il cosiddetto “GASolare“, sarà presentata l’azienda che per la fornitura degli impianti fotovoltaici ha presentato la migliore offerta in termini di rapporto tra qualità e prezzo. A darne notizia è stato il Portale Ecosportellosicilia.it nel precisare in particolare come la ditta vincitrice nel Comune di Palermo sarà presentata a ben 25 famiglie, tante quante sono state quelle che hanno aderito al progetto GASolare.

A selezionare l’impresa è stata, nell’ambito di un totale di 16 offerte pervenute, una apposita commissione tecnica costituita da esperti e da tecnici del comparto che hanno tenuto conto non solo della qualità dell’impianto offerto, ma anche di tutte le garanzie accessorie connesse, nonché della componente societaria; nello specifico, la società vincitrice ha offerto l’installazione di impianti con moduli fotovoltaici costituiti da silicio policristallino, ed aventi marca di Trina Solar o di Canadian, e l’inverter di Aurora.

Biodiversità, l’ONU boccia il mondo

Per l’ONU tutti i Paesi del mondo stanno fallendo nella tutela della biodiversità. A farsi portavoce dell’amara conclusione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, è stato Ahmed Djoghlaf, segretario esecutivo della Convenzione Onu sulla Biodiversità, intervenuto nei giorni scorsi ad una conferenza svoltasi ai Kew Gardens di Londra.

E in effetti le cifre parlano chiaro: stando ai dati diffusi dagli scienziati, ogni giorno perdiamo tra le 150 e le 200 specie di piante o animali, con un’estinzione stimata di 1.000 volte superiore a quella naturale. Sotto accusa lo scarso impegno dei governi nella battaglia per la conservazione del patrimonio mondiale di flora e fauna. L’Italia, ad esempio, è in attesa di una legge quadro sulla biodiversità da ben 16 anni.

Il Principe Carlo avvia il tour ecologico per la Gran Bretagna

Il principe Carlo parte in tour. Non per promuovere il suo nuovo CD, ma piuttosto per diffondere lo stile di vita sostenibile. La prima novità, trattandosi di un erede al trono, è che il viaggio sarà fatto in treno, uno personale alimentato da bio-combustibili e che funzionerà anche da appartamento. I biglietti per chi vorrà visitarlo sono gratuiti.

Nei suoi viaggi andrà a visitare tutti i progetti verdi avviati in tutto il Paese in cui le persone comuni stanno facendo la differenza con l’installazione di pannelli solari, l’impianto di alberi e la coltivazione dell’orto comunitario.

Le 5 celebrità che hanno scelto di vivere ecologico

Non c’è nulla meglio di una celebrità per far pubblicità a qualcosa, specialmente se qualcosa di positivo. Molte star di Hollywood e non solo hanno deciso di vivere ecologico, nonostante lo sfarzo, gli abiti ed i prodotti di bellezza non siano noti per la loro compatibilità ambientale.

Tuttavia ogni tanto c’è qualcuno che dimostra che la bellezza e l’ambientalismo possono andare di pari passo, come le seguenti 5 celebrità che si sono recentemente convertite alla sostenibilità.

Marea nera, gli effetti sulla salute

Il capitolo marea nera è tutt’altro che concluso: altre pagine a tinte fosche ci aspettano nei prossimi mesi, anni, decenni: il peggio deve ancora arrivare. Oggi parliamo delle conseguenze sulla salute, presentando i dati forniti da un recente rapporto diffuso dai ricercatori della UCSF (Università di San Francisco) pubblicato sulla rivista dell’Associazione dei medici americani. L’intento è di informare i medici e le comunità costiere sui rischi sanitari di vario genere ed entità, sia a breve che a lungo termine, derivanti dall’esposizione ai vapori tossici, alle palle di catrame ed ai frutti di mare contaminati.

Partiamo da quanto è già avvenuto in Louisiana in questi mesi: secondo i dati raccolti dal Dipartimento della Salute e dagli ospedali dello stato americano, più di 300 persone sono state ricoverate, perlopiù operatori addetti alla ripulitura dell’area del Golfo contaminata, che accusavano mal di testavertigini, nausea, dolore toracico, vomito, tosse e difficoltà respiratorie che potrebbero essere dovute all’esposizione agli agenti chimici.

Risparmio energetico: Comune di Manfredonia, ecco l’Energy Manager

Nel Comune di Manfredonia, in Provincia di Foggia, arriva l’Energy Manager, ovverosia il responsabile dell’energia, una figura che, in accordo con quanto messo in risalto dall’Amministrazione comunale, è nata negli anni ’70 nel mondo anglosassone, ai tempi della prima crisi petrolifera.

Angelo Riccardi, il Sindaco della Città di Manfredonia, ha messo in evidenza che, fatti salvi i normali ed i consueti controlli di competenza da parte dell’Amministrazione comunale, passeranno al vaglio della figura dell’Energy Manager, nella persona del dott. Luigi Pizzolo, appositamente incaricato con una apposita delibera, tutti quei progetti che avranno delle ricadute e degli impatti in materia di energia ed emissioni in atmosfera.

Case del futuro, le donne britanniche le sognano verdi

È probabile che il tipo di tecnologia che oggi si pensa possa esistere in futuro assomigli a quella vista negli episodi di Star Trek, ma una nuova ricerca su ciò che i consumatori si aspettano dalla cucina dei loro sogni fra 30 anni indica un forte desiderio di un “ritorno alla natura“.

Una nuova ricerca effettuata dal rivenditore Ikea su ciò che vogliono i consumatori ha rivelato che le caratteristiche nella loro cucina dell’anno 2040 nel Regno Unito e Irlanda dovranno prevedere efficienza energetica ed uno

spazio verde in cui il giardino emerge in cucina, permettendo di coltivare il proprio cibo.

Rane a rischio estinzione, fondamentali per valutare l’ecosistema

I ricercatori di tutto il Pianeta lanciano un allarme estinzione per un terzo delle specie anfibie, e dalla Gran Bretagna parte un progetto per salvare rane e rospi, animali indispensabili per monitoriare la salute dell’ecosistema.

Il progetto che coinvolgerà 14 Paesi è stato presentato a Londra dal ricercatore  Robin Moore e avrà i finanziamenti della Conservation International (CI), della Amphibian Specialist Groups (ASG) e dell’International Union for the Conservation of Nature (IUCN). Lo studioso ricorda di quando

Un paio di anni fa ero in Ecuador con un gruppo di scienziati del posto alla ricerca di una specie che sembrava scomparsa da dodici anni. Non nutrivamo molte speranze di successo, ma quando tutto sembrava perduto ne abbiamo trovato un esemplare e ci siamo attivati per proteggere il suo ambiente. Dalla nostra missione ci aspettiamo molte storie di questo tipo.

Il principale tempio Indù mette al bando la plastica

Questo è il giusto “spirito”, in tutti i sensi: l’India Tribune riferisce che il tempio di Tirumala’s Sri Venkateswara, il più ricco del mondo indù con circa 60.000 persone che lo visitano ogni giorno, sarà presto una zona plastic-free (cioè senza plastica), dopo che il Governo dello stato di Andhra Pradesh ha deciso di vietare l’uso di prodotti fatti in plastica.

Il divieto della plastica, in un tempio vecchio 1.700 anni, entrerà in vigore entro un mese e riguarderà tutti i sacchetti di plastica indipendentemente dalle dimensioni o spessore. Tutti i prodotti che oggi utilizzano la plastica come i distributori di prasad (il cibo consacrato), dovranno sostituire l’ormai vecchia confenzione con tela, carta o sacchi di juta. Le mense del tempio e quelle gestite dal Tirumala Tirupati Devasthanams avevano già smesso di usare bicchieri di plastica per servire il tè e acqua, sostituendoli con bicchieri di carta o bicchieri riutilizzabili.

Fonti rinnovabili: Edison cresce nell’eolico

La società Parco Eolico San Francesco Srl non è più di proprietà della società Gamesa Energia SA, ma dell’italiana Edison. Ad annunciarlo nei giorni scorsi è stata proprio Edison dopo aver perfezionato un’operazione, attraverso Edison Energie Speciali (EDENS), un’azienda controllata, che permette alla società italiana di fare un altro importante passo in avanti nella crescita sul mercato delle rinnovabili.

La società Parco Eolico San Francesco Srl è infatti titolare di un impianto eolico che è già in esercizio, ha una potenza pari a ben 26 MW, e si trova nel Comune di Melissa; trattasi, nello specifico, di un impianto in grado di poter produrre annualmente ben 46 gigawattora di energia elettrica, tanti quanti ne servono per andare a soddisfare il consumo elettrico annuo di ben diciottomila famiglie.

Desertificazione, il programma dell’UNEP per fermare l’avanzata dei deserti

Di un allarme desertificazione su scala globale avevamo parlato già tempo fa, con la pubblicazione dei risultati di uno studio spagnolo che metteva in guardia da un rischio riguardante addirittura il 38% del mondo. Come indicato da Montserrat Núñez, ricercatore presso l’Agro Food Research and Technology Institute (IRTA), il principale indiziato è il degrado del suolo:

Un uso del suolo che non sia sostenibile può portarne al degrado. Se questo accade nelle zone aride e semi-aride, come lo sono alcune aree della Spagna, questa degradazione porta alla desertificazione, e gli effetti possono essere irreversibili, perché i terreni coinvolti diventano totalmente improduttivi.

E torna a parlare del problema anche L’UNEP, l’agenzia delle Nazioni Unite per l’ambiente che, in una nota diffusa in questi giorni, fa sapere che la desertificazione, causa la cattiva gestione delle risorse idriche, pratiche agricole scorrette e non da ultimo i cambiamenti climatici, avanza e minaccia molte aree, interessando oltre un miliardo di persone per un totale di 3,6 miliardi di ettari, pari ad un quarto della superficie terrestre.

Earth Overshoot Day: la Terra esaurisce oggi le sue risorse annuali

La Terra mette a disposizione sé stessa e i suoi prodotti per permettere il sostentamento delle specie viventi. Ogni anno questa produzione si rinnova per poter essere consumata l’anno successivo. Ma il sovrasfruttamento e gli sprechi dell’uomo moderno hanno comportato un fenomeno che mai si era verificato nella storia prima degli anni ’80: la produzione annuale della Terra viene consumata prima della fine dell’anno. In pratica consumiamo più di quello che la Terra produce.

Questo meccanismo si può definire “debitorio”, nel senso che noi siamo in debito con la Terra perché utilizziamo una riserva che prima o poi finirà. A calcolare questa situazione che non può andare avanti per sempre è il Global Footprint Network, l’organizzazione internazionale che misura l’impatto dell’esistenza sulla natura, la quale ha calcolato che il giorno in cui avviene il “pareggio” nel bilancio tra produzione e consumo ogni anno arriva prima, e quest’anno capita proprio oggi, 21 agosto. In pratica per i prossimi 4 mesi e 10 giorni consumeremo le riserve della nostra Terra. Non solo, perché nel bilancio rientra anche la quantità di emissioni che la Terra è in grado di assorbire.