Si intitola Sabbia: l’oro di tutti a vantaggio di pochi, il dossier diffuso ieri dal WWF che punta il dito contro gli stabilimenti balneari italiani. Sono troppi, deturpano la costa con piscine e strutture poco eco-friendly e fanno sì che la spiaggia libera sia ormai diventata un miraggio nel nostro Paese. Questa la denuncia dell’associazione ambientalista contro quello che viene definito lo scandalo delle concessioni degli stabilimenti balneari.
Uno scandalo per diverse ragioni. Primo perché sono davvero troppi, pensate che in meno di dieci anni il numero di stabilimenti è più che raddoppiato, e che quasi un quarto della costa italiana idonea per la balneabilità, ovvero 900 km su 4.000 km complessivi, è oggi occupata da 12.000 stabilimenti. In media ce n’è uno ogni 350 metri, con un’occupazione complessiva di circa 18 milioni di metri quadri.
Il canone per i gestori è di soli 50 centesimi al mese per metro quadro, in più non devono rilasciare scontrini fiscali per le attività connesse, e l’evasione fiscale, come reso noto di recente dalla Guardia di Finanza, è all’ordine del giorno.