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  • 15
  • mar
  • 2008

Campania: chi pensa alle conseguenze sulla salute dei cittadini?

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I media hanno dedicato spazio al problema dei rifiuti in Campania, ma cio’ non ha fatto luce sui profondi disagi, con cui i cittadini sono costretti a convivere da anni, riportando enormi danni alla salute ed al benessere psico-fisico. La Campania da piu’ di 15 anni vive una situazione estremamente controversa in merito al ciclo dei rifiuti, allo smaltimento e allo stoccaggio di questi ultimi, sia per le infiltrazioni illegali nelle procedure amministrative e gestionali, sia per l’accumulo di spazzatura nei centri urbani e gli scarsi controlli per evitarli. Anche se gli studi epidemiologici sono stati numerosissimi e la percentuale di morti per malattie tumorali fulminanti o per malattie genetiche sia cresciuta notevolmente, non è stata provata ancora una relazione di causa-effetto tra l’accumulo di rifiuti urbani e l’incidenza delle malattie.


Tuttavia risulta evidente che la percentuale maggiore di nascite con malformazioni congenite vascolari e con malformazioni genetiche si ha nelle zone agricole ed industriali della regione (Area Nord e Nord-est di Napoli). Invece nell’area del casertano si concentrano maggiormente casi di malformazione e neoplasie vescico-urinarie.

I dati allarmanti degli ultimi 10 anni, sono destinati ad aumentare progressivamente, non solo per la presenza dei rifiuti in strada, ma per la cattiva gestione del loro smaltimento, infatti la recente legge, che consentirebbe la combustione di balle non a norma, determinerebbe l’immissione di prodotti altamente nocivi nell’aria, per l’uomo e per gli animali.

Inoltre sono anni che i cittadini delle province di Napoli e Caserta, convivono con il suolo inquinato da scarichi industriali non a norma, in cui pascolano animali, destinati all’uso alimentare, su cui vengono coltivati prodotti agricoli. La conseguenza è che l’ accumulo di elementi nocivi anche in piccole dosi non risparmia in nessun modo alcun abitante di queste aree. Parliamo di elementi come, idrocarburi, epossidi, cloruri, metalli pesanti, amine aromatiche, il cui effetto verra’ amplificato quando aumenteranno le temperature.

L’indagine sulla composizione idrica dei fiumi campani ha dimostrato una massiccia presenza di cadmio, piombo, mercurio, tensioattivi e sostanze tossiche, derivate da scarichi industriali e domestici, anche in tratti lontani da centri cittadini, con conseguenze sulla fauna d’acqua dolce. Senza dubbio a causa delle piogge che hanno accompagnato questi ultimi mesi, la tossicita’ dei rifiuti rischia di contaminare le reti idriche cittadine (attraverso tombini ed acquedotti), causando l’insorgenza di potenziali epidemie. E’ necessario pertanto non abbassare mai la guardia su questo problema, che sta coinvolgendo in toto una regione, danneggiandola economicamente, socialmente ed umanamente.

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Commenti:

Sono stati scritti 6 commenti su "Campania: chi pensa alle conseguenze sulla salute dei cittadini?"

  1. [...] La classifica è cambiata nel corso degli anni, sviluppando una sana competizione fra le varie aziende per accappararsi i primi posti e farsi così anche una buona pubblicità. Ai primi posti abbiamo detto che si trovano Samsung e Toshiba, seguiti da Sony, Dell, Lenovo. Apple continua a guadagnare posizioni, grazie soprattutto ai nuovi Macbook air, con meno sostanze chimiche tossiche. Nintendo è l’unica fra le 17 presenti in classifica a non avere sviluppata alcuna politica in materia di rifiuti tossici. [...]

  2. [...] I rifiuti tossici e chimici sono un rischio per la salute, provocherebbero epidemie e migliaia di casi di tumori, secondo le stime dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). [...]

  3. [...] danni che benefici, con il nuovo millennio si sono sviluppate delle tecnologie tali da rendere i rifiuti meno dannosi per l’ambiente, e in alcuni casi anche [...]

  4. [...] quando è scoppiato il caso rifiuti a Napoli abbiamo cominciato a sentir nominare tante parole nuove, o poco conosciute ai più. Una di queste [...]

  5. [...] mai stato attivato, pertanto risulta difficile ottenere dati certi che dimostrino la relazione tra inquinamento e malattie. E con dimostrino intendiamo dati che possano avere un qualche valore in caso di processi. [...]

  6. [...] esperti, data sua scarsa tossicità, non rappresenta, almeno non per legge, un pericolo per la salute [...]




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