Marea nera, il petrolio è entrato nella catena alimentare

La recente scoperta di tracce di petrolio nelle larve di granchio blu ha confermato la previsione degli esperti a seguito delle notizie disastrose per l’ecosistema del Golfo. E’ la prova che il petrolio fuoriuscito dall’esplosione della Deepwater Horizon ha già iniziato ad inserirsi nella catena alimentare, dove potrebbe essere fatale per gli animali che lo ingeriscono.

L’AP riporta che gli scienziati che hanno effettuato la scoperta del petrolio nelle larve di granchio blu (un gruppo di frutti di mare del Golfo, che è anche un indicatore strettamente sotto osservazione per i segni della contaminazione) hanno potuto confermare alcune delle loro peggiori paure. Vale a dire, che la fuoriuscita avrà un impatto sull’ecosistema del Golfo per gli anni a venire.

Fotovoltaico: Enel Green Power, parte iter per l’impianto più grande d’Italia

Nel caso in cui saranno ottenute tutte le necessarie autorizzazioni, sarebbe, con una potenza complessiva cumulata pari a ben 71,64 megawatt, il più grande impianto fotovoltaico presente nel nostro Paese.

Quella che rappresenta in tutto e per tutto una “grande opera italiana” dell’ energia rinnovabile, sarà realizzata dalla società Enel Green Power, la controllata “verde” di Enel S.p.A. che, al riguardo, ha reso noto che EGP ha già presentato la domanda per l’avvio della procedura di “Via”, ovverosia l’iter di valutazione di impatto ambientale al fine di poter realizzare l’impianto in Provincia di Brindisi, e per la precisione presso la centrale termoelettrica a carbone Federico II del Comune di Cerano.

Thailandia, carri armati gettati in mare per salvare la barriera corallina

Può sembrare un controsenso, ma gettare alcuni vecchi carri armati in mare potrebbe salvare milioni di pesci. Almeno questo è quanto sperano le autorità thailandesi, che hanno avuto quest’idea alquanto bizzarra.

Ventisette carri armati dell’esercito, aggiunti a 273 vecchi vagoni del treno e 198 camion dell’immondizia sono stati gettati in mare pochi giorni fa. E’ un bel po’ di metallo di scarto che raggiunge il fondo dell’oceano, e che a prima vista dovrebbe creare una gran quantità di inquinamento. Secondo gli scienziati asiatici tutto questo è uno sforzo per creare una barriera artificiale per risolvere il problema del sovrasfruttamento della pesca.

Stabilimenti balneari, WWF: in Italia spiaggia libera è un miraggio

Si intitola Sabbia: l’oro di tutti a vantaggio di pochi, il dossier diffuso ieri dal WWF che punta il dito contro gli stabilimenti balneari italiani. Sono troppi, deturpano la costa con piscine e strutture poco eco-friendly e fanno sì che la spiaggia libera sia ormai diventata un miraggio nel nostro Paese. Questa la denuncia dell’associazione ambientalista contro quello che viene definito lo scandalo delle concessioni degli stabilimenti balneari.

Uno scandalo per diverse ragioni. Primo perché sono davvero troppi, pensate  che in meno di dieci anni il numero di stabilimenti è più che raddoppiato, e che quasi un quarto della costa italiana idonea per la balneabilità, ovvero 900 km su 4.000 km complessivi, è oggi occupata da 12.000 stabilimenti. In media ce n’è uno ogni 350 metri, con un’occupazione complessiva di circa 18 milioni di metri quadri.
Il canone per i gestori è di soli 50 centesimi al mese per metro quadro, in più non devono rilasciare scontrini fiscali per le attività connesse, e l’evasione fiscale, come reso noto di recente dalla Guardia di Finanza, è all’ordine del giorno.

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Vino, nuove norme per la eco-gestione

L’Italia è uno dei maggiori produttori di vino al mondo, ma ovviamente, oltre a produrre quel buonissimo succo d’uva, ha anche come diretta conseguenza la presenza di una gran quantità di materiale di scarto. Fino ad oggi il suo utilizzo era poco disciplinato dalla legge, e doveva rispettare solo le normative riguardanti i divieti di inquinamento ma un Decreto Ministeriale che entrerà in vigore a breve, cambierà questo genere di attività.

I prodotti di scarto della vinificazione e i suoi sottoprodotti potranno essere utilizzati per un uso agronomico indiretto (fertilizzanti), per un uso energetico (biomasse e biogas), e addirittura per uno farmaceutico e cosmetico. L’uso agronomico diretto invece sarà limitato alle 3 tonnellate per ettaro di superficie agricola, e verrà utilizzato per la distribuzione dei sottoprodotti nei terreni agricoli.

Agricoltura sostenibile, in arrivo il calcolatore di emissioni gas serra

Nel Journal of Natural Resources and Life Science Education si legge che alcuni ricercatori americani hanno ideato un calcolatore di emissioni gas serra, rivolto agli agricoltori che vogliono aiutare l’ambiente e abbattere le emissioni dei gas nocivi per l’atmosfera terrestre, senza danneggiare la loro produzione.

Ricordiamo che l’agricoltura da sola è responsabile del 33% di emissioni gas serra. Il dato era stato reso note il 29 giugno nel convegno a Milano, Alimentazione e Ambiente; sano per te, sostenibile per il Pianeta.

Enel investe nel vento francese, nuova Wind farm nella regione di Champagne-Ardenne

Quello francese è un territorio fertile per le energie pulite. Troppo per lasciarselo sfuggire. Proprio per questo Enel Green Power, la società di Enel interamente dedicata allo sviluppo e alla gestione delle fonti rinnovabili in Italia e nel mondo, a detta dello stesso presidente Francesco Starace, vuole rafforzare e incrementare la sua presenza in un mercato così promettente per le rinnovabili.
Lo fa con la costruzione di una nuova Wind farm, nella regione di Champagne-Ardenne, in grado di produrre una volta a regime (è entrata in esercizio lo scorso nove agosto), oltre 50 milioni di kWh all’anno.

L’impianto eolico fornito dalla Enel Green Power è quello di Haut de Conge, il secondo per dimensioni in Francia e si compone di 12 turbine da 2 MW ciascuna, per un totale di 24 MW di capacità installata.

Tartarughe Caretta- caretta, oggi è il loro giorno

Oggi 10 esemplari di tartarughe Caretta caretta saranno liberate nel Mediterraneo, tra le regioni Sicilia, Sardegna, Toscana, Marche e Basilicata. Qualcuno ha già ribattezzato il 13 agosto 2010 il Tarta- day, la giornata delle tartarughe!

L’iniziativa è stata lanciata dal Centro turistico studentesco e giovanile (Cts), da anni impegnato nel recupero e nella tutela delle tartarughe marine, con i Centri Tartanet.

Toronto, apre l’ostello più eco d’America

Tom Rand, imprenditore “verde” e autore del libro Kick the Habit Fossil Fuel: 10 tecnologie pulite per salvare il nostro mondo, mette in pratica ciò che predica. Lui ed il suo collega Anthony Aarts stanno per aprire ciò che viene chiamato “il più verde ostello del Nord America”, tentando di far diffondere l’idea degli eco-hotel, già abbastanza nota in Europa, anche al di là dell’Oceano.

L’ostello Planet Traveler è costruito su una linea di tram in una zona di Toronto che non permette l’accesso alle auto, in un retrofit di un edificio storico con camere-dormitori a partire da 30 dollari a notte. L’aspetto più “green” di questa struttura è l’installazione è una fonte di un sistema a pompa di calore sotterraneo con otto serpentine a 350 piedi (106 metri) di profondità.

Auto elettriche, la Spagna tenta la rivoluzione entro pochi anni

Doveva essere il centro del programma verde della Spagna: entro quattro anni un milione di auto elettriche sarebbero circolate per le strade della penisola iberica, con punti per la ricarica della batteria che spuntano nelle stazioni di servizio e al posto delle cabine telefoniche in disuso in tutto il Paese.

I veicoli elettrici sono in viaggio. Cerchiamo di andare avanti e farli arrivare qui prima

ha detto il primo ministro José Luis Rodríguez Zapatero svelando i suoi piani nel mese di aprile scorso. Ma i dati diffusi pochi giorni fa hanno mostrato che il sogno verde di Zapatero è abbastanza lontano dal realizzarsi: nei primi sette mesi dell’anno, solo 16 auto elettriche sono state immatricolate dalla motorizzazione spagnola. Ma quello è comunque un buon risultato se confrontato con l’anno 2009, quando solo un’auto elettrica era stata registrata.

Comune di Savona: bike e car sharing per combattere lo smog

E’ partito nello scorso mese di giugno, a Savona, il servizio di bike sharing presso ben sette ciclostazioni sparse per la Città al fine di offrire, con un parco composto da 40 biciclette, un servizio che, tra l’altro, assieme al car sharing permette di combattere lo smog.

Al riguardo, in accordo con quanto riporta l’Amministrazione comunale, nel rapporto Legambiente Ecosistema Urbano Savona si posiziona al sesto posto e, quindi, tra i Comuni più virtuosi su scala nazionale. La fruizione del servizio di bike sharing è tra l’altro molto semplice, grazie ad una tessera prepagata che costa 15 euro il primo anno, e solo 5 euro all’anno per gli anni successivi.

Tutela ambiente: Regione Umbria finanzia le feste ecologiche

Nella Regione Umbria l’Amministrazione ha deciso di promuovere le “ecofeste”, ovverosia le sagre e le feste sul territorio che garantiscano la tutela ambientale a partire da azioni finalizzate a ridurre la produzione dei rifiuti, ma anche ad implementare un efficiente sistema per quel che riguarda la raccolta differenziata.

A tal fine la Regione Umbria ha stanziato una somma pari a 25 mila euro al fine di concedere dei contributi attraverso un apposito avviso pubblico che il 4 agosto scorso è stato pubblicato sul numero 35 della serie generale del “Bur”, il Bollettino Ufficiale della Regione Umbria.

Marea nera, parte la spedizione di Greenpeace, obiettivo indagare sui danni all’ecosistema

Marea nera non è più soltanto l’incubo innescato nel Golfo del Messico dall’esplosione della piattaforma Deepwater Horizon, quel maledetto 20 aprile scorso. Ormai è diventato un modo di dire a identificare eventi simili o anche catastrofi che non hanno a che vedere con il petrolio ma hanno la stessa portata immensa della dispersione provocata dalla BP. Gli incendi che stanno colpendo la Russia sono stati appellati la marea nera di Mosca, a testimoniare che il mondo è rimasto profondamente colpito da quella falla inarrestabile che seminava morte in streaming e che non se ne dimenticherà tanto facilmente.

Ma l’incubo nero è lontano dal considerarsi archiviato. Ce ne ricorderemo sicuramente a lungo perché se ne parlerà, anno dopo anno, testimoniando gli effetti sugli ecosistemi marini, sull’economia costiera, sulla catena alimentare, sul clima. Di sicuro non se ne dimenticherà Greenpeace che ha appena annunciato l’invio della nave rompighiaccio Arctic Sunrise, in missione, per tre mesi, nell’area del Golfo del Messico.