Scioglimento del permafrost, l’ultima bomba per il riscaldamento climatico rischia di scoppiare

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Il terreno del Nord Slope dell’Alaska non è calpestabile, e così Andrew Jacobson ha ancora difficoltà ad effettuare escursioni lungo la tundra spugnosa, che è piena di rocce e maschera le moltitudini di zanzare. Jacobson, un professore di scienze della terra e planetarie della Northwestern University, ha estratto campioni del suolo e delle acque in cerca di indizi di uno dei più grandi rischi per il riscaldamento globale: lo scioglimento del permafrost.

Il permafrost, o terreno congelato, copre circa il 20-25% della superficie terrestre nell’emisfero settentrionale, ed è stimato che contenga fino a 1600 gigatonnellate di carbonio, principalmente sotto forma di materia organica (un gigatone è equivalente ad un miliardo di tonnellate). In confronto, l’atmosfera contiene oggi circa 825 gigatonnellate di biossido di carbonio, circa la metà.

New York: nuovo progetto sfrutta l’energia del fiume e crea nuovi spazi verdi

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Un professore di architettura di New York ed un suo studente hanno progettato una rete di bacini galleggianti modulari per sfruttare l’energia pulita per la Grande Mela. Secondo Richard Garber, un professore di architettura presso il College di Architettura e Design NJIT, ed il suo allievo Brian Novello, l’azione della marea nella città di New York sarebbe abbastanza forte da far funzionare il sistema.

La stazione di approdo collega i moli convenzionali di New York City. Eventualmente, i moli sarebbero ulteriormente estesi nel fiume per ottimizzare la generazione di energia pulita, mentre sarebbe disponibile sempre più spazio verde pubblico e aree acquatiche per la fauna selvatica. Il sistema energetico incoraggia una maggiore visibilità del legame tra l’acqua e l’interno della città.

Toronto inaugura il tetto verde della stazione della metropolitana

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La stazione della metropolitana Eglinton West di Toronto è stata progettata dal grande Arthur Erickson, e dunque si supponeva dovesse essere spettacolare. Il risultato è stato meglio del previsto, perché verde, non solo inteso in senso ecologico. Il tetto è quasi completamente privo di colonne, perché serve come una sorta di spettacolare mensola collettiva che passa sopra la superstrada e taglia in due la città.

I dettagli più spettacolari sono spiegati da Terry McGlade, la quale ha piantato un giardino su tutti 9.000 piedi quadrati (836 metri quadrati) di tetto. Questo non è esattamente lo stesso progetto di Renzo Piano per il California Academy of Science, ma in quanto ad ambientalismo ci va vicino. Lo spazio verde è visibile agli utenti in transito (anche se attraverso il vetro) e a quei conducenti parcheggiati sulla superstrada

Dove vanno a finire i sacchetti di plastica?

sacchetti-di-plasticaTra le tante catene stupide che ci si ritrova a cestinare ogni giorno nella mail, oggi ne ho ricevuto una intelligente, una presentazione in power point efficacemente elaborata con delle immagini che non possono lasciare insensibili, e che affronta il problema dei sacchetti di plastica, dell’impatto che hanno sull’ambiente, sugli ecosistemi.
Ogni giorno insieme ai nostri acquisti, anche quelli meno ingombranti, ci portiamo a casa anche decine di buste di plastica. Ma in pochi sanno veramente che fine faranno quei sacchetti utilizzati una sola volta e cestinati subito dopo.

Le stime del National Geographic parlano di una cifra compresa tra i 500 miliardi e il trilione di unità utilizzate ogni anno in tutto il mondo. Costose da riciclare secondo Jared Blumenfeld, direttore del dipartimento del Medio Ambiente di San Francisco: per il riciclaggio di una tonnellata di borse di plastica si spendono 4.000 dollari, comprare la stessa quantità nuova costa soltanto 32 dollari.

Estinzione: ecco tutti i numeri dello studio più preoccupante del mondo

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I Governi devono agire con urgenza per arrestare la perdita di habitat e l’aumento di specie invasive che rappresentano grandi minacce per la biodiversità e causano estinzioni di massa in tutta l’Australia, la Nuova Zelanda e le isole del Pacifico. A lanciare l’allarme è uno studio pubblicato sulla rivista Conservation Biology, il quale è la prima rassegna completa di oltre 24.000 pubblicazioni scientifiche in materia di conservazione della regione oceanica. Compilato da un team di 14 scienziati, esso rivela un peggioramento nel quadro della distruzione degli habitat e delle perdite nelle specie.

La Terra sta vivendo la sua sesta estinzione e il nuovo rapporto rivela che questa minaccia è l’approfondimento di sei grandi fronti. La nostra regione potrebbe avere forse la peggiore estinzione registrata sulla Terra. Le cause sono la perdita e il degrado degli habitat, le specie invasive, il cambiamento climatico, l’eccessivo sfruttamento, inquinamento e le malattie della fauna selvatica

spiega uno degli autori della relazione, il professor Richard Kingsford dell’Università del New South Wales.

La denuncia del Bangladesh: “per salvarci abbiamo bisogno di oltre 4 miliardi di dollari”

bangladesh-alluvioneLa città di Dhaka, in Bangladesh, ha appena registrato più pioggia in un solo giorno rispetto a quanto ha visto in oltre mezzo secolo (33 centimetri caduti in 12 ore). Questo evento ha fatto sembrare ancora più opportuno quello che il Ministro dell’Ambiente Mustafizur Rahman ha appena richiesto: 4,35 miliardi di dollari per i progetti contro il cambiamento climatico, per far adattare la nazione e renderla al passo con i tempi.

Se sarà in grado di ottenere i fondi, i progetti, illustrati dal Gulf Times saranno spesi per costruire e rafforzare gli argini e le strade, per la costruzione di migliaia di ricoveri, per il dragaggio dei fiumi principali, per l’impianto di alberi lungo la fascia costiera, la bonifica del territorio e del mare.

Per quanto riguarda il modo per finanziare tutto questo, ha spiegato il Ministro Rahman, il Bangladesh ha bisogno dell’aiuto della Banca Mondiale, della Asian Development Bank e di un finanziamento da parte delle nazioni ricche del mondo.

La marcia dei soldati sfruttata come energia cinetica

energia-cinetica-militariA quanto pare il mondo militare è sempre più attento al risparmio energetico e propenso all’utilizzo delle energie rinnovabili anche negli armamenti e nei mezzi di uso bellico. Un po’ meno attenzione è rivolta invece verso l’ambiente visto che fare la guerra non è certo un’attività che può far bene al nostro Pianeta e altamente inquinante, l’ecologia dei soldati di ecologico ha ben poco tranne che per motivi puramente propagandistici. Comunque, dopo le tute mimetiche solari, stavolta ad essere sfruttata è l’energia cinetica prodotta dalle migliaia di soldati in marcia.

Ingegneri di Leeds stanno infatti sviluppando un modo per catturare l’energia cinetica prodotta quando i soldati marciano per utilizzarla nell’alimentazione degli equipaggiamenti.
Il nuovo sistema progettato per convertire il movimento in energia per le batterie potrebbe contribuire a ridurre il peso degli zaini che si portano dietro le truppe fino a 10 kg.

I primi ambientalisti furono i Maya 3000 anni fa

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In molti potrebbero pensare che la “vecchia scuola dell’ecologia”, cioè gli inventori dell’ambientalismo, si possa attribuire agli hippie degli anni ’60. Ma in realtà i figli dei fiori si possono indicare piuttosto come i “nipoti” dei primi ambientalisti, e cioè i Maya che cominciarono queste pratiche 3000 anni fa. Un nuovo studio pubblicato sul Journal of Archaeological Science conclude che gli antichi Maya, non solo praticavano efficacemente la gestione e la conservazione forestale, ma anche che, quando abbandonarono la pratica, questo fu dannoso per l’intera civiltà.

I ricercatori hanno scoperto che i Maya vietavano il taglio degli alberi in alcune aree fino al tardo periodo Classico. Dopo una cruenta battaglia, la ricostruzione della città di Tikal richiese tantissime risorse, e i nuovi governanti decisero di sfruttare le foreste proibite per ottenere la legna di cui avevano bisogno.

Usa: Bush censurava le foto dello scioglimento dei ghiacciai, ecco la verità

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Uno scandalo rischia di scuotere l’America. Nel Paese della libertà di stampa e di parola, è stato appena smascherato uno dei più grandi imbrogli da quando il riscaldamento globale sta cominciando a preoccupare gli scienziati di tutto il mondo. La precedente amministrazione americana, quella guidata dal petroliere George W. Bush, aveva secretato tutti i documenti che dal 2004 al 2009 provavano gli effetti dei cambiamenti climatici.

Per fortuna oggi arriva la notizia che alcuni di essi, ed in special modo le foto dei satelliti NASA, sono miracolosamente spuntati fuori dai cassetti, e tutto lascia intendere che ciò sia avvenuto perché il nuovo presidente, Barack Obama, ha una visione del mondo diametralmente opposta rispetto al suo predecessore.

Energia geotermica dalle miniere in disuso

miniere-energia-geotermicaLe vecchie miniere cadute in disuso e chiuse da tempo potrebbero essere utilizzate per creare energia geotermica, sfruttando i tunnel esistenti come canale di trasporto per fornire di energia le località circostanti, città, paesi o periferie che siano. A dirlo sono due ingegneri dell’Università di Oviedo, la cui ricerca è stata pubblicata dalla rivista Renewable Energy. Il metodo sviluppato dai due studiosi rende possibile stimare la quantità di calore che potrebbero fornire i tunnel. Come spiega Rafael Rodríguez, della Scuola tecnica superiore Ingegneria Mineraria di Oviedo:

Un modo per creare energia geotermica a bassa intensità potrebbe essere convertire i pozzi minerari in caldaie geotermiche, che potrebbero fornire riscaldamento e acqua calda per le persone che vivono nelle vicinanze. Questo tipo di energia, che è ancora raramente utilizzato in Spagna, è ottenuto dal calore interno della Terra.

Sarah Palin si schiera per il petrolio e contro le rinnovabili

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Due settimane fa, Sarah Palin ha reso noto il suo pensiero in materia di energia tramite la pagina editoriale del Washington Post. Nel suo articolo titolato “Il Cap and Tax, vicolo cieco”, Palin ha assicurato che i problemi energetici scomparirebbero se solo “toccassimo le risorse che Dio ha creato sotto il suolo americano.”

Stranamente, l’editoriale della Palin ha saltato tutti i problemi riguardanti il cambiamento climatico. Ora nella stessa pagine del Washington Post, i senatori Kerry e Boxer le hanno risposto con le loro idee sull’energia e il clima. Kerry e Boxer hanno mostrato più argomenti della Palin e offerto il loro punto di vista. Dopo il salto alcuni estratti.

Arriva l’ecobagnante

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Una nuova iniziativa da parte dell’ambiente, e partendo dalle piccole cose e dai gesti ordinari di ogni giorno. L’ Assessorato al Turismo e l’Assessorato all’ambiente della Provincia della Spezia, in collaborazione con i Comuni costieri, i Parchi e la riserva marina, promuovono una campagna di educazione ambientale. Una comunicazione destinata ai turisti ma anche ai cittadini e ai residenti. Un progetto mira alla tutela e alla cura dell’ecosistema marino, passando attraverso la pulizia dei litorali italiani.

Si tratta di una campagna interamente dedicata all’eco-bagnante. Perché in spiaggia si mettono in atto troppo spesso piccoli comportamenti che tendono a “rovinare” l’ambiente circostante, e i cui segni rimangono nel tempo e nello spazio.

Celle solari anche sugli aerei da guerra. Prossimo obiettivo: gli UAV

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Celle solari con vernice sensibilizzata (DSSCs) stanno venendo testate in questi giorni per fornire energia agli aerei miiltari senza equipaggio (UAV). Essi sono una fonte ottimale di raccolta di energia e possono portare a tempi di volo più lunghi senza rifornimento. Uno dei ricercatori della University of Washington’s Multidisciplinary University Research Initiative (MURI), Dr. Minoru Taya, sta lavorando sulle celle solari flessibili utilizzando una sottile pellicola di rivestimento di vetro trasparente con elettrodi conduttivi. Egli ha constatato che i materiali organici della cella, come i coloranti della vernice, sono in grado di catturare i fotoni e di convertirli in elettroni sintetici che possono raccogliere fotoni ad alta energia.

Pochi anni fa la squadra ha montato celle solari sensibilizzate con vernice sulle ali di un aeroplano giocattolo. Il propulsore è stato alimentato in modo efficace, ma il piano non è andato a buon fine perché le celle solari a base di vetro utilizzate erano troppo pesanti. Al momento della sperimentazione, ha deciso di utilizzare la tecnologia della pellicola con batteria, che per ora ha consentito il piano di volo.