L’appello di 56 testate mondiali ai “grandi” della Terra

appello internazionale

Il vertice sul clima delle Nazioni Unite a Copenaghen è finalmente iniziato, e il momento di agire è adesso. Così dice un editoriale “unificato” di 56 giornali di tutto il mondo che chiede ai leader mondiali di accordarsi su un accordo vincolante che blocchi gli obiettivi di riduzione delle emissioni e di finanziamento per i Paesi più colpiti dai cambiamenti climatici. L’editoriale è stato scritto dallo staff del quotidiano britannico Guardian e appare in 20 lingue tra cui inglese, cinese, arabo, russo, ed anche italiano nei due quotidiani più importanti, Repubblica ed il Corriere della Sera.

Paul Krugman, scrittore e redattore del New York Times, ha aggiunto all’appello un richiamo all’azione immediata. Krugman continua a ribadire che non solo possiamo permetterci di cambiare la nostra economia che è attualmente alimentata da combustibili “sporchi” per trasformarla in una che si basa su carburanti puliti e verdi, ma che così facendo creeremo posti di lavoro e progresso economico.

Comincia il vertice di Copenaghen. Ecco il calendario degli eventi

hopenhagen

Comincia in queste ore il vertiche che salverà la Terra: il summit di Copenaghen. A breve ci sarà la cerimonia d’apertura e tutti i delegati del mondo si stanno cominciando a riunire nella Conference Hall per avviare i lavori. All’esterno migliaia di persone, tra giornalisti, ambientalisti e no global chiedono, ognuno nel suo modo più o meno condivisibile, di non far fallire il vertice.

Per questi giorni ci si attende soltanto la presenza dei Ministri dell’Ambiente dei vari Paesi che partecipano all’incontro. Da metà in poi cominceranno ad arrivare i rappresentanti degli Stati più piccoli, come le Maldive, il rappresentante dell’Unione africana, e così via, fino all’ultimo giorno quando saranno presenti quasi tutti i capi di Governo, con Obama in testa. Ci saranno quasi tutti quelli europei, il presidente cinese, quello brasiliano, insomma, tutti i potenti della Terra, e si spera anche Silvio Berlusconi, il quale ha detto che se riuscirà a “liberarsi” dal Consiglio dei Ministri, potrebbe essere lì per firmare un eventuale trattato l’ultimo giorno. Dopo il salto, il calendario dei lavori.

Summit di Copenhagen, il Papa lancia un appello per salvare il clima

papa-benedetto-xvi appello climaAnche il Papa ha voluto partecipare agli appelli che provengono da ogni parte del mondo, rivolto ai rappresentanti dei Paesi che parteciperanno al Summit di Copenhagen. Un messaggio di speranza che Papa Benedetto XVI ha lanciato ieri al termine dell’Angelus in piazza San Pietro. Il Vaticano ha dimostrato sempre una grande sensibilità verso i temi ambientali e il riscaldamento globale, optando tra l’altro per i tetti solari per i palazzi vaticani in vista di una riconversione energetica che puntasse alle risorse rinnovabili e all’energia pulita.

L’attenzione dell’opinione pubblica mondiale si concentra ora proprio sul vertice e sulle  misure che verranno prese per diminuire l’effetto dei cambiamenti climatici e correre ai ripari. La partecipazione di Obama alla chiusura dei lavori è un segnale positivo che fa sperare in scelte e cambiamenti radicali che impegnino fino in fondo soprattutto i Paesi che più inquinano e quelli che sono appena entrati nella schiera di Paesi più industrializzati. Pensiamo alla rapida espansione industriale dell’India, per citare solo un esempio.

Summit di Copenaghen: cos’è e a cosa serve. Miniguida del congresso che deciderà il futuro del pianeta

copenhagen congress center

Domani comincerà il famoso Congresso di Copenaghen, soprannominato anche COP15 (COnferenza delle Parti numero 15). Ma cos’è e perché se ne parla così tanto? La questione che si affronterà sarà il cambiamento climatico globale. Esperti e leader mondiali cercheranno di stabilire un piano, coadiuvato dagli obiettivi scientifici, politici e sociali che circondano l’argomento, per tentare di ottenere una linea guida uguale per tutti.

CHI PARTECIPERA’: Inizialmente il congresso era stato allestito per i Ministri dell’Ambiente di tutto il mondo. Ora, data l’importanza, è stata aperta a tutti i capi di Stato e di Governo dei Paesi del G20, del G77, il gruppo dei Paesi in via di sviluppo, e dell’OPEC, i Paesi produttori di petrolio, più altri Paesi che non fanno parte di alcuna organizzazione come la Svizzera, il Messico e la Corea del Sud.

L’OBIETTIVO: Il congresso organizzato dalle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, si terrà a Copenhagen, Danimarca, dal 7 al 18 Dicembre. Si tratta della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) per prolungare ed adeguare il Protocollo di Kyoto 5. Si tratta delle quindicesima riunione dei partecipanti che hanno partecipato alla UNFCCC, una convenzione chiamata “Vertice sulla Terra” tenutasi a Rio de Janeiro nel 1992. È anche la 5ª riunione dei partecipanti che si sono incontrati nel 1997 per aggiornare tale Trattato, che ha prodotto un accordo per ridurre le emissioni di gas ad effetto serra denominato “protocollo di Kyoto”. L’obiettivo dichiarato della riunione di Copenaghen è quello di elaborare un successore del protocollo di Kyoto, che scade nel 2012.

Tra 90 anni San Francisco non esisterà più. Almeno in superficie

schwarzenegger california

Altro che riscaldamento globale. Qui si parla di una vera e propria catastrofe. Dopo osservazioni, raccolte di dati, esperimenti e controesperimenti, ormai non ci sono più dubbi. E’ talmente sicuro che la California sarà una delle regioni più colpite al mondo dai cambiamenti climatici che il suo governatore, Arnold Schwarzenegger, è stato costretto ad andare in televisione ed annunciare al suo popolo cosa gli scienziati gli hanno appena riferito: buona parte della città di San Francisco, ma gran parte della west coast in generale, entro la fine del secolo sarà sommersa.

Già da tempo ci si aspetta la rottura della faglia di San Andrea, la quale potrebbe far staccare un pezzo della California dal resto degli Stati Uniti, o peggio ancora potrebbe farla affondare, ma a tutto questo si aggiunge lo scioglimento dei ghiacciai, l’innalzamento del livello degli oceani, l’eccessiva pressione di strade e abitazioni su un territorio troppo fragile per sostenerle e lo stravolgimento delle temperature. Tutti fattori che fanno pensare che tutta la zona costiera di una delle città più belle del mondo potrebbe trovarsi un metro e mezzo sott’acqua entro il 2099.

L’Indonesia converte 27 stazioni di rifornimento in aree verdi

stazione di servizio giakarta

In tutto il mondo, le auto e le infrastrutture a loro dedicate hanno coperto la maggior parte dello spazio aperto con l’asfalto. Ma con la chiusura del mese scorso del primo dei 27 distributori di benzina, la città di Giakarta, in Indonesia, ha iniziato la bonifica di alcuni terreni per il pubblico impiego.

La Jakarta Parks e la Cemetery Agency chiuderanno più di due dozzine di stazioni di servizio entro la fine del
l’anno, convertendole in 10.505 metri quadrati di spazio verde per fare un po’ respirare la capitale indonesiana. Le aree verdi a Giakarta sono andate riducendosi per decenni, dal 35% dell’intera città nel 1965 ad appena il 9,3% di oggi.

Un obiettivo del 30% è stato fissato dalle leggi di pianificazione, che hanno anche designato la custodia delle 27 stazioni di rifornimento riconvertite in aree verdi. Il piano per convertire le stazioni dismesse è stato respinto dal consiglio comunale lo scorso anno sotto la pressione politica da parte dei proprietari delle compagnie del gas, ma i funzionari neo-eletti hanno approvato l’idea questa volta.

Quanta CO2 sarà emessa durante il congresso di Copenaghen?

inquinamento aereo copenaghen

Ci sono due possibili risposte a questa domanda. In primo luogo bisogna capire quale sarà l’impronta di carbonio per quanto riguarda le grandi quantità di fogli e carta in generale; e poi bisogna considerare quanta emissione di biossido di carbonio è giustificata.

Sulla prima questione, possiamo solo fare congetture in larga misura al momento, perché la cifra ufficiale sull’impronta non dovrebbe essere rilasciata prima dell’11 dicembre. Tuttavia, la Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), che è la convocazione COP15, ha già cercato di stimare le emissioni probabili. Si calcola che 41.000 tonnellate di biossido di carbonio saranno emesse

per l’intera conferenza incluso il viaggio per e da Copenaghen.

Solo il 10% di questa cifra sarà il risultato di emissioni locali, quindi possiamo concludere che gran parte di questo è dovuto ai voli di tutti i delegati che arrivano da tutto il mondo. E fin qui ci può stare. L’UNFCCC aggiunge, però, che l’obiettivo è quello di rendere il congresso ad emissioni zero, sostenendo un progetto “ambizioso sul clima in Bangladesh”, che vedrà le vecchie fabbriche altamente inquinanti a Dacca, sostituite con 20 nuove con forni efficienti, le quali andranno a compensare la CO2 prodotta nella capitale danese.

Gli alberi diventano “obesi” per assorbire l’inquinamento

betulle

Fino a poco tempo fa si pensava, e qualcuno lo pensa ancora oggi, che aumentando le emissioni, il mondo è destinato a collassare in maniera direttamente proporzionale. Se da un lato è vero che un eccesso di inquinamento può distruggere il mondo, dall’altro la Natura ancora una volta ci sorprende, e ribalta la nostra visione limitata del mondo.

Non è vero infatti che questo avviene in maniera proporzionale. Alcuni ricercatori americani dell’Università del Wisconsin-Madison hanno notato che alcune specie di alberi, ed in particolare le betulle, negli ultimi anni hanno cominciato ad aumentare la quantità di CO2 assorbita. E proprio come avviene a noi umani quando aumentiamo il cibo ingurgitato, stanno ingrassando.

Il Nepal come le Maldive: consiglio dei ministri estremo contro il cambiamento climatico

consiglio dei ministri in nepal sull'everest

Come ha fatto il Governo delle Maldive qualche settimana fa, che si è riunito sott’acqua per decidere cosa fare in merito al cambiamento climatico, qualcosa di simile è successo in Nepal ieri mattina, quando 24 ministri si sono riuniti intorno ad un tavolo sulla montagna più alta del mondo per discutere di cambiamento climatico.

Forse sul monte Everest non hanno mai sentito parlare di emissioni di carbonio, di cambiamenti climatici, o non è mai importato molto il dibattito politico internazionale, ma una cosa è certa: il ghiaccio si sta sciogliendo anche così in alto, e qualcosa per fermare questo fenomeno va fatta.

L’incremento di Co2 non è responsabile della perdita della biodiversità

biodiversità vegetale

L’aumento dei livelli di biossido di carbonio può surriscaldare il pianeta e causare altri problemi ambientali, ma si teme che l’aumento dei livelli di CO2 potrebbe ridurre direttamente la biodiversità vegetale, secondo un nuovo studio condotto da Peter Reich, scienziato dell’Università del Minnesota. In realtà, l’aumento di CO2 può realmente aiutare a contrastare la perdita di diversità di un altro problema ambientale: la pioggia globale di azoto da fertilizzanti e fumi di scarico.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Science, ha coinvolto un osservazione di 10 anni di 48 appezzamenti piantati con 16 diverse specie di piante, i quali sono stati testati utilizzando ambienti con livelli elevati di azoto e anidride carbonica. I ricercatori hanno misurato il numero di specie osservate in ogni terreno, l’impianto di biomassa sia sopra che sotto terra, così come i fattori legati al suolo, acqua e luce, che possano incidere sulla crescita delle piante.

Greenpeace: l’Italia può ridurre le emissioni grazie alle rinnovabili

rinnovabili

Mancano solo 3 giorni all’apertura dei negoziati sul clima di Copenaghen, ed in Italia ancora si discute se aderire o meno al patto di riduzione delle emissioni. L’Europa, si sa, farà da sola, e resta solo di stabilire se continuare a mantenere la riduzione entro il 2020 al 20% o portarla al 30%, mentre per il 2050 ci si divide tra il 70 e l’80%. L’Italia sembra una di quelle nazioni che punta al ribasso, ma secondo una recente relazione presentata da Greenpeace, fa male, perché potrebbe tranquillamente ridurre le sue emissioni con piccolissimi accorgimenti.

Con il supporto tecnico dell’Istituto di Termodinamica del Centro Aerospaziale Tedesco, Greenpeace ha effettuato le rilevazioni sulle emissioni attuali e sul potenziale di produzione futuro, ed ha concluso che l’Italia è in grado di ridurre le sue emissioni in maniera drastica con due semplici provvedimenti: energia pulita e risparmio energetico.

OGM o non OGM. Il mondo si divide tra favorevoli e contrari

pomodori ogm

Il principe Carlo li ha chiamati il “più grande disastro ambientale di tutti i tempi”, mentre gli industriali dell’agricoltura giurano che sono sicuri per il consumo umano e danno un vantaggio per l’ambiente. Gli alimenti geneticamente modificati non sono null’altro se non controversi, e le polemiche non mancano in tutto il mondo. Dagli Stati Uniti all’Unione europea, dall’Africa al Giappone, divieti vari, leggi ed etichette possono fare dell’OGM una difficile gatta da pelare.

Ecco una carrellata di come gli OGM sono regolarizzati nel mondo. Dove sono regolarizzati, visto che in molti Paesi, come l’Italia, regna la più completa confusione. L’Irlanda ha recentemente vietato la produzione di qualsiasi alimento geneticamente modificato, e il paese ha anche messo a disposizione un’etichetta OGM-free che può essere stampata sui prodotti di origine animale come carne, pollame, uova e latticini, pesce e crostacei, che vengono allevati con mangimi senza OGM.

5 eco-crimini che compiamo ogni giorno

spreco di cibo

Tutti stiamo aspettando che da Copenaghen esca una risoluzione che possa evitare che questo nostro Pianeta si riscaldi troppo. Ma a dirla tutta, la risoluzione ce l’abbiamo sempre avuta sotto gli occhi e non ce ne siamo mai accorti. Ognuno di noi nel mondo compie almeno 5 eco-crimini ogni giorno o quasi.

Provate a chiedervi: quanto vivo ecologicamente io? Si potrebbe pensare che si sta facendo qualcosa per l’ambiente, evitando di bere l’acqua in bottiglia, acquistando prodotti locali ed riutilizzando le buste di plastica, ma è probabile che tutti abbiamo alcune abitudini che sono molto più dannose per l’ambiente di quanto non ci ci si renda conto. Quali sono le vedrete dopo il salto.

Quanto è grande una tonnellata di CO2 (fotogallery)

cubo tonnellata di co2

Alfio Bonanno, artista italiano, insieme all’architetto americano Christophe Cornubert, presenterà un’installazione che rappresenta una tonnellata di biossido di carbonio a Copenaghen il prossimo mese, mentre la città ospita la Convenzione quadro dell’ONU sui cambiamenti climatici (UNFCCC).

Il cubo misura 27 metri per 27 per 27, e rappresenta l’impronta di carbonio mensile della persona media in Europa ed in alcune altre parti del mondo, o la quantità di carbonio prodotta da ciascun cittadino degli Stati Uniti in due settimane. Il 7 dicembre, i leader mondiali si impegneranno (si spera) a combattere il cambiamento climatico. Per farlo si riuniranno a Copenaghen in un congresso organizzato dall’ONU.