Ambiente e sostenibilità: Banche e imprese siglano alleanza

La sostenibilità rappresenta uno dei fattori chiave per la tenuta del tessuto sociale ed economico nel nostro Paese. E per questo nel corso del sesto Forum CSR ABI, ABI-Confindustria-MiSE hanno siglato un importante protocollo d’intesa avente come finalità proprio quella della promozione della cultura della sostenibilità. A darne notizia è stata l’Associazione Bancaria Italiana nel sottolineare come con l’accordo, congiuntamente, si promuoverà, per le rispettive attività, una maggiore integrazione e diffusione della sostenibilità.

Inoltre, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese, sarà data rilevanza a tutti gli aspetti della sostenibilità e sarà altresì effettuata la relativa rendicontazione dei fattori di governance e di quelli ambientali e sociali quali elementi integrativi nei propri ambiti finanziari. L’utilizzo degli indicatori ambientali, sociali e di governance sarà adottato dalle parti che hanno stipulato l’accordo in via volontaria con la consapevolezza che la sostenibilità, tra l’altro, possa favorire la fiducia nel mercato e dare un’accelerazione decisiva all’uscita dalla crisi del nostro Paese.

Addio al pino di Villa La Terrazza a Sorrento

In occasione dell’anno ONU dedicato alle foreste, l’Italia saluta con tristezza un pezzo storico del suo patrimonio forestale, il pino di Villa La Terrazza, a Sorrento, immortalato nelle cartoline degli scorci più suggestivi della penisola sorrentina. Testimone evergreen di numerose scene di film che hanno fatto la storia del cinema italiano, non ce l’ha fatta e dopo 130 anni trascorsi a guardare il Golfo dall’alto dei suoi 12 metri di altezza, con la saggezza dei suoi 332 centimetri di circonferenza, ha ceduto al disseccamento.

La storia dell’albero affonda le sue radici nei primi del ‘900 quando il barone Maximilian Von Gunderròde di Francoforte lo fece piantare sulla terrazza di Villa Nardi, ora Villa La Terrazza.

Marea nera Porto Torres, Provincia di Sassari chiede lo stato di calamità naturale

Ancora sul disastro ambientale di Porto Torres. A distanza di una settimana dallo sversamento di migliaia di tonnellate di olio combustibile nel Golfo dell’Asinara, provocato dall’E.On, e all’indomani di un nuovo incidente sempre nell’area del porto industriale, per Alessandra Giudici, presidente della Provincia di Sassari, non c’è più tempo di fermarsi a meditare, bisogna correre ai ripari e certamente non è più il caso di minimizzare, come si è cercato di fare in un primo momento, anche spegnendo i riflettori sulla marea nera sarda:

Il disastro prodotto dalla fuoriuscita di olio combustibile nell’impianto portuale di E.On ha assunto proporzioni devastanti, chiediamo al presidente del Consiglio dei Ministri di riconoscere lo stato di calamità naturale.

Auto più che ecologica, va a urina

La tecnologia e l’impegno delle imprese verso una mobilità sempre più sostenibile oggi sorpassano le frontiere dell’immaginazione e, dalla Germania, arriva un nuovo biocarburante per auto a base di urina.

Le vetture con tecnologia Selective Catalyst Reduction (SCR) sono alimentate da una miscela a base di urea che, iniettata nel catalizzatore, abbatte in modo drastico le emissioni inquinanti. L’additivo non è propriamente urina animale, ma il prodotto ottenuto per sintesi da vari gas naturali ha caratteristiche molto vicine a quelle della nostra pipì.

Settimana dell’Energia di Siena: i nuovi progetti annunciati

Siena vuol diventare la prima Provincia carbon-free d’Italia? E allora tutta l’imprenditoria locale si sta dando da fare per far sì che quest’obiettivo venga raggiunto. In occasione degli incontri per la Settimana dell’Energia sono stati annunciati una serie di progetti molto ambiziosi che si basano sullo sfruttamento delle rinnovabili.

Il più interessante è quello di Nova E, società che ha deciso di investire 100 milioni di euro per realizzare impianti fotovoltaici da 35 MW, utili per dare energia a centinaia di abitazioni, entro il 2013. L’aspetto interessante del progetto è che tali impianti verranno costruiti al posto di vecchie discariche, un luogo simbolo dei tempi che cambiano.

Masdar City: a che punto è la città più eco del mondo? (gallery)

Di recente ci siamo occupati a latere di Masdar City, la misteriosa città carbon-free costruita nel deserto a pochi chilometri da Abu Dhabi, in occasione del World Future Energy Summit. L’annuncio di questo capolavoro di ingegneria e tecnologie pulite è stato dato due anni fa, e gli ambientalisti sono ora eccitati dall’idea che possa esistere una città indipendente dal petrolio, peraltro nella nazione che di petrolio ne ha di più al mondo, gli Emirati Arabi Uniti. Ma che fine ha fatto questa città? A che punto siamo con la realizzazione?

C’è una buona notizia: Masdar sta diventando reale, i primi progetti verdi sono stati già realizzati. Finora esiste soltanto un complesso principale di edifici costruito nel cuore della Masdar che sarà. Tutto intorno le gru sono parcheggiate, i materiali da costruzione posizionati in pile nettamente separate, ed un piccolo esercito di lavoratori è l’unica popolazione che finora la città può contare.

Eolico in crollo del 25% nel 2010

Quello appena finito è stato un anno nero per l’eolico. Il numero di installazioni di nuovi impianti è crollato rispetto al ritmo degli anni precedenti ed il 25% in meno di scintillanti turbine hanno roteato nel vento del 2010. Si conclude con questo bilancio fortemente negativo il primo anno di recessione in Italia per il rinnovabile eolico. La causa prima del cattivo vento che soffia è da ricercarsi nel crollo dei certificati verdi. Tale analisi e le relative considerazioni sono state prodotte dall’Anev, l’Associazione Nazionale Energia del Vento, che ritiene il dato

molto preoccupante perché riflette un diffuso malessere tra gli operatori e, in prospettiva, mette a serio rischio il raggiungimento degli obiettivi comunitari al 2020 e allo stesso tempo l’occupazione a quella data, secondo uno studio congiunto Anev-Uil, dei 67.000 addetti nel settore ipotizzati.

El Niño

El Niño

El Niño (in spagnolo “il Bambino”) è una corrente oceanica caratterizzata da temperature insolitamente calde che si manifesta nel Pacifico equatoriale, a differenza de La Niña, che è caratterizzata da temperature insolitamente fredde, sempre nella stessa area del Pacifico equatoriale. El Niño è un’oscillazione del sistema oceano-atmosfera nel Pacifico tropicale con gravi conseguenze per le condizioni metereologiche di tutto il mondo.

El Niño deve il suo nome al periodo in cui si manifesta. Il momento dell’anno in cui è più evidente è infatti il mese di dicembre, ed i pescatori sudamericani che lo individuarono per la prima volta gli dettero il nome spagnolo di Gesù Bambino, in quanto si manifestò proprio a ridosso del Natale. Per questo l’effetto opposto, La Niña, ha assunto anche il nome opposto, e cioè la Bambina.

Nucleare, un problema senza la soluzione in scena nel controspot di Greenpeace

Dimenticatevi le partite a scacchi truccate, i video di risposta fioriti in rete che facevano il verso più o meno duramente alla demagogia spudorata del Forum Nucleare Italiano capeggiato da Chicco Testa. Habemus un nuovo controspot che porta la firma di Greenpeace, un video-messaggio che ci accompagna con una dolcezza musicale che stride con le parole suadentemente tacciate di ironia e semanticamente pesanti, verso la presa di coscienza di un problema senza soluzione, il nucleare appunto.

La nota associazione ambientalista apre il filmato in evidente chiave polemica con la decisione del Governo di puntare sull’atomo, proprio oggi che le risposte sono necessariamente da cercarsi altrove, nelle rinnovabili, e dove altrimenti? Non certo in un’energia che lascia irrisolto il problema delle scorie radioattive, un’energia sulla quale nessuna azienda investirebbe mai senza i lauti incentivi statali che puntualmente gli si spalancano davanti, un’energia che ha fallito in passato sulla sicurezza e che non merita altre opportunità, non se ci sono altre alternative meno insidiose e complesse.

Incentivi fotovoltaico: nuovo Bando Provincia di Siena

In Provincia di Siena presto sarà riaperto un bando per la concessione di incentivi per il fotovoltaico grazie al contributo della Fondazione Monte dei Paschi di Siena. A darne notizia è stato il presidente della Provincia di Siena, Simone Bezzini, sottolineando come l’iniziativa sarà replicata dopo i risultati dei bandi precedenti che nell’arco di meno due anni hanno permesso sul territorio la realizzazione di ben 450 impianti fotovoltaici.

La proliferazione degli impianti fotovoltaici di piccola taglia nella Provincia di Siena ha fatto registrare di recente una forte crescita con un buon livello di integrazione architettonica e quindi senza il consumo di suolo; il tutto a fronte di duemila tonnellate di anidride carbonica (CO2) annue risparmiate, ed un fattore moltiplicatore degli investimenti pari a 10 a 1 in ragione dei fondi pubblici che sono stati sinora stanziati.

Abiti da sposa eco-friendly Alta Rosa, dal cuore della Maremma una linea sostenibile tra la terra e il cielo

Una sposa di cielo e terra, quella che veste Alta Rosa, atelier fiorentino eco-friendly approdato nel 2010 sulle passerelle di New York, nell’ambito della manifestazione Tutto Toscana, nel cuore frenetico di una Manhattan che ha accolto con naturalezza le creazioni made in Maremma della stilista Gloria Modesti. E certamente la passione del locale, la maestrìa dell’artigianale, lo chic dell’originale, uniti ad un’anima verde, fanno di questi abiti da sposa un progetto che non può passare inosservato per chi invoca a gran voce un ritorno alle tradizioni basato sull’unicità dei capi e di chi li indossa.

Gli abiti, a produzione artigianale e locale, sono realizzati con fibre naturali e rispettano l’ambiente scrupolosamente in ogni singola fase dell’iter che li condurrà alla sposa, in primis i tessuti: dalla coltivazione biodinamica  del cotone in Egitto,  alle produzioni ecologiche di canapa in Cina, alla seta prodotta in India senza  che venga uccisa la larva contenuta nel bozzolo.  Dalla raccolta della pianta alla filiera tessile al confezionamento, finanche alla colorazione dei filati, l’eco-friendly è garantito e certificato.
Abbiamo contattato Valeria Dogo, architetto, amministratore di Alta Rosa, per saperne di più su come la moda green oggi più che un trend possa rappresentare un modo di essere.

Api in calo, a rischio l’intera catena alimentare

Le api stanno morendo, a dirlo sono diversi studi scientifici che accusano i pesticidi di decimare i laboriosi insetti. In Europa i pesticidi killer sono stati messi al bando e la popolazione di api in queste zone è aumentata sensibilmente, ma negli USA la strage continua.

L’importanza delle api nell’intera catena alimentare non è da sottovalutare: oltre a produrre miele e nettare, questi insetti impollinano il 90% delle piante e delle coltivazioni. Il costo in denaro delle perdite alimentari è di circa 40 miliardi di dollari, quello ambientale inestimabile. Oggi le api arrivano solo al 4% del totale di qualche anno fa. Forse la causa non è solo nei pesticidi, ma anche nella perdita degli habitat naturali.

VAS, Valutazione Ambientale Strategica

Valutazione Ambientale Strategica (VAS)

La Valutazione Ambientale Strategica (VAS) consta di un processo volto all’integrazione sinergica di considerazioni di natura ecologico-ambientale utili a valutare gli effetti ambientali dei piani o dei programmi lungo tutto il loro iter attuativo: in fase preliminare ex ante della loro approvazione, ma anche in itinere ed al termine  del loro periodo di validità.

Prende nome di valutazione ambientale strategica perché viene fatta al momento in cui si elaborano le stategie e le linee guida di un progetto, di modo che le misure di salvaguadia dell’ambiente siano perfettamente integrate nel progetto e non si esauriscano in mitigazioni di danni già fatti. Altri obiettivi della VAS riguardano sia il campagne di informazione, sensibilizzazione e partecipazione della cittadinanza che la promozione del coinvolgimento della Pubblica Amministrazione nei processi di pianificazione-programmazione.