Eolico è pulito, maggiori illeciti in rifiuti e cemento: la verità sul vento nel rapporto di Legambiente

L’eolico è pulito. Non si parla del suo aspetto non inquinante, sarebbe scontato, bensì degli illeciti compiuti nel settore, in questi ultimi anni balzato all’onor delle cronache per affari sporchi, corruzione, con ben sette inchieste rilevanti, condotte dal 2006 a oggi, che hanno interessato soprattutto Sardegna, Sicilia, Campania, Puglia e Calabria.

Ciononostante l’energia del vento resta una delle sfere di investimento con meno illeciti, soprattutto se paragonata al marcio esistente nell’affare dei rifiuti e nel cemento. A dirlo è Legambiente in un rapporto volto a ristabilire la verità sul vento e a

fare chiarezza dopo le polemiche che negli ultimi mesi hanno spesso accostato questa fonte energetica a inchieste della magistratura e a fenomeni illeciti.

Goletta Verde, Legambiente promuove la Sardegna

Il tour di Goletta Verde è quasi finito, e finalmente la barca di Legambiente ha toccato una Regione che, per una volta, ha attuato i dettami eco-friendly e può essere promossa, anche se non a pieni voti. Dopo il disastro delle zone dell’Adriatico, delle Regioni del Sud ed anche di molte aree del Nord, la Sardegna ottiene la valutazione migliore per quanto riguarda le spiagge e lo stato di salute del mare e delle coste. Male solo alcuni fiumi, ma chiedere la perfezione sarebbe stato troppo.

Secondo quanto fa sapere l’associazione ambientalista che negli ultimi giorni ha circumnavigato l’isola, sono ben 35 le località premiate dalla Guida blu, con una media-voto di 3,4 vele per località, niente male se confrontate con le altre zone d’Italia.

Ambiente e Natura, la Città per il Verde 2010 è Treviso

Qual è la città più Green d’Italia? Quella in cui le amministrazioni hanno investito nell’ambiente e nella tutela del territorio? Nella gestione e nell’incremento del verde pubblico? La risposta è Treviso.

E’ la provincia veneta che si aggiudica il primo posto del concorso nazionale “La città per il Verde“, giunto alla sua 11esima edizione. L’iniziativa, promossa dalla casa editrice Il Verde Editoriale con la partnership del Touring Club Italiano e di Padova Fiere, si basa sui dettami della Convenzione Europea del Paesaggio.

Acqua, dall’Inghilterra arriva il depuratore ecologico

Ultimamente l’Inghilterra sembra essere diventata la patria delle idee ecologiche. Dopo la bicicletta che si avvinghia al palo e il riutilizzo delle acque reflue per creare elettricità, arriva un’altra novità da Oltremanica: il depuratore ecologico di acqua.

I depuratori dell’acqua domestici li conosciamo tutti, sono nelle nostre case già da alcuni anni e, sebbene la finalità sia molto buona, il mezzo con cui la raggiungono non è molto pulito: consumano elettricità. La situazione si complica ulteriormente se dobbiamo portarcelo dietro, ad esempio se ci rechiamo in qualche posto dove l’acqua non è proprio “sicura”. La maggior parte dei depuratori per l’acqua portatili utilizzano filtri a carbonio, membrane speciali con aperture microscopiche, o sostanze chimiche come il cloro o lo iodio. Nessuno di questi metodi però sembra altrettanto sicuro ed ecologico se messi a confronto con la luce ultravioletta.

Fotovoltaico e teleriscaldamento: nuovi progetti nel Comune di Modena

Nel Comune di Modena, grazie a tutta una serie di interventi già programmati per la produzione di energia da fonti rinnovabili, e per l’efficienza energetica, si andranno a risparmiare annualmente la bellezza di 3.200 tonnellate di anidride carbonica. A metterlo in evidenza è stata l’Amministrazione comunale dopo aver ottenuto un finanziamento regionale da due milioni di euro per il fotovoltaico, per le sostituzione delle lampade semaforiche, e per il teleriscaldamento.

Trattasi, nello specifico, della concessione di contributi da parte della Regione Emilia-Romagna nell’ambito di interventi in programma tra l’anno corrente ed il 2012, e per un ammontare di complessivi 34 progetti che sono stati presentati all’Amministrazione regionale da altrettanti Comuni emiliano romagnoli.

Legambiente boccia il lago di Garda

Nell’ambito della campagna di analisi delle acque e rilevazione dati sullo stato di salute degli specchi lacustri italiani, Goletta dei Laghi, Legambiente ha bocciato il lago di Garda.
Nel lago più grande d’Italia sono infatti ben 17 i punti risultati inquinati. Dieci si trovano sulla sponda lombarda. Nello specifico sono stati etichettati come fortemente inquinati i campioni prelevati a Tignale, Toscolano Maderno, Salò, Moniga del Garda, 2 punti a Desenzano del Garda e 2 a Sirmione, mentre ne sono usciti semplicemente inquinati quelli di Tremosine e Limone del Garda.

Non va meglio per i torrenti veronesi che finiscono nelle acque del lago: delle sei foci analizzate, una a Garda è risultata inquinata, le altre cinque, una a Bardolino, due a Castelnuovo, una a Peschiera e una a Lazise fortemente inquinate. Si tratta nel dettaglio del torrente Gusa a Garda; del torrente San Severo a Bardolino; del Rio Dugale dei Ronchi (vicino a Gardaland), del lido comunale-località Campanello a Castelnuovo; del Rio Sermana in località Sermana a Peschiera; del fosso Mara a Lazise.

Marche, scooter elettrici alimentati dal sole per i funzionari della Regione

Si muoveranno a emissioni zero i funzionari della Regione Marche, utilizzando scooter elettrici in grado di compiere 70 km con una ricarica di 50 centesimi, alimentati dall’energia pulita proveniente dai pannelli fotovoltaici realizzati sui tetti dei palazzi Leopardi e Li Madou, ad Ancona.
Un risparmio economico ed energetico che si coniuga ad un’attenzione per l’ambiente che vede in prima fila da due anni la regione Marche, impegnata nel progetto sperimentale Leaf Community. Prossimo obiettivo le auto elettriche.
Come ha spiegato il presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca:

Il miglior modo di ridurre le emissioni di gas climalteranti è sicuramente quello di non produrne. Evitare gli sprechi di energia, aumentando l’efficienza e ricorrendo all’innovazione tecnologica, si traduce direttamente nel taglio di emissioni e nel risparmio di costi. E’ per questo che abbiamo deciso di intraprendere un percorso di risparmio energetico passando dalle parole ai fatti. Mentre l’Italia sta pagando pesantissime penali all’Europa per il mancato rispetto del protocollo di Kyoto, la Regione Marche ha scelto di dotarsi di strumenti per quantificare le proprie performance energetico-ambientali al fine di migliorarle sempre più.

Nucleare Italia, con il decreto “sblocca-reti” il suo ritorno è ufficiale

Ora è ufficiale, il referendum anti-nucleare non conta più nulla, la forma energetica più pericolosa in assoluto torna in Italia dalla “porta di servizio”, in silenzio, come un ladro che si intrufola in un appartamento. Appare così l’azione del Governo che con un decreto del 24 giugno, denominato “sblocca-reti”, e convertito in legge solo pochi giorni fa mentre gli italiani erano in vacanza, rende possibile il ritorno del nucleare in Italia.

La battaglia politica viene vinta a colpi di maggioranza, e così senza gli squilli di tromba dei giornali e dei tg, il nucleare torna una scelta energetica possibile, senza aver prima consultato i cittadini. Ma cosa prevede questa nuova legge? Il ritorno al nucleare sarà gestito direttamente dal GSE tramite l’Acquirente Unico S.p.A., una società nata apposta per questa funzione, in collaborazione con l’Agenzia nazionale per il nucleare, che collaborerà con il Ministero dello Sviluppo Economico, al cui vertice ci potrà essere una personalità “staccata” dalla politica. Cade così l’opportunità per il senatore Umberto Veronesi di guidare l’agenzia, anche se lui stesso ha ammesso di essere disponibile a lasciare la sua carica pubblica per occuparsi del nucleare.

Energia dal mare, gli obiettivi per il 2050

Il mare fornisce energia pulita già da alcuni anni, ma gli esiti di alcuni progetti pilota pubblicati dall’European Ocean Energy Association, hanno messo in luce la possibilità di investire nell’idroelettrico per produrre fino a 188 GW di energia marina.

Questo l’obiettivo enunciato nella Road Map Europea dell’Energia Oceanica 2010- 2050 per il 2050, ma già per l’anno 2020 è prevista la produzione di 3,6 GW di energia pulita.

Marea nera, ecco che fine ha fatto il petrolio disperso

Alla notizia che Static Kill stesse funzionando e la marea nera fosse definitivamente bloccata, tutto il mondo ha tirato un sospiro di sollievo. Ma poi la BP è riuscita a rovinare anche questo momento trionfale con un’altra delle sue uscite fuori luogo. Secondo i portavoce della compagnia britannica,

tutto il petrolio è scomparso.

Stephen Colbert, comico e presentatore americano, ha detto (scherzando) che l’avrebbe trovato, ma pare che sia stato anticipato. Alla domanda “dove sono finiti i 150 milioni di galloni (oltre 568 milioni di litri) di petrolio scomparsi” risponde il New York Times con un grafico molto chiaro che troverete dopo il salto.

Fonti rinnovabili: Legambiente e BCC ancora insieme per lo sviluppo sostenibile

Il sistema delle casse rurali e del credito operativo, rappresentato dall’associazione Federcasse, e l’associazione ambientalista Legambiente hanno ufficialmente prolungato il “patto” per lo sviluppo delle energie rinnovabili.

Al riguardo, infatti, è stata stipulata l’apposita convenzione quadro che prolunga il “sodalizio” a valere sul triennio dal 2010 al 2013, con la conseguenza che attraverso la formula dei finanziamenti a tasso agevolato, attraverso il circuito di Federcasse con oltre 4.200 sportelli bancari, potranno essere finanziati, a favore dei cittadini, degli enti pubblici e delle imprese, numerosi progetti con la finalità di diffusione delle energie rinnovabili attraverso la produzione di energia pulita, ma anche di risparmiare energia adottando soluzioni mirate all’efficienza energetica

Cambiamenti climatici: e i canguri non saltano più

I canguri non saltano più a causa dei mutamenti climatici in atto che sarebbero responsabili di un cambiamento nella conformazione ossea dei marsupiali australiani. O almeno questo è quanto si afferma in un recente studio pubblicato sul Zoological Journal of the Linnean Society, e condotto da un équipe di paleontologi australiani della Flinders University di Adelaide e della Murdoch University di Perth.

Gli studiosi sostengono che i canguri si sarebbero adattati al surriscaldamento globale con modifiche anche sostanziali nella struttura ossea, nella forma dei piedi, nella dentatura, nel peso e in altezza. Il tutto per potersi spostare in nuovi territori ma anche per alimentarsi in modi nuovi. Come? E’ presto detto: niente più balzi verso l’alto per raggiungere le piante bensì un sostentamento che viene dal terreno, in basso, il che li porterebbe a non aver più alcun bisogno di saltare.

Sogliole inquinate nel Santuario dei Cetacei, il rapporto di Greenpeace

Di solito le aree protette dovrebbero essere zone alle quali gli agenti inquinanti non hanno facile accesso, o la loro presenza davvero impercettibile, mentre le specie che vi abitano dovrebbero vivere in pace e lontane da qualsiasi tipo di pericolo. Purtroppo questa situazione idilliaca non si verifica nel cosiddetto Santuario dei Cetacei, un’area che va dalle coste della Toscana e di parte del Lazio alla Costa Azzurra, passando per la Corsica e la parte Settentrionale della Sardegna.

Ci eravamo già occupati di un potenziale pericolo per quest’area in occasione della Primatist Trophy 2010, ma pare che anche senza questa gara l’inquinamento la faccia da padrone. Secondo un rapporto appena stilato da Greenpeace e pronto per la pubblicazione, il Santuario dei Cetacei è un posto molto inquinato, in cui si possono rilevare alcuni agenti chimici tra i più pericolosi come metalli pesanti, idrocarburi policiclici aromatici e bisfenolo A.

Rifiuti nello spazio, alla Cina il primato per l’inquinamento in orbita

Residui di razzi, satelliti dismessi, parti di veicoli: sono solo alcuni pezzi dei rifiuti che gravitano nello spazio. A produrli sono, ovviamente, le tre principali potenze spaziali nella misura del 93% dell’ammontare della spazzatura orbitante.
Stando ai dati forniti dall’Agenzia Spaziale Federale Russa Roscosmos il 40% dei rifiuti sarebbe prodotto dalla Cina, al secondo posto ci sarebbero gli Stati Uniti con il 27,5% e al terzo la Russia con il 25,5%. Il restante 7% è imputabile a tutti gli altri Paesi che in questi ultimi anni hanno partecipato alle missioni spaziali internazionali o hanno azzardato una propria corsa nello spazio.

Ci pensavo proprio oggi: ma quanti poco onorevoli primati detiene la Cina? Ci accaniamo spesso contro il Paese asiatico per via della continua richiesta di parti di animali per la medicina tradizionale, cerimonie sacre, aumento del vigore sessuale, ma anche per la cucina: vedi bacchette di avorio che alimentano l’uccisione di centinaia di elefanti e zuppa di pinne di squalo, che spingono pescatori di tutto il mondo a praticare la redditizia quanto barbara pratica del finning.