In futuro produrremo energia…parcheggiando l’automobile

Immaginate di non impazzire ogni giorno per trovare parcheggio, o di dover sborsare un sacco di soldi per lasciare la macchina in centro. Immaginate se tutto questo potrebbe essere fatto non solo gratis, ma venendo pagati per farlo. No, non stiamo parlando di un libro di fantascienza, ma di un possibile scenario futuro.

La svolta la si potrebbe avere con l’ingresso massiccio sul mercato della auto elettriche. Se invece che questa piccola percentuale di macchinine che sembrano giocattoli, noi vedessimo la stragrande maggioranza delle auto in circolazione con il motore elettrico, potrebbe cambiare anche il modo di parcheggiarle e di pensarle, oltre che risparmiare migliaia di euro di benzina.

Bioetanolo, possibile impiego di noccioli di olive

Per evitare i rincari dei beni di prima necessità come zucchero, pasta e pane dovuti alla destinazione di molte aree agricole alla coltura di materie prime per bioetanolo, gli scienziati si stanno sforzando di trovare nuove fonti energetiche che possano fungere da biomassa, senza compromettere gli equilibri dell’agricoltura mondiale e senza aumentare il fenomeno della deforestazione per far posto alle biocolture.

A questo proposito si stanno rivalutando ad esempio vegetali come le alghe, materiali di scarto di processi industriali, rifiuti organici provenienti dai residui dei consumi domestici. Tra le altre possibilità, sembra prendere campo quella di utilizzare i noccioli di oliva, che solitamente finiscono nella pattumeria, per produrre biocarburante.

Italia, ancora linea dura su piano clima Ue

Le misure a favore dell’ambiente previste dall’Unione Europea costano troppo al nostro Paese. Il governo italiano, nella figura di Silvio Berlusconi e Stefania Prestigiacomo (ministro dell’Ambiente) è irremovibile.
Vista la grave crisi economica in atto le spese per ridurre le emissioni sono un conto troppo alto da pagare. Questo sembra un motivo sufficientemente valido per chiedere un cambiamento del Piano sul clima previsto dall’Europa.

Effettivamente, come dargli torto? Salvare le banche che avevano azzardato troppo con i nostri risparmi, investire su un’energia nucleare che appena terminata la costruzione degli impianti li vedrà già obsoleti, proteggere i manager corrotti dalla bancarotta regalandogli Alitalia, ci è costato e ci costerà parecchio (a noi contribuenti), tanto da non far avanzare nulla per rispettare i parametri sulla riduzione dell’impatto ambientale. Investimento che tra l’altro, sarebbe forse l’unico a nostro vantaggio, dal momento che ci garantirebbe ancora un pianeta su cui vivere.

Andare al lavoro in bicicletta fa guadagnare 20 dollari al mese

In America hanno trovato il modo per rilanciare l’economia rispettando l’ambiente: pagare chi va al lavoro in bicicletta. L’idea, strano ma vero, è venuta al Governo Bush, il meno ambientalista della storia, ma che probabilmente cerca di lasciare un ricordo un pò meno nero del suo ottennato.

La legge si chiama Bicycle Commuter Act, e prevede per tutti i lavoratori che si recano in ufficio con mezzi propri un incentivo di 20 dollari in più in busta paga se dovessero convertirsi alla bicicletta. A pagare questo incentivo non saranno le aziende, ma lo Stato americano, in quanto i datori di lavoro potranno detrarre dalle tasse quei 20 dollari a dipendente sborsati in nome dell’ecologia.

WWF lancia allarme recessione ecologica

Stiamo divorando il nostro Pianeta. Questo il grido d’allarme lanciato dal WWF (World Wildlife Fund) nel Living Planet Report 2008, una relazione sull’impronta ecologica dell’uomo stilata in collaborazione con la Società Zoologica di Londra e il Global Footprint Network.
Quella in corso è una vera e propria recessione ecologica, che potrebbe portare l’uomo ad aver bisogno di un altro globo in cui vivere per mantenere gli stessi assurdi standard di consumi, sfruttamento, inquinamento, distruzione che ha attualmente.

Un altro mondo da distruggere, per intenderci. Seguendo l’andamento odierno, infatti, la Terra diventerebbe inutilizzabile, completamente sfiancata, stremata, vuota, sterile già a partire dal 2035.
Dall’ultimo rapporto stilato dal WWF, due anni fa, le cose sono precipitate.

Costo dell’energia: a quanto ammontano gli investimenti del futuro

In un clima di polemica in cui diversi schieramenti di tutto il mondo si attaccano in una guerra di cifre sul costo da sostenere per l’energia futura, Greenpeace ha cercato di mettere dei paletti, e ha diffuso un rapporto di previsione di spesa mondiale se si decidesse di investire sulle rinnovabili, piuttosto che su altre forme di combustibili fossili.

Il rapporto “Energy [R]evolution 2008” mostra come fronteggiare i cambiamenti climatici attraverso una politica dell’energia pulita, senza costi eccessivi. Infatti si legge sul rapporto che entro il 2030, se si seguissero i parametri indicati da Greenpeace, il risparmio nel settore elettrico mondiale ammonterebbe a 18.700 miliardi di dollari.

Parchicard, in arrivo nel 2009 una tessera sconti ecologica

I saldi arrivano in più periodi dell’anno un po’ per tutti i generi di consumo, dall’abbigliamento agli accessori, dall’elettronica alle vacanze. Per non parlare delle miriadi di iniziative come notti bianche o giornate di accesso libero che prevedono ingressi gratuiti alle mostre, nei musei, nei complessi archeologici più rinomati.
Perchè dunque non applicare degli sconti anche alle riserve naturali e ai parchi che non siano solo casi isolati di una domenica all’anno? Ci ha pensato il Cts (Centro turistico studentesco) in collaborazione con Federparchi.

Proprio per incentivare le visite nei grandi parchi italiani e sviluppare una cultura dell’ecologia sarà disponibile infatti, a partire dal 2009, una speciale carta che darà diritto ad ingressi scontati e a particolari agevolazioni economiche per coloro che usufruiscono dei servizi messi a disposizione da parchi e riserve del nostro Paese.

Anche Halloween può essere ecologico

Fine Ottobre, tempo di streghe, di zucche e di dolcetto-scherzetto, quindi tempo di Halloween. E come poteva mancare l’iniziativa ecologica anche nella festa più paurosa dell’anno? Se per un giorno, o meglio per una notte, ci vogliamo dimenticare di ciò che ci fa più paura al mondo, e cioè il disastro ecologico che si sta perpretrando nei confronti della nostra Terra, questo non significa trascurarla completamente. E allora non c’è niente di meglio che festeggiare in maniera “eco-friendly”.

L’idea arriva dalla nazione che Halloween lo ha inventato ed esportato, gli Stati Uniti, e sembra vada molto di moda soprattutto tra le star di Hollywood. Potete fare la differenza alla vostra festa di Halloween non solo a seconda dell’originalità del vostro vestito, ma anche per come lo avete fatto, adornato, ecc.

Adriano Celentano, sognando Chernobyl

Dopo l’uscita qualche mese fa di Fiori, la rock song in difesa della Terra,  prosegue l’impegno a favore dell’ambiente di Adriano Celentano con il debutto sul web del nuovo video-singolo dall’emblematico titolo “Sognando Chernobyl“.

Parole dure ed immagini altrettanto sconvolgenti che lasciano intravedere agli uomini la prospettiva di una sorte di apocalisse anticipata dai disastri ecologici, dall’incuria degli esseri umani verso la Natura, il suo soccombere nella distruzione, un grido d’aiuto rimasto senza ascolto.  E questa canzone invece si fa ascoltare, ammonendo l’umanità con parole terrificanti, che nascondono una semplicità e un’evidenza dei fatti disarmanti: Tutti quanti insieme salteremo in aria bum.

Gisele Bundchen si spoglia per salvare la foresta brasiliana

La super-topmodel brasiliana Gisele Bundchen conosciuta più per il suo flirt con Leonardo Di Caprio che per le sue sfilate, ha deciso di seguire la moda che vuole tutte le star impegnate in qualche campagna in favore dell’ambiente, e lo fa a modo suo, puntando sulla sua bellezza.

Il prossimo anno infatti potremo vederla su tutti i muri con un nuovo calendario, ma non uno dei tanti, che serve solo per farsi pubblicità, ma per una buona causa: salvare la foresta brasiliana dal disboscamento che sta subendo in questi anni da parte di aziende senza scrupoli.

La buona notizia: il Governo italiano stanzia 10 milioni per le rinnovabili

Ogni tanto qualche buona notizia arriva anche dall’Italia. Il Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo ha deciso di stanziare 10 milioni di euro da investire nelle rinnovabili. Un regalo che dal Governo non ci aspettavamo, ma che può finalmente far ritornare, per pochi minuti, in buona luce l’operato di uno dei Governi meno ambientalisti della storia.

Ma attenzione a non farci false illusioni, non è oro tutto quello che luccica. La Ministra infatti ha aggiunto che questo investimento è fatto in previsione del nucleare, dato che da qui fino a che le centrali nucleari saranno pronte per entrare in uso, ci vuole un supporto ulteriore per cominciare a renderci energicamente indipendenti.

L’America torna al nucleare, 30 anni di civiltà dimenticati in un lampo

Gli Stati Uniti tornano indietro e, dopo trent’anni, riprendono a costruire centrali atomiche. Il sogno di uno smantellamento mondiale dell’energia più pericolosa in assoluto pare doversi fermare qui. Sull’esempio italiano, anche gli States hanno varato un piano per la costruzione di nuovi impianti per la prima volta dal 1973, ciò significa che a pagare ancora una volta saranno i progetti sulle rinnovabili, posti nuovamente in qualche cassetto.

Da New York fino al Texas le compagnie che hanno richiesto l’autorizzazione a costruire le centrali sono 21, per un totale di 34 impianti. Giovedì scorso la compagnia francese Areva ha annunciato di aver investito 360 milioni di dollari insieme alla Northrop Grumman per costruire in Virginia componenti per 7 reattori nucleari, ma per fortuna c’è ancora chi si oppone alla loro costruzione, e non è uno sprovveduto.

Registrato preoccupante incremento del gas serra Nf3

Cresce sempre più l’allarme effetto serra, proporzionalmente all’aumento dei livelli di gas serra nell’atmosfera. In particolare, gli ultimi anni hanno fatto registrare un preoccupante innalzamento dei tassi di un super potente gas a effetto serra.
Si tratta del trifluoruro di azoto (Nf3), che ha quadruplicato la sua presenza nell’atmosfera rispetto ai dati raccolti nel 1980, come mostra chiaramente anche il grafico sopra.

Tra i gas serra il biossido di carbonio è sinora quello che ha avuto il maggiore incremento negli scorsi decenni. Fortunatamente gas ancora più pericolosi come il protossido di azoto (N2O) e il metano (CH4) non hanno riportato aumenti altrettanto preoccupanti, anche se proprio il metano potrebbe far registrare presto dei picchi degni di nota relativamente alle nuove tendenze delle attività umane.

Crisi economica? No, rivoluzione ecologica

Il tema di questa settimana, ormai s’era capito, è il dibattito tra chi è pro e chi è contro le regole ecologiche per salvare il pianeta. Un recente studio portato avanti da alcuni ricercatori inglesi, guidati da Angus McCrone, redattore capo alla London-based New Energy Finance Ltd., ha indicato le vie da seguire per uscire da questa fase di recessione economica, e la maggior parte di esse sono, guardacaso, ecologiche.

Lo studio si basa su dei semplici processi economici che si instaurerebbero se fossero adottate le misure giuste per tutelare l’ambiente, ridurre l’inquinamento atmosferico, e contemporaneamente far risparmiare centinaia di migliaia di aziende in tutto il mondo. Si tratta di processi molto elementari, alcuni già noti da decine di anni, ma che stranamente nessuno ha ancor preso in considerazione. Il primo di essi è la cosiddetta “Tax-credits“.