La lista della spesa per un mondo 100% rinnovabile

Sognare un mondo 100% rinnovabile è un conto, fare i conti di quanto e cosa occorre per togliere l’etichetta utopia alla completa sostituzione del fossile con le energie pulite da qui al 2030, è un calcolo ben più complesso del semplice fantasticare con occhi verdi. Ci hanno pensato Mark Delucchi dell’Università della California e Mark Jacobson di Stanford, pubblicando sulla rivista Energy Policy la lista della spesa per un Pianeta che vada solo ad eolico, ad acqua e a solare.

Attualmente l’apporto delle rinnovabili si attesta al 13% contro un 80% di energia che ancora proviene dai combustibili fossili. Impensabile quindi sperare in una rivoluzione energetica in chiave rinnovabile di facile attuazione. Eppure visto così, nero su bianco, tutto ciò che serve, non la fa sembrare un’impresa poi così titanica: basta qualche milione di turbine eoliche, un 90 mila centrali solari e la pillola amara del petrolio torna giù, in quegli abissi dove sporco non è.

Nucleare: Comuni aprono alle centrali, ma solo di terza generazione

L’Italia ha fatto un ulteriore passo in avanti verso il nucleare. Mentre fino a poco tempo fa la maggior parte delle Regioni si erano dette contrarie agli impianti nucleari e quelle che non l’avevano fatto, di certo non si erano espresse per il sì ma erano rimaste in bilico, oggi arrivano le delibere sul nuovo documento presentato dal Cipe (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) che ha indicato essenzialmente in 12 Regioni quelle che hanno le caratteristiche ottimali per ospitare una centrale.

Di queste, ben 8 si sono opposte (Emilia Romagna, Basilicata, Toscana, Sardegna, Umbria, Puglia, Liguria e Sicilia) e solo 4 hanno dato la loro disponibilità (Lombardia, Veneto, Piemonte e Campania). Ma anche se c’è apertura al nucleare, non è detto che questa sia senza condizioni. Anzi, la condizione principale è che se nucleare dev’essere, almeno sia di terza generazione, perché considerato meno costoso e più sicuro di quello di quarta generazione, che in realtà non è mai stato attuato in nessuna parte del mondo.

Film documentario sull’ambiente, si parte dalla rete

Sensibilizzare sull’ambiente e sugli ecosistemi sempre più a rischio per la condotta dell’uomo è l’obiettivo principale del film-documentario promosso da Telecom Italia che, attraverso il blog Avoicomunicare, lancia un appello a tutti gli appassionati di documentari, di montaggio e soprattutto di ecologia.

Il progetto, che è stato presentato in anteprima al BlogFest di Riva del Garda (24-26 settembre 2010), vuole descrivere lo stato di salute del nostro Paese attraverso gli occhi di chi vive in questo territorio. Il film-documentario sarà interamente prodotto dalla rete con la collaborazione di Mario Tozzi, geologo e giornalista scientifico che avrà il compito di strutturare i contributi inviati dagli internauti.

Riscaldamento globale: neve e ghiaccio al Polo Nord raffreddano il pianeta meno di 30 anni fa

Senza dubbio il dibattito sul riscaldamento globale è destinato a durare ancora a lungo, ma in ogni caso sembra che la domanda cambi da “esistono i cambiamenti climatici?” a “i cambiamenti climatici sono dovuti all’attività umana?”. A togliere ogni dubbio sull’esistenza del fenomeno ci sono decine di ricerche scientifiche che stanno rilevando diversi mutamenti dovuti alla temperatura media più alta, compresi i record di caldo dell’ultimo decennio. Ora a queste si aggiunge una nuova scoperta effettuata da un’università americana.

Un nuovo studio, pubblicato su Nature Geoscience, mostra chiaramente il declino di neve e ghiaccio nell’emisfero Settentrionale. Questo degrado che dura ormai da almeno tre decenni, significa che una minore attività di raffreddamento viene prodotta dal feedback naturale.

Ambiente e sostenibilità: Banche e imprese siglano alleanza

La sostenibilità rappresenta uno dei fattori chiave per la tenuta del tessuto sociale ed economico nel nostro Paese. E per questo nel corso del sesto Forum CSR ABI, ABI-Confindustria-MiSE hanno siglato un importante protocollo d’intesa avente come finalità proprio quella della promozione della cultura della sostenibilità. A darne notizia è stata l’Associazione Bancaria Italiana nel sottolineare come con l’accordo, congiuntamente, si promuoverà, per le rispettive attività, una maggiore integrazione e diffusione della sostenibilità.

Inoltre, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese, sarà data rilevanza a tutti gli aspetti della sostenibilità e sarà altresì effettuata la relativa rendicontazione dei fattori di governance e di quelli ambientali e sociali quali elementi integrativi nei propri ambiti finanziari. L’utilizzo degli indicatori ambientali, sociali e di governance sarà adottato dalle parti che hanno stipulato l’accordo in via volontaria con la consapevolezza che la sostenibilità, tra l’altro, possa favorire la fiducia nel mercato e dare un’accelerazione decisiva all’uscita dalla crisi del nostro Paese.

Addio al pino di Villa La Terrazza a Sorrento

In occasione dell’anno ONU dedicato alle foreste, l’Italia saluta con tristezza un pezzo storico del suo patrimonio forestale, il pino di Villa La Terrazza, a Sorrento, immortalato nelle cartoline degli scorci più suggestivi della penisola sorrentina. Testimone evergreen di numerose scene di film che hanno fatto la storia del cinema italiano, non ce l’ha fatta e dopo 130 anni trascorsi a guardare il Golfo dall’alto dei suoi 12 metri di altezza, con la saggezza dei suoi 332 centimetri di circonferenza, ha ceduto al disseccamento.

La storia dell’albero affonda le sue radici nei primi del ‘900 quando il barone Maximilian Von Gunderròde di Francoforte lo fece piantare sulla terrazza di Villa Nardi, ora Villa La Terrazza.

Marea nera Porto Torres, Provincia di Sassari chiede lo stato di calamità naturale

Ancora sul disastro ambientale di Porto Torres. A distanza di una settimana dallo sversamento di migliaia di tonnellate di olio combustibile nel Golfo dell’Asinara, provocato dall’E.On, e all’indomani di un nuovo incidente sempre nell’area del porto industriale, per Alessandra Giudici, presidente della Provincia di Sassari, non c’è più tempo di fermarsi a meditare, bisogna correre ai ripari e certamente non è più il caso di minimizzare, come si è cercato di fare in un primo momento, anche spegnendo i riflettori sulla marea nera sarda:

Il disastro prodotto dalla fuoriuscita di olio combustibile nell’impianto portuale di E.On ha assunto proporzioni devastanti, chiediamo al presidente del Consiglio dei Ministri di riconoscere lo stato di calamità naturale.

Auto più che ecologica, va a urina

La tecnologia e l’impegno delle imprese verso una mobilità sempre più sostenibile oggi sorpassano le frontiere dell’immaginazione e, dalla Germania, arriva un nuovo biocarburante per auto a base di urina.

Le vetture con tecnologia Selective Catalyst Reduction (SCR) sono alimentate da una miscela a base di urea che, iniettata nel catalizzatore, abbatte in modo drastico le emissioni inquinanti. L’additivo non è propriamente urina animale, ma il prodotto ottenuto per sintesi da vari gas naturali ha caratteristiche molto vicine a quelle della nostra pipì.

Settimana dell’Energia di Siena: i nuovi progetti annunciati

Siena vuol diventare la prima Provincia carbon-free d’Italia? E allora tutta l’imprenditoria locale si sta dando da fare per far sì che quest’obiettivo venga raggiunto. In occasione degli incontri per la Settimana dell’Energia sono stati annunciati una serie di progetti molto ambiziosi che si basano sullo sfruttamento delle rinnovabili.

Il più interessante è quello di Nova E, società che ha deciso di investire 100 milioni di euro per realizzare impianti fotovoltaici da 35 MW, utili per dare energia a centinaia di abitazioni, entro il 2013. L’aspetto interessante del progetto è che tali impianti verranno costruiti al posto di vecchie discariche, un luogo simbolo dei tempi che cambiano.

Masdar City: a che punto è la città più eco del mondo? (gallery)

Di recente ci siamo occupati a latere di Masdar City, la misteriosa città carbon-free costruita nel deserto a pochi chilometri da Abu Dhabi, in occasione del World Future Energy Summit. L’annuncio di questo capolavoro di ingegneria e tecnologie pulite è stato dato due anni fa, e gli ambientalisti sono ora eccitati dall’idea che possa esistere una città indipendente dal petrolio, peraltro nella nazione che di petrolio ne ha di più al mondo, gli Emirati Arabi Uniti. Ma che fine ha fatto questa città? A che punto siamo con la realizzazione?

C’è una buona notizia: Masdar sta diventando reale, i primi progetti verdi sono stati già realizzati. Finora esiste soltanto un complesso principale di edifici costruito nel cuore della Masdar che sarà. Tutto intorno le gru sono parcheggiate, i materiali da costruzione posizionati in pile nettamente separate, ed un piccolo esercito di lavoratori è l’unica popolazione che finora la città può contare.

Eolico in crollo del 25% nel 2010

Quello appena finito è stato un anno nero per l’eolico. Il numero di installazioni di nuovi impianti è crollato rispetto al ritmo degli anni precedenti ed il 25% in meno di scintillanti turbine hanno roteato nel vento del 2010. Si conclude con questo bilancio fortemente negativo il primo anno di recessione in Italia per il rinnovabile eolico. La causa prima del cattivo vento che soffia è da ricercarsi nel crollo dei certificati verdi. Tale analisi e le relative considerazioni sono state prodotte dall’Anev, l’Associazione Nazionale Energia del Vento, che ritiene il dato

molto preoccupante perché riflette un diffuso malessere tra gli operatori e, in prospettiva, mette a serio rischio il raggiungimento degli obiettivi comunitari al 2020 e allo stesso tempo l’occupazione a quella data, secondo uno studio congiunto Anev-Uil, dei 67.000 addetti nel settore ipotizzati.

El Niño

El Niño

El Niño (in spagnolo “il Bambino”) è una corrente oceanica caratterizzata da temperature insolitamente calde che si manifesta nel Pacifico equatoriale, a differenza de La Niña, che è caratterizzata da temperature insolitamente fredde, sempre nella stessa area del Pacifico equatoriale. El Niño è un’oscillazione del sistema oceano-atmosfera nel Pacifico tropicale con gravi conseguenze per le condizioni metereologiche di tutto il mondo.

El Niño deve il suo nome al periodo in cui si manifesta. Il momento dell’anno in cui è più evidente è infatti il mese di dicembre, ed i pescatori sudamericani che lo individuarono per la prima volta gli dettero il nome spagnolo di Gesù Bambino, in quanto si manifestò proprio a ridosso del Natale. Per questo l’effetto opposto, La Niña, ha assunto anche il nome opposto, e cioè la Bambina.