Land Art a Milano, una montagna di sale davanti al Duomo

In occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia Mimmo Paladino, artista campano tra i maggiori della Transavanguardia, installerà davanti al Duomo di Milano la Montagna di Sale: un immenso vulcano bianco con un diametro di circa 30 metri e un’altezza di 20, ricoperta di sale da cui spunteranno fuori trenta sculture, tra cavallli e frammenti di bronzo.

L’opera, che si posiziona a metà strada tra la Land Art e l’Arte Povera, è stata voluta dal Sindaco della città, Letizia Moratti, per celebrare il ricordo dell’Unità d’Italia, con una scenografia esempio di “raffinato arcaismo moderno”. La Montagna di Sale sarà inaugurata il 21 marzo.

Mercurio, il ruolo del ghiaccio marino nel frenare l’inquinamento

Un team di ricerca franco-americano, in un recente studio pubblicato sulla rivista di divulgazione scientifica Nature Geoscience, ha evidenziato il ruolo chiave che svolgono i ghiacci nel ciclo del mercurio nell’Artico.
Bloccando la luce del sole, le distese di ghiaccio marino influenzerebbero la ripartizione e il trasferimento in atmosfera di forme tossiche di mercurio presenti nelle acque di superficie del Mar Glaciale Artico.

Questi risultati suggeriscono che il clima gioca un ruolo chiave nel ciclo del mercurio, e che le emissioni di mercurio in atmosfera potrebbero  essere accentuate dallo scioglimento del ghiaccio marino artico.

Moda ecologica: arriva l’abito che assorbe l’inquinamento

Gli abiti una volta servivano soltanto per coprirsi, mentre oggi servono per stupire, per avere successo, per fare colpo e, a breve, anche per ripulire l’aria. Una collaborazione tra l’Università di Sheffield, il London College of Fashion e l’Università di Ulster, ha prodotto un abito da sera in grado di assorbire l’inquinamento ambientale.

Si chiama “Herself” (se stessa), prodotto da Catalytic Clothing, è composto da tessuti in grado di migliorare la qualità dell’aria nell’ambiente domestico, e secondo quanto descrivono i produttori che sperano di venderne a migliaia, probabilmente è il primo vestito che purifica l’aria del mondo. Al momento questo in foto è ancora il primo prototipo a livello sperimentale. Secondo i progettisti, è stato progettato per illustrare che i tessuti sono in grado di eliminare gli inquinanti in modo da poter “respirare meglio”.

Gli occhi delle falene ispirano le celle solari del futuro

Gli occhi delle falene, che permettono loro di vedere bene di notte, sono anche coperti con un rivestimento idrorepellente e antiriflesso che li rendono tra le superfici meno riflettenti in natura. Questo le aiuta a nascondersi dai predatori nel buio, ma può aiutare anche l’industria del solare a svilupparsi. Per imitare la microstruttura dell’occhio della falena, un team di ricercatori giapponesi ha creato una nuova pellicola, adatta per la produzione di massa, per la copertura di celle solari che possono ridurre la quantità di luce riflessa e aiutare così a catturare più energia dal sole.

In un documento pubblicato su Energy Express, il team descrive come questa pellicola migliora le prestazioni dei moduli fotovoltaici negli esperimenti di laboratorio e sul campo. Essi calcolano che il nuovo prodotto anti-riflesso possa migliorare le prestazioni delle celle solari distribuite su vaste aree in tutto il mondo.

Fotovoltaico Calabria: nuovo impianto Enel Green Power-Sharp

Si risparmieranno 5.800 tonnellate annue di anidride carbonica (CO2), e non saranno bruciati combustibili fossi pari a 634 “Tep”, ovverosia tonnellate di petrolio equivalenti. E’ questo il risparmio ambientale che garantirà nella Regione Calabria, ed in particolare ad Altomonte, frazione Serragiumenta, un impianto fotovoltaico a terra avente una capacità complessiva cumulata pari a 5 MW.

L’impianto è stato infatti completato da “ESSE”, una joint venture paritetica tra la controllata verde di Enel, Enel Green Power, ed il colosso giapponese Sharp; “ESSE” sta infatti per Enel Green Power & Sharp Solar Energy. L’impianto fotovoltaico è stato realizzato proprio con i pannelli solari Sharp a fronte di una capacità di produzione di energia pulita pari annualmente a ben 7,5 milioni di chilowattora, quanti ne bastano per soddisfare il fabbisogno energetico annuo di 2.800 famiglie.

Buco dell’ozono

Buco dell’ozono

Il buco dell’ozono definisce la riduzione, temporanea e ciclica, dello strato di ozono (O3) che circonda la Terra. La diminuzione dell’ozonosfera nelle regioni polari durante la stagione primaverile può toccare il 70% nell’Antartide e il 30% nell’Artide. Comunemente il buco dell’ozono va ad indicare la diminuzione dello strato di ozono della stratosfera, fenomeno che si è verificato per la prima volta negli anni ’80.

Lo strato di ozono ha il compito di filtrare, fino al 99%, le radiazioni ultraviolette che possono causare danni al Pianeta, alla nostra pelle (melanomi), alla fotosintesi delle piante (inibizione) e a agli organismi marini come i fitoplacton, fondamentali per la catena alimentare marina.

Smog, torna il blocco domenicale a Milano

Milano continua a sforare il livello limite di polveri sottili. Siamo già al nono giorno consecutivo sopra la soglia dei 50 microgrammi al metrocubo. E il Comune corre ai ripari con un’ordinanza antismog predisposta dal sindaco Letizia Moratti che prevede lo stop alla circolazione di tutti i mezzi più inquinanti nonché il blocco per tutti la domenica successiva al dodicesimo giorno di sforamento.

Già da martedì, se il Pm10 resterà così alto, si partirà con il piano anti-inquinamento che non prevede soltanto le domeniche senza traffico ma anche altre misure altrettanto incisive: ad esempio, se le giornate con il bollino rosso supereranno quota 18, anche i veicoli che entrano in centro pagando il ticket resteranno fuori. Inoltre, nelle abitazioni la temperatura andrà abbassata a 19 gradi per un massimo di tredici ore al giorno di funzionamento delle caldaie.

Quirra, Procura blocca i bombardamenti: si indaga per omicidio plurimo

Dopo avervi aggiornato in questi ultimi giorni sull’emergenza inquinamento che ha colpito Porto Torres in seguito allo sversamento di olio combustibile dagli impianti E.On, restiamo in Sardegna per seguire gli sviluppi di un’altra triste vicenda di contaminazione ambientale che ha risvolti pesanti sulla salute pubblica dei cittadini sardi: quella che riguarda il poligono di Quirra.

Due settimane fa avevamo sentito in merito Stefano Deliperi, presidente del Gruppo d’Intervento Giuridico e di Amici della Terra, che ci aveva aggiornati sulle ultime analisi compiute dalla Asl nell’area delle esercitazioni e su quella che può essere definita una sindrome di Quirra provocata dai contaminanti rilasciati dalle armi utilizzate: aumento di leucemie e linfomi tra i pastori, malformazioni, aborti. Dati confermati da esperti in nanopatologie che da anni studiano il fenomeno, come la dottoressa Antonietta Morena Gatti.
Notizia di queste ultime ore è che il procuratore Domenico Fiordalisi ha ordinato l’interruzione dei bombardamenti a tempo indeterminato. Il sequestro di otto bersagli è avvenuto giovedì, a cura della sezione omicidi della Mobile di Nuoro.

La resistenza strenua dei sacchetti di plastica: l’inchiesta quotidiana di Ecologiae

Gennaio sta finendo ma le buste di plastica continuano a perseguitare gli ecologisti che, come me e credo molti di Voi lettori, già le mal tolleravano da prima della messa al bando legale. Fino a dicembre in molti credo siano stati capaci di infilarsi latte e formaggi nello zaino col risultato di avere la skin del Macbook puzzolente per giorni piuttosto che utilizzarne uno.

Fino allo scorso dicembre quando ci trovavamo alla cassa sprovvisti di busta di tela o delle mitiche, praticissime retine dilatabili, o del suddetto zaino/borsa non potevamo far altro che  rassegnarci a prendere l’amaro sacchetto lentissimamente degradabile,  o congratularci con quanti (vedi COOP) si erano già provvisti dei sacchi bio, adesso finalmente, supportati dalla legge, abbiamo tutto il diritto di tirar fuori, financo ostentandola, la vena polemica ecologically correct a lungo repressa.

Mariana: un paese che vive di rifiuti

Sono in molti a vedere i rifiuti non come un handicap ma come un’opportunità: imprese, ecologisti, ed ora anche i Comuni. Uno in particolare, si trova in Lombardia ed ha registrate all’anagrafe appena 732 anime. Si tratta di Mariana, un piccolo paesino a pochi chilometri da Mantova, il quale ha deciso di trasformare i rifiuti nella principale fonte di reddito cittadina.

Ma come fanno? Semplice, bastano tre requisiti: lo spazio per inserire una discarica, una buona organizzazione ed un impianto a biogas. Lo spazio c’è, visto che il centro abitato, come detto, è molto piccolo, e così è possibile costruire una discarica a 3 km dalla prima casa, in modo da non far vedere nulla ai cittadini.

Ecologia per EcoComics, il concorso di fumetto e illustrazione verde

Il tema dell’ecologia quest’anno è alla base del concorso di fumetto e illustrazione, verde, EcoComics 2011, Ripensare l’ecologia: le nuove sfide si affrontano con ironia.

L’ironia è il modo per trattare l’ecologia, ecologia come bene comune, come risorsa, patrimonio della natura, ma anche  ecologia da salvaguardare, perché l’ecologia è fatta anche di acque contaminate, di cementificazione, di rifiuti che si riversano sulle strade di Napoli e dell’Italia, ecologia è anche il tema dei cambiamenti climatici, dell’inquinamento, delle emissioni di gas serra. Come spiegano gli organizzatori di EcoComic 2011, dell’Associazione di promozione Sociale La Foglia, l’obiettivo

E’ quello di ripensare l’ecologia fuori dai normali schemi proposti in cui sembra essere solo un insieme di regole da rispettare piuttosto che un’opportunità da cogliere ed un sistema integrale con il quale imparare a convivere. I temi da affrontare sono molti a partire dalle grandi sfide globali per la salvaguardia degli ecosistemi fino ad arrivare alle pratiche quotidiane e all’attivismo ecologico.

Pepsi riduce dell’88% i rifiuti e ci guadagna milioni di dollari

Lasciamo da parte, per il momento, gli effetti sulla salute dei prodotti Pepsi, e le preoccupazioni legittime sul cibo elaborato in generale. Considerando che, fanno bene o fanno male, le bevande gassate esistono ed esisteranno sempre, va dato atto ad una delle aziende del settore più grande al mondo di aver ridotto il proprio impatto ambientale. E trattandosi di una multinazionale non è poco.

Venerdì scorso PepsiCo ha rilasciato un aggiornamento sui suoi obiettivi riguardanti l’invio dei rifiuti non trattati in discarica entro il 2020, e sulle fonti energetiche, con l’obiettivo di eliminare del tutto i combustibili fossili entro il 2023. Uno dei principali modi per ridurre il proprio impatto sarà di utilizzare imballaggi riciclabili o biodegradabili.

Grandi impianti fotovoltaici: Coldiretti Toscana, violentano il paesaggio

La Toscana non è in vendita“. A dichiararlo è stato il Presidente della Coldiretti Toscana, Tulio Marcelli, sottolineando inoltre come per il territorio agricolo debba essere l’agricoltura l’attività principale e non quella legata all’installazione sul territorio di maxi-impianti fotovoltaici. Secondo il Presidente della Coldiretti Toscana i grandi impianti fotovoltaici violentano il paesaggio, mentre invece devono essere concesse incentivazioni a quelle imprese agricole che installano gli impianti fotovoltaici sui tetti.

Per l’Organizzazione degli agricoltori è proprio l’agricoltura la protagonista della rivoluzione energetica, ragion per cui al riguardo ci sono pressioni, al Consiglio della Regione Toscana, da parte degli Enti locali in merito alla delibera che andrà a regolamentare sul territorio proprio il fotovoltaico attraverso la realizzazione di impianti a terra.

Stop del Garante alle buste di plastica tradizionali travestite da eco-shopper

Legambiente mette a segno un’importante vittoria: impedire alle buste che contengono l’additivo chimico ECM di autoproclamarsi eco-shopper. Lo ha deciso l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato in seguito alla segnalazione ricevuta a riguardo dall’associazione ambientalista il 4 febbraio del 2010.

L’ECM Masterbatch Pellet aggiunto ai sacchetti in plastica violerebbe le condizioni e i tempi previsti dalla normativa comunitaria e nazionale per definirsi biodegradabile e compostabile.
Tacciate di pubblicità ingannevole, la Italcom, la Arcopolimeri e la Ideal Plastik dovranno interrompere la diffusione degli shopper e pagare la prima una multa di 40mila euro, le altre due da 20 mila euro ciascuna.