Nucleare, un problema senza la soluzione in scena nel controspot di Greenpeace

Dimenticatevi le partite a scacchi truccate, i video di risposta fioriti in rete che facevano il verso più o meno duramente alla demagogia spudorata del Forum Nucleare Italiano capeggiato da Chicco Testa. Habemus un nuovo controspot che porta la firma di Greenpeace, un video-messaggio che ci accompagna con una dolcezza musicale che stride con le parole suadentemente tacciate di ironia e semanticamente pesanti, verso la presa di coscienza di un problema senza soluzione, il nucleare appunto.

La nota associazione ambientalista apre il filmato in evidente chiave polemica con la decisione del Governo di puntare sull’atomo, proprio oggi che le risposte sono necessariamente da cercarsi altrove, nelle rinnovabili, e dove altrimenti? Non certo in un’energia che lascia irrisolto il problema delle scorie radioattive, un’energia sulla quale nessuna azienda investirebbe mai senza i lauti incentivi statali che puntualmente gli si spalancano davanti, un’energia che ha fallito in passato sulla sicurezza e che non merita altre opportunità, non se ci sono altre alternative meno insidiose e complesse.

Incentivi fotovoltaico: nuovo Bando Provincia di Siena

In Provincia di Siena presto sarà riaperto un bando per la concessione di incentivi per il fotovoltaico grazie al contributo della Fondazione Monte dei Paschi di Siena. A darne notizia è stato il presidente della Provincia di Siena, Simone Bezzini, sottolineando come l’iniziativa sarà replicata dopo i risultati dei bandi precedenti che nell’arco di meno due anni hanno permesso sul territorio la realizzazione di ben 450 impianti fotovoltaici.

La proliferazione degli impianti fotovoltaici di piccola taglia nella Provincia di Siena ha fatto registrare di recente una forte crescita con un buon livello di integrazione architettonica e quindi senza il consumo di suolo; il tutto a fronte di duemila tonnellate di anidride carbonica (CO2) annue risparmiate, ed un fattore moltiplicatore degli investimenti pari a 10 a 1 in ragione dei fondi pubblici che sono stati sinora stanziati.

Abiti da sposa eco-friendly Alta Rosa, dal cuore della Maremma una linea sostenibile tra la terra e il cielo

Una sposa di cielo e terra, quella che veste Alta Rosa, atelier fiorentino eco-friendly approdato nel 2010 sulle passerelle di New York, nell’ambito della manifestazione Tutto Toscana, nel cuore frenetico di una Manhattan che ha accolto con naturalezza le creazioni made in Maremma della stilista Gloria Modesti. E certamente la passione del locale, la maestrìa dell’artigianale, lo chic dell’originale, uniti ad un’anima verde, fanno di questi abiti da sposa un progetto che non può passare inosservato per chi invoca a gran voce un ritorno alle tradizioni basato sull’unicità dei capi e di chi li indossa.

Gli abiti, a produzione artigianale e locale, sono realizzati con fibre naturali e rispettano l’ambiente scrupolosamente in ogni singola fase dell’iter che li condurrà alla sposa, in primis i tessuti: dalla coltivazione biodinamica  del cotone in Egitto,  alle produzioni ecologiche di canapa in Cina, alla seta prodotta in India senza  che venga uccisa la larva contenuta nel bozzolo.  Dalla raccolta della pianta alla filiera tessile al confezionamento, finanche alla colorazione dei filati, l’eco-friendly è garantito e certificato.
Abbiamo contattato Valeria Dogo, architetto, amministratore di Alta Rosa, per saperne di più su come la moda green oggi più che un trend possa rappresentare un modo di essere.

Api in calo, a rischio l’intera catena alimentare

Le api stanno morendo, a dirlo sono diversi studi scientifici che accusano i pesticidi di decimare i laboriosi insetti. In Europa i pesticidi killer sono stati messi al bando e la popolazione di api in queste zone è aumentata sensibilmente, ma negli USA la strage continua.

L’importanza delle api nell’intera catena alimentare non è da sottovalutare: oltre a produrre miele e nettare, questi insetti impollinano il 90% delle piante e delle coltivazioni. Il costo in denaro delle perdite alimentari è di circa 40 miliardi di dollari, quello ambientale inestimabile. Oggi le api arrivano solo al 4% del totale di qualche anno fa. Forse la causa non è solo nei pesticidi, ma anche nella perdita degli habitat naturali.

VAS, Valutazione Ambientale Strategica

Valutazione Ambientale Strategica (VAS)

La Valutazione Ambientale Strategica (VAS) consta di un processo volto all’integrazione sinergica di considerazioni di natura ecologico-ambientale utili a valutare gli effetti ambientali dei piani o dei programmi lungo tutto il loro iter attuativo: in fase preliminare ex ante della loro approvazione, ma anche in itinere ed al termine  del loro periodo di validità.

Prende nome di valutazione ambientale strategica perché viene fatta al momento in cui si elaborano le stategie e le linee guida di un progetto, di modo che le misure di salvaguadia dell’ambiente siano perfettamente integrate nel progetto e non si esauriscano in mitigazioni di danni già fatti. Altri obiettivi della VAS riguardano sia il campagne di informazione, sensibilizzazione e partecipazione della cittadinanza che la promozione del coinvolgimento della Pubblica Amministrazione nei processi di pianificazione-programmazione.

Giornata mondiale delle zone umide: si celebra il prossimo 2 febbraio

Le zone umide sono i templi della biodiversità, i serbatoi della vita, preziosi siti di stoccaggio dell’anidride carbonica ed, al contempo, tra gli ecosistemi più minacciati del pianeta per il loro esasperato sovrasfruttamento dovuto principalmente alla riconversione agricola, previa drenaggio. Tale messa a coltura delle aree umide ne ha contratto la superficie complessiva europea originaria del 60%.

Ma l’agricoltura non è la sola minaccia per le zone umide, vi si aggiungono: degrado degli habitat; gestione dell’acqua; turismo; inquinamento; gestione rifiuti; attività di estrazione; pesca; sfruttamento delle foreste; urbanizzazione.

Etichettatura d’origine alimentare: pronta la legge, ma l’Europa potrebbe bloccarla sul nascere

La Commissione Agricoltura della Camera ha presentato ieri la legge che regolerà l’etichettatura dei prodotti alimentari. Si tratta di un’innovazione nel settore dove l’unica legge che finora vigeva era solo quella del più furbo. In Italia infatti venivano pubblicizzati prodotti che provenivano dal Brasile con l’immagine sul prodotto della Sicilia, o i latticini provenienti dalla Germania (come le famose mozzarelle blu) con l’immagine del Golfo di Napoli.

Tutto questo, una volta approvata la legge dal Parlamento, non si potrà più fare, a meno che non intervenga il Parlamento europeo. Non che queste direttive non siano corrette, ma potrebbero andare in contrasto con quelle recentemente varate da Bruxelles che vanno nella stessa direzione, ma sono leggermente diverse. Facciamo un passo indietro ed analizziamole entrambe.

Sahara Forest Project: partito il progetto per sviluppare le foreste e le rinnovabili nel deserto

La nuova era dei progetti verdi potrebbe partire con l’accordo, ratificato questa settimana, del Sahara Forest Project, che sarà sviluppato da Norvegia e Giordania. Abbiamo già accennato oltre due anni fa a quest’ipotesi che avrebbe potuto far diventare il deserto del Sahara un posto molto diverso da quello che conosciamo oggi grazie alla presenza di acqua dolce, cibo e produzioni energetiche ad emissioni zero attraverso “tecnologie simbiotiche”.

Ora, dopo anni di duro lavoro il Sahara Forest Project sta per diventare realtà. Il progetto si propone di utilizzare due tecnologie distinte contemporaneamente: il solare a concentrazione e le serre alimentate dall’acqua di mare. Si tratta di tecnologie innovative in grado di fornire una vasta gamma di soluzioni agricole sostenibili anche agli ambienti inospitali come il deserto, attraverso la dissalazione dell’acqua di mare.

Eolico: Enel Green Power cresce in Romania

Continua a crescere Enel Green Power nel mercato delle fonti rinnovabili all’estero, ed in particolare nel settore eolico. La controllata “verde” di Enel, quotata in Borsa a Piazza Affari, ha infatti annunciato nella giornata di ieri, lunedì 17 gennaio 2011, l’entrata in esercizio, in Romania, di un nuovo impianto eolico che fa salire nel Paese la capacità installata a 64 MW. Trattasi, nello specifico, del nuovo parco eolico di Salbatica I, presso Tulcea, avente una potenza complessiva cumulata pari a 30 MW grazie all’installazione di quindici aerogeneratori Gamesa aventi ciascuno una potenza pari a 2 MW.

L’impianto è in grado di produrre annualmente energia elettrica pari a 85,5 milioni di kWh, tanti quanti ne servono per soddisfare il fabbisogno energetico di ben 29 mila famiglie, mentre in termini di risparmio ambientale l’energia pulita prodotta garantirà la mancata emissione in atmosfera di ben 48 mila tonnellate circa di anidride carbonica.

Smog, nuove regole in Toscana

Torniamo a parlare di inquinamento, salute pubblica e ruolo delle istituzioni. Siamo in Toscana, dove la nuova rete della qualità dell’aria può contare su 32 centraline, la cui collocazione è stata ridisegnata dalla Regione, insieme all’Arpat e alle Province, alla luce delle nuove regole antismog approvate dalla giunta regionale, giunta che proprio ieri ha deliberato l’adeguamento alla direttiva europea del 2008, recepita, ahinoi con ritardo, a livello nazionale soltanto nel 2010.

Sulle modalità di calcolo del PM10 sostanzialmente a cambiare sono i criteri basati sulla localizzazione delle centraline di rilevamento. Infatti, il superamento del limite di polveri sottili, non sarà considerato significativo qualora registrato dalle stazioni in strade altamente trafficate, bensì se avviene nei siti di fondo urbano, ovvero quelli in cui si può calcolare la reale esposizione media della popolazione allo smog.

Siena, partita la Settimana dell’Energia

E’ iniziata ieri la Settimana dell’Energia, una sette giorni dedicata al risparmio energetico, alle fonti rinnovabili e a tantissime altre tematiche, inaugurata per la prima edizione a Siena. Il capoluogo toscano, che punta a diventare la prima provincia carbon-free entro il 2015, offre così un’opportunità ai cittadini di conoscere di più sull’argomento e alle aziende di stabilire, insieme alle pubbliche amministrazioni, delle collaborazioni per tentare di rendere più sostenibile il campo energetico.

L’obiettivo è in primis quello di rendere noti i risultati dell’amministrazione in campo ambientale, come ad esempio la riduzione del fabbisogno energetico del 9,5% del settore industriale dal 2007 al 2009, o anche la forte riduzione dei gas ad effetto serra (-35%) ottenuta sempre nello stesso periodo; ma anche di stabilire nuovi obiettivi per il futuro per poter migliorare questi dati. Traguardo che si potrà raggiungere solo con la collaborazione anche dei cittadini.

Eolico, sentenza Tar Sardegna: un nuovo Far West del vento?

Le lobbies delle rinnovabili, il caos legislativo, le speculazioni, quel contrasto sporco tra energia pulita ed investimenti senza regole e criteri troppo arbitrari per garantire uno sviluppo energetico sostenibile. Torniamo sull’argomento per raccogliere le obiezioni sollevate dalla deputata Caterina Pes (PD) riguardo alla recente sentenza del Tar della Sardegna, sentenza che potrebbe riaprire quello che definisce un Far West del vento.

Tutto ebbe inizio il 12 marzo scorso, quando la delibera della Giunta regionale 10/3 bloccò la corsa all’eolico selvaggio, limitando l’installazione di impianti eolici nel territorio regionale, e riservandosi la partecipazione attraverso enti strumentali a capitale interamente pubblico. Le società presentarono ricorso al Tribunale amministrativo. I primi dieci ricorsi sono stati accolti, almeno parzialmente, dal giudice, dal momento che

La produzione di energia anche da fonti rinnovabili è un’attività libera, soggetta ad autorizzazione e non riservata ai poteri pubblici.