L’ecologia diventa un gioco, Monopoli e i suoi fratelli si tingono di verde (gallery)

Durante la vostra prossima festa in famiglia, pomeriggio di pioggia, o serata-gioco con gli amici, potreste sorprenderli tutti con un nuovo gioco di società. Non il classico Monopoli, Risiko, ecc., ma uno dei tanti nuovi giochi da tavolo dedicati alla natura. In questo modo non solo passerete qualche ora in allegria, ma permetterete ai vostri amici di conoscere qualcosa in più del mondo dell’ecologia. Ecco di seguito i più interessanti usciti negli Usa, e che speriamo di vedere presto anche in Italia.

1. Earthopoly: basato sul Monopoli, questo gioco è dichiaratamente la versione eco-friendly del suo antenato classico. Per tutta la famiglia, si basa anziché sulle abilità immobiliari, sul meccanismo del carbon-credit. Al posto dell’accumulo di beni, si acquistano i crediti di carbonio che si possono scambiare con aria pulita imparando a conoscere le regioni climatiche e la natura. E quando siete stanchi di lui, ovviamente ogni pezzo si può riciclare. Earthopoly costa negli Usa 30 dollari.

Energia dai rifiuti speciali con l’impianto Nse Start

Fare impresa in maniera sia creativa, sia innovativa, significa, tra l’altro, andare a produrre energia dai rifiuti speciali. Questo è quanto succede nella Regione Toscana, ed in particolare ad Empoli con Nse Start, uno speciale macchinario realizzato e brevettato da parte di NSE Industry, un’azienda toscana al cui avvio dell’attività è intervenuto anche Enrico Rossi.

Il Presidente della Regione Toscana, ad Empoli, ha confermato il sostegno dell’Amministrazione alla green economy, ed ha altresì sottolineato come il successo di NSE Industry, quale azienda della “nuova economia”, quella verde, possa rappresentare un successo anche per tutto il territorio toscano visto che Nse Start permette di andare a smaltire direttamente in loco ogni rifiuto di natura industriale, anche quelli pericolosi, con la conseguenza di andare ad abbattere i costi per il trasporto dei rifiuti stessi.

Ambiente Festival 2010, Biodiversiamoci a Rimini (29 ottobre-7 novembre)

Energie sostenibili, efficienza energetica, tutela della biodiversità. Questi i principali temi dell’edizione 2010 dell’Ambiente Festival, spazio di incontro privilegiato tra il dibattito scientifico e le attività di formazione e divulgazione con iniziative a carattere ludico e culturale, che affiancherà e completerà i contenuti di Ecomondo (Rimini Fiera, 3-6 novembre).
Una mission articolata in tre sezioni, quella dell’Ambiente Festival:

  • Animare Festosamente: mostre e spettacoli (spettacoli teatrali, talk show, mostre artistiche)
  • Ascoltare Facilmente: incontri e presentazioni (convegni, incontri, dibattiti, presentazioni di libri)
  • Apprendere Fattivamente: laboratori ed educational (workshop, giochi, laboratori dedicati ai più giovani)

La centrale termoelettrica a carbone di Saline Joniche si farà: a volte i luoghi si riaccendono…di polemiche

Il servizio Via-Vas del ministero dell’Ambiente ha preso in esame la richiesta di autorizzazione avanzata dalla Sei (Saline Energie Ioniche,  controllata della svizzera Repower) per la centrale termoelettrica a carbone (da 1320 MW) di Saline Joniche, Montebello Jonico in provincia di Reggio Calabria.

La centrale sorgerà frontemare, nei pressi del molo preesistente,sul terreno dello stabilimento Liquichimica, mai entrato in funzione. Questo fornisce alla Sei un alibi scontato sul quale si struttura buona parte dell’argomentazione del video-esplicativo pubblicitario prodotto dalla società stessa. Il video inzia con la frase suggestiva “Ci sono luoghi che per qualche tempo si spengono” e finisce con “A volte i luoghi si riaccendono”.

Rinnovabili, in Italia +19% nel 2009

Saranno i costi del carbone e del petrolio che continuano a salire, sarà la voglia di un’aria più pulita o una coscienza decisamente più verde rispetto al passato, ma l’Italia continua a crescere in quanto ad energie rinnovabili. Nonostante un’economia che un po’ vacilla, almeno dal punto di vista degli investimenti sulle energie pulite il nostro Paese rimane uno dei maggiori produttori mondiali.

Una corsa verso gli obiettivi UE che sono sempre più vicini grazie al +19% fatto registrare nell’ultimo anno nel ricorso alle rinnovabili. Ad annunciarlo è Gestore dei Servizi Energetici, che ha attribuito questo incremento al maggiore utilizzo dell’energia idroelettrica, specialmente al Sud, favorita dalle abbondanti piogge dell’annata. Ma pare che anche le altre forme energetiche non stiano a guardare.

Il frigo-divano: ecco cosa fare dei vecchi frigoriferi (gallery)

Avete in casa un frigorifero di troppo ed un divano in meno? Ecco l’idea: il frigo-divano. Creato dal designer canadese Adrian Johnson, questo divano a due posti utilizza frigoriferi vecchi e seggiolini di auto d’epoca recuperati dallo sfasciacarrozze e dalla discarica locale. La missione di Johnson è:

andare dove il riciclo non è mai giunto prima.

Tutto è iniziato nel 2006, quando il trentaquattrenne Johnson, ex snowboarder professionista che ora lavora come architetto, decise di costruire qualcosa di speciale per il suo ricevimento di nozze all’aperto.

Elefanti e avorio, un binomio a rischio estinzione

L’allarme per la biodiversità e per gli elefanti, massacrati per l’avorio venduto nel mercato nero e diretto in Cina, è lanciato dalla scrittrice Kuki Gallmann, nata in Italia ma naturalizzata in Kenia.

L’autrice di Sognavo l’Africa, il famoso best seller da cui è stato tratto il film con Kim Basinger, denuncia la mattanza degli elefanti e chiede al mondo una risposta

Creando e mantenendo vivo il mercato dell’avorio si è colpevoli allo stesso modo del bracconiere che spara e uccide un animale in Africa. Se volete comprare l’avorio ricordate che avete la stessa reponsabilità di un bracconiere che uccide questi animali. Siete responsabili della morte di un animale africano che un giorno non esisterà più, perché gli elefanti diventeranno come i mammuth.

Biodiversità, a rischio estinzione un quinto dei vertebrati

Ancora sulla biodiversità, con i risultati, a dir poco preoccupanti, di uno studio condotto sulla conservazione dei vertebrati, pubblicato dalla rivista di divulgazione scientifica Science, e presentato nell’ambito della X Conferenza delle Parti della Convenzione sulla Biodiversità in corso a Nagoya, in Giappone.

Dall’ampia analisi condotta sullo stato delle specie si evince purtroppo che ben un quinto dei vertebrati è a rischio estinzione.
Tra le principali cause additate dai ricercatori come responsabili della scomparsa sempre più probabile di 50 specie di mammiferi, uccelli ed anfibi figurano la deforestazione, che provoca la scomparsa degli habitat di molti animali e piante, l’agricoltura non sostenibile dettata dallo sfruttamento intensivo dei terreni e, ultima ma non da meno, la proliferazione di specie invasive, alloctone. Fenomeno di cui ci siamo occupati spesso sulle pagine di Ecologiae e che ha costi elevatissimi in termini di perdita di biodiversità.
Stando ai dati forniti dal rapporto presentato a Nagoya, tra i vertebrati, le specie a rischio oscillano tra il 13% degli uccelli ed il 41% degli anfibi.

Risparmio energetico: efficienza meno cara del fotovoltaico

La produzione annua di 1kWh con il fotovoltaico costa in termini di investimento 5 euro, mentre per risparmiare sempre 1kWh annuo con l’efficienza energetica di euro ne bastano 1,8. A mettere in risalto questo dato è stata l’Adiconsum nel sottolineare, di conseguenza, come il futuro del risparmio energetico passi innanzitutto attraverso l’efficienza e non prevalentemente attraverso la produzione di energia pulita da fonti rinnovabili.

L’Associazione dei Consumatori, tra l’altro, ha formulato alcune proposte per le rinnovabili, tra cui quella di dire no alle incentivazioni per gli impianti fotovoltaici a terra, ovverosia quelli in campo aperto, mentre vanno incentivati quelli che vengono realizzati ed integrati nelle costruzioni.

Discarica

Discarica

La discarica è il luogo in cui vengono depositati, in modo non selezionato, i rifiuti solidi urbani e tutti i rifiuti provenienti dalle attività dell’uomo, come gli scarti industriali, i detriti di costruzione. Questi rifiuti sono dunque quelli che si è scelto di non riciclare, di non sottoporre a trattamento meccanico-biologico (TMB), e di non bruciare negli inceneritori o nei termovalorizzatori per produrre energia. Il TMB è una tecnologia di trattamento a freddo dei rifiuti indifferenziati che vengono lasciati decomporre o in modo anaerobico o in modo aerobico, ossia mediante compostaggio.

In Italia si distinguono tre diversi tipi di discariche, per il Dlgs. 36/2003: la discarica per rifiuti inerti, quella per rifiuti non pericolosi ed infine la discarica per rifiuti pericolosi. La normativa derivata dalla direttiva europea 99/31/CE, definisce anche il piano di sorveglianza e la gestione delle discariche, e il controllo periodico dei parametri chimici, chimico-fisici, meteoclimatici, idrogeologici e topografici. Ogni discarica difatti deve seguire controlli specifici che riguardano il monitoraggio delle acque sotterranee, per scongiurare ogni infiltrazione del terreno e delle falde acquifere; il controllo delle acque meteoriche che la attraversano, e del percolato, il liquido proveniente dalla decomposizione dei rifiuti. Altri parametri da monitorare periodicamente sono le emissioni di gas dalla discarica, la qualità dell’aria circostante e i parametri meteoclimatici delle zone limitrofe; la morfologia della discarica e il corretto smaltimento dell’amianto. La direttiva europea stabilisce anche che nelle discariche devono essere smaltiti, attraverso il compostaggio, solo materiali a basso contenuto di carbonio organico non riciclabili in altro modo. Prima che i rifiuti solidi urbani, le plastiche e i rifiuti pericolosi si decompongano del tutto occorre un periodo di tempo che va tra i 300 e i 1.000 anni.

Eco-guida Greenpeace ai prodotti elettronici: continua il dominio di Nokia, ma la situazione generale non migliora

E’ stato raro negli ultimi 4 anni che nelle eco-guide ai prodotti elettronici di Greenpeace la situazione peggiorasse anziché migliorare, eppure stavolta è andata così. La classifica dei principali produttori di gadget elettronici mondiali, che siano essi telefonini, televisori o console di gioco poco importa, di solito andava sempre migliorando grazie al meccanismo di concorrenza imposto da graduatorie come queste, che facevano prendere provvedimenti in materia ambientale sempre maggiori.

Purtroppo però la situazione dall’ultima rilevazione di 5 mesi fa, ma anche rispetto a quella dell’anno scorso, è in lento peggioramento. Rimangono le iniziative lodevoli intraprese dalle due case migliori ormai quasi dall’inizio delle rilevazioni, e cioè Nokia e Sony Ericsson, ma non si registrano miglioramenti tra le case produttrici in fondo alla graduatoria, mentre cominciano a perdere colpi quelle che stanno in mezzo. Dopo il salto la classifica.

Acqua, perché scegliere quella del rubinetto

Da un’indagine compiuta da Legambiente è emerso che gli italiani sono primi in Europa per il consumo di acqua minerale in bottiglia, e terzi al mondo.
Questo vuol dire 910mila tonnellate di anidride carbonica e gas serra immessi nell’atmosfera per la produzione di circa 350mila tonnellate di PET e un altro quantitativo di CO2 non quantificabile per il trasporto su strada, considerando che solamente il 18% delle bottiglie di acqua minerale viaggia su rotaia e che ogni anno 480mila tir si spostano lungo il Paese per trasportare casse di acqua minerale.

Perchè preferire l’acqua del rubinetto? Perché è una scelta ecosostenibile.
Gli italiani sembrano aver intrapreso questa strada per assicurare ai loro figli un futuro sostenibile, visto che il 74% ha dichiarato di aver bevuto negli ultimi 12 mesi solo acqua di rubinetto filtrata o non trattata. E’ quanto emerge dal rapporto Cra Nielsen 2010 di AquaItalia (Associazione delle aziende costruttrici e produttrici di impianti per il trattamento delle acque primarie).