Biodiversità e natura nel Festival dell’Ecoscienza

Questo fine settimana si svolge Biodiversamente, il Festival dedicato all’Ecoscienza. L’iniziativa è stata lanciata dal WWF e subito ha ricevuto la collaborazione dell’Associazione Nazionale dei Musei Scientifici (ANMS) che apriranno le porte delle loro collezioni e dei loro laboratori per iniziative speciali.

Le giornate di oggi 23, e domani 24 ottobre, sono dedicate interamente alla natura e all’ambiente, alla riscoperta degli animali e delle piante, ma anche all’Universo e al sistema solare: viaggi virtuali nel tempo, laboratori interattivi, orti botanici, acquari, musei di scienza, le Oasi WWF, per celebrare l’anno della Biodiversità e per fare il punto della situazione del nostro Pianeta, dopo il vertice di Nagoya.

Auto elettriche: 10 mila camioncini puliti, l’obiettivo delle poste francesi

Fondata nel 1576, la posta francese è il più antico sistema di consegna della posta del mondo e uno dei maggiori datori di lavoro in Francia. Ora ha deciso di diventare verde. La Poste ha fatto della sostenibilità un obiettivo importante per i prossimi anni, con un occhio di riguardo alle forti riduzioni alle emissioni di carbonio. Per far sì che ciò accada, l’organizzazione sta mettendo a punto una flotta di veicoli elettrici adeguati alle diverse esigenze di consegna della posta urbana, suburbana e rurale.

L’obiettivo? Avere 10.000 camioncini in uso entro il 2011. Per le vie meno affollate, c’è il furgone (prima foto). Per le zone più dense, c’è il più piccolo e più versatile mezzo, che non assomiglia proprio ad un’auto, la cui foto sarà disponibile dopo il salto. Anche le rotte servite dalle biciclette saranno rimodernate. La Poste pianifica di disporre di ben 8.000 dipendenti che faranno il giro su bici elettricamente assistite entro la fine dell’anno. E per le strade strette della città dove anche le due ruote sono un ingombro, i lavoratori delle poste francesi andranno a piedi, spesso assistiti dai carrelli elettrici.

Fotovoltaico e architettura, un binomio vincente

Entro l’1 gennaio del 2011 il GSE, il Gestore dei Servizi Energetici, dovrà predisporre una guida per quel che riguarda le realizzazione di impianti fotovoltaici integrati aventi caratteristiche innovative. A ricordarlo è stata Assosolare che, in vista dell’entrata in vigore del terzo Conto Energia, che sarà valido fino a tutto il 2013, ha organizzato per il 29 ottobre prossimo, dalle ore 10 alle ore 13, presso la Fiera Bologna – Piazza dell’Energia – Padiglione 14, in concomitanza con il Saienergia & Sostenibilità 2010, un convegno dal titolo “Il Fotovoltaico in Architettura“.

L’evento, a partecipazione gratuita previa registrazione, mira ad affrontare il tema chiave del fotovoltaico integrato in edilizia alla luce sia delle Linee Guida, sia in vista dell’entrata in vigore del terzo Conto Energia.

Enel e comuni italiani insieme per le smart grids delle città sostenibili

Ancora sulle città sostenibili e sul concept di smart grid. Restiamo sul territorio italiano per occuparci dell’impegno di Enel e del ruolo indiscutibilmente rilevante che l’azienda di servizi energetici è in grado di assumere nell’evoluzione intelligente del contesto urbano. L’Enel ha una presenza molto importante sul territorio, arriva infatti a coprire ben l’85% delle rete nazionale.

A ricordarlo è lo stesso direttore infrastrutture e reti, Livio Gallo, intervenuto ieri a Roma al First Italian Smart City Forum, e sottolineando come l’azienda possa assumere la veste di innovatore tecnologico più di chiunque altro, quasi come processo evolutivo naturale in chiave futuro sostenibile. Buoni auspici che speriamo si concretizzino in piani d’investimento a lungo termine e che Gallo sintetizza in alcune dichiarazioni sui programmi aziendali:

Avendo una presenza molto importante sul territorio (l’85% della copertura della rete nazionale) sentiamo la missione di operare come innovatore tecnologico al servizio del paese, dei cittadini e dei nostri clienti. Per questo da anni siamo impegnati sul tema delle smart grids e oggi anche su quello delle smart cities (città intelligenti), che saranno sempre più importanti per le generazioni future.

Jönköping by bike, nel 2050 la prima città a misura di bici

Immaginate un futuro dove i cortei di bici del Critical Mass sono la regola nelle strade. Immaginate una città a misura di ciclista, con linee metro e tram capillarmente diffuse nel tessuto urbano, dotate di parcheggi scambiatori di bike sharing o aperte al carico delle bici private, una città con poche, pochissimi strade carrabili di servizio.
Una città dall’aria pulita, con strade sgombre dai veicoli, in transito come da quelle parcheggiate, strade restituite al passo dell’uomo, alle attività collettive, attraversate dalla presenza silenziosa delle bici e quindi attrezzate con tettoie e piantate di alberi che offrano ombra a ciclisti e passanti in estate. Se non ci riuscite provate a leggervi l’ultimo saggio di Marc Augè “Il bello della bicicletta”, dove una situazione simile è ben descritta con un fiduciosissimo tempo futuro. Questo futuro è ancora più prossimo di quanto non riuscite ad immaginare.

Infatti sappiate che una cittadina svedese, sinora famosa per la sua industria di fiammiferi e per la vivace e cosmopolita vita universitaria, si è impegnata ad abolire tutti i flussi di macchine al suo interno entro il 2050 ed a plasmarsi in funzione dei pedoni e delle bici.
Il progetto, elaborato nell’ambito dei piani per lo sviluppo della città, si chiama Jönköping by bike, ve ne avevamo già accennato sulle pagine di Ecologiae, e nasce dalla collaborazione dello studio di architettura We Are con Super Sustenaible city. Per conseguire l’ambizioso obiettivo gli architetti hanno elaborato alcune semplici linee guida.

Rifiuti Terzigno, la Ue ammonisce l’Italia e Berlusconi promette un nuovo miracolo

Bandiere date alle fiamme, autobus e camion in fumo, Terzigno sembra sede di un campo di battaglia. E forse è proprio di questo che si tratta. La popolazione si lamenta dell’inefficienza dello Stato e dei media che omettono la verità, dando voce quasi esclusivamente al Governo e non alle migliaia di abitanti che non vogliono una discarica sotto casa.

In questa confusione interviene l’Unione Europea che ha definito la situazione “seria” e, tramite il portavoce del commissario all’ambiente, Janez Potocnik, fa sapere che auspica che le autorità italiane

risolvano la questione il più presto possibile ed in maniera adeguata. Si possono scordare di vedere sbloccare i 145 milioni di euro di fondi europei attualmente congelati dalla Commissione europea.

Gliese 581 G, il Pianeta simile alla Terra. Approfondimenti

L’interesse suscitato per l’articolo sulla scoperta di un Pianeta simile alla Terra, chiamato Gliese 581 G, mi ha portato ad approfondire l’argomento e ho trovato argomentazioni molto interessanti.
Per prima cosa va ribadito che Gliese 581 G è il corpo celeste più simile al nostro Pianeta mai scoperto eppure, e questo è l’aspetto più interessante, esso gravita in un sistema solare di altri pianeti con caratteristiche simili alla Terra. Attorno alla stella madre Gliese, situata nella costellazione della Bilancia, ruotano sei Pianeti: in ordine di distanza dal loro sole, Gliese 581 E, Gliese B, C, G, D l’ultimo scoperto il 30 settembre 2010, ed infine Gliese 581 F, individuato nel 2010.

Questo sistema stellare è l’ottantasettesimo per vicinanza alla Terra, dista difatti circa 20,3 anni luce. La prima scoperta del Pianeta Gliese 581 C risale al 25 aprile 2007 e fece subito scalpore perché la sua velocità radiale, che ha permesso indirettamente di calcolarne la massa (tuttora sconosciuta) rendeva questo pianeta il più simile alla Terra.

Pepsi lancia le patatine nella busta biodegradabile “alle patate”

PepsiCo, proprietaria oltre che del più noto marchio Pepsi, anche della Frito-Lay e del marchio britannico Walkers, ha annunciato che potrebbe essere la prima a lanciare sul mercato gli imballaggi biodegradabili delle patatine fritte entro 18 mesi.

La notizia non farebbe tanto scalpore se non fosse che le nuove buste che la Walkers sta progettando sono formulate proprio con l’amido che si trova nelle bucce delle patate stesse che si trovano al suo interno. In pratica è come prendere un sacco di patate già fritte. Il Carbon Trust stima che la bustina media delle patatine al formaggio e cipolla di Walker genererà circa 80 grammi di biossido di carbonio, circa il 34% di esso è causato dalla produzione della confezione. Walkers spera che i nuovi sacchetti faranno risparmiare circa il 7% di CO2 rispetto a quanto non si consumerebbe di solito.

Nucleare, l’elogio della follia

E’ tutto deciso, da tempo: torneremo al nucleare, volenti o nolenti. Rombino i reattori di Casaccia, vestiti a festa. L’Agenzia per la Sicurezza sul Nucleare c’è come c’era il cavaliere inesistente e sfodera (forse) un presidente smagliante a prova di cancro, il barone rampante, l’oncologo di fama internazionale nonché senatore PD (ancora per quanto?), Umberto Veronesi.

La lista Sogin sui siti papabili, anche quella, ha fatto il suo bell’ingresso già da tempo, secretata in un cassetto lontano dal popolo, cavallo curioso, depennata orgogliosamente nella lista delle cose da fare per ritornare al nucleare più in fretta che si può, prima che scada il mandato o il popolo pensante, o quel che ne resta, che come mai poi non dovrebbe trovare naturale volersi intossicare per risparmiare un cent a Kw (si fa per dire) sulla bolletta, si svegli, fate voi. E a quanti si chiedono a quando il debutto in società della red list, riecheggia  in risposta un verso infernale quanto lo è quest’incertezza, vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, nel girone di una, nessuna, centomila libertà, e più non dimandare.

PlanIT, la città pensante

Dopo la Masdar city di Abu Dhabi e la Dongatan di Shanghai con PlanIT, città intelligente ed eco-sostenibile che già nel 2015 dovrebbe inaugurare  a Paredes, 30 km da Porto, si apre ufficialmente in Europa il revival delle greencity, che ora chiamano tutti ecocity, per evitare la facile associazione tra i termini greencity ed utopie verdi con i quali la storia ha ambivalentemente qualificato il movimento di fine ottocento per una città più salubre in risposta alla desolazione della città industriale.

Gli scettici dovranno convincersi che, essendo la città, il futuro habitat del genere umano, questa necessariamente dovrà diventare green e sostenibile, che sia di nuova fondazione o che più auspicabilmente si ristrutturi in senso sostenibile al suo interno. Poiché la città di fondazione è la via più scenica, più economica e per molti versi, più snella burocraticamente da perseguire, è ovvio che si parta da questa.

Acqua come “bene pubblico”, la proposta di legge dell’opposizione

Si torna a parlare di acqua e di privatizzazione del servizio idrico nazionale. Stamattina il Partito Democratico ha presentato alla Camera una proposta di legge in previsione del referendum abrogativo del Decreto Ronchi, per ribadire che l’acqua è un “bene comune“.

Ricordiamo che lo scorso anno oltre 1 milione di persone, per l’esattezza 1 milione e 400 mila, hanno firmato per dire No alla privatizzazione dell’acqua e per chiedere un referendum nella prossima primavera affinché sia abolito l’articolo 23bis della Costituzione che accentua i tempi per la privatizzazione dell’acqua, la modifica dell’articolo 150 del decreto legislativo 152/2006, nonché l’abrogazione dell’articolo 154 del medesimo per evitare che si speculi sull’acqua pubblica.

Nel testo Disposizioni per il governo della risorsa idrica e la gestione del servizio idrico integrato, presentato questa mattina dal democratico Pier Luigi Bersani, si legge che

Tutte le acque superficiali e sotterranee, ancorché non estratte dal suolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa […] inalienabile del demanio.

Mangiare carne non fa male al pianeta, parola di un ex vegetariano

Chi l’ha detto che mangiare carne fa male al pianeta? Forse mangiarla tutti i giorni sì, ma un paio di volte a settimana fa bene sia al pianeta che alla salute. A spiegarlo sono una serie di scienziati, nutrizionisti e, ultimo solo in ordine di tempo, Simon Fairlie, uno che si definisce “più ecologista di un vegano”, e soprattutto ex vegetariano.

Ma come mai questa conversione? La spiegazione la dà alla rivista Time con un quadro che più chiaro non poteva essere:

Non ho toccato carne dai 18 ai 24 anni, poi ho cominciato ad allevare capre. Ma dei maschi non sapevo che farne: non producevano latte, non facevano figli. Così ho cominciato a mangiarli.

Da quel momento in poi Fairlie si è reso conto che siccome tutti i sistemi agricoli producono un surplus di biomassa, sarebbe stato meglio darlo a mangiare agli animali, in modo anche da far variare la dieta umana, piuttosto che lasciarlo a marcire.

Made in Italy anche per le rinnovabili

Il made in Italy nel mondo non è solo moda, design e cibo, ma anche quello delle rinnovabili è un comparto dove il nostro Paese in termini di eccellenze italiane ha tutte le carte in regola per potersi distinguere. Questa è la conclusione cui è giunto il GSE, il Gestore dei Servizi Energetici, in forza ad una ricerca da cui è emerso come l’industria italiana, per quel che riguarda le rinnovabili, presenti delle prospettive di espansione e di crescita che sono ampiamente riconosciute e confermate a livello globale.

Il Gestore dei Servizi Energetici, nel corso della presentazione, tenutasi ieri a Roma in Campidoglio, del nono Forum Annuale del Comitato Leonardo, ha inoltre posto l’accento sul fatto che il settore delle rinnovabili, a differenza delle stime e delle considerazioni pessimistiche di osservatori ed analisti, ha mostrato buoni segnali di tenuta lo scorso anno rispetto a molti altri settori industriali.