Ostriche a rischio estinzione

Le ostriche rischiano l’estinzione, come i coralli stanno scomparendo a causa dello sfruttamento intensivo e della degradazione delle coste. A lanciare l’allarme è la rivista Bioscence in cui è stato pubblicato il risultato di una recente ricerca compiuta dall’American Institute of Biological Science dell’Università della California.

Gli studi hanno preso in esame lo stato di salute di 144 baie e 44 ecoregioni in tutto il mondo note per la produzione di ostriche. E’ emerso che negli ultimi dieci anni il 90% delle barriere di ostriche sono andate perse, e in gioco non sono i  piatti prelibati a base del mollusco, ma l’intero ecosistema marino.

Giornata mondiale delle zone umide, gli appuntamenti di Legambiente

La Giornata mondiale delle zone umide, in difesa dei “serbatoi” di biodiversità, si festeggia con visite guidate interessanti, trekking in luoghi incontaminati e suggestivi avvistamenti di specie migratorie, negli appuntamenti di Legambiente. L’anno 2011 celebra le zone umide di tutto il mondo dopo 40 anni dalla firma a Ramsar, in Iran, della Convenzione Internazionale sulle Zone Umide nel 1971. Come spiega il responsabile nazionale delle aree protette e della biodiversità di Legambiente, Antonio Nicoletti

Le zone umide sono tra gli ecosistemi più a rischio del Pianeta e per questo è necessario un maggiore sforzo da parte di tutti gli Stati per preservare lo straordinario patrimonio di biodiversità che in queste è racchiuso. Le oasi, gli stagni e le torbiere sono infatti eccellenti depositi di stoccaggio per l’anidride carbonica  dove vivono esemplari unici e preziosi per l’intero ecosistema. Senza considerare che sono anche territori dal consistente valore economico che, se valorizzati adeguatamente, sono in grado di riattivare o sostenere anche le economie locali.

Eco-computer: arrivano gli hard disk “green”

In realtà sono in vendita già da un po’, ma in Italia sono ancora poco conosciuti. Si tratta di eco hard drive, che in quanto ad estetica e prestazioni sono molto simili ai loro omologhi classici, ma a conti fatti consumano di meno. Osservando il consumo di energia dei modelli “verdi” rispetto a quelli regolari, la prima cosa che gli esperti di Ars Technica hanno notato è che quelli verdi sono in genere più lenti rispetto ai modelli normali.

Ma il motivo è che proprio per questo risparmiano energia: fanno girare i piatti ad una velocità di 5400 RPM (rotazioni per minuto) invece del più comune 7200 RPM, e vanno in modalità sleep più spesso (anche dopo appena 10 minuti di inattività). Quindi, se quello che serve all’utente è il massimo delle prestazioni, magari è più adatto un disco classico, ma se quello che serve è la prestazione, ma non tantissimo spazio, un disco rigido a stato solido (SSD) potrebbe essere la migliore soluzione (l’SSD può utilizzare solo un paio di watt di potenza, è considerato il disco del futuro, ma oggi è ancora costoso).

Biodiversità Canale di Sicilia, isole Pantelleria, Lampedusa e Linosa vanno protette dalle trivellazioni

Piccoli di squalo bianco, corallo nero, gorgonie… sono solo alcuni dei tesori di biodiversità racchiusi in uno scrigno tutto italiano, le isole di Pantelleria, Lampedusa e Linosa. Gli esperti concordano nell’attribuire al tratto di mare che le lambisce un ruolo fondamentale per la riproduzione dello squalo bianco, delle tartarughe marine e per il sostentamento alimentare delle balenottere.

A riconoscere il valore incommensurabile del patrimonio di fauna e flora marina delle acque siciliane un programma di ricerca, Biodiversità Canale di Sicilia, finanziato dal Ministero dell’Ambiente e che ha visto impegnata l’ISPRA.
I ricercatori coinvolti dal 2009 nelle rilevazioni hanno scoperto una ricchezza naturale in queste aree tanto preziosa quanto a rischio.

Mobilità sostenibile, il motore idroelettrico di nuova generazione

Dopo la pubblicazione del dossier Mal’Aria di Legambiente e il superamento dei livelli di PM10 a Milano, Torino, Roma e Napoli si stanno mettendo in atto una serie di iniziative antismog, come le domeniche ecologiche incentivate dall’apertura gratuita dei musei pubblici.

Tuttavia per abbattere le emissioni inquinanti e abbassare i livelli di polveri sottili nelle nostre città si potrebbe intervenire con azioni preventive piuttosto che riparare il danno con il blocco totale delle auto. Esempi per prevenire la saturazione dell’aria cittadina sono i servizi di car e bike-sharing, e qui le novità sono molte, come il servizio autogestito di bike sharing de La Sapienza di Roma gratuito per gli studenti universitari, o l’uso di catalizzatori che abbattono le emissioni inquinanti dei veicoli.

Salviamo i boschi della Sila, l’accorato appello delle associazioni ambientaliste

Il mondo dell’associazionismo ambientalista si mobilita per il patrimonio forestale dell’altopiano silano, dal valore incommensurabile. Ricorderete forse che proprio sull’altopiano silano un gruppo di scienziati aveva registrato l’aria più pulita d’Europa, certamente orgoglio da ricondurre a loro: gli alberi. E proprio la Sila ospita le più vecchie pinete di laricio d’Italia.

Da calabrese non poteva non toccarmi l’appello lanciato dalle associazioni Altura, ItaliaNostra, LIPU, WWF, Man, Enpa, CNP e Wilderness-Salerno per salvare i boschi della Sila. Una lettera aperta indirizzata al presidente dell’Ente Parco della Sila, alla direzione della Protezione della Natura, Ministero dell’Ambiente ed alla Soprintendenza Beni Architettonici e Paesaggistici della Calabria, che invita le autorità e gli enti competenti

ad impegnarsi ad ogni livello, affiancando anche le Istituzioni preposte alla tutela, in attività ed iniziative finalizzate a difendere l’immenso patrimonio forestale della Calabria, ed in particolare della Sila, tra le più antiche foreste dell’Appennino meridionale, uno scrigno prezioso per la biodiversità.

Livewell diet, il menu sano per te, buono con la Terra

Cari amici di Ecologiae, vi abbiamo già anticipato i princìpi chiave su cui si basa la nuova dieta salva-pianeta messa a punto dal WWF International in collaborazione con il Rowett Institute of Nutrition and Health della University of Aberdeen. Più o meno gli stessi della doppia piramide alimentare del Barilla Center for Food & Nutrition: frutta e verdura alla base in grandi quantità e pochissima carne, volendo sintetizzare.

Oggi vediamo nello specifico qual è il menu settimanale proposto dai nutrizionisti eco-friendly. Ad un primo sguardo sembra piuttosto bilanciato e per chi ha ancora qualche chilo da perdere dopo gli eccessi alimentari delle festività natalizie capita al momento opportuno. Meno grassi, meno CO2. Linea e Terra ringraziano.

Casa popolari ecologiche a Capannori in Toscana

L’edilizia sociale si sposa all’architettura sostenibile a Capannori, in Toscana, con l’inaugurazione, il 29 gennaio scorso, delle prime case popolari ecologiche, ovvero costruite secondo i dettami della bioedilizia basati essenzialmente su risparmio energetico, efficienza, produzione di energia da rinnovabili, princìpi antisismici, materiali altamente isolanti e, ovviamente, costruite utilizzando materiali atossici e puliti (la struttura antismica portante è costituita da pannelli in legno).

Il complesso si trova per l’esattezza a Marlia, una frazione del comune toscano, nel territorio della provincia di Lucca, e si compone di un edificio a schiera che conta cinque alloggi, due al piano terra, e tre tra piano terra  e primo piano.

Tecnologia verde: Fujitsu inventa l’eco-mouse

Fujitsu è, tra i grandi produttori di materiali per computer al mondo, uno dei più impegnati nei nuovi progetti per far diventare ecologici questi elettrodomestici. E così, dopo aver lanciato il computer fatto con la bioplastica ed il monitor a zero-watt, ha annunciato la sua ultima invenzione: un mouse realizzato con bioplastica al posto della plastica derivante direttamente dal petrolio, il quale viene collegato ad un cavo fatto senza PVC, e che in più ha un guscio compostabile.

Il modello, denominato Mouse M440 ECO, sembra che sia proprio come un normale mouse per PC a due pulsanti e una rotella di scorrimento, collegabile al computer tramite una presa USB Plug & Play. Ma a differenza di un normale mouse, è ottenuto da “materiale 100% bio”, come hanno dichiarato i suoi produttori.

Fiumi italiani, inquinati 26 su 30

L’allarme arriva dal WWF, nell’ambito del Convegno Fiumi d’Italia che si è svolto giovedì a Roma a Palazzo Valentini: 26 corsi d’acqua su 30 nella nostra penisola sono inquinati.
E considerando che la Direttiva Quadro Acque 2000/60/CE prevede che entro il 2015 venga raggiunto l’obiettivo di un buono stato ecologico degli ecosistemi d’acqua dolce, non occorre un matematico per calcolare quanto siamo lontani da questa mèta e quanto si stia facendo poco per perseguire un fine ambizioso, come tanti previsti in sede comunitaria e presi spesso alla leggera dal nostro Paese, che poi ne paga le conseguenze.

Nel suo intervento in apertura dell’incontro, Stefano Leoni, presidente del WWF Italia, ha sottolineato come sia indispensabile ed urgente, in questa fase, un impegno più deciso di tutte le istituzioni sul fronte inquinamento dei fiumi.

Foreste britanniche in vendita

Il Governo del Regno Unito ha deciso di far fronte alla crisi economica non solo approvando il solito piano di austerità che tutti i Paesi stanno affrontando, ma anche con un modo nuovo per far cassa: vendere (o forse sarebbe meglio dire svendere) le foreste demaniali.

La notizia è stata accolta con disperazione non solo dagli ambientalisti, ma anche da milioni di britannici abituati all’idea che tutto quel verde appartenesse alla Regina. Star dello spettacolo del calibro di Judi Dench, Annie Lennox, Hugh Fearnley-Whittingstall e Vivienne Westwood hanno avviato una vera e propria campagna di protesta contro il Governo che in questo modo permetterà ai privati di tagliare ettari ed ettari di foreste che fino a ieri erano pubbliche ed intoccabili.

Biotrains, anche la chimica si tinge di verde

La Commissione Europea ha finanziato un progetto per rendere i processi chimici più sicuri per l’ambiente. Il progetto di ricerca Biotrains (A European biotechnology training network for the support of chemical manufacturing) coinvolge scienziati e studiosi europei provenienti da 11 diversi Paesi e da più ambiti di ricerca: ingegneria, sviluppo del processo, chimica, e microbiologia.

L’équipe di lavoro è guidata dall’Università di Manchester, ha l’obiettivo di sviluppare metodi di produzione chimica ecologici, e le ricerche promettono molto bene, come precisa il professor Nick Turner, direttore del CoEBio3 (Centre of Excellence for Biocatalysis, Biotransformations and Biocatalytic Manufacture) dell’Università di Manchester

Il progresso che gli studenti postlaurea hanno compiuto in un periodo di tempo relativamente breve è impressionante, ed è di buon auspicio per il futuro di questa rete per la formazione.