La centrale solare spaziale europea si farà nel 2020

L’agenzia spaziale giapponese Jaxa ha annunciato che nel 2030 lancerà nello spazio 4.000 m2 di pannelli fotovoltaici alla distanza di 36.000 Km dalla Terra per dare vita alla più grande centrale solare spaziale.
Già nel 2020, tra poco meno di 10 anni, la società spaziale europea, la Eads Astrium 2, lancerà nello spazio una prima centrale spaziale orbitante, ma più piccola di quella giapponese.

Dunque l’idea pioneristica lanciata nel 1973 dall’ingegnere USA Peter Glaser sta diventando realtà e tra una decina di anni potremo produrre energia pulita utilizzando centrali solari nello spazio.

Fonti rinnovabili: risultati, prospettive e potenzialità

Nella giornata di domani, martedì 26 ottobre 2010, a Roma presso il GSE, Gestore dei Servizi Energetici, con ingresso dal numero 72 di Via Guidubaldo del Monte, si terrà un importante seminario sul tema delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica. Si farà il punto sui risultati raggiunti, ma anche sulle prospettive di un settore chiave per l’economia del futuro visto che l’obiettivo è quello di andare a produrre per il bisogno dell’umanità l’energia che serve senza andare a creare squilibri sul clima.

Per questo occorre, di conseguenza, che ogni Paese sia dotato di una efficiente politica energetica per il bene comune e per affrontare nella sua globalità un problema che rischia alla lunga di trasformarsi in un’emergenza planetaria.

Nucleare, bollette più salate

Sul ritorno al nucleare i conti non tornano

le parole del presidente della Fondazione per lo sviluppo Sostenibile, Edo Ronchi, sono tutt’altro che sibilline. Il messaggio è chiaro e più che comprensibile.

Le parole profetiche pronunciate la settimana scorsa dal presidente dei Verdi, Angelo Bonelli, se in un primo momento sono passate inosservate, ora tornano alla ribalta, confermate da studi e indagini di mercato. Ma in concreto, quanto graverà sulle nostre bollette il ritorno al nucleare?

Casa dell’energia: Bologna, due mesi per l’economia verde

Per due mesi, fino alla metà del prossimo mese di dicembre, a Bologna c’è la Casa dell’energia, al numero 46 di via Aldo Moro, dove è stato allestito un apposito spazio espositivo per organizzare incontri, dibattiti e seminari incentrati rigorosamente sui temi inerenti il risparmio energetico, l’economia verde e le fonti rinnovabili.

A darne notizia è stata l’Amministrazione regionale dopo che nei giorni scorsi è stato Gian Carlo Muzzarelli, Assessore regionale alle attività produttive della Regione Emilia-Romagna, ad inaugurare la Casa dell’Energia dove, inoltre, si punta anche ad avviare l’iter che porterà poi alla definizione del nuovo Piano energetico regionale.

Nucleare, Greenpeace versus Veronesi: sulla sicurezza è guerra aperta

Di chiaro nel ritorno al nucleare italiano c’è l’incertezza. La scarsa, per non dire nulla, trasparenza sui siti di localizzazione delle scorie e delle centrali, l’inesistente campagna di informazione (e non di propaganda!) volta a rispondere ai mille leciti dubbi dei cittadini. Una svolta energetica di questo tipo, è assodato, non può e non dovrebbe avvenire in un simile clima di tensione, senza la serenità e la maturità necessarie ad un passo cruciale per la vita del Paese, che dovrebbe procedere di concerto con le Regioni, con l’opinione pubblica, con l’opposizione. Altrimenti non sarà l’Italia a tornare al nucleare, quanto il Governo ad avvalersi dell’appellativo di atomico, con le sue scelte pesanti come bombe che scatenano altrettante reazioni dal mondo che fa opinione oggi nel nostro Paese.

A questo proposito oggi vogliamo tornare sull’argomento, tanto controverso, della presidenza dell’Agenzia per la Sicurezza Nucleare all’oncologo di fama internazionale, nonché senatore PD, Umberto Veronesi. Un incarico che ormai sembra scontato gli appartenga ma che solleva molti dubbi e perplessità.

Energia rinnovabile: Cgil Modena, raccolta firme legge di iniziativa popolare

Nel nostro Paese occorre incentivare sia l’utilizzo delle fonti rinnovabili, sia gli utilizzi intelligenti ed efficienti dell’energia dicendo nel contempo no sia all’energia insicura prodotta dal nucleare, sia a quella sporca prodotta dal petrolio e, tra l’altro, venduta a caro prezzo. E’ su queste basi che, a partire da lunedì prossimo, 25 ottobre 2010, a Modena, e fino a giorno 29, la CGIL ha organizzato una raccolta di firme a sostegno di una legge d’iniziativa popolare sull’energia rinnovabile.

Il tavolo di raccolta firme i cittadini lo troveranno a Modena nell’atrio di piazza Cittadella, al numero 36, al fine di dire no all’inquinamento e per contrastare i cambiamenti climatici. Il tutto con il chiaro obiettivo di garantire alle prossime generazioni un futuro che, in accordo con quanto mette in risalto proprio la CGIL di Modena, sia non solo positivo, ma anche pulito e ricco di opportunità.

DeLorean ed il ritorno al futuro…elettrico

Nemmeno la fantascienza del film Ritorno al Futuro aveva osato immaginare tanto. La DeLorean tornerà a correre lungo le strade (stavolta italiane) non volando o utilizzando dell’immondizia come combustibile, ma con una semplice batteria. Sfruttando la tecnologia dell’auto elettrica, Wired ed Electric Race hanno preparato l’auto del celebre film di Zemeckis per un viaggio completamente pulito da Milano a Roma che durerà tre giorni.

A darne l’annuncio è proprio Wired Italia sul suo sito, che ha previsto la partenza per lunedì prossimo, 25 ottobre, da Piazza Duca d’Aosta a Milano per poi raggiungere nell’ordine Piacenza, Reggio Emilia e Bologna. L’intento è chiaro: far vedere che è possibile viaggiare anche su lunghi tratti senza sprecare nemmeno una goccia di benzina. Per questo non sarà presa direttamente l’autostrada che porta alla Capitale, ma verrà avviato una specie di “giro d’Italia” illustrativo.

Auto elettriche: 10 mila camioncini puliti, l’obiettivo delle poste francesi

Fondata nel 1576, la posta francese è il più antico sistema di consegna della posta del mondo e uno dei maggiori datori di lavoro in Francia. Ora ha deciso di diventare verde. La Poste ha fatto della sostenibilità un obiettivo importante per i prossimi anni, con un occhio di riguardo alle forti riduzioni alle emissioni di carbonio. Per far sì che ciò accada, l’organizzazione sta mettendo a punto una flotta di veicoli elettrici adeguati alle diverse esigenze di consegna della posta urbana, suburbana e rurale.

L’obiettivo? Avere 10.000 camioncini in uso entro il 2011. Per le vie meno affollate, c’è il furgone (prima foto). Per le zone più dense, c’è il più piccolo e più versatile mezzo, che non assomiglia proprio ad un’auto, la cui foto sarà disponibile dopo il salto. Anche le rotte servite dalle biciclette saranno rimodernate. La Poste pianifica di disporre di ben 8.000 dipendenti che faranno il giro su bici elettricamente assistite entro la fine dell’anno. E per le strade strette della città dove anche le due ruote sono un ingombro, i lavoratori delle poste francesi andranno a piedi, spesso assistiti dai carrelli elettrici.

Fotovoltaico e architettura, un binomio vincente

Entro l’1 gennaio del 2011 il GSE, il Gestore dei Servizi Energetici, dovrà predisporre una guida per quel che riguarda le realizzazione di impianti fotovoltaici integrati aventi caratteristiche innovative. A ricordarlo è stata Assosolare che, in vista dell’entrata in vigore del terzo Conto Energia, che sarà valido fino a tutto il 2013, ha organizzato per il 29 ottobre prossimo, dalle ore 10 alle ore 13, presso la Fiera Bologna – Piazza dell’Energia – Padiglione 14, in concomitanza con il Saienergia & Sostenibilità 2010, un convegno dal titolo “Il Fotovoltaico in Architettura“.

L’evento, a partecipazione gratuita previa registrazione, mira ad affrontare il tema chiave del fotovoltaico integrato in edilizia alla luce sia delle Linee Guida, sia in vista dell’entrata in vigore del terzo Conto Energia.

Enel e comuni italiani insieme per le smart grids delle città sostenibili

Ancora sulle città sostenibili e sul concept di smart grid. Restiamo sul territorio italiano per occuparci dell’impegno di Enel e del ruolo indiscutibilmente rilevante che l’azienda di servizi energetici è in grado di assumere nell’evoluzione intelligente del contesto urbano. L’Enel ha una presenza molto importante sul territorio, arriva infatti a coprire ben l’85% delle rete nazionale.

A ricordarlo è lo stesso direttore infrastrutture e reti, Livio Gallo, intervenuto ieri a Roma al First Italian Smart City Forum, e sottolineando come l’azienda possa assumere la veste di innovatore tecnologico più di chiunque altro, quasi come processo evolutivo naturale in chiave futuro sostenibile. Buoni auspici che speriamo si concretizzino in piani d’investimento a lungo termine e che Gallo sintetizza in alcune dichiarazioni sui programmi aziendali:

Avendo una presenza molto importante sul territorio (l’85% della copertura della rete nazionale) sentiamo la missione di operare come innovatore tecnologico al servizio del paese, dei cittadini e dei nostri clienti. Per questo da anni siamo impegnati sul tema delle smart grids e oggi anche su quello delle smart cities (città intelligenti), che saranno sempre più importanti per le generazioni future.

Nucleare, l’elogio della follia

E’ tutto deciso, da tempo: torneremo al nucleare, volenti o nolenti. Rombino i reattori di Casaccia, vestiti a festa. L’Agenzia per la Sicurezza sul Nucleare c’è come c’era il cavaliere inesistente e sfodera (forse) un presidente smagliante a prova di cancro, il barone rampante, l’oncologo di fama internazionale nonché senatore PD (ancora per quanto?), Umberto Veronesi.

La lista Sogin sui siti papabili, anche quella, ha fatto il suo bell’ingresso già da tempo, secretata in un cassetto lontano dal popolo, cavallo curioso, depennata orgogliosamente nella lista delle cose da fare per ritornare al nucleare più in fretta che si può, prima che scada il mandato o il popolo pensante, o quel che ne resta, che come mai poi non dovrebbe trovare naturale volersi intossicare per risparmiare un cent a Kw (si fa per dire) sulla bolletta, si svegli, fate voi. E a quanti si chiedono a quando il debutto in società della red list, riecheggia  in risposta un verso infernale quanto lo è quest’incertezza, vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, nel girone di una, nessuna, centomila libertà, e più non dimandare.

Made in Italy anche per le rinnovabili

Il made in Italy nel mondo non è solo moda, design e cibo, ma anche quello delle rinnovabili è un comparto dove il nostro Paese in termini di eccellenze italiane ha tutte le carte in regola per potersi distinguere. Questa è la conclusione cui è giunto il GSE, il Gestore dei Servizi Energetici, in forza ad una ricerca da cui è emerso come l’industria italiana, per quel che riguarda le rinnovabili, presenti delle prospettive di espansione e di crescita che sono ampiamente riconosciute e confermate a livello globale.

Il Gestore dei Servizi Energetici, nel corso della presentazione, tenutasi ieri a Roma in Campidoglio, del nono Forum Annuale del Comitato Leonardo, ha inoltre posto l’accento sul fatto che il settore delle rinnovabili, a differenza delle stime e delle considerazioni pessimistiche di osservatori ed analisti, ha mostrato buoni segnali di tenuta lo scorso anno rispetto a molti altri settori industriali.

Venti più lenti? Ricerca francese “accusa” gli alberi

Cambiamenti climatici, alberi e costruzione di nuovi edifici. Questi, secondo una recente ricerca dell’università di Versailles Saint Quentin, in Francia, i responsabili del rallentamento del vento registrato negli ultimi trent’anni.
Nello specifico, i ricercatori attribuiscono alla variazione delle correnti di alta quota, correlata ai mutamenti climatici, il 10-50% della diminuzione, all’aumento della vegetazione un 25-60% di responsabilità nel rallentare le correnti d’aria e ai nuovi palazzi edificati un contributo minore.

Poveri alberi, accusati di favoreggiamento della prostituzione (la notizia, diffusa dal WWF, fu poi smentita dalla Regione Abruzzo), ora di rallentare il vento e di mettere a rischio la produzione del comparto energetico dell’eolico!
I venti sarebbero, e il condizionale è d’obbligo, più lenti nell’emisfero Nord a causa degli alberi sempre più numerosi e fitti. E la deforestazione, il rischio idrogeologico? Sono dunque un lontano ricordo se gli alberi sarebbero diventati addirittura troppi, tanto da dar fastidio al vento? Come interpretare questa notizia?