La notizia del primo autobus a idrometano arriva da Ecomondo di Rimini, la fiera dedicata all’ambiente e allo sviluppo sostenibile, luogo d’incontro e di divulgazione delle ultimissime tecnologie e metodologie per un mondo ecocompatibile e vivibile.
Il progetto Mhybus è stato enunciato all’interno del convegno Idrometano: Progetti, Risultati e Opportunità, a cura di Unioncamere Emilia Romana, dalla Società Consortile ASTER e dall’Azienda Speciale CISE (Centro per l’Innovazione e lo Sviluppo Economico).
Il bus sarà alimentato a idrometano, un combustibile composto per l’85% da metano e per il 15% da idrogeno. Finora il combustibile green è stato adottato per piccoli automezzi e ciclomotori ma dal prossimo anno servirà le linee del trasporto pubblico di Bologna. L’uso dell’idrometano comporterà un abbattimento delle emissioni inquinanti fino al 50% in meno di CO2 e di ossidi di azoto, e dei consumi perché l’idrogeno contenuto nella miscela provoca un’accelerazione del fronte di fiamma, portando ad una più completa combustione e ad un miglior rendimento del motore.

Ottimistiche le previsioni del recente studio, Sviluppare il Potenziale del Fotovoltaico nella Fascia Solare, presentato a Bruxelles dall’EPIA, l’Associazione Europea dell’Industria Fotovoltaica, e realizzato in collaborazione con la società di consulenza strategica A.T. Kearney: nel 2030 l’approvvigionamento energetico proveniente dal solare fotovoltaico potrebbe raggiungere quota 60% in 66 dei 148 Paesi inclusi nella cosiddetta Fascia Solare, Sunbelt, l’area compresa tra il 35/o parallelo a Nord e a Sud dell’Equatore.
Il servizio Via-Vas del ministero dell’Ambiente ha preso in esame la richiesta di autorizzazione avanzata dalla Sei (Saline Energie Ioniche, controllata della svizzera Repower) per la centrale termoelettrica a carbone (da 1320 MW) di Saline Joniche, Montebello Jonico in provincia di Reggio Calabria.