Il nucleare torna in Italia per legge. Ecco dove potrebbero sorgere le future centrali

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Ieri sera, dopo una battaglia politica durata ore, il senato ha ratificato il ritorno al nucleare per l’Italia. In barba al referendum del 1987 in cui gli italiani dissero no al nucleare, con una semplice votazione si è data l’opportunità al Governo di cominciare, entro 6 mesi, l’iter che riporterà l’Italia indietro di 20 anni, permettendo la costruzione delle centrali nucleari.

I problemi sono tanti. A prescindere dalla volontà del popolo, che sicuramente se fosse chiamato a rispondere ad un referendum confermerebbe il no dell’87, le questioni da risolvere sono troppe. Prima di tutto, il luogo in cui costruire le centrali. Saranno coperti da segreto militare i siti in cui esse saranno costruite, e questo gesto già fa capire che si temono contestazioni delle popolazioni che abitano vicino al sito scelto, e per questo si ricorrerà alla mano dura.

Per scegliere i quattro siti in cui costruire le centrali, si è deciso di adottare una mappa prodotta dalla Cnen (oggi diventata Enea), disegnata negli anni ’70. Lì erano indicate le zone adatte al fabbisogno di una centrale, come la presenza di acqua e la stabilità del terreno. Il problema è che oggi, dopo 30 anni, questa mappa è obsoleta, alcuni fiumi segnati sono a secco o non hanno più il corso di una volta, alcune zone sono franate o ci sono stati smottamenti che non rendono più sicuro il terreno. Insomma, va rifatto tutto il lavoro tutto d’accapo.

Roll Charger, i caricabatterie a movimento

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Uno dei principi dell’ecologia è sicuramente il riuso. Quando poi si tratta di batterie, con tutto quello che ne consegue per quanto riguarda lo smaltimento, vien da sè che è importantissimo riuscire a riutilizzarle. Finora si era sempre utilizzato il classico caricabatterie il quale, per ricaricare la nostra stilo, consuma energia elettrica proveniente da fonti non rinnovabili, e quindi inquinanti. I cinesi però stavolta hanno avuto una bella idea e l’hanno applicata all’ecologia.

Ispirato alle palle cinesi Baoding, un designer di Shanghai, Qian Jiang, ha creato un caricabatterie cinetico. Il concetto è basato sul fatto che per ricaricare le batterie basta fissare questa pallina sul palmo della mano e muoverla in continuazione. L’energia del movimento dà energia alla palla, la quale la trasmette alla pila.

Energia eolica integrata negli edifici, funziona davvero?

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Tutti amano l’energia eolica integrata, come questa grande turbina del Bahrain World Trade Center nella foto, ma in realtà funziona? O è solo lì per fare una presenza esteticamente ecologica? Alex Wilson, eco-costruttore, non ci crede, e la considera una “follia”. Non vi è dubbio che la usino per fare una figura da ecologisti, ma i dati parlano diversamente.

1. L’aria è spesso turbolenta. Il vento cambia, rimbalzando intorno, le turbine eoliche funzionano meglio con aria costante. Secondo Ron Stimmel, esperto di tecnologia eolica dell’American Wind Energy Association (AWEA), tale flusso turbolento confonde la turbina, peggiorandone le prestazioni. Anche se c’è molto vento sulla cima di un edificio, è probabilmente più turbolento del vento costante. Una regola comune, secondo Stimmel, è quella di elevare una turbina di almeno 9 metri, sul terrazzo di un edificio con almeno 150 m di raggio,compreso l’edificio stesso.

Super-deuterio, l’energia nucleare del futuro veramente pulita

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Un materiale che è un centinaio di migliaia di volte più pesante dell’acqua e più denso rispetto al nucleo del Sole è stato recentemente prodotto presso l’Università di Göteborg, in Svezia. Gli scienziati che lavorano a questo materiale tentano un processo energetico che sia più sostenibile e meno dannoso per l’ambiente rispetto al nucleare utilizzato oggi.

I primi risultati pubblicati in due riviste scientifiche hanno dimostrato che la distanza tra gli atomi nel materiale è molto inferiore a quella normale. Leif Holmlid, professore presso il Dipartimento di Chimica, ritiene che questo sia un passo importante sulla strada per l’uso commerciale del materiale. Questo nuovo materiale è prodotto a partire dall’idrogeno pesante, anche noto come deuterio, ed è quindi noto come “deuterio ultra-denso“. Si ritiene che esso svolga un ruolo nella formazione delle stelle, e che probabilmente è presente in pianeti giganti, come Giove.

Inventato metodo ecologico per riciclare i pneumatici

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Un gruppo di ricercatori in Australia sono sulle tracce di una nuova tecnologia ad alta efficienza energetica per il riciclaggio dei pneumatici di gomma in polvere ad alta qualità e si spera che questo condurrà ad un aumento del riciclaggio dei pneumatici di almeno il 50%.

Il nuovo processo elude un pezzo importante di quello che finora ha rallentato il riciclo, la contaminazione del metallo. Siccome i pneumatici triturati contengono metallo, essi non possono essere riutilizzati per nuovi prodotti in gomma, senza passare attraverso costose trasformazioni. I ricercatori della CSIRO e VR TEK, le due aziende che operano in collaborazione per il progetto, hanno la sensazione che non solo questo è un processo di riciclaggio ad alta efficienza energetica, ma anche più economico e quindi più rispettoso dell’ambiente. Questo significa che l’uso dei pneumatici riciclati in nuovi prodotti, dalle strade ai muri, è molto più economico e più facile che utilizzare materiali vergini.

Il Kansas dà lavoro a 400 persone in una sola centrale eolica

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Sin dalla campagna elettorale di Barack Obama, anche Ecologiae ha sempre ritenuto possibile un incremento dei posti di lavoro nel campo delle rinnovabili. Non si parla di qualche posto di lavoro, ma di centinaia, migliaia e, a livello mondiale, si rientra nell’ordine delle decine di milioni.

Secondo The Witchia Eagle, Siemens Energy ha annunciato la sua scelta dela città di Hutchinson, Kansas per la costruzione di una turbina a vento da 50 milioni di dollari, che darà lavoro a circa 400 lavoratori. L’impianto consisterà nell’assemblare carlinghe e allungare le strutture in cima a delle torri del vento, che comprendono i generatori, gli attrezzi e l’elettronica. L’annuncio, dato con molto orgoglio, arriva dal Governatore del Kansas che ha appena approvato anche la costruzione di un grande impianto di energia elettrica a carbone. Dimostrazione che non è detto che se si investe in un tipo di energia, necessariamente bisogna escludere l’altra.

Solarexpo: l’Italia c’è, il Governo no

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Ancora una volta il Governo dimostra la sua completa mancanza di sensibilità verso la politica delle energie rinnovabili, il vero motore per uscire dalla crisi. Si è appena conclusa Solarexpo, la fiera dell’energia solare che come ogni anno si è tenuta a Verona dal 7 al 9 maggio. Una fiera che, di anno in anno, va ad incrementarsi, con nuovi padiglioni (quest’anno erano 9, tre in più rispetto alla scorsa edizione), 64 mila visitatori (record) e tante, tantissime aziende, non solo italiane, decise ad investire in questo campo.

Insomma, c’erano tutti, tranne i rappresentanti di Governo. Si attendevano il Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola, l’uomo che ha a cuore il nucleare, e la Ministra dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo. Si attendevano, appunto. Perché si sono fatti attendere talmente tanto che si è capito che alla fine non sarebbero più venuti. Lo sconcerto non viene tanto nel sapere che i ministri del nostro Governo non si siano informati sulle nuove tecnologie rinnovabili. Il problema è che siccome con loro si muove anche una grande macchina mediatica, mancando la loro presenza, le uniche telecamere che si sono viste a Verona sono state quelle di qualche network locale, finendo con lo scomparire della notizia a carattere nazionale.

Uragani, più ne aumenta la forza, e più aumenta il riscaldamento globale

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Uno studio sull’impatto degli uragani negli Stati Uniti mostra che i danni provocati alle foreste possono diminuire la capacità di assorbire anidride carbonica, quindi dare un importante contributo al riscaldamento globale. I ricercatori della Tulane University del Dipartimento di Ecologia e Biologia Evoluzionistica hanno esaminato l’impatto dei cicloni tropicali sulle foreste degli Stati Uniti dal 1851 al 2000 e hanno rilevato che i cambiamenti nella frequenza degli uragani potrebbe contribuire al riscaldamento globale. I risultati saranno nel prossimo numero di Proceedings of the National Academy of Sciences.

Gli alberi assorbono l’anidride carbonica per crescere, e la rilasciano quando muoiono, a causa della vecchiaia, o perché abbattuti dall’uomo o dagli uragani. L’importo annuale di biossido di carbonio prodotto da una foresta rimosso dall’atmosfera è determinato dal rapporto tra la mortalità e la crescita dei vari alberi. Quando questi sono stati distrutti in massa dagli uragani, non solo ci sarà un minor numero di alberi nella foresta per assorbire i gas a effetto serra, ma le foreste potrebbero diventare responsabili delle emissioni di biossido di carbonio, che causano il riscaldamento del clima.

Nanotubi in carbonio, tanto efficienti quanto inquinanti

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I nanotubi di carbonio hanno fatto una carriera da meteora negli ultimi 15 anni, anche se le loro applicazioni sono ancora limitate. Recenti risultati mostrano che, a prescindere dalla loro favorevole proprietà meccanica ed elettrica, hanno anche caratteristiche svantaggiose.

Un aspetto che è stato raramente considerato finora è stato studiato dal centro di ricerca Forschungszentrum Dresden-Rossendorf:

Se la domanda di prodotti e materie prime contenenti nanotubi di carbonio aumenteranno in futuro, allora ci sarà una maggiore probabilità per i tubi di entrare nell’ambiente durante la loro produzione, con l’uso e lo smaltimento, per essere distribuiti, inquinando con i suoi metalli pesanti

afferma Harald Zaenker, scienziato al FZD. Un modo importante per i nanotubi di carbonio di entrare nell’ambiente è attraverso l’acqua. Nel loro stato originale, la fragile fibra di carbonio con un diametro inferiore a 50 nanometri (1 nanometro = 1 milionesimo di millimetro) sono difficilmente solubili in acqua. A prima vista, pertanto non dovrebbero essere mobili nelle acque, cioè dovrebbero finire rapidamente sul fondo e depositarsi. Tuttavia, i nanotubi di carbonio sono in grado di formare soluzioni colloidali se la loro struttura superficiale è mutata. I cambiamenti nella struttura della superficie può essere modificata deliberatamente durante la produzione dei tubi o può essere indotta da processi naturali, se i tubi sono rilasciati nell’ambiente.

In America nasce l’eco-religione, edifici religiosi ecologici

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Mai sentito parlare di religione ecologica? No? Bè, nemmeno noi. Da qualche tempo si sta tentando di far diventare verdi case e uffici in mezzo mondo, fino a ricostruire intere città in maniera ecologica. Ma c’è un nuovo spazio che abbraccia la eco-rivoluzione. Sembra che le chiese, sinagoghe e altri luoghi di culto stiano ascoltando le richieste dei loro eco-parrocchiani e sembra le vogliano prendere sul serio.

Una relazione dell’Associated Press pubblicata ieri sul msnbc.com indica la crescente tendenza dei luoghi di culto alla ricerca della certificazione LEED (Leadership in Energy and Environmental Design, una sorta di certificazione ambientale). Finora sono dieci le congregazioni che negli Stati Uniti hanno ottenuto tale certificato, ed altre 54 stanno tentando di ottenerla.

Isole Carteret: la prima terra sgomberata a causa dei cambiamenti climatici

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Il giorno che in molti aspettavano è purtroppo arrivato. Un punto di riferimento nella storia del cambiamento climatico globale sta avvenendo mentre ne parliamo, nella totale indifferenza del resto del mondo. Le isole Carteret, in Papua Nuova Guinea, sono diventate il primo sito al mondo in cui tutti i residenti sono dovuti essere spostati a causa del cambiamento climatico. Si tratta dei primi rifugiati ufficiali del riscaldamento globale, visto che sono costretti a spostare la propria vita lontano dalla minaccia sempre crescente delle acque, le quali rischiano di superare le loro case e le coltivazioni. L’isola che chiamano casa sarà completamente sommersa entro il 2015.

Questa storia ha inizio un paio di anni fa, quando è stato suggerito agli isolani di lasciare la loro terra a causa dei cambiamenti climatici. Ma adesso che le previsioni si stanno effettivamente avverando, nessuno sembra più prestare attenzione. E se lo scenario non è così apocalittico come qualcuno potrebbe immaginare, la vita per gli isolani è davvero impossibile.

Olkiluoto, la centrale nucleare più grande del mondo che crolla per un temporale

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E’ incredibile che si continui a puntare sul nucleare nel mondo, ed è ancora più incredibile che ci si fidi di Areva, un’azienda che non ha mai dimostrato nulla ma che anzi, ha dimostrato una completa inaffidabilità. Sotto accusa, da molti anni ormai, è la centrale nucleare di Olkiluoto, in Finlandia, che sarebbe dovuta essere la più grande al mondo. Sarebbe, appunto.

Infatti la data del suo completamento era prevista nel 2005 ma oggi, a 4 anni di distanza, non solo i lavori non sono stati ultimati, ma non si vede nemmeno la luce alla fine di questo tunnel. I ritardi sono stati accumulati a causa di incongruenze rispetto ai progetti, imperfezioni nelle costruzioni e tanti altri motivi che per una centrale nucleare, la più pericolosa al mondo, sono molto gravi.

Se infatti mettere in sicurezza un reattore nucleare è fondamentale, figuriamoci quanto possa essere rendere sicura la più grande centrale nucleare del mondo. In quasi 4 anni il costo si è raddoppiato, la costruzione dei sistemi di controllo elettronico non è stata ancora nemmeno iniziata, e già 2.100 sono state le “non conformità” al progetto originario che si sono susseguite.

La Mars diventa ecologica

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Chi l’ha detto che le multinazionali sono tutte inquinanti, sfruttatrici e senza scrupoli? Certo qualcuno, forse la maggior parte, lo sarà, ma c’è anche chi si può riconvertire, come la Mars. L’azienda del cioccolato più famosa al mondo, che annovera decine di prodotti diversi, non soltanto il tipico cioccolatino che porta il suo nome, ha deciso di darsi all’ecologia, e per farlo si è rivolta a degli esperti.

In particolare ad uno, Howard-Yana Shapiro, fondatore della “Seeds for change” (Semi per il cambiamento), un’azienda produttrice di cibo biologico, che basa la sua attività sull’agricoltura sostenibile e la difesa dell’ambiente, ma che non si occupa soltanto di produrre cibo. La sua “mission” è principalmente quella di far conoscere le proprietà del cibo biologico e di diffondere i valori dell’ecologia in tutto il mondo. Fautore di tutto questo cambiamento è stato proprio Shapiro, che con la sua mentalità hippy è riuscito a far avvicinare anche un’enorme azienda come la Mars, dopo battaglie durate almeno 10 anni, all’ecologia.

Bioelettricità, l’energia del futuro

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Secondo una ricerca appena pubblicata nell’edizione on-line di Science, piuttosto che la conversione delle colture energetiche a carburante liquido per utilizzarle in un motore a combustione interna, è molto più efficace convertirle in energia elettrica per alimentare i veicoli. Rispetto all’etanolo, questo tipo di energia fornisce l’80% di chilometraggio in più per ettaro di coltura, ed al contempo raddoppia anche  il risparmio nelle emissioni.

Alcuni ricercatori delle Università della California di Merced e Stanford, hanno realizzato un programma sulla sicurezza alimentare e l’ambiente e hanno effettuato un analisi del ciclo di vita del bio-etanolo e dell’elettricità che riguardava sia l’energia prodotta da ciascuna tecnologia, ma anche l’energia consumata nella produzione dei combustibili e dei veicoli da loro alimentati.