Rinnovabili: entro 20-40 anni potrebbero fornire il 100% dell’energia al mondo

Il mondo che tutti sogniamo è un mondo alimentato da energia pulita, dove l’inquinamento verrà ridotto davvero al minimo indispensabile e dove non ci sarà petrolio o carbone, ma solo vento, sole e le altre forme rinnovabili di energia. Un’utopia? Forse no, secondo un nuovo studio effettuato dal ricercatore di Stanford Mark Z. Jacobson, che intravede concretamente un mondo in cui le fonti energetiche rinnovabili sostituiranno definitivamente i combustibili fossili.

Sulla base dei nostri risultati, non ci sono ostacoli tecnologici o economici per convertire il mondo intero alle fonti energetiche rinnovabili. La domanda è sapere se abbiamo la società e la volontà politica [per farlo]

spiega Jacobson, che insegna ingegneria civile e ambientale alla Stanford University.

Energia fonti rinnovabili: Authority chiede misure anti-speculazione

In materia di produzione di energia da fonti rinnovabili occorre da un lato favorire, nell’ambito degli obiettivi europei, il loro pieno raggiungimento, ma contestualmente questo deve avvenire senza andare ad appesantire le bollette energetiche dei consumatori. E’ questa, in estrema sintesi, la posizione dell’AEEG, Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas sul Decreto Rinnovabili per il quale, di conseguenza, servirebbero misure sia anti-speculazione, sia di contenimento dei costi.

In merito l’Authority ha inviato sia al Governo italiano, sia al Parlamento, una segnalazione inerente proprio lo schema di Decreto legislativo con il quale il nostro Paese recepisce la “2009/28/CE“, ovverosia la Direttiva europea sulle rinnovabili. Nel complesso l’AEEG rileva per il Decreto aspetti sia positivi, sia condivisibili, ma nello stesso tempo servono dei correttivi proprio sugli oneri in bolletta che solo lo scorso anno sui consumatori hanno pesato per oltre tre miliardi di euro.

Metano

Metano

Il metano è un gas naturale, un idrocarburo semplice formato da un atomo di carbonio e 4 di idrogeno (CH4).  E’ un gas inodore, incolore ed insapore, per rendere avvertibile la sua presenza nelle reti domestiche, viene odorizzato con tetraidrotiofene, che gli conferisce quel tipico “odore di gas”.

La scoperta del metano si deve ad Alessandro Volta che nel 1776, su segnalazione di Carlo Giuseppe Campi, prese ad osservare degli strani fenomeni che si verificano presso paludi e laghetti stagnanti: avvicinando una fiamma alla superficie della palude si accendevano delle piccole fiamme azzurre. Il fisico italiano raccolse le bolle di gas in una bottiglia e diede a questo gas naturale il nome di aria infiammabile di palude. Scoprì che la combustione avveniva sia per fiamma che mediante scarica elettrica, e dedusse che il gas si formava nella decomposizione di sostanze animali e vegetali. Bisognerà aspettare il 1805 per avere una corretta composizione del metano, da parte di Thomas Henry.

Smog: Torino e Milano chiudono al traffico domenica 30 gennaio

Sono passati appena 25 giorni dalla prima rilevazione del 2011 dell’aria nella città di Torino, e già 17 sono risultati fuorilegge. Ciò significa che le centraline che rilevano lo smog nel capoluogo piemontese hanno superato il limite fissato per legge di 50 µg/m³ (50 microgrammi per metrocubo). E considerando che in un anno una città può sforare questo limite al massimo per 35 volte, significa che una buona parte del bonus Torino se l’è già spesa.

Per questo i Comuni dell’area metropolitana hanno deciso, con l’eccezione di Orbassano, di stabilire per domenica 30 il blocco del traffico. Un blocco che non prospetta nulla di buono visto che il nuovo anno non è cominciato da nemmeno un mese.

La Niña

La Niña

La Niña è una corrente caratterizzata da temperature oceaniche insolitamente fredde che si manifestano nel Pacifico equatoriale. Si tratta esattamente dell’opposto di El Niño, che è caratterizzato da temperature oceaniche insolitamente calde nella stessa area del Pacifico. Il Pacifico orientale è più freddo del solito, e l’acqua fredda si estende più a Ovest del normale. El Niño e La Niña sono fasi opposte del ciclo denominato El Niño Southern Oscillation ((ENSO), a volte denominate più semplicemente “fase fredda” e “fase calda”.

Il nome de La Niña è legato a quello del Niño che è stata nominato così perché, manifestandosi nel mese di dicembre, ha ricevuto il nome spagnolo di Gesù Bambino (Niño appunto, che significa anche bambino) dai pescatori sudamericani che per primi l’hanno individuato. Trattandosi, come detto, dell’esatto opposto, gli si è dato il nome di Niña o bambina.

Porto Torres, il miracolo della Prestigiacomo: “Spiagge pulite entro un mese”

Dopo l’eclissi dei rifiuti di Napoli in tre giorni che in gran parte del Paese si è vista male, complice il segnale del digitale terrestre che va e viene, Il Governo del fare si appresta ad un altro ambizioso miracolo/(tele)visione. Le spiagge di Porto Torres saranno ripulite entro un mese, promette il Ministro dell’Ambiente, l’Onorevole Stefania Prestigiacomo che ieri, finalmente, ha riferito alla Commissione Ambiente della Camera sull’incidente occorso l’11 gennaio sulle coste sarde, causato, ricordiamo, dallo sversamento in mare di migliaia di litri di olio combustibile fuoriusciti dalla rottura di un travaso della nave cisterna E.On.

“Abbiamo i dati di quanto accaduto. Quasi l’80% di materiale è stato recuperato, una parte si è spiaggiata”, ha spiegato il ministro.

San Valentino 2011, idee e consigli per una festa degli innamorati impatto zero

Cari innamorati, è arrivato il momento di programmare il vostro San Valentino. Come ogni anno il nostro consiglio è quello di trascorrerlo in modo “green”, un po’ come per tutte le altre feste. Non pensate a questa ricorrenza come un’occasione consumistica, perché a seconda della fantasia (e del portafoglio) di ognuno, è possibile trascorrerla in modo ecologico e low cost.

Il “must” che rappresenta il simbolo di San Valentino sono fiori e cioccolatini. Come farne a meno? Certo che non si può presciderne, ma è consigliabile sempre stare attenti alla provenienza. E’ facile incappare ad esempio in una scatola di cioccolatini provenienti dall’estero solo perché costano di meno, ed ancora più complicato è distinguere i fiori, perché italiani o stranieri, hanno persino lo stesso prezzo. Dunque come fare?

Ritorno al nucleare italiano, cercasi 10 mila esperti

Ancora sul ritorno al nucleare italiano, il dibattito è acceso da tempo ed è destinato a farsi sempre più infuocato. Allontaniamoci per un attimo da spot e controspot, sicurezza e scorie, comuni favorevoli a patto che e regioni contrarie, e parliamo di occupazione. Appena martedì discutevamo del potenziale delle rinnovabili nel creare nuovi posti di lavoro riferendo l’opinione di Epifani sui green jobs come trampolino di lancio per risollevare l’economia. Oggi parliamo dei nuclear jobs, in riferimento ai dati presentati da un recente studio commissionato dall’Enea e realizzato dagli scienziati dell’agenzia Giuliano Bucei e Stefano Monti.

Se n’è discusso ieri a Roma, a margine di un convegno, promosso dall’Agenzia,sulla formazione e le risorse umane, delle stime occupazionali nel settore atomico da qui a dieci anni. Le cifre parlano di almeno 10 mila esperti da impiegare nel prossimo decennio, volendo dare per assodata la realizzazione del programma nucleare italiano nella sua interezza, ovvero la costruzione e la messa in funzione di otto reattori di terza generazione.

Scorie nucleari, in Italia già si contano 100mila metri cubi

Il problema della gestione in sicurezza delle scorie nucleari è tutt’altro che semplice e chiaro: non si è affrontato finora il modo in cui le scorie verranno smaltite, quali sono i danni e le conseguenze anche a lungo termine dell’inquinamento prodotto dalla loro radioattività, non si è parlato delle malattie che possono procurare sulla popolazione. Se lo spot di Greenpeace lancia l’allarme su come smaltire le scorie nucleari che possono rimanere radioattive per secoli e per miliardi di anni, Legambiente tira un po’ le somme del danno.

La campagna contro il nucleare promossa da Legambiente, come sempre, mette in gioco volontari ed esperti e professionisti del settore. Questa volta a dare un parere è il coordinatore dell’ufficio scientifico di Legambiente, il geologo Giorgio Zampetti, che informa

Oggi nel nostro Paese si contano 100mila metri cubi di scorie nucleari già esistenti, di cui 27mila metri quadrati derivanti dalle attività delle vecchie centrali nucleari, fermate dal referendum del 1987, cinquantamila metri cubi prodotti dallo smantellamento delle vecchie centrali, e 20mila metri cubi di rifiuti nucleari che arrivano dalla ricerca e dalle attività ospedaliere e industriali.

Rinnovabili, Obama le rilancia nel suo discorso sullo Stato dell’Unione

Il discorso sullo Stato dell’Unione 2011 di Barack Obama ha fatto il giro del mondo grazie, oltre che alle tematiche economiche, anche al ritorno del tema ambientale, che le politiche intraprese negli ultimi due anni dal Presidente degli Stati Uniti sembravano aver lasciato un po’ da parte.

Uno dei passaggi più importanti è stato l’aver messo in evidenza l’importanza di massicci investimenti nelle nuove tecnologie, in particolare nell’energia pulita. Facendo riferimento alle rinnovabili, Obama ha detto che questo è il “momento-Sputnik della nostra generazione”, riferendosi al sorpasso alla Russia nella corsa allo spazio. Ciò significa che, nonostante gli States al momento siano rimasti indietro nella ricerca, è arrivato il momento di raddoppiare gli sforzi. Ma non si tratta dell’unico elemento importante del discorso di Obama in termini di clima, energia e ambiente.

Eolico e geotermico: Enel Green Power, nuovi progetti all’estero

Prosegue l’espansione all’estero di Enel Green Power, la controllata verde del colosso energetico Enel, nel settore degli impianti di produzione di energia pulita da fonti rinnovabili. In Portogallo, la società italiana nella giornata di ieri, martedì 25 gennaio 2011, ha annunciato la messa in marcia del nuovo parco eolico di Alvaiázere che, con una potenza installata pari a ben 10 MW, sarà in grado di produrre annualmente 29 milioni di kilowattora di energia elettrica.

Trattasi, nello specifico, di un nuovo campo eolico costituito da cinque turbine aventi ciascuna una potenza pari a 2 MW; l’energia elettrica prodotta sarà annualmente in grado di soddisfare il fabbisogno energetico di 11 mila famiglie a fronte di un risparmio ambientale annuo pari ad oltre 21 mila tonnellate di anidride carbonica (CO2) non immesse in atmosfera.

Energia solare, inventato pannello che funziona di notte

Può sembrare una contraddizione, ma a quanto pare potrebbe un giorno funzionare: è stato inventato un pannello solare che funziona anche senza il sole. Non un qualsiasi pannello, ma in particolare quello prodotto dall’Idaho National Laboratory da Steven Novack che finalmente è riuscito a superare l’ultimo ostacolo per questo tipo di energia: il fatto che di notte i pannelli solari non producono energia.

Questo scoglio potrebbe essere superato grazie alla banda ad infrarossi emessa dal sole che raggiunge la Terra. Essa viene assorbita dal terreno che di notte la restituisce generando calore. Questo fenomeno, come una sorta di ping pong, permette di mantenere la banda ad infrarossi sul suolo in quanto, una volta liberata dal terreno, sale verso l’atmosfera, ma le nuvole ne respingono una parte, re-inviandola a terra.