
La giornata di ieri è stata una delle più terribili, dal punto di vista mediatico, per la BP da quel maledetto 20 aprile scorso, quando l’incendio alla Deepwater Horizon ha fatto scattare il più grande disastro ecologico della storia americana ed uno dei peggiori al mondo.
Attivisti, ambientalisti e semplici cittadini si sono riuniti nelle città di Londra e Milano per protestare contro l’operato della compagnia petrolifera che ha recentemente annunciato trivellazioni a 500 km dalla costa siciliana, oltre ad aver fatto altre azioni disastrose come la gestione scellerata dell’emergenza, la buonuscita milionaria ad uno dei responsabili del disastro, la sottostima dei risarcimenti e per ultima, se venisse confermata, la pressione fatta sul Governo britannico per liberare un terrorista libico al fine di ottenere l’autorizzazione da Gheddafi a trivellare nel Golfo della Sirte.
Immaginate di essere i responsabili del peggior disastro ambientale della storia americana. Immaginate che Henric Svanberg, uno dei vostri collaboratori, se la stia spassando su uno yacht in compagnia della sua amante mentre si lotta contro il tempo per arginare una fuoriuscita di petrolio che è costata la vita a 11 uomini, morti nell’esplosione della piattaforma Deepwater Horizon.