Rifiuti speciali

Rifiuti speciali

I rifiuti, ossia

qualsiasi sostanza od oggetto che rientri nelle categorie riportate nell’allegato I e di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia l’obbligo di disfarsi.

Sono classificati in base alla normativa D.lgs 152/06 in rifiuti urbani e rifiuti speciali, a seconda della loro origine. Si classificano poi in rifiuti pericolosi e rifiuti non pericolosi, in base ai loro effetti sulla salute e sull’ambiente.

L’origine dei rifiuti e la loro provenienza si può identificare attraverso un codice di sei cifre, stabilito dalla direttiva 75/442/CEE di cui abbiamo riportato la definizione. L’allegato I, conosciuto come Catalogo Europeo dei Rifiuti (CER) e revisionato costantemente, è una terna di coppie di numeri che identificano la tipologia del rifiuto.

Riserve naturali: il taglio ai fondi mette in ginocchio la Sicilia

Spesso, quando si parla di tutela della biodiversità e delle riserve ambientali, si fanno riferimenti ai grandi polmoni del pianeta come l’Amazzonia e le grandi foreste dell’Asia. Ma come possiamo chiedere agli altri di tutelare il loro territorio se non riusciamo a tutelare nemmeno il nostro?

Bisognerebbe girare la domanda ai rappresentanti della Regione Sicilia, una delle aree con più riserve naturali al mondo, ben 73 su una sola isola, i quali hanno tagliato i fondi per la loro tutela del 70% in soli due anni. I problemi qui sono molti, e vanno dai semplici atti di vandalismo agli atti di vero e proprio bracconaggio che mettono a rischio molte specie protette.

E’ Angelo Vassallo il Personaggio Ambiente 2010

E’ Angelo Vassallo il Personaggio Ambiente 2010. L’ex sindaco di Pollica è stato il più votato dal popolo della rete sul sito www.personaggioambiente.it come la personalità che più ha ispirato e influenzato stili di vita e politiche a favore dell’ambiente.
Un premio alla vita, alle azioni e ai pensieri di un uomo che non è più tra noi perché brutalmente assassinato dalla camorra lo scorso settembre, ma è ancora in grado di ispirarci e trasmettere idee e messaggi concreti di speranza verso un presente ed un futuro improntato all’amore per il territorio, alla sostenibilità ambientale che passano necessariamente attraverso la lotta per la legalità e contro tutte le ecomafie.

Sono 2893 gli utenti che hanno partecipato al voto. Angelo Vassallo ha ricevuto 653 preferenze, pari al 22,6% dei voti, e ha prevalso in una rosa di 20 candidati, scelta da un comitato tecnico di giornalisti e bloggers che si occupano di ambiente e di cui fa parte anche la redazione di Ecologiae. Sul podio segue a ruota Milena Gabanelli, giornalista conduttrice di Report, che ha raccolto 641 preferenze. Al terzo posto Marco Roveda, fondatore di LifeGate e membro del WorldShift Council, con 632 prefenze.

Polveri sottili, a svelarne l’identità una ricerca pugliese

Una ricerca compiuta dalla Regione Puglia ha svelato interessanti aspetti sulle polveri sottili, anche note come particolato atmosferico, PM.
Lo studio su La vera identità delle polveri sottili è stato condotto dal dipartimento di Chimica dell’Università di Bari e dal dipartimento di Fisica dell’Università del Salento in collaborazione con le società Lenviros s.r.l e Fai Instruments s.r.l.

Le polveri sottili sono nocive, e questo già si sapeva. Ma determinante per comprenderne la pericolosità non è la loro dimensione, ma la loro provenienza: le particelle che provengono dallo smog e dal traffico cittadino sono leggere e molto dannose per la salute; quelle che arrivano dal deserto del Sahara sono più pesanti ma non pericolose. Le polveri sottili al Nord sono molto nocive perché provenienti per lo più dallo scarico delle auto; quelle che circolano nell’aria dei Paesi Mediterranei e del Sud Italia non sono dannose perché arrivano dai deserti dell’Africa.

Natale ecologico: le luci LED significano risparmi per milioni di euro

Nonostante si parli di trascorrere le vacanze in modo ecologico, di risparmio energetico e tanti altri bei principi verdi, una vecchia abitudine è dura a morire, ed anzi, forse non morirà mai per tradizione: le lucine di Natale. I più “ecologisti” le accendono solo per poche ore ogni tanto, quando si trovano nella stanza in cui c’è l’albero, ma nella maggior parte dei casi esse vengono accese tutto il giorno, ad eccezione della notte, e a volte vengono accese l’8 dicembre e spente il 6 gennaio.

Le lucine sono piccole e la quantità di energia consumata è poca, tant’è che sulla bolletta della corrente molto probabilmente l’incremento dei consumi sarà lieve. Ma avete idea a livello nazionale, se non a livello mondiale, a quanto ammonta questo costo?  La famiglia Faucher, nel Deleware, ce l’ha.

Fonti rinnovabili: fondi per investimenti strutturali nel Mezzogiorno

Nelle Regioni del Mezzogiorno, ed in particolare in Sicilia, Calabria, Puglia e Regione Campania, arrivano fondi pari a ben 123 milioni di euro per investimenti strutturali nel settore delle energie rinnovabili. Questo, in particolare, grazie a quattro apposite convenzioni che, in accordo con quanto reso noto in data odierna, lunedì 13 dicembre 2010, dall’MSE, il Ministero dello sviluppo economico sono state firmate con la società Enel Distribuzione, e con le Regioni Campania, Calabria, Sicilia e Puglia.

Le convenzioni, nello specifico, permetteranno di sviluppare la rete di distribuzione di energia elettrica attraverso degli interventi strutturali tali da poter agevolare la connessione degli impianti che risultano essere alimentati dalle fonti rinnovabili.

NOx

In chimica l’ossido di azoto è il termine che indica la combinazione degli elementi azoto e ossigeno. Le due varianti comuni dell’ossido di azoto sono l’ossido nitrico (NO) ed il biossido di azoto (NO2), in cui entrambe hanno un singolo atomo di azoto, collegato rispettivamente ad uno e due atomi di ossigeno.

I due tipi di ossidi di azoto comuni sono a volte indicati come NOx, dove x rappresenta la variabile delle parti di ossigeno nella molecola. A produrre enormi quantitativi di ossidi di azoto è la combustione nei motori dei veicoli, i cui scarichi finiscono in atmosfera. Gli scienziati stanno cercando di individuare la responsabilità delle emissioni di ossido di azoto nel complesso processo chimico che sta cambiando la composizione dell’atmosfera intorno a noi, portando ad un rapido peggioramento della qualità dell’aria.

Rifiuti per tagliare le emissioni di CO2

Una buona notizia arriva da uno studio promosso dalle Nazioni Unite: tagliare le emissioni di CO2 e attenuare in parte i cambiamenti climatici è possibile. Basterebbe che le aziende che si occupano della gestione dei rifiuti in tutto il Mondo, cominciassero ad abbattere le emissioni di gas serra.

Il comparto rifiuti dovrebbe in primo luogo ridurre le quantità di materie prime utilizzate dall’industria, stoccare il carbonio e recuperare il metano prodotto dalle discariche per produrre combustibile e dunque energia elettrica. Come afferma Achim Steiner, direttore del Programma ONU per l’Ambiente (UNEP)

Il comparto rifiuti sta già operando per rendere minimo l’impatto di gas serra potenti come il metano, ma si tratta di iniziative su base nazionale. E’ arrivato il momento di passare ad un livello superiore e dare una risposta globale più coordinata, specie rispetto alle economie in via di sviluppo.

I pannolini sono tra i rifiuti più inquinanti

I bebè crescono in fretta, i loro pannolini impiegano 500 anni per degradarsi. Sono fatti di polpa di legno e plastica a mezzo di processi chimici industriali utili a garantire il massimo assorbimento. Ogni piccolo viene avvolto, nei soli primi 3 anni di vita, da una media di 4500 pannolini, che, tradotti nella polpa di legno utilizzata per produrli, corrispondono a circa 20 alberi di grandi dimensioni. Una recente ricerca di Greenplanet afferma che:

Nel nostro Paese ogni giorno vengono utilizzati circa sei milioni di pannolini che, una volta gettati via diventano una pericolosa fonte di inquinamento. Non solo per i materiali e i processi per realizzarli ma anche perché, sommati insieme, rappresentano ben il 10% di tutti i rifiuti urbani; inoltre si tratta di rifiuti con tempi di smaltimento lunghissimi che necessitano di circa 500 anni per decomporsi. Ma c’è anche un’altra problematica legata ai pannolini usa e getta per i bebé: la presenza di rifiuti organici rischia di provocare contaminazioni sia nel terreno sia nelle falde acquifere.

Regali di Natale per bambini, i mattoncini biodegradabili Happymais di Ecotoys

Molti bambini buoni inizieranno a scartare pacchetti già da oggi, come vuole la tradizione di Santa Lucia. Se siete ancora alla ricerca di idee originali e naturali, a basso impatto sull’ambiente, per i regali di Natale, l’ecospaccio di Ecotoys propone numerosi articoli realizzati con materiali e colori atossici e completamente biodegradabili.

Un esempio è HappyMais®, nella scatola da 7 litri a circa 15 euro, una versione ecologica del classico gioco che permette di assemblare e realizzare tanti animali e oggetti partendo da un materiale modellabile. Disponibile in vari colori, il gioco comprende, oltre al manuale di istruzioni, un coltellino in Mater-BiTM e una spugnetta in cellulosa naturale, e ovviamente tante forme da staccare su foglio in cartoncino che includono occhi, zampe ed ali per dare la possibilità ai bambini di creare tanti diversi animali.

Congresso di Cancun: le conseguenze dell’accordo

Anche se i colloqui sul clima di Cancun sono sembrati in una situazione di stallo che si è protratta per la quasi totalità delle due settimane che è durata la conferenza, nell’ultima notte è stato finalmente raggiunto un nuovo accordo sul cambiamento climatico. Secondo Greenpeace però tale accordo è servito solo a salvare i colloqui delle Nazioni Unite, ma non per salvare il clima.

In base al testo, che non è ancora legalmente vincolante, i tagli drastici alle emissioni di carbonio dovrebbero mantenere l’aumento della temperatura globale sotto i 2° C, e si richiede che eventuali rafforzamenti possano portare tale obiettivo ad 1,5° C. Tuttavia l’importo totale delle riduzioni di emissioni attualmente stabilite sono insufficienti per soddisfare tale obiettivo, con circa il 15% delle riduzioni previste, rispetto ai livelli del 1990 entro il 2020, quando il 40% o più sarebbe necessario. Gli impegni attuali ci porteranno ad un incremento delle temperature di circa 3-4° C, a metà strada di quello che Bill McKibben ha descritto come un futuro “impossibile e miserabile”.

Gas o nucleare? Uno dei due in Italia è di troppo

Vista l’amicizia tra Berlusconi e Putin, rimarcata in maniera molto colorita in questi giorni da Wikileaks, gli investimenti in Italia negli ultimi anni sul gas proveniente dalla Russia sono stati molti. In futuro si calcola che raddoppieranno. Ma vista anche l’insistenza di Berlusconi nella costruzione delle centrali nucleari, anche attraverso di esse l’energia italiana potrà aumentare. E’ vero che l’Italia ha un alto fabbisogno di energia elettrica, ma tra 10 o 20 anni, quando le centrali saranno completamente costruite ed il South Stream (gasdotto Italia-Russia) sarà completato, ci ritroveremo nella situazione paradossale di avere di più, molto di più, di quanto ci serve.

Ma facciamo un po’ di calcoli. Oggi in Italia si consumano, secondo i dati pubblicati questa mattina dal quotidiano Repubblica, 320-330 terawattore di elettricità. Per la gran parte sono prodotti dal gas (30-35 miliardi di metri cubi). Ma secondo i piani del Governo, tra il progetto South Stream e l’apertura dei gasdotti di Rovigo, Livorno, Porto Empedocle, Trieste e Panigaglia, si aggiungeranno altri 35 miliardi di metri cubi. In pratica si raddoppierà il gas a disposizione dell’Italia, già superando il fabbisogno attuale.

Energia: rischio multe di Kyoto puntando sul carbone

L’utilizzo dei combustibili fossili, ed in particolare del carbone, per la produzione di energia, condannerebbe l’Italia al pagamento delle multe di Kyoto con conseguenti ripercussioni negative sulle casse e sul bilancio dello Stato. E’ questo uno dei motivi per dire “NO” al carbone formulati da Legambiente che, inoltre, in concomitanza con la chiusura del vertice a Cancun, ha posto l’accento sul fatto che la nascita di nuovi impianti a carbone nel nostro Paese non farà altro che peggiorare la nostra dipendenza energetica visto che quasi tutto il carbone utilizzato viene importato.

Quello del carbone a conti fatti è solo un business vantaggioso per le aziende energetiche che, a fronte dei potenziali risparmi nell’acquistare il combustibile, non comporterà ricadute positive sulle bollette dei consumatori.