Vendola e Schwarzenegger, la futura coppia della green economy

Ieri c’è stato un incontro tutt’altro che usuale tra l’attuale governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola, ed il governatore della California Arnold Schwarzenegger. La cornice del dibattito è stata l’R20 (Regions of Climate Action – Regioni Mondiali per l’azione climatica) di Davis, l’ultimo dei meeting tra i politici pro-rinnovabili prima del congresso di Cancun che si aprirà a fine mese.

Qui il leader di Sinistra Ecologia e Libertà e l’ex Terminator hanno discusso delle politiche da intraprendere nella lotta ai cambiamenti climatici e di investimenti sulle energie rinnovabili, fino a comporre, insieme ad altri loro omologhi, un documento da presentare al COP16 per instradare la discussione verso una scelta più verde.

Fonti rinnovabili: Workshop Aper sui certificati verdi

Come sta cambiando la legislazione sui certificati verdi? Come funzionano e, soprattutto, in che modo andare a proteggersi dal rischio volatilità? A queste ed altre domande è possibile trovare risposta il mese prossimo, e per la precisione mercoledì 1 dicembre 2010, quando l’Aper, Associazione Produttori Energia da Fonti Rinnovabili, terrà un Workshop, sponsorizzato dall’azienda Repower Italia, che sarà tra l’altro l’occasione anche per distribuire il nuovo numero sui certificati verdi a cura proprio dell’Osservatorio dell’Associazione Produttori Energia da Fonti Rinnovabili (Aper).

La giornata di approfondimento dell’Aper sui certificati verdi verte sul trading, sull’hedging, sulle prospettive di mercato e sugli scenari di prezzo, ma anche, come sopra accennato in materia di certificati verdi, sull’utilizzo di strumenti della gestione del rischio e sui riflessi legati ai finanziamenti.

Protocollo di Kyoto

Protocollo di Kyoto

Il Protocollo di Kyoto è un accordo internazionale legato alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. La caratteristica principale del protocollo di Kyoto è che fissa obiettivi vincolanti per i 37 Paesi industrializzati più la comunità europea per la riduzione dei gas serra. Tale riduzione ammonta ad una media del 5% (che varia come vedremo più avanti) rispetto ai livelli del 1990 da raggiungere nel periodo di cinque anni 2008-2012.

La distinzione principale tra il protocollo e la convenzione è che, mentre la seconda incoraggiava i Paesi industrializzati a stabilizzare le proprie emissioni di gas serra, il protocollo impegna, chi lo ratifica, a farlo. Riconoscendo che i Paesi industrializzati sono i principali responsabili degli attuali livelli di emissioni di gas serra nell’atmosfera a seguito di più di 150 anni di attività industriale, il protocollo pone un onere maggiore per le nazioni sviluppate in base al principio delle “responsabilità comuni ma differenziate”.

Biodegradabile


Biodegradabile

Con il termine biodegradabile si indica la proprietà delle sostanze organiche di decomporsi naturalmente, ovvero di venire scomposti da sostanze complesse ad elementi più semplici. Sono i batteri saprofiti ad attaccare la sostanza decomponibile, estraendone gli enzimi necessari alla trasformazione. A quel punto il processo di biodegradabilità, definibile come la capacità di un materiale di decomporsi nel tempo a seguito di attività biologica, si conclude con l’assorbimento nel terreno, a differenza di quanto avviene con i prodotti non biodegradabili che inquinano l’ambiente.

La qualifica di biodegradabile oggi è spesso associata a prodotti rispettosi dell’ambiente. La maggior parte delle sostanze chimiche sono biodegradabili, a variare e a fare la differenza è piuttosto la quantità di tempo necessaria all’operazione, le sostanze finali prodotte dal processo, più o meno inquinanti, e la presenza in natura di batteri capaci di decomporre il materiale. Un pezzo di pane si decompone piuttosto rapidamente, mentre la plastica resterà inalterata per decenni.

Ambiente e turismo responsabile, i vincitori del premio TRI

Le sigla TRI sta per Turismo Responsabile Italiano, un riconoscimento molto ambito per le imprese locali del Bel Paese che si sono distinte per un’ospitalità sostenibile e attenta alla natura e all’ambiente. Il premio, che quest’anno sarà assegnato a 14 aziende tra Tour Operator, Agenzie di Viaggi, Alberghi e strutture ricettive; Enti turistici pubblici e privati; e Fondazioni, è dato da L’Agenzia di Viaggi.

Come ci spiega Cristina Ambrosini, direttore della testata giornalistica

Le agenzie e le imprese del turismo organizzato svolgono un ruolo essenziale per l’affermazione del turismo responsabile e sostenibile. I nostri riconoscimenti intendono diffondere l’informazione su questi temi, per valorizzare il prodotto concepito con questi criteri e strutturato per la distribuzione in agenzia. Perché è chiaro che sostenibilità e responsabilità non sono più facoltativi. Il turismo può distruggere la propria materia prima, ma etica e buon senso possono farne il più efficiente guardiano.

L’albero di Natale IKEA salva l’orso bruno marsicano

Il Natale si avvicina, o almeno così pare dalle vetrine in festa. In realtà manca ancora oltre un mese alle festività natalizie, ma non è mai troppo presto per pensare ai regali, alle decorazioni, al menu, ai viaggi.
Proveremo, insieme, a rendere più sostenibili le nostre scelte per un Natale un po’ più verde. Iniziamo dal protagonista della casa durante il mese di dicembre: l’albero, verde per natura, ma meglio comprarne uno vero o uno artificiale? Di questo eco-amletico dilemma abbiamo già discusso, valutando i pro e i contro di quello vivo e di quello finto.

Oggi vogliamo presentarvi un acquisto che va nella direzione dell’albero vero. Nel caso, valutando bene entrambe le opzioni, la vostra decisione si sia orientata su una pianta viva e vegeta, vi informiamo che a partire dal 19 novembre prossimo nei centri commerciali IKEA si potrà acquistare l’albero di Natale Picea Abies, alto circa 170 centimetri al prezzo di 12 euro e 99 centesimi, vaso escluso.

Albero di Natale, vero o sintetico?

Manca più di un mese al Natale, ma forse un’idea su come prepararsi a questa festa è il caso di farsela con un certo anticipo. Dopotutto tra poche settimane si comincerà ad addobbare casa per questa ricorrenza, e da bravi ecologisti dobbiamo tener conto di alcuni principi verdi. Uno degli aspetti irrinunciabili del Natale è l’albero, e come ogni anno ritorna il dibattito: meglio l’albero vero o quello sintetico? Ma soprattutto la domanda più importante è: quale dei due è più ecologico?

Cerchiamo di capirlo insieme. Entrambe le tipologie hanno pro e contro. L’albero vero, ad esempio, ha come aspetto positivo il fatto di essere biodegradabile. Una volta passate le feste, può essere trasformato in concime organico, compost, o trucioli di legno, può essere riutilizzato per fare recinzioni o destinato ad altri usi nell’edilizia.

Menorifiuti, la Settimana europea per la riduzione dei rifiuti (20-28 novembre)

Le famiglie europee hanno raddoppiato la loro produzione di spazzatura, in termini di peso, negli ultimi 40 anni. Ogni europeo produce mezza tonnellata di rifiuti all’anno. L’UE tenta, per il secondo anno, di arginare il fenomeno lanciando MenorifiutiSettimana europea per la riduzione dei rifiuti“, che si terrà dal 20 al 28 novembre in 22 paesi dell’UE, ma anche in Brasile e Repubblica Dominicana. L’evento tenta di: incoraggiare comportamenti responsabili, modificare quelli sbagliati, portare l’attenzione sul problema ed educare a gettare ma, soprattutto,  a comprare e anche a produrre sensibilizzando le industrie a ridurre il packaging dei loro prodotti.

Nell’edizione dell’anno scorso, sono state 2.670 le iniziative di supporto alla campagna europea. Vi hanno aderito 14 paesi, tra essi l’Italia e la Francia si sono distinte per la quantità e la qualità degli eventi di sensibilizzazione.

Solare: nasce il pannello “ibrido” che riscalda l’acqua e produce elettricità

Il pannello solare per riscaldare l’acqua va bene. I pannelli fotovoltaici per produrre elettricità vanno anche bene. Ma allora perché scegliere solo uno dei due? L’azienda americana Cogenra ha deciso di combinare le due tecnologie solari nei suoi nuovi pannelli solari ibridi, aumentando la quantità totale di energia che può essere catturata dal sole. In questo modo si riduce anche il ricorso ad altre fonti di energia che non sono così pulite. E’ un sistema molto intelligente e, se dovesse funzionare bene, potrebbe essere la tecnologia solare per le case del futuro. Il funzionamento lo spiega l’azienda stessa:

Il tradizionale fotovoltaico converte circa il 16% dell’energia del sole in energia elettrica utilizzabile, sprecando l’energia residua per lo più sotto forma di calore. La cogenerazione solare cattura questo calore residuo e lo trasforma in reale valore: acqua calda. Questa soluzione cogenerativa ha il vantaggio di raffreddare i componenti del pannello fotovoltaico, che amplifica la generazione elettrica del sistema.

Incentivi risparmio energetico: senza bonus un danno per l’Italia

Senza la proroga del cosiddetto “ecobonus“, ovverosia la detrazione fiscale al 55% sui costi sostenuti ed ammissibili per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici, il nostro Paese perderebbe una grande occasione non solo per la tutela dell’ambiente in termini di riduzione delle emissioni, ma anche per il rilancio della nostra stessa economia e dell’occupazione.

E’ questa, in particolare, la posizione di Altroconsumo su una misura che a quanto pare l’attuale Governo in carica non sembra intenzionato a rinnovare inserendola nella “Finanziaria“, ovverosia nella Legge di Stabilità che dovrà essere approvata, in un clima politico incandescente, attorno alla metà del prossimo mese di dicembre.

Rifiuti, a Napoli 6500 tonnellate di spazzatura riverse in strada

Prosegue l’emergenza rifiuti a Napoli. Sarebbero 6.500 le tonnellate di spazzatura riverse per le strade della città e nei territori della provincia. Rispettivamente si parla di 3.00o tonnellate solo nel capoluogo e di altre 3.500 sparse nell’hinterland. Il miracolo dei tre giorni non è avvenuto. La raccolta è ferma. I camion hanno sversato 718 tonnellate nella discarica di Chiaiano, l’unica attualmente attiva nel napoletano. Ma gli autocompattatori sono colmi e non possono raccogliere altri rifiuti dalle strade, malgrado l’ufficio flussi abbia autorizzato gli sversamenti negli stir di Tufino, Battipaglia e Caivano.

Le cifre a dir poco esorbitanti sulla quantità di spazzatura accatastata sono state confermate oggi dall’assessore all’Igiene del Comune di Napoli Paolo Giacomelli. E’ lo stesso Giacomelli a riferirsi al problema dei rifiuti a Napoli definendo la situazione drammatica. Drammatica soprattutto perché al momento non si intravedono soluzioni valide per uscirne.

Le altre province non vogliono i rifiuti, ha spiegato Giacomelli, ma conferiscono nel termovalorizzatore di Acerra la loro frazione secca. Forse una soluzione da adottare sarebbe quella di bloccare il conferimento, presso l’impianto di Acerra, dei rifiuti provenienti dalle città delle altre province.