Fiera Bolzano ha reso noto che è in procinto di essere messo in funzione un nuovo impianto fotovoltaico, il secondo dopo che il primo, realizzato nella seconda metà del 2007, ha permesso in due anni di immettere in rete energia pulita che ha permesso la mancata emissione in atmosfera di ben 400 tonnellate di anidride carbonica. Il nuovo impianto, avente una potenza di poco superiore ai 0,3 MW, comporterà sia l’ulteriore produzione di energia pulita, sia ombra per le vetture parcheggiate in Fiera. L’impianto, infatti, è stato realizzato sulla copertura dei posti auto, ragion per cui in estate il nuovo impianto produrrà energia e permetterà ai visitatori di parcheggiare le auto all’ombra.
Redazione
Eco-turisti o super-inquinatori?

I circa 40.000 “eco-turisti” che visitano il Polo Sud ogni anno causano enormi emissioni di gas ad effetto serra. I visitatori del massiccio coperto di neve non mettono in pericolo solo la regione antartica con le loro azioni, ma anche il resto del mondo.
Il ricercatore olandese Machiel Lamers ha esaminato l’aumento dell’impatto del turismo in Antartide e in che modo tale impatto potrebbe essere frenato. Il turismo è una delle industrie principali in Antartide. Qui in soli 20 anni si è passati da poche centinaia di turisti a più di 40.000 curiosi all’anno.
Abbelliamo gli impianti eolici e solari con le palme

Le torri-cellulare travestite da alberi di rado riescono ad ingannare qualcuno. Ma per quanto riguarda le torri solari travestite da palme, il trucco sembra aver funzionato meglio. Si tratta di alberi a forma di palma, all’esterno, i quali in realtà generano energia pulita e hanno delle vere e proprie turbine, che possono essere installate anche nel vostro giardino.
Questo disegno di Matthew Seibert potrebbe far ricredere anche i più scettici quelli che considerano i nuovi metodi per accumulare l’energia solare per i singoli quartieri o casa per casa, oggetti costosi, ingombranti, brutti e poco affidabili.
Nucleare, una maxi stangata per le tasche degli italiani
Nucleare italiano. Tema scottante degli ultimi mesi. Dopo le prime polemiche che hanno diviso il Paese è seguito un periodo di disinteresse e relativo silenzio sulla riconversione all’atomo in Italia. Nelle ultime settimane si è tornato a parlarne perchè sono trapelate indiscrezioni sulle regioni che dovrebbero ospitare o che comunque sono ritenute più idonee per la costruzione delle centrali. Si parlava di una lista di siti papabili inviata dall’Enel al governo. Ma la notizia è stata smentita. Nel frattempo, il decreto legislativo sul nucleare previsto dalle Legge Sviluppo è stato approvato qualche giorno fa dal Consiglio dei ministri.
Le regioni che ospiteranno le centrali avranno milioni e milioni di euro come risarcimento e per i comuni saranno previsti sgravi fiscali. Si parla anche di ulteriori compensazioni economiche e di un alleggerimento sulla bolletta per gli italiani, ma c’è chi non è affatto convinto che le cose andranno così.
Fotovoltaico: riconversione industriale per scommettere sulle rinnovabili
Grazie allo sviluppo ed al progresso tecnologico, il fotovoltaico, rispetto a solo qualche anno fa, appare destinato a sconvolgere in positivo usi e consumi in materia di energia, risparmio ed abbattimento delle emissioni, con la conseguenza che in ambito imprenditoriale non solo c’è un gran fermento, ma in molti casi è in atto anche una vera e propria trasformazione sia a livello giuridico, attraverso modifiche della ragione sociale, statuto ed oggetto dell’impresa, sia attraverso veri e propri processi di riconversione industriale. E’ il caso della El.Ital. Avellino S.r.l., azienda giovane, nata nel 2006 a seguito dello scorporo di un ramo d’azienda della Flextronics Italy S.p.A. La società, il cui amministratore è Massimo Pugliese, ha infatti provveduto, dopo la relativa assemblea straordinaria, a trasformarsi da El.Ital. Avellino S.r.l. a El.Ital. S.p.A. proprio con l’obiettivo di puntare sul fotovoltaico.
Il carbon trading può essere uno strumento efficace, ma dannoso nelle mani sbagliate

Il carbon-trading (la commercializzazione dei diritti alle emissioni di carbonio) con il suo mix di principi di libero mercato e di auto-regolamentazione, sostiene l’appello di livello mondiale per ridurre le emissioni delle imprese. Ma la mancanza di un mercato mondiale per il commercio del carbonio e le problematiche sulla sorveglianza e contabilità per gli offset di inquinamento solleva interrogativi sulla sua redditività.
I fattori che complicano la situazione iniziano con la negoziazione del “prodotto”, in questo caso la mancanza di un gas invisibile. A questo si aggiunge l’intangibilità dell’accredito delle imprese per la riduzione prevista delle emissioni di gas a effetto serra.
Sono una bestia difficile; un bene ambientale non è un bene privato naturale, come un tubetto di dentifricio o un taglio di capelli. Si può guardare lo specchio per capire se un taglio di capelli è un buon prodotto […] nel commercio di carbonio è solo un pezzo di carta, un record in un database, ed è la fiducia che in realtà non rappresenta una contabilità veritiera delle emissioni
ha spiegato Michael Gillenwater, decano della Greenhouse Gas Management Institute, in un’intervista alla Cnn. La commercializzazione del carbonio utilizza il bastone e la carota per ridurre i gas che causano il riscaldamento globale. Il bastone: tetto di emissioni totali ai Governi che richiedono permessi costosi e pesanti multe per le emissioni. La carota: l’industria trova il modo di ridurre le emissioni per diminuire i costi e con questi avanzi acquista assegnazioni inquinanti da vendere al miglior offerente sul mercato aperto.
Luci di Natale, uno spreco solo in alcuni casi

Il tuo io-ecologico interiore protesta ogni volta che il tuo dito accende quella serie di lampadine sull’albero di Natale? La vostra preoccupazione può essere infondata, a seconda di dove si usano queste luci.
Sappiamo tutti che le lampadine ad incandescenza sono molto inefficienti. Una lampadina ad incandescenza standard produce 60 watt di luce ed ha un rendimento del 2,1% di luminosità (cioè di tutta l’energia che riceve, solo il 2,1% si trasforma in luce, mentre il resto diventa calore e viene disperso); e i bulbi più piccoli sono anche meno efficienti, probabilmente intorno all’1,5% come quelli classici delle serie natalizie.
L’Unione europea chiede agli Stati Uniti un maggior impegno sul clima
L’Unione europea ha invitato gli Stati Uniti a svolgere un ruolo maggiore nella lotta contro il cambiamento climatico, dopo che la Svezia ha descritto il vertice di Copenaghen conclusosi la settimana scorsa come un grande fallimento.
A seguito di un incontro a Bruxelles per discutere di come salvare e soprattutto concretizzare gli scarni risultati del congresso di Copenaghen sul clima, i ministri dell’ambiente dell’UE hanno sottolineato la necessità di un concreto, e soprattutto giuridicamente vincolante intervento per combattere il riscaldamento globale.
Pannelli fotovoltaici: in Sicilia la più grande fabbrica italiana
E’ stato inaugurato lunedì scorso, 21 dicembre 2009, in provincia di Caltanissetta, e più precisamente presso la zona industriale di Campofranco, un nuovo stabilimento che rappresenta non solo per la Sicilia, ma per tutta l’Italia, la prima fabbrica del Paese per quanto riguarda la produzione di pannelli fotovoltaici con la tecnologia “thin film” di silicio. Su un’area vasta ben 25 mila metri quadrati, lo stabilimento è stato realizzato da Moncada Solar Equipment, controllata dalla società di Agrigento Moncada Energy e da Alpiq Italia, unitamente al gruppo bancario Monte dei Paschi di Siena che ne detiene altresì una quota. L’impianto, per caratteristiche nella produzione di pannelli fotovoltaici con la tecnologia citata, è il primo in Italia ma si difende molto bene anche in Europa, piazzandosi al terzo posto nel Vecchio Continente dopo Spagna e Germania.
REDD: il programma con cui le Nazioni Unite vogliono salvare le foreste

Evitare la deforestazione, attraverso lo schema delle Nazioni Unite che ha fatto parte dei negoziati sul clima a Copenaghen, è stato uno dei pochi settori in cui i Paesi si sono trovati sostanzialmente d’accordo. Denominato REDD (riduzione delle emissioni da deforestazione e degrado forestale nelle nazioni in via di sviluppo), il programma è una collaborazione tra ONU, FAO (Food and Agricolture Organization), UNEP (il programma ambientale dell’ONU) e UNDP (programma per lo sviluppo dell’ONU).
Yemi Katerere, capo del programma REDD, ha spiegato alla Cnn le proposte del suo programma:
In teoria REDD è un sistema per fornire incentivi per i Paesi a non tagliare le foreste. Il sistema di incentivazione è in sostanza che i tuoi alberi valgono di più in piedi che tagliati. È possibile ottenere una ricompensa per non tagliare i boschi.
L’idea è molto semplice: se la funzione delle foreste pluviali, come la cattura di carbonio, la funzione idrografica, regolazione del clima e biodiversità, viene riconosciuta, il loro valore salirà.
Kit fotovoltaico: cos’è e a cosa serve

Ormai si sente parlare di pannelli fotovoltaici, energia solare e diversi modi per auto-prodursi energia elettrica. Tutte soluzioni altamente ecologiche, ma spesso un po’ troppo confuse. Se avete fondi da investire, ma poca manualità, basta chiamare un installatore che vi può montare l’impianto fotovoltaico direttamente a casa, o aderire al nuovo piano della Beghelli, il “Tetto d’oro”, in cui è l’azienda a prendersi carico di tutte le vostre esigenze, dall’installazione alla parte burocratica, senza che alziate un dito.
Ma se siete degli amanti del fai da te, e volete risparmiare qualcosina, potreste procurarvi il kit fotovoltaico. Si tratta di un kit vero e proprio che vi viene spedito a casa (è difficile trovarlo nei negozi, ma è più agevole acquistarlo on-line), che contiene tutto ciò che vi serve per avere un impianto fotovoltaico domestico. Se poi volete auto-produrvi l’energia, o volete anche produrne di più per rimetterla in circolazione nella rete, guadagnandoci sopra, il kit fotovoltaico ve ne dà la possibilità.
EcoSnoop, la nuova applicazione ecologica di iPhone

EcoSnoop è inteso come uno strumento per una forma leggera di consapevolezza
spiega uno dei creatori dell’applicazione iPhone chiamata appunto Ecosnoop. Ancora una volta torniamo su una delle tante invenzioni che questo telefonino (che tutto sembra tranne che un telefono) ci fornisce per cercare di essere un po’ più “verdi”.
Quante volte siete in un locale pubblico o in un palazzo di uffici, e si vedono cose che non sono propriamente ecologiche (rubinetti che gocciolano da tre giorni, uso sospetto di una sostanza chimica, un bidone della spazzatura pieno di oggetti riciclabili gettati a casaccio, ecc.). Se volete fare in modo che qualcosa cambi, o suggerire alternative, ma non avete idea di come fare, in questo vi viene in aiuto l’applicazione.
Beghelli ed ErgyCapital insieme per joint venture nel fotovoltaico
La Ergyca Tracker, società controllata al 49% dal Gruppo Beghelli, ed al 51% dal Gruppo ErgyCapital, ha messo a segno la prima operazione, per un controvalore pari a 2,5 milioni di euro, attraverso la costituzione di un veicolo societario finalizzato all’acquisizione dell’impianto di produzione di energia da fonte fotovoltaica che è installato sul tetto dello stabilimento Beghelli sito a Monteveglio. La joint venture, creata da Beghelli e da ErgyCapital, porta quindi a compimento la sua prima operazione, dopo oltre un anno dalla sua nascita, attraverso la stipula di un contratto di leasing con Credit Agricole Leasing Italia. L’impianto acquisito è stato progettato e realizzato da Beghelli, ed è in grado di produrre ogni anno energia elettrica pari a 650 MWh; il 50% annuo dell’energia elettrica prodotta viene ceduta per il funzionamento dello stabilimento di Beghelli, e garantisce così la mancata immissione in atmosfera di ben 320 tonnellate di CO2.
Soros propone un meccanismo economico infallibile per garantire i fondi ai Paesi poveri

Il miliardario George Soros ha proposto un modo per liberare fondi per aiutare i Paesi in sviluppo ad adattarsi ai cambiamenti climatici. Egli propone che i Paesi sviluppati prestino il denaro ricevuto in diritti speciali di prelievo (DSP), dal Fondo monetario internazionale (FMI) nel mese di settembre, da far restituire al Fondo di modo che possa essere distribuito per i progetti nei Paesi poveri.
Il mondo sviluppato ha ricevuto più di 150 miliardi dollari, ma in realtà non hanno alcun modo per utilizzarli tutti
ha spiegato Soros alla CNN. Il magnate ha affermato che il premio potrebbe essere distribuito attraverso il Fondo monetario internazionale, tramite un “Fondo Verde“, che investirebbe in progetti volti a ridurre le emissioni di carbonio.