Il Festival della Scienza 2010 sceglie l’acqua del rubinetto per ridurre l’impatto ambientale

Il Festival della Scienza di Genova (29 0ttobre-7 novembre) si fregia del merito di manifestazione a basso impatto ambientale grazie alle molteplici iniziative e collaborazioni siglate dagli organizzatori dell’evento per un festival a misura d’ambiente.
Tra tutte, spicca la scelta di bere solo acqua del rubinetto, opzione privilegiata dai consumatori sostenibili che quest’anno assume ancora più rilievo visto il gran risalto dato alla questione nell’odierna diatriba che demonizza, a giusto titolo, gli imballaggi di plastica delle bottiglie di acqua, in vendita al supermercato, a favore dell’acqua che arriva direttamente nelle nostre case e dell’acqua pubblica, con l’avvio di interessanti progetti tra i quali merita una menzione a sé Le Case dell’Acqua.

Il Festival della Scienza, a riguardo, sceglie di bere dal Bronzino, grazie alla collaborazione siglata con il Comune di Genova, l’Iren Acqua Gas/Mediterranea delle Acque e l’Amiu.
L’obiettivo è ovviamente quello di ridurre l’impatto ambientale della manifestazione, tagliando drasticamente la produzione di rifiuti plastici.
Per tutta la durata del Festival della Scienza 2010, i relatori, gli animatori e quanti parteciperanno agli eventi in programma, avranno a disposizone delle bottigliette create appositamente per l’occasione e firmate Acqua del Bronzino, che ciascuno avrà facoltà di riempiere autonomamente dal rubinetto.

Ambiente: Basilicata, progetto Ri.Co.Pri per la difesa della natura

Si chiama “Ri.Co.Pri“, e sta per “Ripristino e conservazione praterie aride dell’Italia centrale e meridionale“; trattasi, nel dettaglio, di un progetto presentato nella giornata di ieri a Roma grazie al quale, nell’ambito del Programma Life Natura 2010 dell’Unione Europea, si punta sul territorio della Provincia di Potenza a difendere la natura e la biodiversità con interventi finalizzati alla conservazione dell’habitat.

A darne notizia è stata la CIA della Basilicata, la Confederazione Italiana Agricoltori, sottolineando come gli interventi da mettere in atto, e considerati prioritari in sede europea, siano quelli di realizzare sul territorio opere di decespugliamento selettivo, rimuovere gli arbusti in quelle aree che hanno un ridotto carico per quel che riguarda il pascolo, ma anche l’organizzazione di piani di pascolamento in quelle aree sovraccaricate, e interventi per riattivare i punti d’acqua da destinare ad abbeveratoio.

Halloween, la zucca made in Italy che piace alla Coldiretti

Cari amici di Ecologiae, ben trovati al nostro consueto appuntamento del fine settimana con l’alimentazione sostenibile. Oggi approfittiamo di Halloween, ormai alle porte, per parlarvi di un ortaggio, il più grande del mondo, che in questa ricorrenza la fa da protagonista. Ci riferiamo alla zucca, ovviamente e, ancor più ovvio, alla produzione made in Italy. Quella che tanto piace alla Coldiretti di Campagna Amica e che purtroppo appare in crisi, stando ai recenti dati forniti dall’associazione stessa:

Quest’anno la produzione di zucche Made in Italy è scesa del 10 per cento e si dovrebbe attestare intorno ai 55 milioni di chili, mentre il prezzo al consumo dovrebbe essere sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno di poco superiore all’euro, in funzione delle dimensioni e della qualità.

E proprio oggi le zucche sono protagoniste indiscusse della Giornata dedicata al Circo Massimo a Roma, ospitate dal mercato di Campagna Amica che le vende per l’occasione ad un euro al chilo e ne espone i mille usi e riusi, dalla coltivazione all’intarsio, dalla cucina tradizionale alle decorazioni.

Biodiversità e tutela dell’ambiente: bandi per l’agricoltura in Emilia-Romagna

Per le imprese agricole dell’Emilia-Romagna che vogliono investire nella tutela della biodiversità, nel biologico e nella tutela dell’ambiente, sono pronte risorse pari a ben 69 milioni di euro grazie a nuovi Bandi provinciali che sono in uscita nei prossimi giorni e che rientrano nel Piano di sviluppo rurale con le domande che possono essere presentate a partire da oggi, venerdì 29 ottobre 2010, e fino e non oltre il prossimo 15 dicembre 2010.

Gli investimenti regionali, pari come sopra accennato a 69 milioni di euro, di cui 25 milioni di euro a valere sul prossimo anno, rientrano nel Piano di Sviluppo rurale dal 2011 all’anno 2013 con diverse finalità per cui è possibile accedere alle risorse.

Rifiuti, la protesta di Terzigno si scarica su Napoli

Le proteste, i roghi e la guerra civile sfiorata a Terzigno cominciano ad avere effetti devastanti sul resto dell’area vesuviana. Nonostante Berlusconi continui a predicare che tra 3 giorni tutto sarà tornato alla calma, ne è passato già uno e pare che si vada di male in peggio.

Chi di certo non se la passa bene è Napoli, dove da settimane i rifiuti hanno ripreso a fare capolino anche tra le vie del centro, e dove si calcola che si accumulino qualcosa come 500 tonnellate al giorno in mezzo alle strade. Attualmente stiamo sfiorando le duemila tonnellate, e sicuramente questa soglia sarà superata entro la notte.

Energia dai rifiuti speciali con l’impianto Nse Start

Fare impresa in maniera sia creativa, sia innovativa, significa, tra l’altro, andare a produrre energia dai rifiuti speciali. Questo è quanto succede nella Regione Toscana, ed in particolare ad Empoli con Nse Start, uno speciale macchinario realizzato e brevettato da parte di NSE Industry, un’azienda toscana al cui avvio dell’attività è intervenuto anche Enrico Rossi.

Il Presidente della Regione Toscana, ad Empoli, ha confermato il sostegno dell’Amministrazione alla green economy, ed ha altresì sottolineato come il successo di NSE Industry, quale azienda della “nuova economia”, quella verde, possa rappresentare un successo anche per tutto il territorio toscano visto che Nse Start permette di andare a smaltire direttamente in loco ogni rifiuto di natura industriale, anche quelli pericolosi, con la conseguenza di andare ad abbattere i costi per il trasporto dei rifiuti stessi.

Eco-guida Greenpeace ai prodotti elettronici: continua il dominio di Nokia, ma la situazione generale non migliora

E’ stato raro negli ultimi 4 anni che nelle eco-guide ai prodotti elettronici di Greenpeace la situazione peggiorasse anziché migliorare, eppure stavolta è andata così. La classifica dei principali produttori di gadget elettronici mondiali, che siano essi telefonini, televisori o console di gioco poco importa, di solito andava sempre migliorando grazie al meccanismo di concorrenza imposto da graduatorie come queste, che facevano prendere provvedimenti in materia ambientale sempre maggiori.

Purtroppo però la situazione dall’ultima rilevazione di 5 mesi fa, ma anche rispetto a quella dell’anno scorso, è in lento peggioramento. Rimangono le iniziative lodevoli intraprese dalle due case migliori ormai quasi dall’inizio delle rilevazioni, e cioè Nokia e Sony Ericsson, ma non si registrano miglioramenti tra le case produttrici in fondo alla graduatoria, mentre cominciano a perdere colpi quelle che stanno in mezzo. Dopo il salto la classifica.

Acqua, perché scegliere quella del rubinetto

Da un’indagine compiuta da Legambiente è emerso che gli italiani sono primi in Europa per il consumo di acqua minerale in bottiglia, e terzi al mondo.
Questo vuol dire 910mila tonnellate di anidride carbonica e gas serra immessi nell’atmosfera per la produzione di circa 350mila tonnellate di PET e un altro quantitativo di CO2 non quantificabile per il trasporto su strada, considerando che solamente il 18% delle bottiglie di acqua minerale viaggia su rotaia e che ogni anno 480mila tir si spostano lungo il Paese per trasportare casse di acqua minerale.

Perchè preferire l’acqua del rubinetto? Perché è una scelta ecosostenibile.
Gli italiani sembrano aver intrapreso questa strada per assicurare ai loro figli un futuro sostenibile, visto che il 74% ha dichiarato di aver bevuto negli ultimi 12 mesi solo acqua di rubinetto filtrata o non trattata. E’ quanto emerge dal rapporto Cra Nielsen 2010 di AquaItalia (Associazione delle aziende costruttrici e produttrici di impianti per il trattamento delle acque primarie).

Amazzonia, il nuovo allarme è la carenza d’acqua

L’Amazzonia sembra diventato un posto maledetto. Dopo anni di distruzione delle foreste, che per ora sembra calare, un nuovo allarme si staglia all’orizzonte: la mancanza d’acqua. In quasi tutte le aree del polmone del mondo, diversi tratti dei fiumi più importanti e dei loro affluenti si sono prosciugati quasi del tutto, riducendo i corsi d’acqua ad una vasta pianura di argilla e fango.

Per alcune persone che vivono e lavorano in questa parte del mondo, la vita sta diventando impossibile a causa della peggiore siccità degli ultimi anni. Si stima che oltre 62 mila famiglie siano state colpite dalla mancanza di precipitazioni, con oltre la metà dei comuni della regione che hanno adottato lo stato d’emergenza. E, sulla scia di un recente rapporto sulla siccità globale prevedibile a causa del cambiamento climatico, non si può che chiedersi se tali scenari diventeranno più frequenti qui e altrove.

Rifiuti: Lombardia, esempio per l’Italia grazie al recupero energetico

In piena emergenza rifiuti in Campania non bisogna semplicemente limitarsi all’area di Terzigno e dintorni, ma per analizzare il problema bisogna avere uno sguardo più ampio per cercare di capire come viene affrontato nel resto d’Italia. E’ quello che ha fatto Federambiente in collaborazione con l’Osservatorio nazionale sui rifiuti.

Secondo la loro fotografia del Paese, la situazione non è molto positiva, specialmente al Sud, ma ci sono molti margini di miglioramento se si osservano le eccellenze nel trattamento dei rifiuti, come quello che sta avvenendo in Lombardia. L’aspetto più interessante infatti è vedere l’incidenza della raccolta differenziata, ormai diventata più comune del gettare i rifiuti nei bidoni dell’immondizia generici, segno di una coscienza verde molto positiva.

La centrale solare spaziale europea si farà nel 2020

L’agenzia spaziale giapponese Jaxa ha annunciato che nel 2030 lancerà nello spazio 4.000 m2 di pannelli fotovoltaici alla distanza di 36.000 Km dalla Terra per dare vita alla più grande centrale solare spaziale.
Già nel 2020, tra poco meno di 10 anni, la società spaziale europea, la Eads Astrium 2, lancerà nello spazio una prima centrale spaziale orbitante, ma più piccola di quella giapponese.

Dunque l’idea pioneristica lanciata nel 1973 dall’ingegnere USA Peter Glaser sta diventando realtà e tra una decina di anni potremo produrre energia pulita utilizzando centrali solari nello spazio.

Turismo spaziale, la nuova frontiera dell’inquinamento

Se pensavate di aver visto tutti i possibili modi di inquinare l’ambiente, è arrivato il momento di ricredersi. I tentativi di diverse compagnie di avviare un programma di turismo spaziale creeranno, secondo un nuovo studio, una quantità di agenti inquinanti, primo fra tutti la fuliggine emessa dai razzi, tanto da incidere fortemente sul cambiamento climatico globale nei prossimi decenni.

I ricercatori della The Aerospace Corporation di El Segundo, in California, hanno notato che una rapida crescita del mercato del turismo spaziale suborbitale potrebbe svilupparsi nel corso del prossimo decennio, ed hanno esaminato l’impatto sul clima delle emissioni di biossido di carbonio e fuliggine dei circa 1.000 voli suborbitali a razzo che si stima possano partire in un anno. Il numero è approssimativo ed è quello pubblicizzato durante le recenti campagne di promozione del turismo spaziale.

Selvicoltura urbana, piantare non basta: per assicurare qualità e longevità al bosco urbano si deve anche tagliare

Lodevole sforzo del Governo volto a rispolverare e rendere operative la dimenticata tradizione dell’Arbor Day e la prassi della messa a dimora di un albero per ogni neonato ma piantare non basta. Gli alberi vengono visti ancora come entità uniche, soggetti estetici ed ecologici belli quanto benevoli e salubri che, con la loro sola presenza, migliorano la vita nelle città. Questo è assolutamente vero quanto anche riduttivo.

Il DDL della Prestigiacomo dà enorme importanza quantitativa al patrimonio arboreo urbano. Esso impone ai comuni di piantare un albero per ogni nascituro e di censire tutti quelli presenti negli spazi pubblici del territorio comunale e fa obbligo ai sindaci di redigere un bilancio consuntivo degli incrementi del patrimonio arboricolo comunale ottenuti durante il proprio mandato. Queste preoccupazioni di ordine quantitativo sono assolutamente condivisibili per l’ovvia proporzionalità intercorrente tra quantità di alberi e qualità ambientale urbana.

Salone del gusto di Torino, cena con gli avanzi contro gli sprechi di cibo

Nel mondo sprechiamo troppo cibo. In Usa si getta il 50% delle derrate alimentari, in Italia siamo al 30% (dati Coldiretti) ed il totale del cibo che viene sprecato in tutto il mondo potrebbe sfamare 3 miliardi di persone. E’ questa la conclusione a cui sono giunti gli esperti riuniti in questi giorni a Torino in occasione del Salone Internazionale del Gusto, in cui si è ribadito che di fronte ad oltre novecentomilioni di persone che soffrono la fame sul pianeta, questo “lusso” non è più tollerabile.

Per questo Vandana Shiva, vicepresidente di Slow Food e presidente del movimento ambientalista Navdanya, ha presentato una serie di proposte per razionalizzare la produzione di cibo, mentre gli organizzatori del Salone, di tutta risposta, hanno organizzato una cena per tutti i convenuti fatta, ovviamente, di avanzi riciclati.