Arte sostenibile e territorio, al via la Festa del Fiume al Furlo (PU)

I giorni 11 e 12 settembre si terrà al Furlo la proposta artistica S.P.L.A.S.H. (Sustainable Performing Land Art Seeding and Hospitality). Semina di arte sostenibile sul territorio e ospitalità fa parte della Festa del Fiume, giunta ormai alla VII edizione.

La mostra collettiva che fonda le sue radici sul territorio e sull’ecologia si svolge nella Gola del Furlo (PU) nel tratto in cui costeggia il Fiume Candigliano, affluente del Metauro.

Mare, l’Ue stabilisce i criteri per il “buono stato ecologico”

Durante la scorsa primavera c’è stata una sorta di “battaglia” tra le spiagge che si vantavano di aver ricevuto le bandiere blu, vele blu e tantissimi altri riconoscimenti, ed altre organizzazioni che affermavano che nessuno di questi era completamente affidabile. Nel tentativo di fare un po’ di chiarezza e stabilire dei criteri uguali per tutti, la Commissione dell’Unione Europea che si occupa di valutare lo stato delle spiagge del Continente ha deciso una serie di criteri denominati “per il buono stato ecologico”.

Si tratta di criteri a cui, nell’arco di 10 anni, i gestori delle spiagge si devono adeguare per poter ottenere l’approvazione dal 2020, facendo diventare quel tratto di mare ufficialmente ecologico. I criteri ricordano molto quelli di altre valutazioni, come quelle fatte da Legambiente e da altre organizzazioni, e li troverete dopo il salto.

Campo di calcio ecocompatibile a Polvese, sul lago Trasimeno

Dal ritorno sui banchi di scuola alle sagre chilometri zero, dalla reintroduzione dell’ecopass a Milano al potenziamento dei servizi di bike-sharing, dalle nuove maglie della Juve, realizzate con materiali riciclati, alla discesa in un campo che è più green del solito, questo inizio settembre si colora di verde qua e là e speriamo non si tratti solo di una mano superficiale di vernice.

Oggi siamo in Italia, precisamente nella regione Umbria, dal fascino e dalle bellezze naturali indescrivibili, per parlarvi di un campo di calcio ecocompatibile. Si tratta del primo campo sportivo a cui è permesso trovarsi nei limiti di un’area protetta, quella del Parco del Trasimeno, di proprietà della provincia di Perugia.

Fonti rinnovabili: eolico, Enel Green Power cresce in Brasile

Enel Green Power, la controllata “verde” del colosso energetico Enel, ha reso noto d’essersi aggiudicata tre importanti progetti eolici in Brasile, precisamente nello Stato di Bahia. Trattasi, nello specifico, di tre progetti altamente produttivi visto che il loro fattore di producibilità risulta essere tra i più elevati al mondo e circa il doppio rispetto alla media europea con un fattore di capacità pari a ben 4mila ore equivalenti l’anno.

La gara vinta da Enel Green Power, per un totale assegnato di 90 MW alla società italiana, è stata svolta nell’ambito di un’asta competitiva che, a fronte di ben 7.000 MW ammessi a partecipare, si è chiusa complessivamente con l’aggiudicazione di soli 528 MW. In questo modo Enel Green Power con questi tre nuovi progetti eolici acquisiti potrà andare a raddoppiare la propria quota in Brasile.

Uva d’Oro, a Venezia l’agricoltura è eroica

Salvare dall’oblìo un antico vitigno è un’impresa eroica, in un momento di così grande crisi dell’agricoltura italiana, vessata dall’ingresso sul mercato di prodotti a basso costo, e diciamolo, spesso di pessima qualità, che primeggiano a scapito del made in Italy.
Siamo a Venezia, precisamente nella tenuta Venissa dell’isola lagunare di Mazzorbo, dove si è svolta ieri la prima vendemmia dell’Uva d’Oro o Dorona che, come anticipavamo, è un antico vitigno, veneziano e a bacca bianca, riportato alla vita dagli sforzi congiunti di Veneto Agricoltura, del Centro di Ricerca per la Viticoltura di Conegliano e da imprenditori privati che hanno scelto di investire, e di credere, nel vino di Venezia.

E di agricoltura eroica ha parlato il presidente del veneto, ex ministro delle politiche agricole, Luca Zaia, che ha partecipato alla vendemmia insieme, tra gli altri, al sindaco Giorgio Orsoni, al vignaiolo presidente della Biennale Paolo Baratta, ai produttori veneti di vino da uve autoctoni Gianluca Bisol e Giorgio Cecchetto delle omonime aziende e Raffaele Boscaini della Masi Agricola.

Inverno 2010, il più rigido degli ultimi 30 anni

Un inverno freddo e rigido come quello del 2010 non si registrava da secoli, esattamente dall’inverno 1783-1784, quando si sono verificate le stesse condizioni atmosferiche.
Gli inverni caratterizzati da abbondanti nevicate e da temperature con parecchi gradi sottozero, si verificano almeno una volta ogni 100 anni. E la stagione invernale scorsa è stata la più fredda degli ultimi 30 anni, ma da cosa è stato determinato quel clima rigido e polare?

Uno studio apparso sulla rivista Geophysical Research Letters informa che le forti nevicate che hanno interessato il Nord America e l’Europa Settentrionale nell’inverno 2010 sono state causate principalmente dall’incontro, o meglio dalla collisione, tra due fenomeni climatici, El Niño e l’Oscillazione Nord Atlantica.

Greenpeace contro Facebook, “togliere l’amicizia” al carbone

Nella sua battaglia contro le energie sporche, Greenpeace sposta ora l’attenzione sul carbone, la fonte energetica più inquinante in assoluto. Stavolta a finire sotto la lente d’ingrandimento dell’associazione no-profit è Facebook il social network più famoso del web, accusato di “sporcare” con i suoi server.

In particolare sotto accusa è il nuovo data center di Prineville, in Oregon, grande il doppio rispetto all’attuale, e che è completamente alimentato da una centrale a carbone. La richiesta degli ambientalisti è chiara: fare come fanno altri colossi dell’informatica come ad esempio Google, e cioè passare dalle vecchie centrali inquinanti a quelle più moderne alimentate da fonti rinnovabili. Se non completamente, già una parte del totale dell’energia che serve per far funzionare tutto il sistema sarebbe una grossa mano all’ambiente.

Deforestazione in Amazzonia, -16% dall’estate 2009

Secondo i dati preliminari elaborati dalla ONG brasiliana Imazon, la deforestazione nell’Amazzonia è calata del 16% negli ultimi dodici mesi. Una buona notizia, ma non ancora sufficiente a cantar vittoria, visto che 1.488 chilometri quadrati di foresta sono stati ugualmente cancellati. Questi corrispondono all’abbattimento di alberi per un ammontare di emissioni pari a 95,6 milioni di tonnellate di CO2 emesse nell’atmosfera che, secondo i calcoli di Mongabay, corrispondono all’incirca alle emissioni annuali della Grecia.

Per capire meglio queste statistiche, basti pensare che l’area di alberi che ogni anno vengono tagliati corrisponde all’incirca ad una superficie di poco più grande della città di Roma. Per non parlare del degrado delle foreste (terreni non completamente rasi al suolo, ma lo stesso gravemente colpiti) che nello stesso periodo di riferimento è purtroppo risultato simile ai dati dell’anno precedente.

Impianti eolici in Italia: il punto del GSE

Alla fine dello scorso anno in Italia si contavano quasi 300 impianti eolici, ben 294 per l’esattezza,a fronte di una potenza complessiva cumulata pari a ben 4.898 MW; il tutto a fronte di un’energia elettrica prodotta che è cresciuta rispetto al 2008 del 35% a 6.543 GWh.

E’ questa, in estrema sintesi, la fotografia scattata dal GSE, il Gestore dei Servizi Energetici, con “L’eolico. Rapporto statistico 2009“, un volume pubblicato e disponibile per la visione nella apposita sezione delle Statistiche sulle fonti rinnovabili del Portale www.gse.it. Dal Rapporto emerge come per quel che riguarda l’eolico il nostro Paese alla fine dello scorso anno occupasse il terzo posto in quanto a potenza installata dopo la Germania e la Spagna.

Riscaldamento globale, rischio carestia in Cina

E se la Cina, lo abbiamo visto ieri, continua a mantenere il suo triste primato di Paese più inquinante al mondo, pare che paghi (pagherà) anche il prezzo più alto a causa del cambiamento climatico.
A dirlo è una ricerca compiuta dalla stessa Università di Pechino che lancia l’allarme, in questi giorni, sul rischio di una carestia nel Paese orientale dovuta proprio agli effetti del riscaldamento globale.

L’agricoltura è infatti il settore più penalizzato dalle temperature alte per via di siccità, aumento dei parassiti e di malattie delle piante favorite da climi caldi, e forti piogge, e l’équipe di ricercatori si spinge molto, forse troppo, in avanti con le previsioni, ipotizzando, per il 2050, uno scenario a dir poco disastroso, con una riduzione, in alcune aree, del 20% della produzione agricola. Si parla di perdite della resa fino al 22% per il grano, del 18% per il riso e fino al 30% per il mais.

Classifica O2 rating, vince il Sony Ericsson Elm

Il colosso dei cellulari O2 ha lanciato un “rating eco”, una sorta di regolamento che si dice aiuterà i clienti a fare una scelta sostenibile quando acquisteranno un nuovo cellulare. Nonostante quest’iniziativa molto importante, la Apple ha escluso l’iPhone dalla valutazione.

Ma poco importa perché O2 ha stilato una lista di 65 telefoni cellulari di sei produttori, assegnando un voto ad ogni dispositivo in base all’impatto ambientale nel corso della sua vita. Questo include le materie prime in esso contenute, gli impatti causati dalla sua fabbricazione, confezione, longevità e l’efficienza energetica, comprendendo anche la facilità di riutilizzo o riciclo. A vincere la competizione per l’anno 2010 è il Sony Ericsson Elm.

La tv ecologica va a LED organici

I prodotti elettronici inquinano il nostro ambiente con una grande quantità di metalli pesanti prima, durante e dopo che vengono usati. Nei soli Stati Uniti si stima che il 70% dei metalli pesanti in discarica provenga da prodotti di elettronica scartati o gettati. Con le TV a schermo piatto sempre più grandi e più economiche, i costi ambientali continuano a salire.

Per contrastare questo fenomeno, una nuova soluzione è stata trovata alla Tel Aviv University, dove viene applicata una scoperta nel campo della nano-tecnologia, basata su nanotubi di peptide auto-assemblati, che convertiranno l’industria elettronica in industria verde.

Natura e arte, la mostra di Dennis Oppenheim a Bergamo

Uno dei più grandi artisti della Land Art, l’arte della Terra e della Natura, è in mostra alla Galleria Fumagalli di Bergamo fino al prossimo 20 novembre.

Material Interchange, Opere 1968- 974 è la prima personale dedicata a Dennis Oppenheim (Washington 1938), a cura di Abert Fiz. Le opere in mostra sono le installazioni più famose dell’artista statunitense, come Therne for a Major Hit (1974), dove un gruppo di 30 marionette inneggia lo spettatore al fare arte, e 220 Yard Dash (1969), capolavoro della Land Art.