Leoni decimati in 50 anni, anche loro rischiano l’estinzione

Sembravano invincibili, almeno nella cultura umana tramandata per secoli, eppure i leoni, proprio come le tigri, rischiano di sparire per sempre. I grandi felini in generale rischiano seriamente l’estinzione, dunque anche i leopardi, i ghepardi, ed in pratica tutti quegli animali che hanno simboleggiato per secoli la forza e la supremazia. Le cause sono sostanzialmente due, ma è una quella determinante: la stupidità umana che ha portato migliaia di bracconieri ad uccidere, per semplice sport, questi bellissimi animali.

L’altra è la deforestazione che ha distrutto habitat incontaminati per millenni, ma trattandosi dell’Africa subsahariana siamo ancora lontani dal preoccuparci di questo aspetto. Il vero problema che dovrebbe portare ad una sollevazione mondiale è da individuare nella volontà di molti cacciatori che, in barba a qualsiasi legge e divieto, si appostano e puntano il capobranco, di solito il leone più bello e forte.

CeNerone, il progetto romano contro i mozziconi di sigaretta

Quanti di voi si sono ritrovati a passeggiare per le strade del centro di Roma, e si sono fermati a guardare le vetrine allestite per il Natale, hanno preso un cartoccio dai venditori di caldarroste ambulanti, hanno ascoltato i suonatori di zampogna e…si sono ritrovati a calpestare cicche di sigaretta? Si, tante cicche e mozziconi di sigaretta davanti gli ingressi di bar e negozi, per un danno all’ambiente e all’immagine della città non quantificabile.

E’ stato calcolato che solamente la Capitale produce ogni giorno 18 milioni di cicche, per un totale di 6,5 miliardi l’anno, attestandosi al 9-10% della media nazionale. Va ricordato che i residui di tabacco presenti nelle sigarette, uniti agli idrocarburi policiclici aromatici, al benzene, all’arsenico, al cadmio e al catrame sono dannosi per l’uomo e per l’ambiente anche quando la sigaretta non è più fumata ma lasciata per terra. A Roma è inoltre ancor più difficile rimuovere i mozziconi perché le strade non sono asfaltate ma ricoperte dai tradizionali sampietrini.

Fotovoltaico: Conto Energia, i MW raddoppiano in un anno

In Italia la potenza complessiva da impianti fotovoltaici, connessi in rete ed incentivati con il Conto Energia, potrebbe alla fine del corrente anno raddoppiare passando da 1.500 MW a ben 3.000 MW. E’ questa la previsione fornita dal GSE, il Gestore dei Servizi Energetici, tenendo conto delle ulteriori comunicazioni che il Gestore riceverà nelle prossime settimane in merito agli impianti che saranno entrati in esercizio negli ultimi due mesi del corrente anno.

Intanto i dati consolidati parlano del superamento su tutto il territorio nazionale, di oltre 2.000 MW di potenza fotovoltaica complessiva, cumulata ed installata che sfrutta gli incentivi in Conto Energia del Gestore dei Servizi Energetici. Nel dettaglio, gli impianti in esercizio hanno superato la quota dei 120 mila a fronte di una potenza complessiva da fotovoltaico pari all’incirca a 2.100 MW.

Riciclaggio creativo, orecchini dalle luci di Natale fuori uso

Riciclaggio creativo. Ne parliamo spesso e, riuscito o meno che sia, strappa sempre un sorriso perché trovare nuovi usi per vecchi oggetti può essere davvero divertente. Il riciclaggio creativo, in fondo, altro non è che quel lampo di genio che ci sfiora la mente prima di spedire cose vecchie, rotte o in disuso, verso la morte lenta della discarica.

E allora non potevamo non parlarne a Natale, quando di cose da riciclare, regali a parte s’intende, ne spuntano a bizzeffe da più parti. Solitamente è l’albero che meglio si presta al riciclo. Abbiamo visto nascere alberi di Natale dal cartone riciclato, alberi realizzati con bottiglie di plastica ma c’è chi ricicla anche l’impensabile, le luci dell’albero fuori uso, ad esempio, che diventano, all’occorrenza e per l’occorrenza, originali, e anche molto appariscenti, forse troppo, orecchini. Ma l’idea è talmente brillante che nessuno baderà al look, o almeno si spera! In alternativa si possono anche usare come semplici decorazioni.

Albero di Natale di Haifa realizzato con 5000 bottiglie di plastica

Città di Haifa, nel nord dello stato di Israele: qua vivono ebrei, bahai, musulmani, ma anche molti cristiani. In questo melting pot di culture sono molte le vacanze religiose celebrate ed il Natale solo una di queste. Eppure la municipalità di Haifa ha deciso di celebrarlo in grande, cogliendo l’occasione della festa cristiana per rivolgere un messaggio universale ai cittadini di tutte le culture e confessioni. Un messaggio di vera pace e di solidarietà, un messaggio rivolto alla coscienza ambientale di tutti.

Un messaggio che incita alla riflessione sull’impatto ambientale che l’uomo ha, soprattutto che l’uomo del primo mondo ha, impatto le cui conseguenze si distribuiscono su tutta la popolazione mondiale, con esiti peggiori sui poveri. Il messaggio è stato lanciato con l’efficace appariscenza dell’arte, tramite un’opera dell’artista Hadas Itzcovitch, anch’egli di Haifa.

400.000 pulcini uccisi in nome del denaro (fotogallery e video)

Un’azienda russa del settore avicolo, la Krasnaya Polyana, ha ammesso di aver ucciso circa 400 mila pulcini appena nati per annegamento in acqua o semplicemente scaricandoli nelle botti arrugginite all’esterno per farli morire per congelamento. Circa 600.000 polli erano già morti per malnutrizione, e altri 3 milioni di esemplari sono in attesa di un destino simile. Un debito fiscale di circa 140 mila euro ha costretto l’azienda a dichiarare bancarotta, portando all’uccisione dei polli in uno sterminio davvero impressionante.

L’allevamento di pollame, che si trova nella regione di Kursk, è di proprietà di un membro del parlamento russo Alexander Chetverikov, che ha addossato tutta la colpa del fallimento ad una presunta cospirazione per rovinarlo. Chetverikov, membro del partito JustRussia, dice di aver condotto una campagna per combattere la corruzione nel governo e per questo i funzionari del regime si sarebbero vendicati in questo modo per metterlo a tacere.

OGM, per rintracciarli nasce Biosafety scanner, la mappa della biosicurezza alimentare

E’ stata messa a punto una mappatura degli Ogm per monitorare costantemente e in tempo reale il livello di rischio di contaminazione da Organismi geneticamente modificati delle colture e dei prodotti agroalimentari su territorio italiano.

La mappa della biosicurezza alimentare, chiamata Biosafety scanner, è un software realizzato dalla Fondazione Diritti Genetici, un autorevole organismo di comunicazione e ricerca sulle biotecnologie, con grande attenzione alle implicazioni ambientali e sociali. Il programma di mappatura agroalimentare è stato finanziato dal Ministero dell’Ambiente, della tutela del territorio e del mare italiano.

Quartieri carfree, una realtà sempre più concreta in Europa

Il sogno delle città senza auto è ancora lontano dall’essere realizzato, ma secondo l’ultima ricerca di Legambiente, in collaborazione con l’Aci, sembra che siamo più vicini di quanto potessimo pensare. Analizzando la situazione delle maggiori città europee, pare che le aree chiuse al traffico stiano aumentando, permettendo ai pedoni di riappropriarsi di uno spazio cittadino sempre più verde.

Il primo passo lo compì la città di Rotterdam nel lontano 1953 quando chiuse alle auto il distretto di Lijnbaan. Da allora, specialmente negli anni ’80, molte città italiane si sono adeguate, magari non chiudendo interi quartieri, ma almeno le piazze ed i luoghi simbolo come l’area circostante il Colosseo a Roma, Piazza del Plebiscito a Napoli o Piazza del Duomo a Milano.

Puma vince il premio come produttore sostenibile 2010

L’azienda di articoli sportivi Puma ha vinto il premio tedesco “Sostenibilità 2010”, nella categoria “strategia più sostenibile”. Oltre 560 imprese si sono iscritte al concorso 2010, quindi possiamo immaginare quante belle idee di produzione pulita sono state sviluppate grazie a quest’iniziativa. Il più felice di tutti ovviamente è l’amministratore delegato, nonché capo del comparto Sostenibilità, Jochen Zeitz, che ha affermato:

Sono convinto che debba diventare un dato di fatto che ogni azienda deve essere sostenibile e sono grato che il German Sustainability Award riconosca le strategie di business sostenibili e sostenga quindi l’imperativo per le aziende di cambiare le loro pratiche in meglio.

Energia pulita: Italia, piccole centrali fotovoltaiche crescono

Nel 2008 erano 32 mila, mentre l’anno scorso, con un incremento pari a ben il 123%, in Italia si contavano ben 71 mila piccoli e piccolissimi impianti fotovoltaici. Sono questi alcuni dei dati interessanti forniti nei giorni scorsi dall’AEEG, Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas, in merito nel nostro Paese alla piccola generazione distribuita che sta facendo registrare un vero e proprio boom; gli impianti sono infatti ben 74 mila a fronte del 95% rappresentato proprio da piccoli e piccolissimi impianti fotovoltaici.

In termini invece di potenza, e di conseguente produzione elettrica complessiva, a dominare invece è la produzione di energia da idroelettrico con a ruota i piccoli cogeneratori a gas, gli impianti alimentati a biocombustibile, gli impianti eolici, quelli fotovoltaici e quelli geotermici.

Un Natale senza sprechi, i consigli degli esperti

La sindrome del 3×2 colpisce ancora e, come ogni anno, i carrelli strabordano di dolci, panettoni e cibarie varie. Fare scorta per le feste che poi si limitano a tre o quattro giorni, a conti fatti, acquistando cibo per un mese, raddoppiare le porzioni prevedendo che i nostri ospiti siano a digiuno da giorni, inutile dirlo, è una pessima idea che altro non fa che aumentare il volume di rifiuti nella pattumiera.

Ogni anno, in occasione delle feste, gli sprechi alimentari, già all’ordine del giorno nella routine consumistica dell’Occidente, aumentano a dismisura, con gravi conseguenze per l’ambiente che soffre per l’aumento di spazzatura prodotta, e per il portafoglio, a cui certo non giova buttare letteralmente i soldi nell’immondizia.

Energia dalle nuvole, la nuova fonte rinnovabile

Mark Moore, ricercatore della NASA, potrebbe aver scoperto una nuova forma di energia rinnovabile. Dei nanotubi di lunga portata che raggiungono le nuvole potrebbero alimentare una turbina che vola dai 600 metri ai 9 km di altezza per raccogliere energia eolica da inviare sulla Terra. Il macchinario potrebbe avere una forma di dirigibile con una turbina sul retro o un palloncino con alette che ruotano, un paracadute o un aquilone. Ognuna di queste idee è attualmente al vaglio degli scienziati.

Moore lavora come ingegnere aerospaziale presso l’Analysis Systems Branch del NASA Langley Research Center, e sta sfruttando un fondo da 100.000 dollari per realizzare la sua idea.