National Toxicology Program: le bottiglie di plastica aumentano il rischio di tumori

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Secondo i risultati preliminari del National Toxicology Program, il bisfenolo A (Bpa), sostanza utilizzata non solo per produrre bottiglie di plastica, ma anche nei contenitori e nei rivestimenti interni delle lattine, avrebbe molti effetti nocivi: potrebbe accelerare la puberta’, aumentare il rischio di tumori a seno e prostata, dare problemi neurologici.

Quante volte passeggiando per il lungomare dobbiamo sorbirci quel penoso spettacolo fatto di bottiglie e lattine galleggianti a fior d’acqua? Ogni anno il problema rifiuti cresce: vengono prodotte quasi dieci milioni di tonnellate di plastica, il 10 per cento delle quali finisce in mare. Il 20 per cento di questa plastica viene gettata dalle imbarcazioni e dalle piattaforme, mentre il resto arriva dalla terraferma. Le stesse caratteristiche che rendono la plastica adatta a così tante applicazioni industriali rappresentano un problema per gli ecosistemi marini. Quindi non fanno male solo all’ambiente essendo fatte di risorse non rinnovabili (il petrolio), essendo praticamente indistruttibili quando abbandonate nei prati, in mare e sulle spiagge e liberando diossina quando vengono bruciate negli inceneritori. Le bottiglie di plastica potrebbero essere dannose anche per la salute degli esseri umani. Nella sola Lombardia, vengono portate in discarica e incenerite 150.000 tonnellate di bottiglie in PET all’anno, con un costo per la collettività di 25 milioni di euro; l’inquinamento a questo punto non è assolutamente da sottovalutare.

Appello degli scienziati per fermare il prezzo del cibo nei paesi poveri

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Per fermare la piaga della fame nel terzo mondo adesso scendono in campo anche gli scienziati dell’ONU. In questi giorni di tensioni, oltre 400 scienziati si sono uniti e, dopo aver stilato il rapporto sulla “Valutazione Internazionale delle Scienze Agricole e Tecnologiche per lo Sviluppo”, hanno chiesto martedì scorso nel palazzo delle Nazioni Unite di intervenire per agire su un cambiamento radicale per quanto riguarda la distribuzione di cibo nel mondo e soprattutto per difendere le risorse del pianeta, molto spesso saccheggiate dalle multinazionali.

La tesi che sostengono gli scienziati è che l’agricoltura moderna ha portato notevoli aumenti nella produzione alimentare, ma i suoi benefici sono stati irregolari e sono stati una conseguenza dell’alto costo sostenuto solo dai piccoli agricoltori, i lavoratori, le comunità rurali e l’ambiente. Infatti a pagare sono sempre i poveri della Terra che hanno economie di piccola scala, e quindi con molti minori guadagni rispetto a chi invece ci specula.

Cari orsi, non valicate il confine con la Svizzera…

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Alla fine ce l’hanno fatta ad ucciderlo. L’orso Jj3 è stato assassinato in Svizzera.
Lo comunica il Ministero dell’Ambiente classificando questo crudele gesto come sbagliato e irrazionale, soprattutto perchè l’Italia si era offerta di occuparsi dell’animale, offrendo mezzi ed uomini alla Svizzera.
Purtroppo questi animali non sanno dove si trovano i confini tra una nazione e l’altra, e così basta un passo in avanti o indietro per decretarne la vita o la morte, la tutela o l’assassinio legalizzato.

A giustificazione dell’abbattimento, ammesso che ne esista una plausibile, il fatto che l’animale frequentasse zone abitate. Si poteva tuttavia intervenire per spingerlo verso zone meno frequentate.
Il problema fondamentale sollevato da tutta la vicenda è che non ci sono norme comuni per tutelare gli animali protetti, quando varcano i confini tra un Paese e l’altro. L’Unione Europa dovrebbe pensare a come far fronte a questa spinosa questione, al fine di tutelare la biodiversità con provvedimenti comuni, rispettati e condivisi.

Ecocho: navigando in internet si contribuisce a piantare alberi

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Si chiama Ecocho ed e’ il nuovo motore di ricerca ecologico lanciato dall’Australia in 14 Paesi, tra cui l’Italia. Lo slogan è You search. We grow trees, Ecocho pianterà due alberi ogni mille ricerche effettuate su internet tramite Yahoo e Google, i due motori di ricerca americani presenti nella maschera del sito australiano www.ecocho.com, contrastastando così le emissioni inquinanti di anidride carbonica. Il motore di ricerca “verde” in Italia potrebbe avere un grande successo: basta pensare che nel 2007 Google e Yahoo! hanno ottenuto percentuali di utenza rispettivamente del 94 e del 21%.

Berlusconi vuole il nucleare, ecco le ragioni per fargli cambiare idea

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All’annuncio della vittoria di Berlusconi alle ultime elezioni politiche, gli ambientalisti di tutta Italia si saranno sentiti passare un brivido lungo la schiena. Il leader del Pdl, infatti, ha da sempre dichiarato che la soluzione per i problemi energetici in Italia sarà l’introduzione del nucleare.

La sua vittoria, e l’inizio delle sue riforme, coincideranno proprio con l’anniversario della strage di Cernobyl, esattamente il 26 aprile del 1986.
L’esplosione del reattore nucleare della centrale bielorussa portò alla contaminazione radioattiva di un raggio di 150.000 km quadrati di territorio che andava dalla Bielorussia all’Ucraina, fino anche alla Russia.
Esattamente un anno dopo gli italiani, per una volta primi in Europa, firmarono il referendum che vietava la costruzione di centrali nucleari nel nostro bel Paese.

Risparmiare l’acqua con una dieta equilibrata: Virtual Water, poster da cucina

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L’acqua dolce è una risorsa fondamentale per la nostra vita e per quella del pianeta e, per non consumarne troppa, possiamo optare per un regime alimentare basato sulla quantità di acqua impiegata per produrre questo o quell’alimento.

Questa l’idea di Timm Kekeritz, designer tedesco che per la creazione del suo Virtual Water, poster da appendere in cucina e a cui far riferimento ogni volta che si prepara il pranzo, si è ispirato a dati scientifici che spiegano quanta acqua ci è voluta per produrre quello che mangiamo. Per produrre un pezzo di formaggio ci vogliono 2500 litri d’acqua, per una sola bistecca di manzo quasi 5000 litri.

Essere in Europa, essere l’Europa: Energia Intelligente, presentate i vostri progetti

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Ancora una volta, dall’Unione Europea ci arrivano proposte intelligenti, che è bene conoscere e diffondere, perchè molto spesso si è all’oscuro di tutti i finanziamenti e di tutte le possibilità che è possibile sfruttare dal nostro essere in Europa ed essere l’Europa.

Cospicui stanziamenti a favore delle energie rinnovabili e per la promozione del risparmio energetico sono alla base del programma Energia Intelligente Europa:

Il programma Energia intelligente-Europa istituito a favore dell’efficienza energetica, prevede misure dirette a incoraggiare l’efficienza energetica e l’uso razionale delle risorse energetiche; a promuovere le fonti d’energia nuove e rinnovabili e incoraggiare la diversificazione energetica; a promuovere l’efficienza energetica e l’uso di fonti d’energia nuove e rinnovabili nei trasporti.

DOP: due week end all’insegna del gusto e della qualità

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Denominazione di origine protetta, meglio nota con l’acronimo DOP, è un marchio di tutela giuridica della denominazione che viene attribuito – solitamente per legge – a quegli alimenti le cui peculiari caratteristiche qualitative dipendono essenzialmente o esclusivamente dal territorio in cui sono prodotti. In altre parole: un formaggio DOP deve essere fatto con latte di vacche allevate in zona, così come un salume DOP deve essere ricavato dai suini locali. La DOP nasce (insieme alla IGP) nel 1992 grazie al Regolamento CEE 2081/92 della Comunità Europea, ed è valida solamente per i prodotti agroalimentari (vini e bevande alcoliche esclusi). È quella che impone le norme più stringenti in assoluto, e quindi è quella che garantisce più di tutte il consumatore.

Ogni prodotto DOP, per diventare tale, deve rispettare un disciplinare di produzione che vincola tutte le fasi della produzione e della trasformazione. Generalmente tutti i prodotti DOP hanno un consorzio di tutela: un organismo composti da produttori e/o trasformatori aventi come scopo la tutela, la promozione e la valorizzazione dello stesso. Essi hanno anche un ruolo di informazione al consumatore e di vigilanza sulle produzioni.

Scoperto l’albero più antico del mondo, ha 8000 anni

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Trovato in Svezia l’albero più antico del mondo. E’ un abete rosso e ha la veneranda età di 8.000 anni. Ne ha viste passare tante l’albero scandinavo, compresa l’ultima glaciazione della terra, avvenuta all’incirca mentre lui nasceva.

Scoperto da un gruppo di botanici dell’Università di Umea, in Svezia, questo esemplare unico al mondo è considerato un “miracolato”, dato che è sopravvissuto alla deforestazione selvaggia che avviene costantemente negli ultimi decenni in quelle terre. Sarà perchè la sua posizione è alquanto scomoda da raggiungere (si trova tra le rocce su di una montagna), oppure per pura casualità, fatto sta che l’analisi delle sue radici più vecchie con il carbonio 14 hanno dimostrato che questa conifera sempreverde è sopravvissuta per 8 millenni, e gode di ottima salute.

Eco, l’installazione ambientale che parla chiaro

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Inaugurata sabato scorso a Roma, Eco è una mostra-installazione ambientale che, nonostante sia incentrata sui multipli significati del prefisso eco, parla chiaro, mostrando un’alternativa alla realtà consumistica e bulimica, secondo un punto di vista sostenibile: quello del riciclo e del riuso.

Eco è un intervento collettivo delle artiste Michal Blumenfeld, Rosalba Bozzato e Rakele Tombini, curata da Susanna Horvatovicova. Si tratta di un’installazione ambientale che riflette e allude ai doppi sensi di eco, il prefisso destinato ad una stratificazione di significati polisemantici derivata dall’accostamento a diversi concetti chiave legati all’ambiente e alla società contemporanea.

L’Accademia del mondo migliore cucina con il sole: dall’India la storia dei Jainisti e dei fornelli solari

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L’Accademia del mondo migliore (Academy for better world) nel Rajastan, a Taleti, vicino a monte Abu, cucina con il sole.
Grazie a 84 parabole in grado di concentrare la luce solare, si preparano 20000 pasti ogni giorno. Ogni parabola ha un’area riflettente di 9,2 metri quadrati e un sistema di tubature. Ogni giorno si producono circa 3500 4000 kg di vapore, che viene convogliato e va a fornire energia alle pentole industriali, che riescono a contenere tra i 200 ed i 400 litri.
E così si riesce a cucinare pulito, impiegando solo la luce del sole. Pensate che nei periodi dell’anno in cui il sole brucia più forte, dai 20000 pasti al giorno, si passa ai 38500. I fornelli solari hanno ovviamente emissioni zero.

A sfamarsi ecologico sono i Jainisti, la cui religione antichissima, conosciuta anche come Jaina Dharma, è basata sugli insegnamenti di Mahavira (599-527 a.C.). Sarà perchè i Jainisti credono che il mondo non cesserà mai di esistere che uno dei loro principi fondamentali è non recare danno ad alcuna cosa. Vivere senza “parassitare” insomma.

Biologico: conviene produrre senza medicinali chimici di sintesi?

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L’ IFOAM, la Federazione Internazionale dei Movimenti per l’Agricoltura Biologica (International Federation of Organic Agriculture Movements), così definisce l’agricoltura biologica:

Tutti i sistemi agricoli che promuovono la produzione di alimenti e fibre in modo sano socialmente, economicamente e dal punto di vista ambientale. Questi sistemi hanno come base della capacità produttiva la fertilità intrinseca del suolo e, nel rispetto della natura delle piante degli animali e del paesaggio, ottimizzano tutti questi fattori interdipendenti.

La filosofia dietro a questo diverso modo di coltivare le piante e allevare gli animali non è unicamente legata all’intenzione di offrire prodotti senza residui di fitofarmaci o concimi chimici di sintesi, ma anche alla volontà di non determinare nell’ambiente esternalità negative, cioè impatti negativi sull’ambiente a livello di inquinamento di acque, terreni e aria. L’interesse dei consumatori per produzioni ottenute in modo “biologico” è andato crescendo negli anni, soprattutto in funzione del concetto di salubrità che si associa alle produzioni biologiche.

Inchiesta sull’energia sprecata, ogni anno potremmo risparmiare almeno 3 centrali elettriche

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Vi siete mai chiesti quanto vi costa il vostro televisore? Non ci stiamo riferendo, ovviamente, al suo costo al momento dell’acquisto, ma al suo fabbisogno quotidiano di energia elettrica. Sono diverse le ricerche che sono state effettuate negli ultimi anni, soprattutto con il passaggio dal vecchio tubo catodico al plasma e all’LCD, ma tutte concordano nel dire che il consumo è di gran lunga aumentato, in barba agli accordi di Kyoto.

Il dato più incredibile è quello sulla lucina del Led che si accende quando il televisore è spento. In realtà quanto spegnamo la tv attraverso il solo telecomando, resta accesa una lucina, che si potrebbe spegnere semplicemente pigiando il bottoncino sul televisore stesso. Questa piccola e innocua luce consuma da uno a 4 watt. Il costo al watt nelle case private è mediamente 1,40 €. Calcolando le decine di milioni di televisori presenti in tutta Italia (senza considerare il resto del mondo), il consumo per questa piccola lucina si stima intorno ai 7 miliardi di chilowattora, più o meno quanto una centrale nucleare, o due centrali elettriche.
Ma non solo, perchè secondo uno studio fatto nel Regno Unito, sembrerebbe che le lucine dello stand-by producano 800 mila tonnellate di anidride carbonica ogni anno.